Libri sui libri. Seconda parte

Eccoci alla seconda parte della bibliografia sull’argomento “libri sui libri“. La prima parte si trova qui. Di nuovo, i commenti sono tratti da Webster, e vostre segnalazioni sono le benvenute.

*

Corrado Augias, Leggere, Mondadori: Perché si legge e come si impara a farlo? Quali meccanismi emotivi si attivano? Come nasce la passione per la lettura? Perché leggere fa bene, ma può talvolta anche far male? In queste dense pagine, Corrado Augias si interroga sul significato dell'”attività del leggere”, e lo fa attraverso una sorta di racconto autobiografico.

Matthew Battles, Biblioteche: una storia inquieta, Carocci: Le biblioteche non hanno soltanto accumulato e preservato il sapere attraverso i secoli, ma gli hanno anche dato forma, lo hanno ispirato e spesso cancellato, rimosso. Ribaltando lo stereotipo della biblioteca come silenzioso “sanctum” in cui bibliotecari severi quanto noiosi mantengono un ordine perfetto, l’autore ci conduce in un tour de force attraverso il tempo e lo spazio – dagli scriptoria dell’antichità classica ai monasteri medievali, dal Vaticano alla British Library, dalle sale di lettura della Russia socialista ai CD-ROM dell’era digitale – in un viaggio alla scoperta del mondo caotico e mutevole dei libri, dei luoghi che li ospitano, delle passioni e degli odi che sono stati capaci di suscitare.

John Baxter, Una libbra di carta, Sylvestre Bonnard: John Baxter racconta in questo libro la sua passione, il collezionismo librario, e come sia stato possibile coniugarla con una vita molto impegnata. Accanto ad alcuni grandi della letteratura anglosassone del ‘900 – Graham Greene, Kingsley Amis, J.G. Ballard e Ray Bradbury – ritroviamo in queste pagine star di Hollywood colte nei loro tratti più personali; e naturalmente, ritroviamo tutto quel mondo particolare di oscuri segreti che legano i “cacciatori di libri”, specialissimi Philip Marlow armati di astuzia e scaltrezza impegnati nella caccia a rigattieri, mercatini, sale d’asta e abitazioni private in cerca di rarità.

Alan Bennett, La sovrana lettrice, Adelphi: A una cena ufficiale, circostanza che generalmente non si presta a un disinvolto scambio di idee, la regina d’Inghilterra chiede al presidente francese se ha mai letto Jean Genet. Ora, se il personaggio pubblico noto per avere emesso, nella sua carriera, il minor numero di parole arrischia una domanda del genere, qualcosa deve essere successo. Qualcosa in effetti è successo, qualcosa di semplice, ma dalle conseguenze incalcolabili: per un puro accidente, la sovrana ha scoperto la lettura di quegli oggetti strani che sono i libri, non può più farne a meno e cerca di trasmettere il virus a chiunque incontri sul suo cammino.

Simone Berni, I nazi-fascisti e le scienze del terrore. A caccia di libri proibiti volume I, Biblohaus: Nazi-Fascisti e le Scienze del Terrore è un libro sui libri. Ma non tratta di libri qualsiasi, bensì di “libri proibiti”. Il lettore deve prenderla come una corsa a perdifiato che passa attraverso gli spettri del Fascismo e del Nazismo, e a una moltitudine di autori censurati e messi alla gogna, le cui voci adesso improvvisamente risorgono. Trovano spazio anche gli scrittori dell’impossibile, le menti brillanti e alternative che hanno immaginato un mondo diverso, da “dimensione parallela”, se solo la storia avesse preso una direzione diversa.

Simone Berni, Dischi volanti e mondi perduti. A caccia di libri proibiti volume II, Biblohaus: Dischi Volanti e Mondi Perduti è un libro sui libri. Ma non tratta di libri qualsiasi, bensì di “libri proibiti”. Il lettore deve prenderla come una corsa a perdifiato che passa attraverso gli introvabili “pezzi unici” all’epoca dei primi libri sugli Ufo, fino a uno zibaldone conclusivo fatto di testi dall’incredibile contenuto, di perle introvabili e titoli così assurdi da apparire inventati.

