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I libri di settembre 2019

Ecco la lista dei libri letti a settembre:

  1. H.P. Lovecraft, The Colour Out of Space ★★★★
  2. Hussain Al Mozany, Mansur oder Der Duft des Abendlandes ★★
  3. Elizabeth von Arnim, Il giardino di Elizabeth ★★★½
  4. Gertrude Atherton, The Bell in the Fog & Other Stories ★★★
  5. H.P. Lovecraft, The Music of Erich Zann ★★★½
  6. Nagib Mahfuz, Il ladro e i cani ★★½
  7. H.P. Lovecraft, The Haunter of the Dark ★★★
  8. Edith Wharton, Estate ★★★★★
  9. Wilkie Collins, Senza nome ★★★★½
  10. H.P. Lovecraft, I ratti nei muri ★★★
  11. H.P. Lovecraft, Il modello di Pickman ★★★
  12. T E Kinsey, A Quiet Life in the Country ★★½
  13. Irène Némirovsky, David Golder ★★★★
  14. Sándor Márai, Liberazione ★★★★
  15. H.P. Lovecraft, Altrove ★★★

I libri di agosto 2019

Ultimamente non sto scrivendo molte recensioni perché ho troppi pensieri per la testa e/o perché spesso non mi sembra di avere nulla da dire su quello che leggo. A volte ho comunque scritto due righe su Goodreads.

Ecco, se può interessare, l’elenco dei libri letti ad agosto. Come vedete sono davvero molti, ma parecchi sono brevi quindi in realtà la quantità di pagine letta è assai ridimensionata e si colloca più o meno sulla media (medio-alta, a dire il vero) degli altri mesi.

  1. Wu Ming 2, Il sentiero degli dei ★
  2. Braulio Muñoz, Quaderni peruviani ★★★★½
  3. TaraShea Nesbit, Le mogli di Los Alamos ★★
  4. Lord Dunsany, Fifty-One Tales ★★
  5. H.P. Lovecraft, The Picture in the House ★★★★
  6. H.P. Lovecraft, Estraneo ★★★
  7. H.P. Lovecraft, The Silver Key ★★
  8. H.P. Lovecraft,  In the Vault ★★★½
  9. H.P. Lovecraft, The Whisperer in Darkness ★★
  10. Fëdor Dostoevskij, L’adolescente ★★★½
  11. H.P. Lovecraft, La cosa sulla soglia ★★★★½
  12. Miriam Toews, Mi chiamo Irma Voth ★★★½
  13. Nikolai Gogol, Il Vij ★★★½
  14. Yeonmi Park, La mia lotta per la libertà ★★★★
  15. Eugene O’Neill, Strano interludio ★★★★
  16. Leonid Andreyev, Lazzaro ★★★★
  17. Giorgio Scerbanenco, Traditori di tutti ★★★
  18. H.P. Lovecraft, L’ombra venuta dal tempo ★★
  19. Leonid Andreyev, I sette impiccati ★★★½
  20. Leonid Andreyev, Il silenzio ★★½

L’amore nei libri

Di San Valentino mi importa meno di niente, ma è una buona occasione come un’altra per parlare di libri e amore, o di amore nei libri. Una piccola personalissima e soggettivissima guida su alcuni libri d’amore che mi sono piaciuti o che ritengo significativi in un modo o nell’altro. So che ho lasciato fuori tanti classici e non, ma ho voluto condensare questa lista in dieci titoli.

Amore di Elizabeth von Arnim: il libro che mi ha fatto conoscere questa autrice è una storia d’amore fra una donna non più giovane e un uomo poco più che ragazzo nell’Inghilterra degli anni Venti del Novecento. Una società ipocrita che non vede per nulla di buon occhio le unioni fra donne mature e uomini giovani, mentre il contrario non è assolutamente un problema. Proprio come oggi, quasi cent’anni dopo.

Anna Karenina di Lev Tolstoj: forse la storia di amore tormentato per eccellenza, è un romanzo che non ha bisogno di presentazioni. Leggetelo, fatevi questo regalo.

Che tu sia per me il coltello di David Grossman: è vero, è un romanzo sdolcinato e come ha detto qualche recensore, se vogliamo ci potremmo quasi vedere una storia di stalking piuttosto che d’amore, ma lasciatemi illudere che non sia così e che questa sia invece una bellissima storia d’amore fra un uomo e una donna che non si sono mai incontrati e che si imparano a conoscere tramite delle lettere. Per me è dolcissimo, perdonatemi.

