Libri sui libri. Prima parte

Inauguro oggi una nuova rubrica, dove ho intenzione di proporvi delle piccole bibliografie su determinati argomenti, senza alcuna pretesa di esaustività, ma solo come spunto per le vostre/nostre letture. Naturalmente i vostri commenti sono i benvenuti, sia per segnalarmi altri libri riguardanti l’argomento in questione, sia per proporre nuovi temi. (A proposito, da pochissimo ho attivato la nuova funzione di WordPress che permette di votare i post: sentitevi liberi di usarla, mi sarà molto utile per capire se le cose che vi propongo vi piacciono).

Iniziamo con un argomento che mi interessa molto: i libri sui libri, inteso nell’accezione più ampia, ovvero libri che parlano di libri, di bibliomani, di biblioteche, di lettura e così via – sia saggi che romanzi. La lista è potenzialmente chilometrica, per cui per ora ve ne propongo alcuni, con tutta l’intenzione di far seguire un secondo post sullo stesso argomento.

I commenti sono copiati e incollati (a volte un po’ abbreviati) da Webster, che è ormai diventata la mia libreria online preferita.

Siccome penso che la maggior parte dei miei lettori siano italiani, i libri sono tutti indicati nella traduzione italiana, e non indicherò – a meno che non me lo richiediate esplicitamente – libri esistenti solo in altre lingue.

*

Pearl Abraham, La lettrice di romanzi d’amore, Einaudi: Rachel Benjamin è figlia del rabbino di una comunità di hassidim, una setta di ebrei ortodossi, in una cittadina dello Stato di New York. È la più grande di cinque fratelli e dovrebbe mantenere un comportamento esemplare. Suo padre, che ha scritto un testo sulla mistica ebraica, è spesso in viaggio per venderlo porta a porta e raccogliere i soldi per costruire una sinagoga. Rachel è una sognatrice come lui, ma i suoi sogni riguardano i personaggi dei libri di Barbara Cartland, Victoria Holt e Charlotte Bronte. Per leggere i loro libri la ragazza arriva a rubarli nei supermercati. Questa doppia vita le diventa sempre più difficile e quando le verrà imposto un matrimonio combinato arriva per lei il momento delle scelte definitive.

Fernando Báez, Storia universale della distruzione dei libri, Viella: “Dove si bruciano i libri, si finisce per bruciare anche gli uomini”: queste parole di Heinrich Heine ci ricordano che in tutte le epoche e civiltà il libro, come strumento di trasmissione delle idee e della memoria, è stato vittima del fanatismo e della censura. Da quando è nata la scrittura, gli elementi della natura e la volontà distruttrice dell’uomo hanno messo in pericolo la sopravvivenza dei suoi supporti materiali. L’itinerario parte dalle tavolette sumere e giunge fino al saccheggio di Baghdad all’inizio del secolo XXI, passando per la sparizione della leggendaria biblioteca di Alessandria, i grandi classici greci perduti, i roghi dell’imperatore cinese Shi Huangdi, la rovina dei papiri di Ercolano, gli abusi degli inquisitori, l’incendio dell’Escorial, l’eliminazione dei libri durante la guerra civile spagnola, le persecuzioni degli scrittori da parte dei totalitarismi del Novecento.

Sylvia Beach, Shakespeare and Company, Sylvestre Bonnard: Parigi anni Venti. Al numero 12 di rue de l’Odeon ci sono tutti: Ezra Pound medita con George Antheil di una “rivoluzione musicale”, Paul Valéry ascolta le poesie lette da André Gide, Ernest Hemingway mostra le ferite riportate a Fossalta di Piave… Sylvia Beach, fondatrice della libreria e casa editrice Shakespeare & Company, racconta in queste pagine la storia di quell’esperienza che la portò ad attirare alcuni tra i più grandi artisti del secolo scorso nelle due stanze un tempo adibite a lavanderia. Ma racconta anche la storia della pubblicazione del romanzo che ha tracciato la via della modernità letteraria, l’Ulysses di James Joyce, rendendo diretta testimonianza di un momento irripetibile della cultura novecentesca.

