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Libri brevi per chi ha poco tempo

Mettiamola così: avete bambini piccoli, lavorate tanto, siete pendolari e utilizzate i mezzi pubblici per brevi tragitti, avete davanti a voi un’ora di fila alle poste, avete appena mezz’ora prima di andare a dormire… tutti questi, e altri, possono essere motivi che vi lasciano solo poco tempo per la lettura. Nonostante il poco tempo vorreste leggere lo stesso, ma non ce la fate proprio ad affrontare tomi di 500 pagine e più. Io, per esempio, sto traslocando, ma nonostante questo mi sono data alla lettura di Dona Flor e i suoi due mariti, 573 pagine. Per fortuna non è un libro impegnativo, ma penso che libri più brevi sarebbero stati più adeguati.

Ecco dunque per voi alcune proposte di libri brevi e belli che potreste pensare di leggere negli unici ritagli di tempo che riuscite a crearvi.

Herman Melville, Bartleby lo scrivanola mia edizione ha appena 95 pagine nonostante abbia il testo a fronte. Più un racconto che un romanzo, lo trovate anche in edizione singola (cioè non in antologie). «Preferirei di no» è una delle battute più famose della storia della letteratura. Bartleby è uno scrivano, un copista, che a un certo punto si rifiuta di seguire un ordine del suo datore di lavoro. Acuto.

Ian McEwan, Chesil Beach136 pagine, edizione Einaudi. Due giovani, nell’Inghilterra dei primi anni Sessanta, si sposano e si preparano alla loro prima notte di nozze. Sono entrambi vergini ed entrambi terrorizzati e preoccupati, seppure per motivi che non potrebbero essere più diversi. Il tema è inoltre la mancanza di comunicazione. Non eccelso, forse, ma molto bello. Qui la mia recensione.

J. Sheridan Le Fanu, Carmilla: pubblicato da solo (un centinaio di pagine) o in raccolte di racconti, è il primo racconto (1872) che ha per protagonista una vampira lesbica. Storia che non mi aveva molto colpito a una prima lettura, ne ho apprezzato il coraggio di trattare un tema scottante a una rilettura. Si inserisce nel filone vampiresco dell’Ottocento, ma porta appunto quel tocco di novità che non troviamo, credo, in altri racconti e romanzi dell’epoca. Qui la mia recensione dell’intera raccolta di racconti.

George Orwell, La fattoria degli animali: 115 pagine nell’edizione Mondadori, è una satira del totalitarismo incarnato in particolare nello stalinismo. In una fattoria gli animali si ergono a padroni, cacciando gli esseri umani, ma alcuni animali finiranno per essere «più uguali degli altri». Fortissimo, eccezionale.

Antoine de Saint-Exupéry, Volo di notte: 111 pagine in edizione Mondadori, è un romanzo forse poco famoso dell’autore del Piccolo principe (anch’esso un libro breve). Delicato, intenso, è la storia del pilota Fabien, impiegato nei rischiosi voli notturni che attraversano l’America del Sud per portare la posta. Vincitore del prestigioso Prix Femina nel 1931, è un romanzo sulla vita e la morte, sul rischio di alcuni mestieri, sulla passione per il proprio lavoro. La scrittura è meravigliosa, oltretutto. Qui c’è la mia recensione.

Fëdor Dostoevskij, Le notti bianche: un centinaio di pagine, varie edizioni, uno dei racconti più belli e famosi dell’immenso scrittore russo. Un racconto sull’amore e sull’impossibilità dello stesso, sulle emozioni, sui sogni, sulle illusioni. Perfetto. L’ho letto in cartaceo e ascoltato in audiolibro e, se ben recitato, è stupendo da ascoltare.

Italo Calvino, Il visconte dimezzato: 143 pagine in edizione Oscar Mondadori, fa parte della trilogia de I nostri antenati. Forse l’avrete letto a scuola, ma chissà se avete avuto modo di apprezzare davvero questa piccola gemma. Medardo di Torralba viene diviso a metà da un colpo di cannone e si trova con una metà buona e una cattiva, per poi essere riunito in un unico uomo con parti buone e cattive, come tutti. Stupendo.