Dolce come il cioccolato di Laura Esquivel: una storia d’amore intrisa di realismo magico. Per tradizione familiare, la figlia più giovane non si può sposare perché deve prendersi cura della madre, ma che fare se questa figlia minore è perdutamente innamorata, ricambiata, di un uomo? Semplice, convincere l’uomo a sposare la figlia maggiore. Ne nasce un amore potente e tormentato. Un libro passionale.

La voce a te dovuta di Pedro Salinas: uno dei libri d’amore più belli, dolci e appassionati che io abbia mai letto. È un libro di poesie, ma leggetelo anche se non vi piace troppo la poesia. Per me, è un libro potente.

Le ho mai raccontato del vento del nord di Daniel Glattauer: siamo dalle parti del già citato libro di Grossman. Una donna invia un’email all’indirizzo sbagliato, ne nasce una corrispondenza che da seccata si fa incuriosita, da incuriosita appassionata. Inevitabilmente, i due si innamorano. Per carità, non è un capolavoro della letteratura, ma a me è piaciuto molto. Da leggere con il seguito, La settima onda.

Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij: anche questo libro non ha bisogno di presentazioni. Una storia d’amore incompiuto nelle notti russe. Che dire, se non “bellissimo”? È molto breve, se vi capita ascoltatelo in audiolibro, io ho avuto l’occasione di ascoltarne una lettura di Radio France ed è stata forse più emozionante che la lettura su carta.

Per amore solo per amore di Pasquale Festa Campanile: la storia d’amore terreno fra Giuseppe e Maria. Sì, proprio i genitori di Gesù. Un amore vero e puro. Manca il punto di vista della donna, ma resta comunque un bel libro.

Piccoli gesti di amore eroico di Danny Scheinmann: due storie che si intrecciano, due amori che finiscono tragicamente, a causa di un incidente mortale l’uno, a causa della guerra l’altro. Molto sentimentale, verserete calde lacrime, e tuttavia è un libro bellissimo.

Un segno invisibile e mio di Aimee Bender: è vero che l’ho letto in un momento particolare, ma resta tuttora uno dei miei libri preferiti di tutti i tempi. Un giovane uomo e una giovane donna si innamorano: lei tenta di resistere a questo sentimento, lui oppone resistenza alla resistenza di lei. Due persone segnate dalla vita, una storia toccante, a me ha parlato veramente da vicino. E pur essendo passati dodici anni dalla lettura, questo libro me lo ricordo ancora.

I migliori libri del 2018

Eccomi qua anche quest’anno a fare un bilancio delle mie letture dell’anno appena trascorso. In generale è stato un anno di letture abbastanza buone, secondo Goodreads il mio voto medio durante il 2018 è stato di 3,5 stelline su 5. Pochi libri ottimi, ma diversi molto buoni, quindi sono soddisfatta. Ecco dunque le mie letture preferite in ordine di gradimento…

La metamorfosi di Franz Kafka: si tratta di una terza o forse quarta rilettura di questo racconto lungo (o romanzo breve), decisamente il più famoso di Kafka e che non necessita di alcuna presentazione. Ogni tanto mi piace tornare a rileggerlo. Avevo anche l’audiolibro ma ho deciso che gli audiolibri non fanno per me, dopo averne provati alcuni, perciò mi sono limitata a rileggere il libro in lingua originale. L’emozione provata è la stessa della prima volta, se non addirittura più intensa. Non può che riconfermarsi come uno dei miei libri preferiti in assoluto. Geniale.

La signora di Wildfell Hall di Anne Brontë: pubblicato in italiano da Neri Pozza, l’ho letto in inglese nella bellissima edizione Oxford World’s Classics che, oltre ad avere un’ottima introduzione e apparato critico, è anche una delle poche a presentare il testo originale completo. Non avevo mai letto nulla della meno conosciuta delle sorelle Brontë ed è stata una piacevolissima scoperta. Un libro molto attuale nelle tematiche, parla della misteriosa inquilina di Wildfell Hall, che in realtà è sposata con un uomo alcolizzato sebbene appartenente alla buona società, da cui è scappata per sfuggire alla sua violenza. La scrittura di Anne Brontë è eccezionale e né lo stile né la trama hanno niente da invidiare ai libri delle più famose Emily e Charlotte. Anzi, a parer mio questo romanzo rivela Anne come una scrittrice immensamente superiore alle notissime sorelle.