Simone Berni, Libri scomparsi nel nulla … ed altri che scompariranno presto, Edizioni Simple: A volte i libri scompaiono. Titoli anche recenti e di generale diffusione, a una distanza ragionevole dalla loro uscita, spariscono misteriosamente. Non se ne trova più traccia, neppure dai remainders e nei mercatini dell’usato. Il loro status li penalizza. Troppo recenti per interessare le librerie antiquarie, non abbastanza per essere ancora disponibili presso le librerie moderne. Ma quali libri scompaiono? Soprattutto biografie non autorizzate su personaggi illustri. Nomi della politica, dell’economia, ma anche della cultura e dello spettacolo. Perfino dello sport. Libri-inchiesta che millantano “incredibili retroscena”, “rivelazioni esplosive”, “segreti inconfessabili” di personaggi famosi. Oggigiorno la censura si applica in maniera più sottile. Non si accatastano più libri sconci sulla pubblica piazza dando loro fuoco tra il tripudio generale. Si prerisce agire alla radice del problema. E lo si fa ricattando gli editori, perseguitando gli autori, minacciando le stesse librerie. Oppure, perché no!, impedendo la distribuzione e la circolazione dell’opera, se proprio non si è riusciti a bloccarne la stampa. Il motto è “prevenire per non dover curare”. Solo gruppi editoriali forti e determinati, oppure piccoli editori senza paura, riescono ad opporsi a questo stato di cose. E non senza conseguenze.

Roberto Bolaño, 2666. La parte dei critici – La parte di Amalfitano – La parte di Fate, Adelphi: Le prime tre parti del romanzo dell’autore ispanoamericano: un libro con i personaggi più diversi (un misterioso scrittore, i quattro studiosi che lo cercano in giro per il mondo, un pittore che si è tagliato una mano e vive in un manicomio svizzero, una donna bella e folle, un giornalista nero che capita per caso in Messico e si trova coinvolto in una inquietante vicenda di delitti seriali), un labirinto di luoghi, di segni, di incontri, di libri, di quadri, di sogni, di storie che generano altre storie.

Cesarino Branduani, Memorie di un libraio, Instar Libri: Questo libro è la singolare autobiografia di Cesarino Branduani che nel 1907, a dieci anni appena, entra, in qualità di garzone, nella libreria Hoepli di Milano, a quel tempo situata in Galleria De Cristoforis. Branduani passò in negozio infanzia, adolescenza e maturità, mettendosi al servizio di quell’oggetto che lui stesso definì la “merce idea”. Il suo volto e la sua pazienza accolsero intere generazioni di lettori, scrittori e personaggi.

Luciano Canfora, La biblioteca scomparsa, Sellerio: Per un periodo non breve della sua esistenza la biblioteca dei Tolomei aveva incarnato il sogno surreale che vi possa essere, o sia da qualche parte esistito, un luogo di raccolta di tutti i libri di tutto il mondo. Meritata espiazione dunque sarebbe stata, se ci fu, la fine nel fuoco, devastante consorte dei libri d’ogni tempo. Ma perì davvero nella guerra tra Cesare e l’ultimo dei Tolomei la maggiore biblioteca del mondo antico?

Luciano Canfora, Libro e libertà, Laterza: Censura, roghi, libri immaginari, bibliomania e criminalità: il potere del libro e la lotta tra libro e potere in un testo appassionato e sorprendente. Dalla lettura come passione morbosa alla biblioteca come specchio di chi la possiede o la inventa, dal ‘furor d’aver libri’ alla ‘dotta ignoranza’ del bibliotecario di professione.

Giorgio Caproni, Giudizi del lettore. Pareri editoriali, Il Melangolo: Giorgio Caproni, uno dei grandi protagonisti della poesia del Novecento, è stato negli anni Sessanta lettore per l’editore Rizzoli. Leggeva manoscritti, per lo più di narrativa, italiana, ma anche straniera; inviava una relazione circostanziata con riassunto articolato del testo, giudizio motivato di lettura, possibilità di collocazione nell’ambito delle collane dell’editrice. I suoi riassunti diventano dei piccoli racconti, nella prosa secca e arguta, che è la sua cifra.