Truman Capote, Colazione da Tiffany128 pagine nell’edizione Garzanti, è universalmente noto grazie al film che ne è stato tratto, con protagonista la meravigliosa Audrey Hepburn. Holly Golightly è in apparenza una donnina vana e frivola, ma secondo me (opinione non condivisa da tutti) mostra in fondo al suo animo, ben nascoste dietro alla frivolezza, una tristezza e un vuoto da colmare che ne fanno un’eroina simile a Emma Bovary. Molto consigliato.

Marjane Satrapi, Pollo alle prugne: 88 pagine, edizione Rizzoli Lizard. Per chi vuole qualcosa di diverso, una graphic novel dell’autrice di Persepolis, delicata e a tratti comica. Un suonatore iraniano di tar si vede il suo prezioso strumento distrutto da una moglie infuriata, e questo lo porterà rapidamente a non desiderare più di vivere. C’è anche un film omonimo, bellissimo, dove il suonatore di tar è stato trasformato in un violinista più comprensibile a un pubblico occidentale. Qui la mia recensione.

Omar Khayyam, Quartineun centinaio di pagine. Di nuovo, per chi voglia qualcosa di diverso, che possa essere letto anche in piccoli stralci, o meglio in piccoli sorsi (data anche l’importanza data al bere in questa raccolta di quartine). Un’opera poetica notissima di un autore persiano molto amato del XII secolo. Non fatevi spaventare dall’antichità dell’opera né dal fatto che si tratta di poesia: la lettura è molto agevole e i versi rimarranno impressi nel vostro animo per molto tempo.

Buona lettura!

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Consigli di lettura per l’estate

Siamo già oltre la metà di luglio e alcuni (o molti) di voi forse avranno già fatto le vacanze, tuttavia abbiamo ancora un mese e mezzo d’estate davanti a noi e molte persone scelgono o sono costrette ad andare in vacanza ad agosto. Perciò ho deciso di stilare, seppure un po’ in ritardo, un breve elenco con alcuni consigli di lettura che trovo particolarmente adatti per la stagione. Voglio precisare che secondo me se una persona è un lettore vero e forte e/o vorace, d’estate potrà e dovrà leggere esattamente quello che vuole, al di là del fatto che siano letture da ombrellone o meno. Io, per esempio, difficilmente scelgo le mie letture in base alla stagione, ma è pur vero che in alcuni determinati periodi o situazioni ho bisogno di libri più “leggeri”. Se questo vale anche per voi, ecco i miei consigli.

J.K. Rowling, la serie di Harry Potter: perché ogni momento è quello giusto per leggere Harry Potter, ma quale momento migliore dell’estate per una lettura spensierata e adatta a distrarsi come questa?

M.C. Beaton, Agatha Raisin e la quiche letale: una serie di gialli, o cosiddetti “cozy mysteries”, con protagonista l’investigatrice dilettante Agatha Raisin, una tranquilla signora che si ritira a vivere nei Cotswolds, in Inghilterra, e che si ritrova immancabilmente invischiata in alcuni delitti. Ho letto solo il primo e, pur non essendo un capolavoro del giallo, è senz’altro carino.

Douglas Adams, Guida galattica per autostoppisti: per chi ama la fantascienza e l’umorismo (British), meglio ancora per chi li ama entrambi combinati assieme. Essendo un caposaldo della letteratura umoristico-fantascientifica, non ha bisogno di presentazioni di sorta. Io ho letto tutta la “trilogia in cinque parti” e l’ho adorata per intero, ma c’è chi dice che il primo libro sia di gran lunga il migliore.

Sophie Kinsella, Ti ricordi di me?: un consiglio che difficilmente piacerà ai miei lettori uomini, ma che raccomando alle mie lettrici donne. A me non piace la chick-lit ma c’è da dire che Kinsella è brava nel suo genere, e la preferisco quando si dedica ad altri romanzi sempre di chick-lit ma non della serie di “I Love Shopping”, che sinceramente non mi piace. In questo libro una donna perde la memoria in seguito a un incidente: lei ricorda di essere una ragazza brutta e sfigatella, ma si trova invece ad essere una bella donna di grande successo.