I fratelli Ashkenazi di Israel J. Singer: recensito qui. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a un’opera meravigliosa del fratello di un autore maggiormente famoso, Isaac B. Singer. Non avendo mai letto nulla dell’illustre fratello premio Nobel per la letteratura, non sono in grado di fare un confronto fra i due, ma quel che posso dire è che difficilmente posso credere che Israel meriti di essere meno famoso. Il libro è un’epopea familiare ambientata a Łódź, in Polonia, ed è anche la storia degli ebrei polacchi e della città in cui si svolge. Un libro epico e meraviglioso che, girata l’ultima pagina, mi ha fatto sentire come orfana. Naturalmente ora voglio leggere tutti gli altri libri pubblicati da questo bravissimo autore.

La morte di Ivan Ilic di Lev Tolstoj: quarto libro che leggo di Tolstoj, il più bello fra quelli letti finora. Sebbene continui a preferirgli Dostoevskij, riconosco il genio quando lo vedo. Questo libriccino era capitato fra le mie mani grazie al bookcrossing, che ringrazio per avermi dato l’opportunità di leggere un capolavoro. Siamo di fronte a grandissime domande come il senso della vita di fronte alla morte imminente. Un libro di enorme lirismo e spessore filosofico, che secondo me andrebbe letto da tutti gli amanti della vera letteratura. Per me, superiore perfino a Guerra e pace, pur nella sua essenziale brevità.

Fiori sopra l’inferno di Ilaria Tuti: recensito qui. Potrebbe sembrare strano che un romanzo di intrattenimento quale può essere un thriller compaia nella mia lista dei preferiti, ma non lo è affatto. Prima di tutto perché l’anno appena passato ho letto vari libri di cosiddetto “intrattenimento”, in secondo luogo perché questo è un thriller di grande spessore. Opera prima di questa scrittrice, già in corso di traduzione in diversi paesi, è un thriller mozzafiato che si svolge in un paese immaginario di un riconoscibilissimo Friuli. Le descrizioni della montagna sono eccezionali, così come lo sono la trama e la suspense, nonché la caratterizzazione dei personaggi. Un finale di grande finezza psicologica che neanche il più astuto dei lettori avrebbe potuto aspettarsi. Non vedo l’ora che Ilaria Tuti pubblichi qualcos’altro.

Little Brother di Cory Doctorow: recensito qui, è scaricabile gratuitamente in inglese dal sito dell’autore, che mette a disposizione tutti i suoi libri con licenza Creative Commons. Si tratta di un libro del genere post-apocalittico che si svolge a San Francisco dopo un attentato e vede un controllo minuzioso e maniacale della popolazione tramite la tecnologia. È un cosiddetto young adult, ma benché il pubblico sia chiaramente quello dei giovani adulti può essere letto con piacere anche dagli adulti un po’ meno giovani.

Menzione d’onore per La tempesta di William Shakespeare, rilettura del meraviglioso testo che avevo letto per la prima volta all’università per un esame; Das Aquarium di Franziska Jennifer Lange, non tradotto in italiano ma recensito qui, è il romanzo dell’alienazione dell’uomo contemporaneo, nonché del dolore che può scaturire da un’infanzia difficile; Wendigo di Algernon Blackwood, in cui la tensione e l’orrore raggiungono livelli incredibili pur senza shockare il lettore come tendono a fare tanti libri horror contemporanei; Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino, rilettura che conferma la meraviglia di questo libro; Jimbo di Algernon Blackwood (traduzione italiana non disponibile, recensito qui), per un orrore soprannaturale e contaminato col fantasy, visto dagli occhi di un bambino e che conferma Blackwood come uno dei miei autori preferiti.

Libri brevi per chi ha poco tempo

Mettiamola così: avete bambini piccoli, lavorate tanto, siete pendolari e utilizzate i mezzi pubblici per brevi tragitti, avete davanti a voi un’ora di fila alle poste, avete appena mezz’ora prima di andare a dormire… tutti questi, e altri, possono essere motivi che vi lasciano solo poco tempo per la lettura. Nonostante il poco tempo vorreste leggere lo stesso, ma non ce la fate proprio ad affrontare tomi di 500 pagine e più. Io, per esempio, sto traslocando, ma nonostante questo mi sono data alla lettura di Dona Flor e i suoi due mariti, 573 pagine. Per fortuna non è un libro impegnativo, ma penso che libri più brevi sarebbero stati più adeguati.

Ecco dunque per voi alcune proposte di libri brevi e belli che potreste pensare di leggere negli unici ritagli di tempo che riuscite a crearvi.

Herman Melville, Bartleby lo scrivanola mia edizione ha appena 95 pagine nonostante abbia il testo a fronte. Più un racconto che un romanzo, lo trovate anche in edizione singola (cioè non in antologie). «Preferirei di no» è una delle battute più famose della storia della letteratura. Bartleby è uno scrivano, un copista, che a un certo punto si rifiuta di seguire un ordine del suo datore di lavoro. Acuto.

