Elizabeth von Arnim, La memorabile vacanza del barone Otto

Elizabeth von Arnim, The Caravaners, pubblico dominio. Pubblicazione originale 1909.

Qualche tempo fa in un gruppo qualcuno aveva chiesto consigli su Elizabeth von Arnim e, fra i tanti libri citati, era stato raccomandato questo The Caravaners (pubblicato in Italia da Bollati Boringhieri con il titolo La memorabile vacanza del barone Otto). Siccome adoro questa autrice e non avevo mai sentito parlare di questo romanzo, non mi sono fatta scappare l’occasione di scaricarlo da Internet Archive. Le persone che lo consigliavano ne parlavano come di un libro molto divertente. Le recensioni su Goodreads sono un po’ miste, c’è chi l’ha trovato noioso e chi divertentissimo.

Ora, il mio dubbio è questo: sono strana io o sono gli altri lettori ad essere superficiali? Perché vi assicuro che questo libro non è affatto divertente. Non mi fraintendete, non faccio parte dei lettori che lo hanno trovato noioso. È una questione del tutto diversa.

Una delle caratteristiche migliori dei libri di Elizabeth von Arnim è l’ironia e la leggerezza dietro cui l’autrice riesce a parlare di temi importanti. Von Arnim è eccezionale perché critica molte convenzioni del suo tempo, senza farti subito rendere conto di quello che sta facendo. I suoi libri hanno una superficie di tale leggerezza che un lettore meno attento potrebbe quasi non accorgersi del pensiero assolutamente innovativo e fuori dagli schemi di questa scrittrice di inizio Novecento.

Ho letto sette dei suoi libri e ho trovato questa sottile ironia assente solo da uno, Vera, che al contrario è cupissimo (ma pure in quel caso, alcuni lettori sono stati in grado di vederlo come una storia d’amore…): ne ho parlato qui.

In La memorabile vacanza del barone Otto non c’è traccia di ironia: è una satira feroce del maschio alfa prussiano che crede se stesso (e la Prussia) il centro del mondo e ne è tanto convinto da non riuscire in nessun caso a vedere al di là del proprio naso, finendo per rovinare qualunque situazione.

Il barone Otto von Ottringel e la sua giovane moglie Edelgard decidono di trascorrere una vacanza estiva in Inghilterra, dove noleggeranno tre caravan insieme ad altre persone (due tedesche e le altre inglesi) e andranno in giro per la campagna inglese, in teoria per un mese. Invece la loro vacanza finirà dopo appena una settimana perché il barone inquina l’atmosfera fin dal primo minuto.

All’inizio il tutto può anche sembrare divertente, sicuramente alcune delle avventure lo sono. Ma ci vuole ben poco a cambiare idea, poche pagine, direi.

La storia è narrata dal punto di vista del barone: meglio ancora, questo è il diario in cui il barone racconta la vacanza; un diario scritto per poi leggerlo agli amici tedeschi e passare insieme qualche serata a parlare delle esperienze vissute in Inghilterra. Tanto di cappello a von Arnim che riesce a entrare nella testa di questo nobiluomo misogino e nazionalista tanto da farlo parlare in prima persona. L’autrice dimostra un talento eccezionale nel farlo. Non era scontato riuscire nell’impresa.

Il barone è ovviamente una caricatura, tutte le sue idee orrende sono portate all’estremo: infatti, come dicevo, è satira, e pure feroce. Altro che ironia.

Per il barone, la Prussia è inevitabilmente destinata a conquistare il mondo, o almeno l’Europa; l’Inghilterra è un paese chiaramente inferiore e gli inglesi sono dei poveri idioti; la fede luterana è immensamente superiore a quella anglicana e non parliamo poi dei poveri imbecilli cattolici (non ho capito chi parla di antisemitismo: non mi pare che il barone parli mai di ebrei). Ma la cosa più importante e intorno a cui ruota tutta l’essenza del barone: le donne sono così inferiori da non poter essere trattate nemmeno come cani o come oggetti. No, le donne sono schiave (non che il barone pronunci mai questa parola, tanto per lui questo punto di vista è naturale): la cosa migliore che possano fare è stare zitte, non devono in alcun caso esprimere un’opinione (del resto è certo che non siano in grado di averne una), devono obbedire al marito senza fiatare qualunque cosa egli chieda, anzi in certi casi non deve neanche chiedere e loro devono anticipare i suoi desideri. La moglie di von Ottringel è una moglie docile e sottomessa, ma la vacanza inglese la cambia rapidamente e il dovere del barone è quello di rimetterla al suo posto.