Hugh Howey, Wool e tutta la trilogia del Silo: un post-apocalittico che mi è piaciuto molto. Non sarà innovativo, ma se vi piace il genere farà sicuramente per voi, e anche se non vi piace il genere dategli una possibilità. Qui la mia recensione.

Stieg Larsson, la trilogia di Millennium: se n’è parlato ovunque in lungo e in largo e non occorre che ve la presenti io. Posso solo dirvi che Uomini che odiano le donne è stato il libro che mi ha riappacificato con i thriller, un genere che non mi piaceva ma che ho imparato ad apprezzare proprio grazie a Larsson.

Jasper Fforde, L’ultimo drago: anche questa è una trilogia, di cui io ho letto solo le prime due parti. A parte il fatto che io adoro Jasper Fforde in tutto e per tutto, questo è un libro un po’ più rivolto alla parte bambina che è in noi, e anzi sarà apprezzato anche dai bambini un po’ più grandi (non leggetelo ai vostri figli o nipoti di cinque anni, per intenderci, ma dieci andrà benissimo). Siamo di fronte a magia e umorismo, con protagonista la quindicenne Jennifer Strange.

Jerome K. Jerome, Tre uomini in barca: un classico dell’umorismo inglese, anche questo non ha bisogno di presentazioni. A parer mio non è un capolavoro e non fa piegare in due dalle risate, ma fa comunque ridere e sorridere, ed è perfetto per chi voglia letture più leggere pur senza rinunciare a leggere un classico.

Jean-Luc Bannalec, Natura morta in riva al mare: è il primo libro di una serie di gialli con protagonista il commissario Dupin. Sì ok, non brilla per originalità e il giallo è debole, ma le descrizioni della Bretagna, regione in cui si svolgono i romanzi, sono spettacolari e fanno venire una gran voglia di visitarla. Perfetto per chi ama i gialli, per chi vuole una lettura leggera sotto l’ombrellone, per chi sta sul divano di casa e sogna di andare in vacanza.

Elias Canetti, Le voci di Marrakech: Canetti, in generale, non è uno scrittore leggero, ma non è che ve lo consiglio solo perché lo adoro. Ve lo consiglio perché questo è un libro che può essere considerato maggiormente “estivo” degli altri suoi e, come quello di Bannalec, è un libro che dispiega molto bene il senso di un luogo che in questo caso è la città di Marrakech. Di nuovo, se non potete andare in vacanza, questo libro vi farà credere di essere nelle vie della città; se invece siete in vacanza proprio in Marocco, vi sentirete ancora più immersi nel luogo in cui vi trovate. Qui c’è la mia recensione.

Giorgio Scerbanenco, Il Centodelitti: questi sono racconti, da brevi a brevissimi, e vanno bene per chi d’estate ha poca concentrazione ma non rinuncia a leggere, o per chi vuole passare il tempo fra un bagno al mare e l’altro o fra un’escursione in montagna all’altra o fra una visita a un museo all’altra, a seconda delle preferenze vacanziere di ognuno. Sono gialli nella migliore tradizione milanese di Scerbanenco e, come appunto nella migliore tradizione, sono pressoché perfetti. Qui c’è la mia recensione.

Achille Campanile, Agosto, moglie mia non ti conosco: estivo fin dal titolo, un romanzo umoristico ambientato in una pensioncina di Napoli, con l’ottimo stile e l’ottima vena satirico-umoristica di Campanile.

Larry Lisca, Camp attack: pubblicato dai miei amici I Sognatori, spero che sia ancora in commercio. È un libriccino delizioso sulle avventure vissute in campeggio e più in generale in vacanza, molto umoristico e davvero divertente. Questo sì, mi ha fatto ridere di cuore. Qui c’è la mia recensione.