Bibliomanie. Passioni, malattie e dannazioni di chi ama troppo i libri, Marco Valerio: Il volume raccoglie tre racconti dell’800 francese: Boulard bibliomane di J-B Descuret, Bibliomanie di Gustave Flaubert e L’enfer du bibliophile di Charles Asselineau. I tre autori delineano con arguta perspicacia psicologica i tratti distintivi dell’animo afflitto dalla passione e dalla mania dei libri: la bibliofilia e la bibliomania. Il confine tra i due termini è sottile, quasi impercettibile, e spesso si crea confusione.

Mikkel Birkegaard, I libri di Luca, Longanesi: Nel cuore di Copenaghen, c’è una libreria antiquaria con un curioso nome italiano: I libri di Luca. Quando il proprietario, Luca Campelli, muore di morte improvvisa e violenta, il negozio passa al figlio Jon, un promettente avvocato che da anni non aveva più contatti col padre. Nello scantinato della libreria, dopo il funerale, Jon apprende dal vecchio commesso Iversen un segreto: Luca era stato a capo di una Società Bibliofila e dei cosiddetti Lectores, persone dotate del particolare potere di influenzare gli altri mediante la lettura. Un giorno il negozio subisce un attentato incendiario: nella morte di Luca c’entra forse la lotta di potere all’interno della Società Bibliofila? Il compito di Jon sarà quello di venire a capo del mistero.

Stefan Bollmann, Elke Heidenreich, Le donne che leggono sono pericolose, Rizzoli: Attraverso i dipinti, i disegni e le fotografie questo volume racconta la storia della lettura femminile dal Medioevo al XXI secolo. Il tema della lettrice ha affascinato gli artisti di tutte le epoche. Sono stati tuttavia necessari molti secoli perché alle donne venisse permesso di leggere ciò che volevano. Prima potevano ricamare, pregare, allevare bambini e cucinare. Ma nel momento in cui esse colgono nella lettura la possibilità di sostituire l’angusto mondo della loro casa con il mondo sconfinato del pensiero, della fantasia e del sapere, diventano una minaccia. Le donne che leggono sono pericolose perché in questo modo si sono appropriate (e forse lo fanno ancora oggi) di conoscenze ed esperienze originariamente non destinate a loro.

Jorge Luis Borges, Finzioni, Einaudi e Adelphi: Un falso paese scoperto “nelle pagine di un’enciclopedia plagiaria”, Uqbar, e un pianeta immaginario, Tlön, “labirinto ordito dagli uomini” ma capace di cambiare la faccia del mondo; il Don Chisciotte di Menard, identico a quello di Cervantes eppure infinitamente più ricco; il mago che plasma un figlio nella materia dei sogni e scopre di essere a sua volta solo un sogno; l’infinita biblioteca di Babele, i cui scaffali “registrano tutte le possibili combinazioni dei venticinque simboli ortografici… cioè tutto ciò ch’è dato di esprimere, in tutte le lingue” e che sopravviverà all’estinzione della specie umana; il giardino dei sentieri che si biforcano; l’insonne Funes, che ha più ricordi di quanti ne avranno mai tutti gli uomini insieme. (Mia recensione qui)

Ray Bradbury, Fahrenheit 451, Mondadori: In un’allucinante società del futuro si cercano, per bruciarli, gli ultimi libri scampati a una distruzione sistematica e conservati illegalmente. (Mia recensione qui)

Richard Brautigan, La casa dei libri, Marcos Y Marcos: A San Francisco c’è una biblioteca unica al mondo. Lui ci vive da tre anni. La adora. Ci abita come in una cattedrale. Accoglie, con grazia e passione sincera, i dattiloscritti più respinti di questa terra. Lei arriva con un dattiloscritto “contro il proprio corpo”: si sente schiacciata dal successo dirompente delle sue grazie. Fra i due esplode l’amore.