Guglielmo Cavallo, Roger Chartier (a cura di), Storia della lettura, Laterza: L’atto della lettura sottende mille significati, non è solo un’operazione intellettuale astratta. Chi legge mette in gioco il proprio corpo e si relaziona con un certo spazio. Modi diversi di leggere si rivelano spia di diverse mentalità e culture, di trasformazioni nei rapporti sociali: corre ad esempio una differenza sostanziale tra la lettura ad alta voce degli antichi e quella silenziosa dei moderni, così come i cambiamenti storici intervenuti nel supporto fisico dei testi – dal codice antico alla tecnologia digitale – hanno innegabilmente trasformato anche il nostro modo di leggere e di concepire il libro.

Franco Del Moro, Faccio libri vendo libri, Biblioteca dell’Immagine.

Franco Del Moro, Il libro è nudo, Nuovi Equilibri: Come mai il settore librario soffre di una crisi irreversibile ed è ritenuto un malato inguaribile? Questo libro azzarda alcune ipotesi ma, soprattutto, dice al lettore cose che normalmente al lettore non andrebbero dette. Si tratta in definitiva di un libro che parla male del mondo dei libri. O meglio parla male del mondo dei cattivi libri, degli editori saccenti, degli autori presuntuosi, dei librai rassegnati, dei giornalisti ignoranti e… dei lettori superficiali.

Franco Del Moro, Le vie dei libri, La Vita Felice: “Le Vie dei Libri” partono sempre da una pagina stampata, ma possono arrivare davvero molto lontano: sulle montagne, fra i boschi, oltre le nuvole, sulla Luna o ancora più in là, al centro del vostro cuore, per esempio.

Elizabeth L. Eisenstein, Le rivoluzioni del libro. L’invenzione della stampa e la nascita dell’età moderna, Il Mulino: In questo studio l’autrice fissa la sua attenzione sulle tre grandi rivoluzioni che fra XV e XVII secolo hanno dato forma all’età moderna: il Rinascimento, la Riforma protestante e la Rivoluzione scientifica. Ognuna di queste si dimostra influenzata nel profondo dall’invenzione della tipografia, nel senso che la diffusione dei libri resa possibile dalla scoperta di Gutenberg sta nel cuore stesso di queste tre rivoluzioni: la riscoperta e la diffusione degli autori antichi, base del Rinascimento, presuppone l’esistenza della tipografia; senza l’effetto moltiplicatore della stampa, che disseminò 300.000 copie delle opere di Lutero e infinite edizioni tradotte della Bibbia, la rottura della Cristianità operata dalla Riforma sarebbe stata impensabile.

Jason Epstein, Il futuro di un mestiere. Libri reali e libri virtuali, Sylvestre Bonnard: Epstein ricorda i tempi eroici dell’editoria americana, quando senza formalità i “mostri sacri” del Novecento sedevano a parlare con i giovani redattori e quando ci si avventurava nelle prime ricerche di mercato. Ricorda il passaggio da questa editoria all’industria editoriale con le sue differenti organizzazioni e leggi. Ricorda le grandi imprese culturali e i grandi affari commerciali. Ragiona sul passato del libro e sul presente e, soprattutto sul suo futuro. Che è anche il futuro di un mercato dalle leggi implacabili, volte a premiare la grande distribuzione e l’avvicendamento garantito dai best-seller. Le conclusioni alle quali arriva sono però diverse da quelle che forse molti lettori si aspetterebbero da lui.

Lucien Febvre, Henri-Jean Martin, La nascita del libro, Laterza: Come gli uomini hanno inventato il libro, e come i libri hanno plasmato gli uomini. Gli autori colgono la funzione di ‘fermento’ e di ispirazione che il libro a stampa ebbe in Europa fra il XV e il XVIII secolo, individuando anche le maniere in cui, tra lotte religiose e battaglie ideologiche, il libro contribuì al rinnovamento intellettuale di tutta l’Europa.