Joanne Harris, Chocolat: contrariamente a quanto ci ha fatto credere il film (che tuttavia non ho visto, ma di cui ho sentito parlare tantissimo, come tutti), non è un romanzo d’amore. È un libro anche meno leggero di quanto si possa pensare e parla, fra l’altro, della paura del diverso e dell’integrazione. I protagonisti sono una donna di oscuri natali, forse francese o forse no, e gli abitanti di un minuscolo villaggio francese che si trovano a doverla forzatamente accogliere. E il cioccolato, ovviamente.

Fannie Flagg, Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop: non mi chiedete di fare un confronto con il film perché non l’ho visto (sì, guardo pochissimi film). Posso solo dirvi che il libro è delizioso e vi farà innamorare, e anche questo è molto meno leggero di quanto possa sembrare. Qui c’è la mia recensione.

Spero che ci sia qualcosa che possa fare al caso vostro e, in caso contrario, fatevi un giro per il blog e qualcosa troverete. Qui c’è l’elenco di tutte le recensioni pubblicate.

Buona lettura!

I miei libri preferiti

Non ricordo se in tutti questi anni vi ho mai parlato dei miei libri preferiti. Ho pensato dunque di stilare una lista (che a dire il vero avevo compilato tempo fa, piano piano, senza però averla mai pubblicata qui). L’elenco racchiude i libri che ho amato di più, che mi sono rimasti nel cuore, che mi hanno lasciato qualcosa, che sono stati importanti per me. Per cui non necessariamente tutti hanno raggiunto le “5 stelle”, anche se questo è stato il caso della maggior parte, certamente. Per chi fosse curioso dei libri da 5 stelle (che non sono tutti elencati qui), può guardare la mia libreria di Goodreads ordinando i miei libri per “rating”, oppure dare un’occhiata all’apposita bacheca per chi sia iscritto a Pinterest.

Ecco dunque la lista. I link rimandano a Goodreads e accanto c’è il link alla mia recensione sul blog, ove presente.

