Dove trovare audiolibri gratuiti

Un paio di settimane fa vi avevo parlato di alcuni siti da cui scaricare (legalmente!) ebook gratuiti. Oggi invece parliamo di audiolibri.

Innanzitutto, che rapporto avete con questo mezzo? Ne ascoltate, vi piacciono? Io ci ho provato varie volte, anche di recente quando per un po’ ho fatto fatica a leggere a causa di alcuni problemi di vista, ma purtroppo ho fallito miseramente ogni volta. È un mezzo che proprio non fa per me, ho bisogno di seguire con gli occhi le parole per poter anche solo capire di cosa si sta parlando e seguire il filo della storia. Mi è stato detto tempo fa, da un’amica virtuale che legge solo audiolibri, che all’inizio ci vuole molta pazienza per impratichirsi e imparare ad ascoltare con attenzione. Io, purtroppo, di pazienza ne ho sempre avuta poca, quindi per adesso ho desistito.

Peraltro, non sono per nulla d’accordo con chi snobba gli audiolibri e ritiene che chi ne ascolta non stia veramente leggendo. È solo il mezzo ad essere diverso, non vedo francamente su cosa si basi l’accusa. Ci sono molte persone che li preferiscono per motivi loro (magari perché fanno quotidianamente lunghi tragitti in macchina o sui mezzi pubblici) e altrettante che li leggono perché hanno problemi di vista. Leggo spesso recensioni straordinarie, approfondite e dettagliate scritte da persone che leggono audiolibri, quindi se per qualcuno “non è leggere” è un problema suo, non di chi ne fa uso.

Ma veniamo ora all’argomento del post: dove trovare audiolibri gratuiti? Di nuovo, come nel caso degli ebook, si tratterà giocoforza di classici, che sono quindi fuori diritti e pertanto fruibili gratuitamente.

Il più famoso in Italia è probabilmente Ad Alta Voce, il programma di Rai Radio 3 dove, dal lunedì al venerdì alle 17, vengono letti libri da attori famosi e molto bravi. Se non riuscite a seguire le dirette potete ascoltare le registrazioni sul sito in qualunque momento, e spesso anche scaricarle sul vostro computer o dispositivo. Provate a spulciare un po’ il sito e ascoltare qualche spezzone: sono tutti fatti molto bene e sono gli unici che perfino io riuscivo più o meno a seguire, proprio grazie alla bravura e alla professionalità dei lettori. Una particolarità: in alcuni casi, Ad Alta Voce presenta anche libri che non sono ancora di pubblico dominio, quindi la scelta è piuttosto vasta.

Un altro sito molto noto è LibriVox: i lettori sono tutti volontari e si sente, ma alcuni hanno registrato così tante letture da essere ormai molto esperti, per cui il mio consiglio è ascoltare qualche spezzone per capire se il lettore faccia per voi, e poi segnarvi il nome per vedere cos’altro abbia registrato. La stragrande maggioranza dei libri è in inglese, ma ce ne sono anche in italiano, seppure non tanti.

Abbiamo poi Classici audiolibri, che sostanzialmente è un sito che raccoglie i link a vari audiolibri letti su altri siti. A mio parere è facilmente fruibile, si può cercare per autore, per titolo o per genere e si viene reindirizzati al sito dove si trova la registrazione.

C’è poi Audiolibri.org, che raccoglie vari libri in italiano ma anche in altre lingue: anche questo sito reindirizza ad altri siti, principalmente canali YouTube su cui è stata caricata la videoregistrazione.

Liber Liber, di cui avevo già parlato nel post sugli ebook, raccoglie anche numerosi audiolibri classici, che trovate elencati qui.

Internet Archive, di cui pure avevo già parlato, ha una nutrita raccolta di audiolibri, quasi tutti in inglese, provenienti perlopiù (ma non solo) da LibriVox.

Avevo già menzionato anche Loyal Books, dove si trovano sia ebook sia audiolibri in moltissime lingue. Al momento quelli in italiano risultano essere solo 30, ma date comunque uno sguardo.

Open Culture è un sito meraviglioso, che elenca moltissime risorse gratuite presenti in rete: ebook, corsi, film, e anche audiolibri. Sono tutti in inglese, ma potrete trovare delle perle straordinarie, per esempio alcuni racconti o libri letti dagli autori stessi. Ad ogni modo, anche se non vi piacciono gli audiolibri, il sito merita una visita perché è una miniera d’oro.