Jasper Fforde, Il caso Jane Eyre, Marcos Y Marcos: È un 1985 diverso, in un mondo dove i libri sono il bene più prezioso. E i confini tra realtà e fantasia sono più morbidi del consueto. Mycroft, vecchio inventore, escogita un sistema per entrare di persona in romanzi e poesie. Acheron Hades, criminale diabolico, se ne appropria e rapisce “Jane Eyre” dal manoscritto originale di Charlotte Brontë: a indagare arriva Thursday Next, Detective Letteraria.

Anatole France, Il delitto di Sylvestre Bonnard, Sylvestre Bonnard: “Avevo infilato le pantofole e indossato la vestaglia. Asciugai la lacrima con cui la tramontana che soffiava sul lungosenna mi aveva offuscato la vista. Un fuoco chiaro fiammeggiava nel caminetto del mio studiolo. Cristalli di ghiaccio, in forma di foglie di felce, arabescavano i vetri delle finestre e mi nascondevano la Senna, i suoi ponti e il Louvre dei Valois.” Inizia così Il delitto di Sylvestre Bonnard, il testo di Anatole France pubblicato a Parigi nel 1881, che ha dato il nome alle milanesi Edizioni Sylvestre Bonnard.

Anatole France, Il libro del bibliofilo, La Vita Felice: Nell’anno 1874, l’editore Lemerre decise di pubblicare una piccola opera al fine di iniziare il bibliofilo ai misteri delle edizioni e di mostrare che i propri volumi potevano accontentare anche i palati più fini. (Da laFeltrinelli.it)

Nicolò Franco, Dialogo del venditore di libri, Marsilio: Nel 1539 Nicolò Franco pubblicò a Venezia i Dialogi piacevoli. L’operetta ebbe notevole successo e fu continuamente ristampata sino al 1559. Successivamente, come avvenne a molte altre opere letterarie, anche questo scritto fece le spese del clima repressivo inaugurato dalla pubblicazione del primo indice romano dei libri proibiti. Il libro di Franco tornò in circolazione a fine secolo dopo essere stato diligentemente corretto da Girolamo Giovannini, domenicano ed espurgatore professionista. Da quel libro viene qui estratto il dialogo sulla libreria, una delle più antiche descrizioni del mestiere di libraio, presentato nelle due versioni, l’originale di Franco e quella purgata dal censore.

Massimo Gatta, Librai e librerie di ieri e di oggi. Una bibliografia, Biblohaus: Le bibliografie sono come romanzi, dopo la parola fine nessuno vieta di intravedere, o desiderare, un seguito della storia. La trama continua, arricchita da altri elementi, altri personaggi, si sviluppa, cresce, evolve. Nessuna bibliografia, per quanto blasonata, può dirsi definitiva, assoluta. Una bibliografia definitiva è un nonsense.

Hermann Hesse, L’uomo con molti libri, Studio Tesi.

Klaas Huizing, Il mangialibri, Neri Pozza: Nato in Sassonia, Johann Georg Tinius aveva una prodigiosa memoria e un’insolita forma di pazzia: era bibliomane e per soddisfare questa passione divenne un assassino. Quasi due secoli dopo un appassionato bibliofilo si interessa a Tinius, ne legge i libri, si immedesima in lui e alla fine individua nei suoi libri la chiave del suo segreto: vi si cela una profezia che riguarda il presente.

Il libro nella Shoah, Sylvestre Bonnard: Fra il 1933 e il 1945 i nazisti distrussero sistematicamente cento milioni di libri in tutta l’Europa occupata, commettendo un crimine inestricabilmente legato allo sterminio di sei milioni di ebrei: nel dare alle fiamme intere biblioteche e censurando ogni pubblicazione “nemica” dei tedeschi, si voleva estirpare qualsiasi traccia di cultura ebraica sul continente. Il volume illustra le politiche censorie dei nazisti, narra le vicende della celebre biblioteca del ghetto di Vilna, descrive come avvenne la confisca dei libri presso le comunità sefardite di Roma e Salonicco, rievoca le esperienze di lettura possibili nonostante tutto nei ghetti e nei campi di concentramento, ricorda la messa in salvo di preziosi incunaboli polacchi…

Mario Infelise, I libri proibiti, Laterza: La storia delle paure e delle ossessioni del potere nell’Europa moderna in controluce alla censura esercitata nei confronti della rivoluzionaria arte della stampa.