1984 – George Orwell
Acido solforico – Amélie Nothomb (recensione)
Amleto – William Shakespeare
Antigone – Jean Anouilh
Armenia – Gilbert Sinoué  (recensione)
Auto da fé – Elias Canetti (recensione)
Breviario del caos – Albert Caraco
Canto di Natale – Charles Dickens
Carmilla – J. Sheridan Le Fanu (recensione)
Cecità – José Saramago (recensione)
Che tu sia per me il coltello – David Grossman (recensione)
Colazione da Tiffany – Truman Capote
Delitto e castigo – Fëdor Dostoevskij
Detti e contraddetti – Karl Kraus
Dracula – Bram Stoker
Dust – Hugh Howey
Elettra – Hugo von Hofmannsthal (recensione)
Ethan Frome – Edith Wharton (recensione)
Fahrenheit 451 – Ray Bradbury (recensione)
Frucht des Feuers – Gerald Stieg
Furore – John Steinbeck (recensione)
Gli amori difficili – Italo Calvino
Gli ultimi giorni dell’umanità – Karl Kraus (recensione)
Gormenghast – Mervyn Peake (recensione)
Guernica – Carlo Lucarelli
Guida galattica per gli autostoppisti – Douglas Adams
Harry Potter e i doni della morte – J.K. Rowling
Harry Potter e il Calice di Fuoco – J.K. Rowling
Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban – J.K. Rowling
Harry Potter e il Principe Mezzosangue – J.K. Rowling
Harry Potter e la Camera dei Segreti – J.K. Rowling
Harry Potter e la pietra filosofale – J.K. Rowling
Harry Potter e l’Ordine della Fenice – J.K. Rowling
Hitler e l’enigma del consenso – Ian Kershaw (recensione)
I fratelli Ashkenazi – Israel J. Singer (recensione)
I giorni dell’abbandono – Elena Ferrante (recensione)
Il barone rampante – Italo Calvino
Il cacciatore di aquiloni – Khaled Hosseini (recensione)
Il castello dei destini incrociati – Italo Calvino
Il cavaliere inesistente – Italo Calvino
Il Centodelitti – Giorgio Scerbanenco (recensione)
Il cerchio – Dave Eggers (recensione)
Il Conte di Montecristo – Alexandre Dumas
Il cuore segreto dell’orologio. Quaderni di appunti 1973-1985 – Elias Canetti
Il deserto dei Tartari – Dino Buzzati (recensione)
Il frutto del fuoco: Storia di una vita – Elias Canetti
Il fu Mattia Pascal – Luigi Pirandello
Il gioco degli occhi: Storia di una vita – Elias Canetti
Il giudice e il suo boia – Friedrich Dürrenmatt
Il mio nome è Rosso – Orhan Pamuk (recensione)
Il mondo nuovo – Aldous Huxley (recensione)
Il piccolo principe – Antoine de Saint-Exupéry
Il porto sepolto – Giuseppe Ungaretti
Il processo – Franz Kafka
Il racconto dell’ancella – Margaret Atwood (recensione)
Il ragazzo che catturò il vento – William Kamkwamba (recensione)
Il ritratto di Dorian Gray – Oscar Wilde
Il rogo nel porto – Boris Pahor
Il Signore degli Anelli – J.R.R. Tolkien
Il Vangelo secondo Gesù Cristo – José Saramago (recensione)
Il ventaglio di Lady Windermere – Oscar Wilde
Il visconte dimezzato – Italo Calvino
I milanesi ammazzano al sabato – Giorgio Scerbanenco
I Miserabili – Victor Hugo
I monologhi della vagina – Eve Ensler (recensione)
I quaderni di Malte Laurids Brigge – Rainer Maria Rilke
I quaranta giorni del Mussa Dagh – Franz Werfel (recensione)
I viaggi di Gulliver – Jonathan Swift
La brevità della vita – Seneca (recensione)
La campana di vetro – Sylvia Plath
La commedia della vanità – Elias Canetti (recensione)
La fattoria degli animali – George Orwell
La lingua salvata: Storia di una giovinezza – Elias Canetti
L’altra Grace – Margaret Atwood (recensione)
La morte di Ivan Il’ic – Lev Tolstoj
La metamorfosi – Franz Kafka
La nausea – Jean-Paul Sartre (recensione)
La notte – Elie Wiesel (recensione)