Non so se ci siano fra voi (audio)lettori che leggono in tedesco; se sì, vi consiglio caldamente vorleser.net, dove troverete tantissimi classici letti da attori professionisti. Ne ho ascoltato qualcuno e ce ne sono di eccellenti, per esempio alcuni racconti di Kafka che fanno venire i brividi.

Se invece vi interessa ascoltare audiolibri contemporanei oltre che classici, letti da attori professionisti e quindi per forza di cose più piacevoli da ascoltare, ci sono vari siti dove li troverete in vendita: c’è ovviamente Audible di Amazon, ma anche Storytel. Entrambi offrono dei periodi prova gratuiti, quindi potete vedere se offrono un servizio che vi piace prima di comprare la membership. Altrimenti potete rivolgervi direttamente a due eccellenti editori di audiolibri come Emons (che da un po’ pubblica anche libri cartacei ed ebook) e Il Narratore.

Molti dei siti che ho elencato hanno anche la propria app, per cui se preferite leggere sul vostro smartphone potete farlo tranquillamente e con comodità.

 

Dove trovare ebook gratuiti (e legali)

Se vi piacciono i classici e leggete in digitale, conoscerete senz’altro il concetto di pubblico dominio. Ovviamente, la legge sul diritto d’autore varia da paese a paese; in Italia un’opera creativa diventa di pubblico dominio 70 anni dopo la morte dell’autore. Questo vale per i libri in lingua originale, mentre diverso è il caso per le opere tradotte, dal momento che anche la traduzione è protetta dal diritto d’autore. «Nel caso di un’opera tradotta i diritti sono sia dell’autore che del traduttore, quindi l’opera entra in pubblico dominio dopo 70 anni dalla morte dell’ultimo sopravvissuto dei due». La citazione è tratta dal sito dell’AIB (Associazione Italiana Biblioteche), che in questa pagina spiega benissimo la questione del pubblico dominio, peraltro molto più complessa di come l’ho brevemente riassunta io.

Il tema è di attualità per noi italiani, perché recentemente la Procura di Roma ha posto sotto sequestro diversi siti internet nell’ambito di un’indagine sulla diffusione di copie pirata di quotidiani (se n’è parlato poco tempo fa a proposito di alcuni canali Telegram dediti a quest’attività illegale). Che c’entra questo con i libri di pubblico dominio? In teoria niente, solo che fra i 28 siti posti sotto sequestro è finito anche Project Gutenberg, che è senza ombra di dubbio il maggiore e migliore sito legale per il download di ebook di pubblico dominio. Se ne parla in questo articolo della Stampa, che riporta anche la storia di com’è nato Project Gutenberg e afferma che il sito sia di nuovo accessibile, cosa che a me non risulta, ma dipende quasi sicuramente dai DNS utilizzati.

La storia di Project Gutenberg è lunghissima, nel senso che è un’idea nata addirittura nei primi anni Settanta, e potete leggerla nell’articolo della Stampa che ho citato sopra, oppure su Wikipedia (la pagina in inglese è più esaustiva). L’azienda a cui fa capo il progetto ha sede negli Stati Uniti, perciò i libri presenti nel sito sono quelli di pubblico dominio secondo la legge americana sul copyright, che è ovviamente diversa da quella italiana o di altri paesi. Tuttavia, Project Gutenberg è un sito perfettamente legale e anzi ha uno scopo molto meritorio. È inoltre fornitissimo e si trovano classici per tutti i gusti, in varie lingue, anche se com’è ovvio quelli in inglese sono la maggioranza.

Ci sono tuttavia altri siti dove è possibile scaricare ebook gratuitamente e legalmente, anche se a mio parere nessuno è al livello di Project Gutenberg, sia come quantità di opere messe a disposizione, sia come qualità degli ebook.

In Italia il più famoso è Liber Liber, dove sono presenti sia ebook sia audolibri, tutti in italiano, tutti di buona qualità.

C’è poi Wikisource, un progetto di Wikimedia Foundation, che permette di leggere moltissime opere online o di scaricarle gratuitamente. Il progetto è disponibile in decine di altre lingue, per esempio in inglese, in tedesco, in francese, ecc.

Feedbooks è una vera e propria libreria digitale, ma oltre ai libri a pagamento, mette a disposizione centinaia di testi di pubblico dominio. Questo sito esiste in inglese, tedesco, francese e spagnolo (i link che ho inserito rimandano direttamente ai libri di pubblico dominio).