Elias Canetti, Auto da fé, Adelphi: Da una parte un grande studioso, Kien, che disprezza i professori, ritiene superflui i contatti con il mondo e ama in fondo una cosa sola: i libri. Dall’altra la sua governante, Therese, che raccoglie in sé le più raffinate essenze della meschinità umana. Il romanzo racconta l’incrociarsi di queste due remote traiettorie e ciò che ne consegue: la minuziosa, feroce vendetta della vita su Kien, che aveva voluto eluderla con la stessa accuratezza con cui analizzava un testo antico. (Mia recensione qui)

Marco Cassini, Refusi. Diario di un editore incorreggibile, Laterza: “Con il lavoro che ho scelto di fare, mi aspettavo che la mia vita sarebbe stata diversa. Mi immaginavo lunghe giornate a leggere manoscritti che avrebbero cambiato la storia della letteratura, conversazioni rivoluzionarie in fumose bettole del centro storico con scrittori leggendari, illuminanti riunioni di redazione che sarebbero proseguite con memorabili serate in trattoria. Avevo creduto di poter ripetere facilmente l’esperienza del “New Yorker” di William Shawn, della Shakespeare & Company di Sylvia Beach, della City Lights di Ferlinghetti, dell’Einaudi di Vittorini-Calvino-Pavese. Avevo dimenticato che l’editore non è solo un appassionato di libri, un animatore culturale, ma è fondamentalmente un imprenditore, con tanto di partita iva, obblighi fiscali e bilanci depositati.”

Alberto Castoldi, Bibliofollia, Bruno Mondadori: Sono tante e perverse e imprevedibili le conseguenze di una passione divorante, bulimica, dalle conseguenze morbose, sobillata da visioni totalizzanti e incalzata da presagi solipsistici. La figura del bibliomane è il frutto degenerato di una cultura risucchiata nel buco nero dell’entropia e insieme il prodotto dell’editoria di massa contro la quale l’intellettuale reagisce in un isolamento sempre più esoterico.

Alberto Castoldi, Il libro che uccide, Sestante: Il libro che uccide prende spunto da alcuni racconti dell’Ottocento francese, riportati nel testo (Le Bibliomane di Charles Nodier, Bibliomanie di Gustave Flaubert, La fausse Esther di Pierre Lou) per svolgere una riflessione sulla bibliomania come passione divorante, spinta fino all’assassinio e sugli “effetti di scrittura”, che possono produrre effetti non meno devastanti. Agli esordi dell’editoria di massa l’intellettuale, perplesso, dà forma attraverso la figura “arcaica” del bibliomane alle proprie inquietudini.

Grazia Cherchi, Scompartimento per lettori e taciturni, Feltrinelli: Dalla fine degli anni Settanta, per quasi un ventennio Grazia Cherchi ha consigliato o sconsigliato la lettura delle novità offerte dall’editoria italiana. Ma la passione dei libri di Grazia Cherchi non si limitava alle recensioni: per anni, infatti, si è esercitata nella attività di lettrice, di editor, di consulente editoriale.

Roald Dahl, Il libraio che imbrogliò l’Inghilterra, varie edizioni: Mr. Buggage è il proprietario di una libreria antiquaria londinese; insieme alla sua assistente (e amante) trascorre gran parte della giornata nel retrobottega, dedicandosi più alla lettura di necrologi che alla vendita dei libri. Eppure gli affari vanno bene e un giorno i due decidono di concedersi una vacanza in Marocco in alberghi esclusivi. Come si scoprirà, il successo economico non nasce da una oculata gestione delle vendite, ma… (Mia recensione qui).

Umberto Eco, Il nome della rosa, Bompiani: “Il libro è così ricco che permette tutti i livelli di lettura … Eco, ancora bravo!” (Robert Maggiori, Libération).

Ernesto Ferrero, I migliori anni della nostra vita, Feltrinelli: La storia degli anni d’oro della casa editrice Einaudi attraverso il racconto di uno dei suoi più prestigiosi collaboratori. Una sequenza di ritratti di figure come Natalia Ginzburg, Cesare Pavese, Italo Calvino, Davide Lajolo, Carlo Emilio Gadda, Leonardo Sciascia, Primo Levi, Gianfranco Contini, Delio Cantimori, Carlo Dionisotti. Le speranze, le ambizioni, le passioni di un editore.