La provincia dell’uomo. Quaderni di appunti 1942-1972 – Elias Canetti (recensione)
La rapidità dello spirito. Appunti da Hampstead – Elias Canetti
La scomparsa di Patò – Andrea Camilleri (recensione)
La signora di Wildfell Hall – Anne Bronte
La Storia – Elsa Morante
La tempesta – William Shakespeare
La tortura delle mosche – Elias Canetti
La vita che stress – Bill Watterson
La voce a te dovuta: poema – Pedro Salinas
Le città invisibili – Italo Calvino
Le Notti Bianche – Fedor Dostoevskij
Le poesie di Ricardo Reis – Fernando Pessoa (recensione)
Lettera al padre – Franz Kafka (recensione)
Le voci di Marrakech – Elias Canetti (recensione)
L’inconveniente di essere nati – Emil Cioran
L’insostenibile leggerezza dell’essere – Milan Kundera
L’ombra dello scorpione – Stephen King
Lost in the Mirror: An Inside Look at Borderline Personality Disorder – Richard Moskowitz
Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde – Robert Louis B. Stevenson
L’ultimo giorno di un condannato a morte – Victor Hugo
Macbeth – William Shakespeare
Madame Bovary – Gustave Flaubert (recensione)
Mafalda colpisce ancora – Quino
Mafalda la contestataria – Quino
Massa e potere – Elias Canetti (recensione)
Maurice – E.M. Forster
Maus – Art Spiegelman
Medea: Voci – Christa Wolf
Middlesex – Jeffrey Eugenides
Mille splendidi soli – Khaled Hosseini (recensione)
Molto forte, incredibilmente vicino – Jonathan Safran Foer
Nella colonia penale – Franz Kafka (recensione)
Noi – Evgenij Zamjatin (recensione)
Nozze – Elias Canetti (recensione)
Ogni cosa è illuminata – Jonathan Safran Foer
Otello – William Shakespeare
Pentesilea – Heinrich von Kleist
Persepolis – Marjane Satrapi (recensione)
Piccole grandi cose – Jodi Picoult (recensione)
Piccoli gesti di amore eroico – Danny Scheinmann (recensione)
Preghiera per Černobyl’ – Svetlana Aleksievic (recensione)
Pyongyang – Guy Delisle (recensione)
Qualcuno volò sul nido del cuculo – Ken Kesey
Quartine – Omar Khayyam
Raccontami di un giorno perfetto – Jennifer Niven (recensione)
Racconti – Franz Kafka (recensione)
Racconti del mistero: le inchieste di Monsieur Dupin – Edgar Allan Poe
Racconti di Pietroburgo – Nikolaj Gogol
Rebecca la prima moglie – Daphne du Maurier (recensione)
Saggio sulla lucidità – José Saramago (recensione)
Sanguisughe – David Albahari (recensione)
Se questo è un uomo – Primo Levi
Se una notte d’inverno un viaggiatore – Italo Calvino
Shift – Hugh Howey
Shining – Stephen King
S. La nave di Teseo di V.M. Straka – J.J. Abrams e Doug Dorst (recensione)
Sometimes I Act Crazy: Living with Borderline Personality Disorder – Jerold J. Kreisman e Hal Straus
Sostiene Pereira – Antonio Tabucchi
Speak. Le parole non dette – Laurie Halse Anderson (recensione)
Storia di una ladra di libri – Markus Zusak
Teresa in mille pezzi – Lyonel Trouillot (recensione)
The Empty House and Other Ghost Stories – Algernon Blackwood
They Poured Fire on Us from the Sky: The True Story of Three Lost Boys from Sudan – Benson Deng, Alephonsion Deng e Benjamin Ajak (recensione)
Tito di Gormenghast – Mervyn Peake (recensione)
Trama d’infanzia – Christa Wolf (recensione)
Un apolide metafisico: Conversazioni – Emil Cioran (recensione)
Una solitudine troppo rumorosa – Bohumil Hrabal
Un lavoro sporco – Christopher Moore
Uno, nessuno, e centomila – Luigi Pirandello
Un regno di matite. Appunti 1992-1993 – Elias Canetti
Un segno invisibile e mio – Aimee Bender (recensione)
V per Vendetta – Alan Moore e David Lloyd
Wool Omnibus – Hugh Howey (recensione)