Moltissimi altri siti offrono ebook gratuiti, soprattutto in inglese, ma si trovano anche alcuni libri in italiano o altre lingue. Per esempio Many Books (richiede la registrazione che però è gratuita, i libri sono tutti in inglese e, oltre ai classici, ospita anche romanzi contemporanei messi a disposizione gratuitamente dagli autori, perlopiù emergenti), DigiLibraries (libri in inglese), Logos Library (su cui attualmente sono presenti più di 7000 ebook in italiano), Loyal Books (offre sia ebook sia audiolibri, ce ne sono anche in italiano ma non sono molti), One More Library (il link rimanda alla versione italiana, il sito originale è in inglese e potete cambiare la lingua in alto a destra; a seconda della lingua scelta verranno mostrati libri in quella lingua), The Online Books Page della University of Pennsylvania (i libri sono in inglese e il sito ospita diversi progetti interessanti, ad esempio A Celebration of Women Writers, dedicato ai libri scritti da autrici donne). Se leggete in tedesco c’è poi Zeno.org.

Discorso a parte meritano Internet Archive e la sua costola Open Library. Il primo mette a disposizione anche altri media, come ad esempio film o musica (i libri li trovate qui). Si tratta di vere e proprie biblioteche per le quali occorre una registrazione (gratuita) e che danno in prestito i libri per un periodo di 14 giorni, trascorso il quale il libro viene cancellato dal proprio e-reader/computer/tablet. Come una vera e propria biblioteca, quindi. Il problema è che i testi messi a disposizione non sono ebook, ma libri (spesso e volentieri di autori contemporanei) scannerizzati e digitalizzati, e questo ha scatenato un enorme dibattito negli Stati Uniti sulla loro legalità. Il prestito si basa sul principio del Controlled Digital Lending, che consente il prestito di libri a stampa digitalizzati, ma solo se la biblioteca che li mette a disposizione dà in prestito il numero esatto di copie che possiede fisicamente. Questo significa che se la biblioteca X possiede una sola copia cartacea del libro Y, può prestare il corrispondente digitale solo a una persona per volta. Questo principio è stato unilateralmente messo da parte con la National Emergency Library, un progetto lanciato il 24 marzo 2020 e attivo fino al 30 giugno 2020 o fino alla fine dello stato di emergenza negli USA: in questo modo le liste d’attesa tipiche delle biblioteche fisiche e digitali sono state temporaneamente sospese, rendendo possibile il prestito di uno stesso libro a più persone contemporaneamente. Da qui è scaturito il dibattito, dal momento che gli autori equiparano questa tipologia di prestito a un vero e proprio atto di pirateria. Potete leggerne qui e qui, ad esempio.

Se non volete utilizzare servizi di dubbia legalità, che peraltro raccolgono perlopiù libri in lingua inglese, ma volete comunque leggere gratuitamente ebook in italiano, potete chiedere l’iscrizione a MLOL, purché la vostra biblioteca aderisca (qui c’è l’elenco di tutte le biblioteche aderenti). MLOL è una vera e propria biblioteca digitale, in questo caso assolutamente e senza dubbio legale. Per iscriversi occorre essere iscritti a una biblioteca aderente, alla quale andrà richiesta la registrazione che avverrà tramite username e password. Il numero di ebook che possono essere presi in prestito mensilmente è limitato e dipende dal sistema bibliotecario a cui afferite, per esempio nel mio (Regione Abruzzo) erano 2 ma sono stati aumentati a 3 a causa dell’emergenza COVID che ha imposto la chiusura delle biblioteche. Una costola di MLOL è Open MLOL, che mette a disposizione per il prestito libri e altri media di pubblico dominio o comunque non coperti dal diritto d’autore (alcuni autori, ad esempio i Wu Ming, mettono a disposizione i propri ebook in copyleft e quindi gratuitamente).

Ci sono poi gli audiolibri gratuiti, ma magari ne parliamo un’altra volta!

Nikolaj Leskov, Lady Macbeth del distretto di Mtsensk

Nikolaj Leskov, Lady Macbeth del distretto di Mtsensk (tit. originale Ledi Makbet Mtsenskovo uyezda), Besa, 2007. Traduzione di Rosa Molteni Grieco. Pubblicazione originale 1865.

«Qualche volta dalle nostre parti capitano personaggi tali che non possiamo ricordare che con terrore, anche se è passato molto tempo da quando li abbiamo incontrati. Al novero di tali personaggi appartiene la mercantessa Caterina L’vovna Izmajlova, che non cessò mai di recitare un dramma terribile, a causa del quale i signori della nostra nobiltà cominciarono a chiamarla con il dolce nome di Lady Macbeth del distretto di Mtsensk.»

Nelle prime pagine Caterina L’vovna potrebbe far pensare a una Madame Bovary russa, ma ben presto ci accorgeremo che il soprannome datole dai suoi compaesani è molto più calzante, benché la mercantessa non conosca mai la follia generata dalla colpa.