Fozio, Biblioteca, Adelphi: Fozio visse nel IX secolo, fu due volte patriarca di Costantinopoli, partecipò attivamente alle dispute che portarono allo scisma greco. Ma innanzitutto fu uomo di immensa erudizione. Leggeva instancabilmente, annotava, riassumeva. Delle sue 279 schede di lettura di testi di ogni genere, oggi per una metà circa scomparsi e sopravviventi soltanto nel riassunto di Fozio, si compone la sua Biblioteca, opera che come poche altre dell’antichità ci apre squarci abbaglianti su molto di ciò che per sempre del mondo classico si è perduto: un libro che fa sognare altri libri che non avremo mai la possibilità di leggere. (Dal sito della Adelphi)

Annie François, La lettrice, Guanda e Tea: Un piccolo libro per chi ama i libri, per chi, prima ancora del contenuto, ama l’oggetto in sé. Annie François analizza tutti i possibili piaceri – da quello tattile a quello olfattivo – nonché gli aspetti – la grana della carta, la copertina, il risvolto – legati al libro. Conosce, e alimenta, le manie del lettore “bulimico”: il timore di sciuparlo, di prestarlo, di rovinarlo se preso in prestito; il rito lacerante della scelta dei libri da portare in vacanza, il dramma di doverne buttare alcuni per questioni di spazio. (Mia recensione qui)

Cornelia Funke, Cuore d’inchiostro, Mondadori: Meggie ama i libri. E li ama moltissimo anche il padre Mo, che però rifiuta di leggerli a voce alta. Se lo facesse, infatti, porterebbe la vita nei libri e i personaggi dei libri alla vita. In una notte crudele lesse Cuore d’inchiostro e un malvagio signore dal cuore nero, Capricorno, si liberò dai lacci delle parole per materializzarsi nel suo salotto. In quell’attimo fatale accadde anche qualcosa di più grave: la moglie di Mo scomparve per sempre tra le pagine del libro. E ora il perfido Capricorno cerca Mo per piegare i suoi poteri a perfidi scopi…

Mauro Giancaspro, E l’ottavo giorno creò il libro, Cargo: Mauro Giancaspro torna con una fiaba che narra la vera e propria “genesi” del libro. Nei mondi dell’iperuranio navigano gli atomi di libri: idee, spunti, trame che le correnti spingono nell’universo e che cadono sulla terra come una pioggia. Se investono chi di questi atomi fa tesoro, lo scrittore, essi si trasformano in libri. Solo che all’inizio il libro era uno e c’erano gli amanuensi a ricopiarli. I monaci diffondevano il verbo e da lassù c’era uno stretto controllo di ciò che accadeva quaggiù. Ma poi, dal profondo dei gironi infernali si pensò di rendere democratico e diffuso quest’uso e Lucifero & Co. ricorsero a Gutenberg: diffuse la Bibbia, la stampa, e i libri proibiti.

Mauro Giancaspro, Il morbo di Gutenberg, L’Ancora del Mediterraneo: Un libro ironico, sarcastico, cinico sulla malattia del libro, ma anche una galleria di ritratti memorabili di lettori e scrittori, con le loro manie, tic, amori e infatuazioni.

Mauro Giancaspro, Leggere nuoce gravemente alla salute, L’Ancora del Mediterraneo: In Italia si legge poco: la lettura è un’esperienza legata per lo più al passato, agli anni della scuola, agli esami o alle tensioni per un concorso; ricorda le spese che la famiglia affronta, le incursioni di agguerriti venditori e le rate per l’enciclopedia. Il libro, protagonista di memorabili pratiche sociali, come la messa all’indice, fa da spunto per film, telefilm e grandi romanzi: ma sarà poi vero che la troppa lettura fa impazzire, come accade a Don Chisciotte? (Dal sito di Mauro Giancaspro)

Mauro Giancaspro, L’importanza di essere un libro, Liberilibri: In questa sua moderna e attuale “Difesa del libro”… Mauro Giancaspro adotta la forma del paradosso, una tentazione comica che sfocia nel “bibliodramma semiserio”: un dialogo serrato tra (e sui) libri. (Dal sito di Liberilibri)

Mauro Giancaspro, L’odore dei libri, Grimaldi: Diciotto fiabe e racconti di Mauro Giancaspro, dei quali dieci inediti e otto già pubblicati in tempi e pagine diverse, si susseguono in questo libro, tenute insieme dal filo del piacere del rapporto fisico col libro, dalle fantasie innescate dalla lettura, con tutte le sorprese che essa può riservare. (Dal sito di Mauro Giancaspro)