Il barone è palesemente innamorato di Frau von Eckthum, la giovane vedova che li ha invitati a partecipare a questa avventura. Frau von Eckthum è la donna perfetta per il barone: è molto bella ed è la donna ideale con cui conversare. Infatti, il barone cerca di passare più tempo possibile con lei parlandole dei suoi punti di vista da maschio alfa e lei risponde sempre e solo “Oh”. Una donna chiaramente perfetta. Perché dal punto di vista del barone questi “Oh” esprimono chiaro assenso e condivisione dei suoi valori; oltretutto la vedova capisce alla perfezione quale siano il suo posto e il suo ruolo e pronuncia il numero massimo di parole consentite a una donna. Oh. Ovviamente Frau von Eckthum non è un’idiota, ma è così a disagio in compagnia del barone che non riesce ad articolare parola.

Ecco, non ho capito come si faccia a vedere questo libro come divertente. Non lo è, se non per alcune situazioni in cui il parossismo del barone è talmente portato all’estremo da avere risultati ridicoli. Ma il ridicolo non è leggerezza, non è ironia, non è divertimento. La satira è altro: certo che a volte fa ridere, se vogliamo fa pure sganasciare dalle risate, ma si ride *di von Ottringel*. Non si ride delle avventure in caravan perché sono simpatiche. C’è chi ha scritto che il barone è insopportabile. Certo che lo è: von Arnim vuole annientare questo tipo di maschio che probabilmente conosce fin troppo bene (è stata sposata per anni con un membro dell’aristocrazia tedesca che ha parodizzato con grazia in altri romanzi, per esempio in Il giardino di Elizabeth).

Fra le molte recensioni che ho letto, mi pare che la stragrande maggioranza sia incline a considerare questo libro una lettura divertente, riuscita o meno. Chi l’ha odiato l’ha trovato noioso (ovvero, non faceva abbastanza ridere) oppure ha odiato il protagonista (non capendo che non c’era nessuna intenzione da parte dell’autrice di farlo sembrare simpatico). L’unica recensione, fra quelle che ho letto, che ha saputo capire il romanzo è questa. Poi, ehi, se tutti la pensano in un modo e solo io in un altro, magari non ho capito un accidenti io. Ma francamente questa mia lettura non scaturisce da una profonda analisi critica, anzi è stata per me l’interpretazione naturale fin dai primi paragrafi del libro.

Detto questo, il mio giudizio è comunque tiepido perché, sebbene io abbia apprezzato enormemente l’intento e abbia trovato l’autrice superba e il libro sostanzialmente eccellente, rimane comunque una lettura pesante perché sentire gli sproloqui del maschio alfa per più di 300 pagine è obiettivamente demoralizzante.

Harold R. Daniels, The Accused

Harold R. Daniels, The Accused, pubblico dominio. Pubblicazione originale 1958.

Un giorno, girellando in ManyBooks, mi sono imbattuta in questo giallo e mi sono incuriosita abbastanza da scaricarlo.

Alvin Morlock, un placido insegnante (non professore) di un’università per nulla prestigiosa in una cittadina del Massachusetts, è accusato di aver ucciso la moglie Louise. Il libro alterna la narrazione degli eventi alle testimonianze di processo, ed è proprio con queste che inizia il romanzo. Sebbene l’accusa dichiari fin dall’inizio che la vita privata di Louise non ha importanza ai fini del processo e che non è Louise ad essere sotto processo ma Alvin, tuttavia nel corso del libro (e del processo) la donna viene giudicata, eccome.