Caterina L’vovna è una giovane donna che decide di sposare il mercante Izmajlov più per uscire dalla povertà che per amore. Il mercante è al secondo matrimonio e, come nel primo, non avrà eredi. Caterina L’vovna si sente sola e si annoia terribilmente, non ha alcun tipo di interesse che la aiuti a passare il tempo. Finché non si innamora del garzone Sergio (stendo qui un velo pietoso sulla scelta di tradurre in italiano i nomi dei personaggi: Sergio diventa per Caterina L’vovna “Sergiolino”). Il bel ragazzo è considerato dai servi un rubacuori, uno a cui piacciono le donne ma che non brilla per fedeltà. Sergio intuisce l’interesse e la noia della padrona e non esita a intrecciare una relazione con lei, con risultati drammatici.

Caterina L’vovna non esita di fronte a niente quando si tratta di preservare la sua storia con Sergio e, come possiamo intuire dal soprannome che le viene dato, non arretra neppure di fronte all’omicidio. E non si limiterà a un solo assassinio!

Caterina L’vovna è follemente innamorata di Sergio, il quale all’apparenza ama di più i soldi e il potere di lei. La donna è inoltre orribilmente gelosa, egoista, malvagia.

Leskov (un autore che non conoscevo) fa un ritratto impietoso e pressoché perfetto di questa donna ossessionata dall’uomo che ama. Lady Macbeth, sì, ma senza ombra di pentimento, di senso di colpa, di dubbio verso le proprie azioni. Una donna spietata, che di fatto non si spezza neanche di fronte alle più terribili avversità, ma anzi mantiene intatti il proprio odio verso qualunque ostacolo e la propria malsana gelosia.

Leskov riesce a dare un quadro psicologico di un’ossessione scaturita dalla noia, in appena 74 pagine. Onestamente se avesse scelto la lunghezza del romanzo anziché quella del racconto lo avrei preferito, perché mi sarebbe piaciuto un approfondimento maggiore, ma anche nella dimensione breve dimostra vera maestria. Un autore da approfondire.

Eleanor M. Ingram, The Thing from the Lake

Eleanor M. Ingram, The Thing from the Lake, pubblico dominio. Pubblicazione originale 1921.

«La casa gridava affinché la aiutassi.» Con queste parole inizia il romanzo misconosciuto dell’altrettanto misconosciuta Eleanor M. Ingram.

Non sono riuscita a trovare informazioni sull’autrice, se non la nazionalità (americana) e le date di nascita e di morte (1886-1921). A quanto pare ha scritto degli altri libri, di cui però non so niente. Non ricordo nemmeno come sono venuta a conoscenza di questo libro, che giaceva nel mio Kindle da diversi anni. Molto probabilmente per puro caso.

È un grosso peccato che questo libro sia sconosciuto (ovviamente mai tradotto in italiano, dato che è sconosciuto anche in patria).  A me è piaciuto moltissimo, e proverò a parlarvene brevemente, avvisandovi però che trovo difficile parlarne senza svelare parti importanti della trama.

Un musicista newyorkese di discreta fama decide di comprare una casa nella campagna del Connecticut. La casa è abbandonata da molto tempo e non in buono stato, ma a Roger Locke piace e non ci pensa troppo. Come dicevo, il musicista-narratore inizia subito il suo racconto dicendoci che la casa lo chiamava, gridando, per chiedere il suo aiuto. Già nella seconda frase ci dice che non si tratta però di una casa infestata, quanto piuttosto di una casa “assediata”. Ciò che la minaccia infatti non vive all’interno della casa stessa ma, come dice il titolo, nel lago che si trova proprio nei pressi, sul terreno della fattoria.

Già dalla prima notte che Roger dorme nella casa si trova di fronte a una misteriosa presenza femminile che non riesce a vedere, ma di cui riesce solo a toccare una sontuosa treccia di capelli.

Poi c’è uno stacco, e seguiamo Roger a New York, dove deve andare a prendere sua cugina Phillida alla stazione. Phillida, o Phil come la chiama lui, è una ragazza diciannovenne che studia all’università per seguire il volere dei genitori, entrambi accademici di fama, ma che odia studiare. Si scoprirà prestissimo che la ragazza si è sposata in segreto, alcuni mesi addietro, con un pattinatore/ballerino che lavora in un cabaret di New York. Sdegno da parte dei genitori, ovviamente, e perfino da parte di Roger, che pure è un artista, ma si ritiene di un livello superiore rispetto a un ballerino di cabaret. Tuttavia, Roger offre ai due di prendersi cura della sua casa nel Connecticut appena acquistata, dove in seguito andrà a trovarli e si ritroverà al cospetto di due misteriose presenze avvertite soltanto da lui.