Debra Ginsberg, Questo libro sarà un bestseller, Salani: I libri sono una cosa seria. Lo sa bene Angel Robinson, lettrice accanita, che lavorava con amore in una piccola libreria e che ora si ritrova purtroppo a dover cercare un altro impiego. Per un colpo di fortuna (ma sarà poi tale?) il suo fidanzato le trova il lavoro perfetto: assistente personale nella prestigiosa agenzia letteraria di Lucy Fiamma. Angel ottiene il posto, ma sin dai primi venti minuti del primo giorno si rende conto che l’agenzia è un girone infernale, e Lucy Fiamma una buona incarnazione del diavolo: tirannica, imprevedibile e melliflua. Angel però dimostra un vero talento per scovare buoni romanzi e trasformarli in sicuri successi editoriali: Lucy Fiamma non si sogna nemmeno di rinunciare a lei, anche a costo di demolire la sua vita privata pezzo a pezzo. Ma quando Angel comincia a ricevere i capitoli di un libro che racconta con inquietante precisione tutto quello che le accade, fino ad arrivare alla descrizione di un omicidio, lei decide di scoprire a tutti i costi chi è il misterioso autore…

Helene Hanff, 84, Charing Cross Road, Archinto: È Frank Doel, commesso in una vecchia libreria antiquaria londinese – “l’unica creatura al mondo che mi capisca” – a soddisfare gli stravaganti desideri di una giovane scrittrice americana appassionata di saggi del Settecento, che con lui intreccia una fitta corrispondenza. Miss Hanff sogna per anni di sbarcare nell'”Inghilterra della letteratura”, di conoscere di persona Doel e la libreria cui deve tanto. Ma Frank scompare prematuramente e la libreria chiude i battenti nel 1970. Helene Hanff approderà finalmente a Londra solo in occasione dell’uscita di queste lettere che rappresentano l’insolita parabola dal culto dei libri a quello che è diventato, grazie a una felicissima trasposizione filmica, un “libro di culto”.

Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa, Einaudi: A Praga, un uomo lavora da anni a una pressa trasformando carta da macero in parallelepipedi armoniosi e sigillati, vivi e morti a un tempo perché in ciascuno pulsa un libro che l’uomo vi ha imprigionato, aperto su una frase, un pensiero: sono frammenti di Erasmo e Lao-tze, di Hölderlin e Kant, del Talmud, di Nietzsche. Professionista della distruzione di libri, l’uomo li crea incessantemente sotto forma diversa, e dal suo mondo infero promuove un suo speciale sistema di messaggi.

Silvia A. Kohan, Come coccolarsi con libri e film, Morellini: C’è un modo del tutto nuovo per guardare un film o leggere un libro: il mood della coccola terapeutica. Il libro offre alla lettrice (e al lettore) più di duecento schede di opere letterarie e cinematografiche che servono per farsi un po’ di coccole: per capire i propri stati d’animo, le proprie forze, le proprie debolezze, per sapere che cosa cambiare e che cosa tenere, per trovare una guida e un conforto nelle proprie azioni.

Benito La Mantia, Gabriella Cucca, Libri proibiti. Quattro secoli di censura cattolica, Nuovi Equilibri: A quarant’anni dall’abolizione dell’Indice, Libri proibiti ripercorre un’attività censoria durata quattro secoli, nonché le conseguenze da essa prodotte: migliaia di volumi al rogo, autori, stampatori, lettori, divulgatori o semplici possessori di testi, perseguitati e condannati, talvolta alla pena capitale.

Livio, Seneca, Tacito, Libri al rogo, Palomar di Alternative: Tre testi rispettivamente di Livio, Seneca, Tacito sui provvedimenti repressivi del potere romano rispetto a libri e autori “scomodi”. Il volume vuole essere un documento sulla distruzione dei libri, sulla censura, sulla lotta tra intellettuali e potere politico in un background di intolleranze religiose o di totalitarismi politici.

Francesco Lumachi, Storie per librai, Robin: Un libro per bibliofili e appassionati di storie e aneddoti. Francesco Lumachi, libraio e bibliofilo, racconta storie diverse che hanno avuto per protagonisti i libri e il mondo che li ha scelti come perno di gravitazione. Dalla grande beffa organizzata intorno all’asta di una biblioteca inesistente, alle tragiche storie dei martiri del libro, agli incredibili inganni perpetrati da analfabeti in grado di falsificare opere di Aristotele.