Ross King, I delitti della biblioteca scomparsa, Sylvestre Bonnard: Nell’anno 1660 vi erano solo quattro luoghi dove poter scegliere di acquistare un libro a Londra; ognuno specializzato in un argomento. Le opere ecclesiastiche si potevano acquistare presso i librai di St Paul’s Churchyard; per i volumi greci e latini vi erano i negozi e i chioschi di Little Britain; sul lato occidentale di Fleet Street i chioschi offrivano testi giuridici per gli avvocati e i magistrati della città. Il quarto luogo dove cercare un libro, di gran lunga il migliore, era il London Bridge.

Libro e censure, Sylvestre Bonnard: Di roghi di libri è piena la storia. Dall’antichità ai nostri giorni il bagliore, reale o metaforico, di quei fuochi ha puntualmente illuminato passaggi significativi e drammatici della vicenda umana. È stata però la comparsa della stampa a caratteri mobili a determinare un considerevole salto di qualità. Alle proibizioni occasionali effettuate a posteriori di singoli scritti sgraditi al potere di turno, con valore prevalentemente simbolico, si sostituì allora l’intervento preventivo e sistematico di allestire una sorta di controllo generalizzato del pensiero in grado di svolgere un effettivo servizio poliziesco. (Dal sito di Sylvestre Bonnard)

Leo Löwenthal, I roghi dei libri, Il Melangolo.

Luciano di Samosata, Contro un bibliomane ignorante, Sellerio: Critica forte contro l’ottusa ricchezza che pretende di acquistare meriti che non possiede, questa di Luciano è anche un invito ad un’armonia del vivere che sappia edificarsi solo sulla propria verità. Non basta possedere, bisogna comprendere quello che si possiede e il migliore strumento sarà inutile nelle mani di chi non sa suonarlo.

Alberto Manguel, Una storia della lettura, Feltrinelli: Quella che racconta Alberto Manguel non è la storia della lettura, ma è, appunto, una storia della lettura: soggettiva e unica, e proprio per questo di tutti. Infatti, alla dissertazione letteraria, Manguel aggiunge annotazioni personali, passi autobiografici, aneddoti che dissacrano la letteratura in quanto scienza e che invece sanciscono la superiorità della lettura e, soprattutto, dei lettori.

David McKitterick, Testo stampato e testo manoscritto, Sylvestre Bonnard: Questo saggio esamina gli aspetti fondamentali di quella che si definisce “la rivoluzione della stampa”. L’autore sostiene che molti cambiamenti introdotti dalla stampa siano diventati dominanti solo quattro secoli dopo. Dal 1450 in poi, infatti, le parole e le immagini stampate divennero familiari in tutta Europa, ma per autori, stampatori e lettori i testi manoscritti e quelli a stampa furono complementari e non alternativi: le loro vicende si intrecciarono per secoli, prima che il libro a stampa si affermasse definitivamente alla fine dell’Ottocento. Un viaggio attraverso la storia del libro e della trasmissione del sapere che guarda alla nascita della stampa come al frutto di una graduale evoluzione e non come a una cesura traumatica.

Michel Melot, Libro, Sylvestre Bonnard: Qual è dunque il miracolo di questo oggetto, nato più di duemila anni fa, eminentemente moderno per la sua forma cubica, matematica, industriale anzi tempo, che ha trionfato sul rotolo fino a diventare il “mattone angolare” del pensiero occidentale? Contrariamente al sapere digitale, il libro, nato dalla piega, si richiude su se stesso solidale con il proprio messaggio. Il suo spazio è concepito per generare un’autorità, o addirittura una trascendenza. Conferisce al proprio contenuto la forma di una verità e ne dà credito all’autore. Per comprendere il potere fenomenico di questa costruzione, Michel Melot ne ha esplorato la topografia e l’architettura. È penetrato nella sua anatomia profonda, nelle pieghe e nelle cuciture, nelle fibre fisiche e simboliche. Ha esaminato i suoi singolari rapporti con tre religioni dette “del Libro”, nonché con il profano, il commercio, la politica, la libertà di pensare, sognare e desiderare.