I migliori libri del 2017

Fine anno, tempo di bilanci. Quest’anno ho voglia di farne meno del solito, ma un bilancio letterario non si nega mai a nessuno. Ecco dunque la lista dei libri che più mi hanno colpito quest’anno, in ordine di gradimento.

  1. 1984 di George Orwell: una rilettura fatta a distanza di circa un decennio, se non di più. Non l’ho mai recensito, né alla prima né alla seconda lettura, perché mi ha lasciato senza fiato e senza parole entrambe le volte. Questo non è un libro, è IL libro. Drammaticamente attuale, andrebbe letto in tutte le scuole, andrebbe imparato a memoria. Si conferma fra i miei preferiti di tutti i tempi. Non potete assolutamente non leggerlo.
  2. La notte di Elie Wiesel: recensito qui, è un libro che in realtà lascia senza parole per la sua potenza e drammaticità. Il dibattito è ancora in corso sul fatto che si tratti di un romanzo o di un saggio, ad ogni modo ha per me poca importanza. L’autore scrive in prima persona, descrivendo o romanzando (non importa) le proprie esperienze in campo di concentramento, quando era appena adolescente. Wiesel era un ragazzo molto religioso, ma la sua fede in Dio verrà pesantemente scossa dall’esperienza del Lager. Assolutamente da leggere. Entrato nella mia personale classifica di preferiti.
  3. Il rogo di Berlino di Helga Schneider: ne ho scritto qui. La storia vera dei bombardamenti di Berlino verso la fine della seconda guerra mondiale, così come vissuti dall’autrice. Schneider era stata abbandonata da bambina dalla madre, insieme a suo fratello Peter. Una finestra su un tragico avvenimento del nostro tempo, raccontata da una scrittrice che per me è di talento, sebbene molti non la pensino come me.
  4. Piccole grandi cose di Jodi Picoult: un romanzo sul razzismo che è stato definito “Il buio oltre la siepe del XXI secolo”. Qui c’è la mia recensione. Ho letto quest’anno entrambi i libri e devo confessare un’eresia: quello di Picoult mi è piaciuto di più di quello di Lee, forse perché quest’ultimo è un po’ datato ormai, sebbene il suo messaggio sia certamente universale. Il romanzo di Picoult attinge a piene mani da quello, ben più famoso, di Lee, ma ha una sua autonomia in quanto rende la storia di “ordinario” razzismo più attuale perché radicata nel contesto americano contemporaneo. Un must.
  5. Nella colonia penale di Franz Kafka: il link rimanda a un file pdf con il testo integrale del racconto. Anche questo è una rilettura, che ho recensito qui. Naturalmente non è alla pari con il racconto più famoso di Kafka, La metamorfosi (il quale è tra i miei preferiti), ma è comunque un racconto di una bellezza schiacciante e letteralmente opprimente. Kafka al suo meglio. Rileggerlo, questa volta in tedesco e ascoltando al contempo l’ottimo audiolibro, è stata un’esperienza davvero emozionante. Kafka non è per tutti, ma se vi piace la sua cupezza non potete fare a meno di leggere questo breve racconto.
  6. Sanguisughe di David Albahari: trovate qui la mia recensione. Il mio terzo libro di Albahari, conferma il mio amore smisurato per questo scrittore autenticamente postmoderno. Poco conosciuto in Italia, merita la stessa attenzione di un Paul Auster a parer mio. Un libro per chi ama il postmodernismo in letteratura, la matematica, la Cabala, e in generale i bei libri. Cervellotico senz’altro, quindi non per tutti, ma soltanto per chi voglia una storia e una scrittura raffinate e sia disposto a non tirare il fiato pur di leggerla (il libro, più di 300 pagine, è costituito da un unico paragrafo).
  7. La fattoria degli animali di George Orwell: anche questo una rilettura e anche questo senza recensione, mi è piaciuto molto ma molto di più della prima volta. All’epoca avevo circa 20 anni ed ero probabilmente troppo giovane per capirlo appieno. Una storia attualisma sul formarsi del totalitarismo, dovremmo leggerla tutti per capire meglio il nostro presente.
  8. The Empty House and Other Ghost Stories di Algernon Blackwood: il link rimanda alla pagina di Project Gutenberg da cui è possibile scaricare gratuitamente l’ebook in inglese. Non ne ho scritto una recensione. Purtroppo non esiste un’edizione italiana, ma immagino che alcuni racconti di Blackwood siano stati tradotti in italiano, o almeno lo spero. Sono storie di fantasmi che niente hanno da invidiare ad autori più famosi come Edgar Allan Poe. Anzi, a dire il vero (eresia delle eresie), ho preferito questi di Blackwood a quelli di Poe. Molto consigliati se vi piacciono le atmosfere gotiche.
  9. Ethan Frome di Edith Wharton: recensito qui. Il link fornito è a una delle edizioni italiane, ma se leggete in inglese lo trovate gratuitamente su Project Gutenberg, essendo ormai scaduti i diritti. Più che un romanzo è una novella, ha infatti appena un centinaio di pagine. Cupissimo e di una potenza impressionante, è stato il mio primo incontro con Wharton e un secondo incontro è stato ben lontano dal soddisfarmi allo stesso modo, purtroppo.