Alvin Morlock è un uomo insignificante e un pochino insulso, che si accontenta di insegnare in un’università di provincia, senza alcuna ambizione. Un giorno decide di passare le vacanze natalizie insieme al collega Dodson: i due vanno nella vicina Providence, nel Rhode Island, in cerca di donne. È qui che Alvin conosce Louise, un’italoamericana di circa 35 anni. Non si sa come, dopo due settimane i due si sposano.

Louise ha trascorso tutta la sua vita adulta e la tarda adolescenza con un’unica aspirazione: trovare quanti più partner sessuali possibili. E ci è riuscita perfettamente, essendo una bellissima ragazza. Poi però il passare del tempo ha iniziato a farsi sentire, impietoso, tanto che sempre più spesso passavano addirittura tre o quattro giorni (!!) senza che Louise riusce a combinare un appuntamento con qualcuno. Così Louise decide di sposarsi e la scelta cade su Alvin Morlock. Perché invece lui decida di sposarla non mi è tanto chiaro. Forse perché non è capace di dire di no, probabilmente è troppo faticoso per lui sprecare energia nel contrastare il destino, o qualcosa del genere. Sta di fatto che, ovviamente, il matrimonio è un totale fallimento. Louise pensava che un professore guadagnasse di più, spende e spande e Morlock si trova pieno di debiti. Inoltre la donna si ubriaca al bar di fianco a casa e lo tradisce senza problemi. Morlock si lascia fare praticamente di tutto. Alla fine però Louise muore e la giuria dovrà decidere se si è trattato di un incidente o di omicidio volontario, magari premeditato.

Certo, il ritratto che l’autore fa di Louise non è per niente lusinghiero e la donna risulta un personaggio insopportabile; tuttavia Morlock non è da meno. Se qualcuno mi fa compassione, non è certo Morlock. Avrebbe avuto la possibilità di non sposare Louise e la sua vita sarebbe proseguita placida e insignificante come prima, ma si è messo in questa situazione, che non poteva essere altro che fallimentare, e necessariamente ne paga le conseguenze. Inoltre, il comportamento di una persona non può certo essere una giustificazione per un omicidio, e nemmeno un’attenuante. In realtà l’atteggiamento passivo di Morlock ha una causa che verrà rivelata verso la fine del libro, ma non solo questo non mi ha fatto provare la minima pena per lui, al contrario me lo ha fatto disprezzare ancora di più.

Insomma, per me, un romanzo senza infamia e senza lode.

Harold R. Daniels era abbastanza noto in vita come autore di libri pulp, poi è caduto nel dimenticatoio. Addirittura nel 1956 è stato finalista agli Edgard Awards (il premio assegnato ogni anno dall’associazione Mystery Writers of America per libri dei generi giallo, thriller e horror) con il romanzo In His Blood. A quanto ne so, l’unico suo libro tradotto in italiano è The House on Greenapple Road, pubblicato nei Gialli Mondadori nel 1968 con il titolo Il rovescio della medaglia. Alcune informazioni in italiano su questo autore sono reperibili qui, oppure qui c’è un articolo in inglese.

Elizabeth von Arnim, Elizabeth a Rügen

Elizabeth von Arnim, The Adventures of Elizabeth in Rügen, pubblico dominio. Pubblicazione originale 1904.

Il mio incontro con Elizabeth von Arnim è stato casuale, ma questo incontro casuale, che probabilmente non sarebbe mai avvenuto in maniera volontaria, ha fatto nascere un amore solido e duraturo.

Con Elizabeth a Rügen (questo il titolo dell’edizione italiana, pubblicata da Bollati Boringhieri) sono arrivata al settimo libro letto di questa autrice, e ne ho già altri pronti ad aspettarmi. I suoi libri in lingua originale sarebbero disponibili gratuitamente su Project Gutenberg se il sito non fosse stato oscurato in Italia, ma potete comunque trovarli su altri siti che offrono libri di pubblico dominio per il download gratuito.