Azar Nafisi, Leggere Lolita a Teheran, Adelphi: Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, mentre le strade e i campus di Teheran erano teatro di violenze barbare, Azar Nafisi ha dovuto cimentarsi nell’impresa di spiegare a ragazzi e ragazze, esposti in misura crescente alla catechesi islamica, una delle più temibili incarnazioni del Satana occidentale: la letteratura. È stata così costretta ad aggirare qualsiasi idea ricevuta e a inventarsi un intero sistema di accostamenti e immagini che suonassero efficaci per gli studenti e, al tempo stesso, innocui per i loro occhiuti sorveglianti. Il risultato è un libro che, oltre a essere un atto d’amore per la letteratura, è anche una beffa giocata a chiunque tenti di proibirla.

Jean-Luc Nancy, Del libro e della libreria. Il commercio delle idee, Raffaello Cortina: Questo è un libro sul libro, su questo strano oggetto, o merce, e sul luogo in cui esso viene messo in vendita, la libreria, affidata alle cure di quel singolare commerciante che è il libraio, a cui spetta non solo vendere, ma innanzitutto scegliere, esporre, offrire il libro alla curiosità del lettore.

Amélie Nothomb, Libri da ardere, Robin: C’è la guerra ed è inverno. Due uomini e una donna sono asserragliati in un appartamento. Quanti giorni resteranno loro da vivere? Ma intanto non è proibito rivelare le proprie vere passioni. L’amore, il desiderio, l’intelligenza, resisteranno al freddo? Si ha il diritto di consumare le ultime energie per leggere della cattiva letteratura? Al momento della scelta suprema, quale libro è troppo importante per non diventare un libro da ardere?

Riccardo de Bury, L’amore per i libri, BUR.

Roberto Palazzi, Scritti di bibliografia, editoria e altre futilità, Biblohaus: “L’incontro con un Libro, Roberto lo aveva capito, può cambiare il tracciato della vita quanto (e forse più) l’incontro con una persona. Talora, nei casi più fortunati, le due cose convergono.” (dall’introduzione di Corrado Bologna).

Daniel Pennac, Come un romanzo, Feltrinelli: È proprio attraverso l’analisi del comportamento, di come giorno dopo giorno interagiamo con l’oggetto libro e i suoi contenuti, che Pennac riesce a dimostrare alcune storture dell’educazione non solo scolastica, ma anche familiare. Laddove, normalmente, la lettura viene presentata come dovere, Pennac la pone invece come diritto e di tali diritti arriva a offrire il decalogo. Piena libertà dunque nell’approccio individuale alla lettura perché “le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere”.

Giuseppe Pontiggia, L’isola volante, Mondadori: Gli astronomi che aspettano la cometa, gli scacchisti che ogni sera sfidano l’eterno nemico, il paradiso di una libreria antiquaria e l’inferno della metropoli: sono questi i temi dei saggi qui raccolti. “Appunti di viaggio”, divagazioni e perlustrazioni nell’universo di grandi scrittori del Novecento.