Questi i miei preferiti dell’anno. Menzione d’onore per la graphic novel Kobane Calling di Zerocalcare, la pièce teatrale Emigranti di Sławomir Mrożek, Rebecca la prima moglie di Daphne du Maurier.

I peggiori libri del 2016

Ieri vi ho parlato dei migliori libri del mio 2016, oggi invece vi voglio parlare dei peggiori. È vero, non si spara sulla Croce Rossa, e inoltre un blog, per come lo intendono molti, dovrebbe parlare solo di libri belli senza “gettare fango” su quelli brutti. Ma come sappiamo io non amo fare quello che fanno tutti e ho una certa vena polemica, perciò ecco anche l’elenco dei libri più brutti letti quest’anno. In rigoroso ordine di non gradimento. (E ben sapendo che mi attirerò gli strali di molti fan dei libri in questione).

  1. Christopher Moore, Fool: Moore non mi piace, ma per qualche motivo che mi sfugge continuo a leggere i suoi libri, sarà una compulsione di qualche tipo. L’unico suo libro che mi sia davvero piaciuto è Un lavoro sporco, gli altri oscillano, per me, fra il “carino” e la noia. Questo libro invece non è noioso, è proprio brutto, oscenamente brutto. Nella mia edizione si avverte il lettore, nella quarta di copertina, di non leggere questo libro se non si ama la volgarità ma, avendo comprato il libro online, questa parte mi è sfuggita. Altrimenti me ne sarei tenuta ben alla larga, dato che io la volgarità, soprattutto se gratuita e fine a se stessa, non la sopporto proprio. Il romanzo è una riscrittura in chiave comica (?) del Re Lear, ma non mi ha fatto ridere per niente, mi ha solo irritata per la volgarità del tutto gratuita. So che molti fan di Moore amano questo romanzo, ma per me, se vi posso consigliare, tenetevene alla larga.
  2. William Faulkner, Zanzare: secondo romanzo di Faulkner, suo primo e ultimo che leggo. Lo comprai per caso in una libreria dell’usato tanti anni fa, non sapendo che fosse uno dei suoi meno rappresentativi. Chi ama questo autore mi ha detto che si tratta di un romanzo misconosciuto. Volevo provare Faulkner, ma purtroppo è un errore che, credo, non farò mai più, sebbene io sia stata spronata a dargli un’altra chance con libri più famosi. Brutta copia di Francis Scott Fitzgerald (che invece mi piace molto), questo romanzo segue una serie di ricchi annoiati, artisti e mecenati, in una crociera sul lago. Argomento di cui non percepisco il fascino e personaggi di cui non mi potrebbe importare di meno. È stato uno strazio finirlo. Noia allo stato puro.
  3. Voltaire, Candido o l’ottimismo: me ne rendo conto, questa è una vera e propria bestemmia, ma è l’unico libro che io abbia abbandonato quest’anno. Non lo metto tuttavia in cima alla mia classifica di libri brutti, perché ne riconosco il valore filosofico e letterario. Tuttavia, al povero Candido ne capitavano così tante, e con tanta dovizia di particolari rivoltanti, che non sono proprio riuscita a proseguire nella lettura. È vero, sapevo cosa mi aspettava, ma non ce l’ho comunque fatta.
  4. Alfred Jarry, Ubu: se avete amato questo famosissimo libro spiegatemi, vi prego, il suo significato. Lo volevo leggere da tanto perché amo il teatro e perché questo libro è considerato uno dei capisaldi della letteratura teatrale. Non ci ho capito niente, l’ho trovato noioso, confusionario, assurdo e senza capo né coda. Forse un problema mio.

I veramente brutti sono i primi tre, ma ho voluto aggiungerne anche un quarto. Non bruttissimi, ma comunque non di mio gradimento: Franny e Zooey di J.D. Salinger, Il pozzo della solitudine di Radclyffe Hall, The Experiment di Myrto Azina Chronides (per fortuna non tradotto in italiano), Il padre di mia figlia di Nenad Veličković.

Così così, ma da menzionare in quanto la delusione più cocente nella storia delle delusioni cocenti: Stoner di John Williams.