Elizabeth decide di fare un viaggio sull’isola di Rügen, nel nord della Germania, un luogo molto amato dai turisti. Vorrebbe girarla a piedi, ma non trova amiche disposte ad accompagnarla e, per le convenzioni sociali dell’epoca, andare da sola sarebbe del tutto inaccettabile. Decide così di girarla in carrozza con il fido August e la domestica Gertrud. Il suo intento è quello di scrivere una sorta di guida turistica, ma ben presto il libro finisce per diventare qualcosa di completamente diverso, quando la donna incontra casualmente la cugina Charlotte, che non vedeva da dieci anni. Così alle descrizioni dell’isola, dei villaggi, dei paesaggi e delle locande, si intreccia quella delle avventure vissute insieme a Charlotte.

La massima aspirazione di Elizabeth (in questo come in altri libri dell’autrice) sarebbe quella di trascorrere del tempo in solitudine a godere delle bellezze del paesaggio e, sostanzialmente, a riposarsi dalle fatiche di moglie e madre. Purtroppo Charlotte decide di unirsi a lei e non la lascerà per un minuto. Elizabeth ha inoltre la sfortuna di incontrare una coppia di turisti inglesi composta da una signora, moglie di un vescovo anglicano, e suo figlio Brosy. I due inevitabilmente si attaccano a lei proprio come la cugina, ed ecco che l’agognata tranquillità va a farsi benedire.

Charlotte è un personaggio bizzarro per l’epoca: una donna tedesca che ha studiato a Oxford, un’intellettuale che ha sposato un famoso professore di quarant’anni più anziano, il quale però è più attratto dalla bellezza della giovane moglie che dalle sue capacità intellettive. Soffocata in un matrimonio rivelatosi il contrario di quello che sperava, Charlotte scopre il femminismo e diventa autrice di pamphlet in cui rivendica a gran voce l’emancipazione femminile, pur mostrando enormi contraddizioni nella vita quotidiana. Si trova a Rügen da sola dopo essere praticamente scappata dal marito, e decide così di accompagnare la cugina Elizabeth nel suo viaggio.

Come spesso accade nei libri di questa autrice, grande importanza rivestono le riflessioni argute di Elizabeth, donna che pur sembrando conformarsi alle aspettative della società tedesca dell’epoca, tuttavia risulta più emancipata di quanto si potrebbe pensare, tanto che appunto decide di intraprendere questo viaggio da sola, senza la sua famiglia. Elizabeth vuole tranquillità, vuole stare lontana dalle preoccupazioni quotidiane e godersi un viaggio per conto suo, ma dopo l’incontro con la cugina purtroppo non potrà più farlo.

Il libro è pervaso da una sottile ironia, da molta arguzia, ed è di fatto divertente e dispensatore di molti sorrisi. Molti dei libri di von Arnim sono così. L’umorismo di questa autrice è caratteristico e peculiare, ed è quello che rende tanto godibili i suoi libri, oltre alla supposta leggerezza che però quasi sempre nasconde riflessioni e problematiche più profonde.

I libri di von Arnim, perlomeno quelli che ho letto finora, non sono mai capolavori, ma sono piacevolissimi da leggere e come sempre li consiglio caldamente, anche se so che non tutti li apprezzano, perché purtroppo molti si fermano al piano superficiale e li trovano troppo leggeri. Un approccio che consiglio è quello di guardare oltre la leggerezza e cercare di leggere anche quello che l’autrice non esplicita del tutto; pur senza far diventare preponderante questo tipo di lettura, ma anzi continuando a godere della scrittura lieve di von Arnim.

Dove trovare audiolibri gratuiti

Un paio di settimane fa vi avevo parlato di alcuni siti da cui scaricare (legalmente!) ebook gratuiti. Oggi invece parliamo di audiolibri.

Innanzitutto, che rapporto avete con questo mezzo? Ne ascoltate, vi piacciono? Io ci ho provato varie volte, anche di recente quando per un po’ ho fatto fatica a leggere a causa di alcuni problemi di vista, ma purtroppo ho fallito miseramente ogni volta. È un mezzo che proprio non fa per me, ho bisogno di seguire con gli occhi le parole per poter anche solo capire di cosa si sta parlando e seguire il filo della storia. Mi è stato detto tempo fa, da un’amica virtuale che legge solo audiolibri, che all’inizio ci vuole molta pazienza per impratichirsi e imparare ad ascoltare con attenzione. Io, purtroppo, di pazienza ne ho sempre avuta poca, quindi per adesso ho desistito.