Miro Silvera, Libroterapia, Salani: I libri danno benessere, e la biblioteca è la farmacia dell’anima. Per qualsiasi disturbo, carenza o bisogno, i libri curano, nutrono, confortano. Tenendo sempre teso il filo sottile dell’ironia, Miro Silvera accompagna i lettori tra gli scaffali e accanto ai comodini, gira attorno alle poltrone preferite e porge il cuscino giusto. E poi suggerisce libri, libri, libri…

Belinda Starling, La rilegatrice di libri proibiti, Neri Pozza: Da quando la legge ha stabilito che è illegale pubblicare e diffondere opere letterarie di genere immorale ma non possederle, Sir Knightloey e i suoi amici collezionano quei libri proibiti che i puritani dell’epoca vorrebbero bruciare tra le fiamme dell’inferno: il Decamerone, il Satyricon di Petronio, l’Ars Amatoria di Ovidio. A rilegare quei libri con preziose pelli e fodere scarlatte è Dora Damage, la moglie di Peter Damage. L’artrite reumatica sta deformando le mani del marito e, in barba a tutte le leggi della corporazione dei legatori che vietano il lavoro alle donne, Dora ha preso il suo posto.

Jonathan Swift, La battaglia dei libri, Liguori: In questo surrealistico racconto (1704), per la prima volta pubblicato con il testo a fronte, Swift immagina una battaglia tra i libri antichi e moderni: plotoni di poeti e truppe di traduttori mercenari lottano senza tregua tra gli scaffali della Biblioteca di St. James. (Dal sito di Liguori)

Hans Tuzzi, Libro antico libro moderno, Sylvestre Bonnard: In sei agili capitoli illustrati, con stile discorsivo, Hans Tuzzi fa conoscere al lettore le parti fisiche e concettuali costitutive del libro così come nacque dai torchi quattrocenteschi, narrandone la storia e ponendola in relazione con il libro moderno.

Gaetano Volpi, Del furore d’aver libri, Marco Valerio: Del furore d’aver libri è insieme una guida alla raccolta e alla corretta conservazione dei libri antichi e una testimonianza dello spirito del bibliomane cui frequentemente indulgono l’editore artigiano così come il lettore appassionato.

Gabriel Zaid, I troppi libri. Leggere e pubblicare in un’epoca di “abbondanza”, Jaca Book: Un grande intellettuale messicano ci presenta una riflessione insieme ironica e partecipata sull’universo dei libri e sulle diverse figure che lo costellano: autori, editori, librai, lettori contribuiscono tutti, in questo avvio di XXI secolo, a un mondo sovraffollato di libri dove l’abbondanza rischia di soffocare la qualità e dove le parole scritte rischiano di superare quelle lette. Eppure questo disincantato sguardo sul mondo editoriale, leggero nello stile quanto lucido nell’analisi, si risolve in un paradossale ma convincente elogio di Babele.

Markus Zusak, La bambina che salvava i libri, Frassinelli: Fu a nove anni che Liesel iniziò la sua brillante carriera di ladra. Certo, aveva fame e rubava mele, ma quello a cui teneva veramente erano i libri, e più che rubarli li salvava. Il primo fu quello caduto nella neve accanto alla tomba dove era stato appena seppellito il suo fratellino. Stavano andando a Molching, vicino a Monaco, dove li aspettavano i loro genitori adottivi. Il secondo, invece, lo sottrasse al fuoco di uno dei tanti roghi accesi dai nazisti. A loro piaceva bruciare tutto: case, negozi, sinagoghe, persone… Piano piano, con il tempo ne raccolse una quindicina, e quando affidò la propria storia alla carta si domandò quando esattamente la parola scritta avesse incominciato a significare non solamente qualcosa, ma tutto.

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La bambina che salvava i libri

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Zusak Markus

  • Prezzo: € 18.00

Disponibilità: Spedito in 2/3 giorni lavorativi a causa della chiusura di editori e distributori (difficile reperibilità)