Claudio M. Messina, Il libraio di viale Mazzini, Robin: Un libro pieno di delitti eccitati dall’amore per i libri antichi. Un mondo variegato di collezionisti e appassionati implicati in torbidi avvenimenti su cui serafico indaga il libraio di viale Mazzini.

Lucien X. Polastron, Libri al rogo, Sylvestre Bonnard: La censura libraria, nell’immaginario collettivo come nella realtà storica, ebbe i suoi più cupi fasti nel rogo dei libri: poiché se antico e molteplice è il nesso tra libri e libertà, non meno antica e molteplice è la reazione di divieto. Di roghi di libri è piena la Storia, e Polastron la racconta con esattezza documentaria ed emozione. Dall’antichità ai nostri giorni il bagliore, reale o metaforico, di quei fuochi ha puntualmente illuminato passaggi significativi e drammatici della vicenda umana, identificandosi talvolta con la volontà di distruzione di un intero popolo.

Oliviero Ponte di Pino, I mestieri del libro, Tea: Il volume segue l’affascinante viaggio del libro dall’autore al lettore, dall’idea iniziale al consumatore finale: spiegando le successive fasi della lavorazione, le diverse figure professionali coinvolte, le diverse tecnologie utilizzate, i trucchi del mestiere.

Manuel Rivas, I libri bruciano male, Feltrinelli: A Coruña, notte del 18 agosto 1936: sulla darsena del porto e nelle varie piazze della città ardono grandi pire. Ma non si tratta delle tradizionali fogueiras accese per animare le sagre popolari estive: sono i franchisti che, un mese dopo il golpe, stanno dando fuoco ai libri delle biblioteche della città per cancellare ogni traccia del passato repubblicano. Bruciare i libri significa uccidere le idee, gli uomini e le storie che racchiudono. Attorno a quest’evento, a questo buco nero, ruota un carosello di voci senza fine: i deliri intellettuali del Dottor Montevideo e le raccapriccianti esecuzioni di Federico Garcìa Lorca e dell’editore corugnese Ánxel Casal, gli abusi di potere del giudice Ricardo Samos, spalleggiato dal torvo Ispettore Ren, e le “mulleres con cousas na cabeza” della pittrice e spia repubblicana Chelo Vidal, il censore Tomás Dez, simbolo dell’anti-cultura fascista, l’affascinante figura di Terranova, viveur amante del bel canto e delle feste paesane aiutato dall’amico e pugile Curtis.

Carlos Ruiz Zafón, L’ombra del vento, Mondadori: Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all’oblio. Qui Daniel entra in possesso del libro “maledetto” che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell’anima oscura della città.

Sam Savage, Firmino, Einaudi: Firmino è un topo nato in una libreria di Boston negli anni Sessanta. È il tredicesimo cucciolo della nidiata, il più fragile e malaticcio. La mamma ha solo 12 mammelle e Firmino rimane l’unico escluso dal nutrimento. Scoraggiato, si accorge che deve inventarsi qualcosa per sopravvivere e comincia ad assaggiare i libri che ha intorno. Scopre che i libri più belli sono i più buoni. E diventa un vorace lettore, cominciando a identificarsi con i grandi eroi della letteratura di ogni tempo. (Mia recensione qui)

William Shakespeare, La tempesta, varie edizioni: Prospero, duca di Milano, appassionato di magia, viene spodestato dal fratello Antonio. Con la figlia Miranda si rifugia nell’isola abitata da Calibano e da alcuni spiriti, tra cui Ariele. Prospero riduce tutti al suo servizio. Dopo dodici anni, grazie alla magia, fa naufragrare la nave che trasporta il re di Napoli, Alonso, il figlio Ferdinando, il seguito e Antonio, suo fratello. (I libri c’entrano, fidatevi)

S.H. Steinberg, Cinque secoli di stampa, Einaudi.

Roberto Vecchioni, Il libraio di Selinunte, Einaudi: Un ragazzo esce nottetempo di casa, eludendo la sorveglianza dei genitori, per recarsi nella bottega di un librario che passa le notti a leggere. Il ragazzo s’innamora di questa figura e grazie a lui assorbe le mille storie che nei libri sono custodite. Quando un giorno gli abitanti del villaggio, mossi dall’odio e dall’invidia, bruciano la libreria, si accorgono con terrore che con le parole spariscono anche le cose che queste nominavano.