Peraltro, non sono per nulla d’accordo con chi snobba gli audiolibri e ritiene che chi ne ascolta non stia veramente leggendo. È solo il mezzo ad essere diverso, non vedo francamente su cosa si basi l’accusa. Ci sono molte persone che li preferiscono per motivi loro (magari perché fanno quotidianamente lunghi tragitti in macchina o sui mezzi pubblici) e altrettante che li leggono perché hanno problemi di vista. Leggo spesso recensioni straordinarie, approfondite e dettagliate scritte da persone che leggono audiolibri, quindi se per qualcuno “non è leggere” è un problema suo, non di chi ne fa uso.

Ma veniamo ora all’argomento del post: dove trovare audiolibri gratuiti? Di nuovo, come nel caso degli ebook, si tratterà giocoforza di classici, che sono quindi fuori diritti e pertanto fruibili gratuitamente.

Il più famoso in Italia è probabilmente Ad Alta Voce, il programma di Rai Radio 3 dove, dal lunedì al venerdì alle 17, vengono letti libri da attori famosi e molto bravi. Se non riuscite a seguire le dirette potete ascoltare le registrazioni sul sito in qualunque momento, e spesso anche scaricarle sul vostro computer o dispositivo. Provate a spulciare un po’ il sito e ascoltare qualche spezzone: sono tutti fatti molto bene e sono gli unici che perfino io riuscivo più o meno a seguire, proprio grazie alla bravura e alla professionalità dei lettori. Una particolarità: in alcuni casi, Ad Alta Voce presenta anche libri che non sono ancora di pubblico dominio, quindi la scelta è piuttosto vasta.

Un altro sito molto noto è LibriVox: i lettori sono tutti volontari e si sente, ma alcuni hanno registrato così tante letture da essere ormai molto esperti, per cui il mio consiglio è ascoltare qualche spezzone per capire se il lettore faccia per voi, e poi segnarvi il nome per vedere cos’altro abbia registrato. La stragrande maggioranza dei libri è in inglese, ma ce ne sono anche in italiano, seppure non tanti.

Abbiamo poi Classici audiolibri, che sostanzialmente è un sito che raccoglie i link a vari audiolibri letti su altri siti. A mio parere è facilmente fruibile, si può cercare per autore, per titolo o per genere e si viene reindirizzati al sito dove si trova la registrazione.

C’è poi Audiolibri.org, che raccoglie vari libri in italiano ma anche in altre lingue: anche questo sito reindirizza ad altri siti, principalmente canali YouTube su cui è stata caricata la videoregistrazione.

Liber Liber, di cui avevo già parlato nel post sugli ebook, raccoglie anche numerosi audiolibri classici, che trovate elencati qui.

Internet Archive, di cui pure avevo già parlato, ha una nutrita raccolta di audiolibri, quasi tutti in inglese, provenienti perlopiù (ma non solo) da LibriVox.

Avevo già menzionato anche Loyal Books, dove si trovano sia ebook sia audiolibri in moltissime lingue. Al momento quelli in italiano risultano essere solo 30, ma date comunque uno sguardo.

Open Culture è un sito meraviglioso, che elenca moltissime risorse gratuite presenti in rete: ebook, corsi, film, e anche audiolibri. Sono tutti in inglese, ma potrete trovare delle perle straordinarie, per esempio alcuni racconti o libri letti dagli autori stessi. Ad ogni modo, anche se non vi piacciono gli audiolibri, il sito merita una visita perché è una miniera d’oro.

Non so se ci siano fra voi (audio)lettori che leggono in tedesco; se sì, vi consiglio caldamente vorleser.net, dove troverete tantissimi classici letti da attori professionisti. Ne ho ascoltato qualcuno e ce ne sono di eccellenti, per esempio alcuni racconti di Kafka che fanno venire i brividi.