Il romanzo intreccia dunque una vicenda mondana con una storia di fantasmi e stregoneria, e dal mio punto di vista amalgama molto bene le due storie facendole intrecciare in maniera estremamente interessante. È forte il contrasto fra l’esperienza orrorifica di Roger nella casa che Ethan Vere e Phillida hanno reso così accogliente e gradevole. E proprio questo contrasto così palese rende tanto più intriganti gli incontri “soprannaturali” di Roger.

Ho trovato la storia ben costruita, interessante, appassionante. Il climax finale viene raggiunto in maniera mistico-religiosa e può far storcere il naso: forse è la parte meno riuscita del romanzo, ma è comunque abbastanza adeguata alla storia, anche se non del tutto. Il finale vero e proprio, quello della soluzione del mistero, è invece interessante. L’autrice ha scritto l’intero romanzo facendo credere al lettore che le esperienze di Roger siano assolutamente soprannaturali, ma nel finale apre la porta a un’interpretazione razionale, che tuttavia il narratore dice esplicitamente di non condividere. Mi è piaciuto questo finale, perché permette al lettore di decidere da che parte stare: ovviamente, il narratore e l’autrice suggeriscono per nulla velatamente che la vera spiegazione sia quella soprannaturale, ma la spiegazione razionale ha comunque una sua credibilità.

A mio parere un romanzo molto interessante e molto piacevole da leggere, che sarebbe opportuno riscoprire.

Johann Nestroy, Zu ebener Erde und erster Stock

Johann Nestroy, Zu ebener Erde und erster Stock oder Die Launen des Glückes, Reclam, 2007. Pubblicazione originale 1835.

Questa commedia è stata tradotta in italiano, con il titolo Pianterreno e primo piano, nella raccolta Teatro pubblicata da Adelphi nel lontano 1974 e mai più ristampata. Io avevo trovato il libro nella biblioteca delll’università a suo tempo e, se vi interessano il teatro e la letteratura austriaca, vi consiglio di provare a cercarlo.

Quindi avevo già letto questa pièce moltissimi anni fa, acquistandola poi in tedesco per poterla rileggere in lingua originale. Sono contenta di aver fatto passare tanti anni prima di prendere in mano questo libriccino, perché non ricordavo più quasi niente della commedia e questo ha fatto sì che potessi gustarmela fino in fondo.

La prima cosa che colpisce di Pianterreno e primo piano è l’impostazione: a sinistra c’è una parte di testo e a destra ce n’è un’altra, la pagina è dunque divisa in due parti. A sinistra abbiamo la parte che si svolge al pianterreno, a destra quella che si svolge al primo piano. I due piani e le due famiglie che li abitano si trovano nello stesso palazzo. Al pianterreno vive la famiglia Schlucker: l’uomo, padre di cinque figli, è un rigattiere e la famiglia vive nella più assoluta povertà, tanto da trovarsi a mangiare solo pane e acqua per cena. Al primo piano invece vivono Goldfuchs, un milionario, con i suoi servitori e sua figlia Emilie.

La commedia ruota intorno al denaro, tanto che Nestroy ebbe a dire che «il denaro era il punto cercato da Archimede per muovere il mondo». Denaro a profusione al primo piano, denaro che non c’è al pianterreno. In entrambi i casi il denaro è di importanza vitale, che sia perché la sua mancanza determina l’impossibilità di dare finanche una cena decente alla famiglia Schlucker, o perché Goldfuchs ne ha talmente tanto da spenderlo e spanderlo a destra e a manca.

Tuttavia c’è un altro punto focale nella commedia ed è l’amore. Adolf, il figlio maggiore di Schlucker, è innamorato, ricambiato, di Emilie, la figlia di Goldfuchs. Allo stesso tempo ci sono le storie d’amore fra i servi e i personaggi comprimari del pianterreno e del primo piano. Questo porta fin dall’inizio a una vera e propria commedia degli equivoci con lettere scambiate e conseguente caos a non finire.

La commedia è dunque molto divertente, ma non manca certamente di far riflettere sull’importanza cruciale del denaro nella vita delle persone, nonché sulla fortuna che è una ruota che gira e prima o poi tocca a tutti (e questo è vero anche della sfortuna).

Mi è piaciuta moltissimo e per tutta la lettura mi sono immaginata la scena rappresentata a teatro, sarebbe veramente bella da vedere.