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Contenuto

Fu a nove anni che Liesel iniziò la sua brillante carriera di ladra. Certo, aveva fame e rubava mele, ma quello a cui teneva veramente erano i libri, e più che rubarli li salvava. Il primo fu quello caduto nella neve accanto alla tomba dove era stato appena seppellito il suo fratellino. Stavano andando a Molching, vicino a Monaco, dove li aspettavano i loro genitori adottivi. Il secondo, invece, lo sottrasse al fuoco di uno dei tanti roghi accesi dai nazisti. A loro piaceva bruciare tutto: case, negozi, sinagoghe, persone… Piano piano, con il tempo ne raccolse una quindicina, e quando affidò la propria storia alla carta si domandò quando esattamente la parola scritta avesse incominciato a significare non solamente qualcosa, ma tutto. Accadde forse quando vide per la prima volta la libreria della moglie del sindaco, un’intera stanza ricolma di volumi? Quando arrivò nella sua via Max Vandenburg, ex pugile ma ancora lottatore, portandosi dietro il “Mein Kampf” e infinite sofferenze? Quando iniziò a leggere per gli altri nei rifugi antiaerei? Quando s’infilò in una colonna di ebrei in marcia verso Dachau? Ma forse queste erano domande oziose, e ciò che realmente importava era la catena di pagine che univa tante persone etichettate come ebree, sovversive o ariane, e invece erano solo poveri esseri legati da spettri, silenzi e segreti.

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10 pensieri su “Libri sui libri. Seconda parte

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  3. francesca

    Mi è venuto in mente questo, che temo non sia stato tradotto in italiano: http://www.webster.it/buch-erinnerungen_an_czernowitz_wo_menschen-9783406557477.htm
    Il sottotitolo deriva da un’osservazione di Celan sulla sua città natale, anche se l’autore, professore di storia antica all’università di Tel Aviv, con estrema onestà e ragionevolezza, invita a guardarsi dal pensare che tutti gli abitanti di Czernowitz si occupassero di letteratura. I contributi apportati dalle sue minoranze (rumeni, ruteni, ebrei, tedeschi e russi) alla cultura, però, l’hanno resa davvero unica.

  4. Marina Autore articolo

    Mi sembra molto interessante, Francesca. Ho controllato il catalogo del Servizio Bibliotecario Nazionale e pare che no, non sia stato tradotto in italiano, purtroppo.

    Le estreme propaggini dell’Impero Austro-Ungarico mi sembra siano state sempre ricche di questi crogiuoli etnico-linguistici, penso solo alla Rustschuk di Canetti, dove si potevano trovare bulgari, tedeschi, turchi, ebrei e quant’altro. Se non ricordo male, mi pare che Canetti nella sua autobiografia scriva che da bambino gli capitava di sentir parlare sette o otto lingue diverse, nella sua città natale.
    Secondo me erano posti bellissimi.

    A proposito di bei libri tedeschi non tradotti in italiano… finalmente ho ordinato questo: http://www.webster.it/buch-das_buch_der_verbrannten_bucher-9783442737383.htm (è anche in edizione economica!)

  5. francesca

    Vero. La cosa straordinaria è che molti ne parlavano con scioltezza diverse e, ancora più straordinario, almeno con le esperienze odierne, il multilinguismo interessava anche le persone meno istruite. Un gran rimpianto che il fenomeno si sia arrestato più o meno tre generazioni fa e una gran tristezza vedere emergere anche in quegli spazi geografici dei movimenti ipernazionalistici e mono(sotto)culturali.
    (:-) ! prendo nota, prendo nota, non ho una lista dei desideri lunga come la tua solo perché non l’ho redatta, temo)

  6. LaSere

    Sono proprio una miniera, queste tue due liste. Bella iniziativa davvero!

    Ho controllato al volo e mi pare che questo libro che ora ti dico non compaia. E’ un illustrato dell’Electa uscito nel 2009, che unisce riproduzioni di opere d’arte che abbiano per soggetto i libri e la lettura a citazioni varie, sempre ovviamente a tema.
    Si intitola semplicemente “Leggere”, ti lascio il link su webster: http://www.webster.it/libri-leggere_zuffi_stefano_mondadori_electa-9788837069117.htm

    Poi se mi viene altro torno a dirtelo eh! 🙂

  7. Marina Autore articolo

    Che bello Sere, grazie! Non lo conoscevo, ma mi intriga 🙂 Me lo segno e lo aggiungo nella prossima puntata (a un certo punto ci sarà…)

  8. Marina Autore articolo

    Ciao Troglodita Tribe, ho fatto una breve ricerca online ma non ho trovato niente… Spero che qualcuno possa darti una mano!

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