Se invece vi interessa ascoltare audiolibri contemporanei oltre che classici, letti da attori professionisti e quindi per forza di cose più piacevoli da ascoltare, ci sono vari siti dove li troverete in vendita: c’è ovviamente Audible di Amazon, ma anche Storytel. Entrambi offrono dei periodi prova gratuiti, quindi potete vedere se offrono un servizio che vi piace prima di comprare la membership. Altrimenti potete rivolgervi direttamente a due eccellenti editori di audiolibri come Emons (che da un po’ pubblica anche libri cartacei ed ebook) e Il Narratore.

Molti dei siti che ho elencato hanno anche la propria app, per cui se preferite leggere sul vostro smartphone potete farlo tranquillamente e con comodità.

 

Dove trovare ebook gratuiti (e legali)

Se vi piacciono i classici e leggete in digitale, conoscerete senz’altro il concetto di pubblico dominio. Ovviamente, la legge sul diritto d’autore varia da paese a paese; in Italia un’opera creativa diventa di pubblico dominio 70 anni dopo la morte dell’autore. Questo vale per i libri in lingua originale, mentre diverso è il caso per le opere tradotte, dal momento che anche la traduzione è protetta dal diritto d’autore. «Nel caso di un’opera tradotta i diritti sono sia dell’autore che del traduttore, quindi l’opera entra in pubblico dominio dopo 70 anni dalla morte dell’ultimo sopravvissuto dei due». La citazione è tratta dal sito dell’AIB (Associazione Italiana Biblioteche), che in questa pagina spiega benissimo la questione del pubblico dominio, peraltro molto più complessa di come l’ho brevemente riassunta io.

Il tema è di attualità per noi italiani, perché recentemente la Procura di Roma ha posto sotto sequestro diversi siti internet nell’ambito di un’indagine sulla diffusione di copie pirata di quotidiani (se n’è parlato poco tempo fa a proposito di alcuni canali Telegram dediti a quest’attività illegale). Che c’entra questo con i libri di pubblico dominio? In teoria niente, solo che fra i 28 siti posti sotto sequestro è finito anche Project Gutenberg, che è senza ombra di dubbio il maggiore e migliore sito legale per il download di ebook di pubblico dominio. Se ne parla in questo articolo della Stampa, che riporta anche la storia di com’è nato Project Gutenberg e afferma che il sito sia di nuovo accessibile, cosa che a me non risulta, ma dipende quasi sicuramente dai DNS utilizzati.

La storia di Project Gutenberg è lunghissima, nel senso che è un’idea nata addirittura nei primi anni Settanta, e potete leggerla nell’articolo della Stampa che ho citato sopra, oppure su Wikipedia (la pagina in inglese è più esaustiva). L’azienda a cui fa capo il progetto ha sede negli Stati Uniti, perciò i libri presenti nel sito sono quelli di pubblico dominio secondo la legge americana sul copyright, che è ovviamente diversa da quella italiana o di altri paesi. Tuttavia, Project Gutenberg è un sito perfettamente legale e anzi ha uno scopo molto meritorio. È inoltre fornitissimo e si trovano classici per tutti i gusti, in varie lingue, anche se com’è ovvio quelli in inglese sono la maggioranza.

Ci sono tuttavia altri siti dove è possibile scaricare ebook gratuitamente e legalmente, anche se a mio parere nessuno è al livello di Project Gutenberg, sia come quantità di opere messe a disposizione, sia come qualità degli ebook.

In Italia il più famoso è Liber Liber, dove sono presenti sia ebook sia audolibri, tutti in italiano, tutti di buona qualità.

C’è poi Wikisource, un progetto di Wikimedia Foundation, che permette di leggere moltissime opere online o di scaricarle gratuitamente. Il progetto è disponibile in decine di altre lingue, per esempio in inglese, in tedesco, in francese, ecc.

Feedbooks è una vera e propria libreria digitale, ma oltre ai libri a pagamento, mette a disposizione centinaia di testi di pubblico dominio. Questo sito esiste in inglese, tedesco, francese e spagnolo (i link che ho inserito rimandano direttamente ai libri di pubblico dominio).