Stefan Zweig, Mendel dei libri, Adelphi: La storia di un uomo che forse non ha letto tutti i libri, ma che tutti li conosce. Il sovrano di un mondo parallelo – un mondo di carta.

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12 pensieri su “Libri sui libri. Prima parte

  1. Pingback: Libri sui libri. Prima parte « Sonnenbarke

  2. francesca

    Oh, che bel!
    Te ne regalo due, di getto, ma di getto proprio:
    un libriccino: Leo Lowenthal, I roghi dei libri, il Melangolo e
    un librone: Roberto Bolaño, 2066.

    (Mai parlare dei libri che si stanno leggendo. Allora, tra parentesi, sottovoce, nel libro che sto leggendo, Invito a una decapitazione di Nabokov, nella cella di Cincinnatus c’è solo qualche libro, di cui uno, tuttavia, è il capolavoro della sua epoca e va quindi ricordato: si chiama Quercus, migliaia di pagine dedicate alla biografia di una quercia :-))

    Fuor di parentesi, ciao.
    F.

  3. Marina Autore articolo

    Grazie Francesca! Conosco (di nome, non per averli letti – o almeno non ancora) entrambi i libri che mi segnali, saranno nella prossima parte 🙂

    (Migliaia di pagine dedicate alla biografia di una quercia? Però!)

  4. Marina Autore articolo

    Grazie Harshad, avevo già dato un’occhiata a quella discussione tempo fa… mi riprometto di tornarci 😉

  5. Pingback: Libri sui libri. Seconda parte « Sonnenbarke

  6. francesca

    (Eh, proprio la summa del pensiero moderno. E racconta gli eventi e le storie delle persone di cui la quercia è stata testimone e riempi gli anni in cui non è successo niente di rilievo con osservazioni sulla dendrologia, l’ornitologia, ecc. ed elenca tutte le iniziali incise sulla sua corteccia: si fa presto ad arrivare a migliaia di pagine. Cincinnatus, comunque, non riesce a leggerlo tutto.)

  7. francesca

    (Temo non si sia capito che scherzassi: “capolavoro” e “summa” erano intesi ironicamente. O forse l’avevi capito e sono io a non capirlo. Pardon. È un segno, una punizione per aver violato la regola d’oro, quella che vieta di parlare dei libri che si stanno leggendo). Siccome è finito, però, aggiungo che trovo del tutto scentrate le critiche che vedono in Invito ad una decapitazione un libro kafkiano. O non hanno letto Nabokov, o non hanno letto Kakfa o non hanno letto nessuno dei due. Capita.
    Confermo che qui c’è il ben di Odino, in quanto a librerie e libri e la mia passione si sta lanciando in tutte le direzioni, ancora – se possibile – più disordinatamente del solito.
    A presto.

  8. Marina Autore articolo

    (Ah, le disgrazie della comunicazione via internet!…)

    Ma lo sai che non ho mai letto niente di Nabokov, ancora? Una delle mie lacune da colmare.
    Comunque, mi pare che ci sia la tendenza oggi a etichettare come kafkiano un po’ tutto quello che esce dagli schemi ed è vagamente inquietante… Odio le etichette.

    Sono stata nella tua attuale città a 19 anni in gita scolastica, e non ho – purtroppo – girato per librerie, ma certo non fatico a crederti. Un po’ ti invidio, un po’ penso che sarebbe la mia rovina (finanziaria e “sociale”) 😉

  9. francesca

    Nuotiamo tutti nelle lagune 🙂 Una delle mie lagune abbraccia, con l’eccezione di qualche sporadica puntata (o, data la metafora, bracciata), praticamente tutta la letteratura sudamericana, l’asiatica e l’africana messe assieme. C’è da nuotare.
    Le odio anch’io, le etichette, ma qui mi sembra ancor peggio, perché si sentono autorizzati ad appiccicarla in base – credo – all’ambiente carcerario e alla presenza di un condannato, trascurando completamente una piccola, ma essenziale differenza, che sta nel motivo della condanna (in un caso è un motivo preciso, per quanto assurdo, forse falso, forse solo una costruzione mentale, nell’altro non c’è proprio) e nel suo esito finale, che non rivelo per non rovinare il piacere della lettura a nessuno.

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