Ian McEwan, Chesil Beach136 pagine, edizione Einaudi. Due giovani, nell’Inghilterra dei primi anni Sessanta, si sposano e si preparano alla loro prima notte di nozze. Sono entrambi vergini ed entrambi terrorizzati e preoccupati, seppure per motivi che non potrebbero essere più diversi. Il tema è inoltre la mancanza di comunicazione. Non eccelso, forse, ma molto bello. Qui la mia recensione.

J. Sheridan Le Fanu, Carmilla: pubblicato da solo (un centinaio di pagine) o in raccolte di racconti, è il primo racconto (1872) che ha per protagonista una vampira lesbica. Storia che non mi aveva molto colpito a una prima lettura, ne ho apprezzato il coraggio di trattare un tema scottante a una rilettura. Si inserisce nel filone vampiresco dell’Ottocento, ma porta appunto quel tocco di novità che non troviamo, credo, in altri racconti e romanzi dell’epoca. Qui la mia recensione dell’intera raccolta di racconti.

George Orwell, La fattoria degli animali: 115 pagine nell’edizione Mondadori, è una satira del totalitarismo incarnato in particolare nello stalinismo. In una fattoria gli animali si ergono a padroni, cacciando gli esseri umani, ma alcuni animali finiranno per essere «più uguali degli altri». Fortissimo, eccezionale.

Antoine de Saint-Exupéry, Volo di notte: 111 pagine in edizione Mondadori, è un romanzo forse poco famoso dell’autore del Piccolo principe (anch’esso un libro breve). Delicato, intenso, è la storia del pilota Fabien, impiegato nei rischiosi voli notturni che attraversano l’America del Sud per portare la posta. Vincitore del prestigioso Prix Femina nel 1931, è un romanzo sulla vita e la morte, sul rischio di alcuni mestieri, sulla passione per il proprio lavoro. La scrittura è meravigliosa, oltretutto. Qui c’è la mia recensione.

Fëdor Dostoevskij, Le notti bianche: un centinaio di pagine, varie edizioni, uno dei racconti più belli e famosi dell’immenso scrittore russo. Un racconto sull’amore e sull’impossibilità dello stesso, sulle emozioni, sui sogni, sulle illusioni. Perfetto. L’ho letto in cartaceo e ascoltato in audiolibro e, se ben recitato, è stupendo da ascoltare.

Italo Calvino, Il visconte dimezzato: 143 pagine in edizione Oscar Mondadori, fa parte della trilogia de I nostri antenati. Forse l’avrete letto a scuola, ma chissà se avete avuto modo di apprezzare davvero questa piccola gemma. Medardo di Torralba viene diviso a metà da un colpo di cannone e si trova con una metà buona e una cattiva, per poi essere riunito in un unico uomo con parti buone e cattive, come tutti. Stupendo.

Truman Capote, Colazione da Tiffany128 pagine nell’edizione Garzanti, è universalmente noto grazie al film che ne è stato tratto, con protagonista la meravigliosa Audrey Hepburn. Holly Golightly è in apparenza una donnina vana e frivola, ma secondo me (opinione non condivisa da tutti) mostra in fondo al suo animo, ben nascoste dietro alla frivolezza, una tristezza e un vuoto da colmare che ne fanno un’eroina simile a Emma Bovary. Molto consigliato.

Marjane Satrapi, Pollo alle prugne: 88 pagine, edizione Rizzoli Lizard. Per chi vuole qualcosa di diverso, una graphic novel dell’autrice di Persepolis, delicata e a tratti comica. Un suonatore iraniano di tar si vede il suo prezioso strumento distrutto da una moglie infuriata, e questo lo porterà rapidamente a non desiderare più di vivere. C’è anche un film omonimo, bellissimo, dove il suonatore di tar è stato trasformato in un violinista più comprensibile a un pubblico occidentale. Qui la mia recensione.

Omar Khayyam, Quartineun centinaio di pagine. Di nuovo, per chi voglia qualcosa di diverso, che possa essere letto anche in piccoli stralci, o meglio in piccoli sorsi (data anche l’importanza data al bere in questa raccolta di quartine). Un’opera poetica notissima di un autore persiano molto amato del XII secolo. Non fatevi spaventare dall’antichità dell’opera né dal fatto che si tratta di poesia: la lettura è molto agevole e i versi rimarranno impressi nel vostro animo per molto tempo.

Buona lettura!