
È un libro bellissimo che consiglio a tutti.
L’autrice, Michelle Cohen Corasanti, è un’ebrea americana che ha vissuto diversi anni in Israele e ha studiato approfonditamente il Medio Oriente. Parla ebraico e arabo e per un po’ ha inseguito il sogno di lavorare come avvocato per i diritti umani, ma poi si è sposata e ha abbandonato quel sogno. Ha scritto questo libro dopo 20 anni dalla sua esperienza in Israele, spronata anche dal marito che le diceva che doveva dare voce a quella storia che teneva dentro di sé.
Sebbene non si tratti di una storia vera ma di un romanzo, il protagonista Ichmad è ispirato a un ragazzo palestinese che Cohen Corasanti ha davvero conosciuto negli Stati Uniti, e la storia si ispira a tante storie vere e alla Storia vera di quella terra martoriata. Storie che l’autrice ha potuto vedere coi suoi occhi.
Il protagonista è un ragazzino palestinese portato per la matematica, che viene scacciato dalla sua bellissima casa insieme alla sua famiglia quando i coloni ebrei vanno a creare lo stato d’Israele. La famiglia subisce molti terribili lutti e finisce per dover vivere in una tenda. Ichmad però è molto dotato e, spinto dal suo professore, tenta di entrare all’università israeliana mediante un concorso che offre una borsa di studio, riuscendovi.
La storia di Ichmad è forse un po’ inverosimile perché questo poverissimo ragazzo palestinese giunge alla vetta del successo nonostante tutti i soprusi subiti dagli israeliani. Però è una storia dal forte simbolismo, dove l’autrice ci fa vedere le storture del sistema israeliano, gli orrori, la vita quotidiana delle persone in Palestina e anche a Gaza (dove la situazione è mille volte peggiore e la gente finisce per affidarsi al terrorismo perché non vede altra via d’uscita). Simbolica poi, soprattutto, perché Ichmad condivide il proprio successo nel mondo della fisica con un professore israeliano, e quindi ebreo, che alle spalle una storia fortissima e (inizialmente) un odio profondissimo per i palestinesi. Michelle Cohen Corasanti sembra volerci dire che una convivenza e una collaborazione fra i due popoli è possibile. Restando però estremamente critica nei confronti di Israele.
C’è qualche sbavatura che non so se sia dovuta alla traduzione o se fosse già nell’originale (di certo la dinamite non è stata inventata nel XVII secolo, per dire), ma ci si passa sopra perché è un libro di una potenza colossale.
Titolo originale: The Almond Tree
Titolo italiano: Come il vento tra i mandorli
Autrice: Michelle Cohen Corasanti
Traduttrice: Alice Pizzoli
Casa editrice: Feltrinelli
Pubblicazione originale: 2012
Numero di pagine: 384
Lingua originale: inglese