Moltissimi altri siti offrono ebook gratuiti, soprattutto in inglese, ma si trovano anche alcuni libri in italiano o altre lingue. Per esempio Many Books (richiede la registrazione che però è gratuita, i libri sono tutti in inglese e, oltre ai classici, ospita anche romanzi contemporanei messi a disposizione gratuitamente dagli autori, perlopiù emergenti), DigiLibraries (libri in inglese), Logos Library (su cui attualmente sono presenti più di 7000 ebook in italiano), Loyal Books (offre sia ebook sia audiolibri, ce ne sono anche in italiano ma non sono molti), One More Library (il link rimanda alla versione italiana, il sito originale è in inglese e potete cambiare la lingua in alto a destra; a seconda della lingua scelta verranno mostrati libri in quella lingua), The Online Books Page della University of Pennsylvania (i libri sono in inglese e il sito ospita diversi progetti interessanti, ad esempio A Celebration of Women Writers, dedicato ai libri scritti da autrici donne). Se leggete in tedesco c’è poi Zeno.org.

Discorso a parte meritano Internet Archive e la sua costola Open Library. Il primo mette a disposizione anche altri media, come ad esempio film o musica (i libri li trovate qui). Si tratta di vere e proprie biblioteche per le quali occorre una registrazione (gratuita) e che danno in prestito i libri per un periodo di 14 giorni, trascorso il quale il libro viene cancellato dal proprio e-reader/computer/tablet. Come una vera e propria biblioteca, quindi. Il problema è che i testi messi a disposizione non sono ebook, ma libri (spesso e volentieri di autori contemporanei) scannerizzati e digitalizzati, e questo ha scatenato un enorme dibattito negli Stati Uniti sulla loro legalità. Il prestito si basa sul principio del Controlled Digital Lending, che consente il prestito di libri a stampa digitalizzati, ma solo se la biblioteca che li mette a disposizione dà in prestito il numero esatto di copie che possiede fisicamente. Questo significa che se la biblioteca X possiede una sola copia cartacea del libro Y, può prestare il corrispondente digitale solo a una persona per volta. Questo principio è stato unilateralmente messo da parte con la National Emergency Library, un progetto lanciato il 24 marzo 2020 e attivo fino al 30 giugno 2020 o fino alla fine dello stato di emergenza negli USA: in questo modo le liste d’attesa tipiche delle biblioteche fisiche e digitali sono state temporaneamente sospese, rendendo possibile il prestito di uno stesso libro a più persone contemporaneamente. Da qui è scaturito il dibattito, dal momento che gli autori equiparano questa tipologia di prestito a un vero e proprio atto di pirateria. Potete leggerne qui e qui, ad esempio.

Se non volete utilizzare servizi di dubbia legalità, che peraltro raccolgono perlopiù libri in lingua inglese, ma volete comunque leggere gratuitamente ebook in italiano, potete chiedere l’iscrizione a MLOL, purché la vostra biblioteca aderisca (qui c’è l’elenco di tutte le biblioteche aderenti). MLOL è una vera e propria biblioteca digitale, in questo caso assolutamente e senza dubbio legale. Per iscriversi occorre essere iscritti a una biblioteca aderente, alla quale andrà richiesta la registrazione che avverrà tramite username e password. Il numero di ebook che possono essere presi in prestito mensilmente è limitato e dipende dal sistema bibliotecario a cui afferite, per esempio nel mio (Regione Abruzzo) erano 2 ma sono stati aumentati a 3 a causa dell’emergenza COVID che ha imposto la chiusura delle biblioteche. Una costola di MLOL è Open MLOL, che mette a disposizione per il prestito libri e altri media di pubblico dominio o comunque non coperti dal diritto d’autore (alcuni autori, ad esempio i Wu Ming, mettono a disposizione i propri ebook in copyleft e quindi gratuitamente).

Ci sono poi gli audiolibri gratuiti, ma magari ne parliamo un’altra volta!