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Libri sulla salute/malattia mentale

In attesa di tornare con una nuova recensione (sono appena all’inizio di La montagna incantata di Thomas Mann che ha 700 pagine, quindi ci vorrà un po’), tempo fa ho preparato una “bibliografia” a tema “salute mentale”, che come forse saprete è un argomento che mi sta molto a cuore. I libri sulla salute o malattia mentale che dir si voglia sono infiniti, ma ho deciso di fare per voi una selezione composta da libri che ho letto o che mi incuriosiscono. Alcuni sono romanzi, altri saggi, alcuni più tecnici e altri meno, ma tutti mi sembrano di estremo interesse. Accanto al libro ho riportato per voi la patologia o tematica di cui tratta il libro, così che possiate orientarvi meglio verso la tematica che più vi incuriosisce, qualora siate interessati. A ogni patologia o tematica è associato un link che vi spiegherà di cosa si tratta. L’intento è fornirvi un piccolo strumento per conoscere qualcosa che spesso viene tenuto nascosto o taciuto, il tentativo è di contribuire a combattere lo stigma associato alle problematiche di salute mentale. Buona lettura.

Vittorino Andreoli, E vivremo per sempre liberi dall’ansia → ansia 
Alessandra Arachi, Lunaticadisturbo bipolare
Jay Asher, Tredici → suicidio
Franco Basaglia (a cura di), Che cos’è la psichiatria? → psichiatria
Rudolph M. Bell, La santa anoressia → anoressia
Violetta Bellocchio, Il corpo non dimentica → alcolismo
Giuseppe Berto, Il male oscuro (romanzo) → depressione
Eugenio Borgna, Come se finisse il mondo → schizofrenia
Geneviève Brisac, Petite (romanzo) → anoressia
Luigi Cancrini, L’oceano borderline → disturbo borderline di personalità
Giovanni B. Cassano, E liberaci dal male oscuro → depressione
Truddi Chase, Scritto da lorodisturbo dissociativo dell’identità
Paulo Coelho, Veronika decide di morire → suicidio
Francesc Colom e Eduard Vieta, Manuale di psicoeducazione per il disturbo bipolare → disturbo bipolare
Mario Colucci e Pierangelo Di Vittorio, Franco Basaglia → psichiatria
Patrizia Cupelloni, La ferita dello sguardo → depressione
Laura Dalla Ragione, La casa delle bambine che non mangiano → anoressia
Ludovic Debeurme, Lucille (graphic novel) → anoressia
Peppe Dell’Acqua, Non ho l’arma che uccide il leone → psichiatria
Karla Dougherty, Una diversa follia → disturbo bipolare
Breat Easton Ellis, American Psycho (romanzo) → disturbo antisociale di personalità
Louise Erdrich, La casa tonda (romanzo) → trauma
Mario Farnè, L’ansia → ansia 
Ellen Forney, Marbles (graphic novel) → disturbo bipolare
Janet Frame, Volti nell’acqua (romanzo) → psichiatria
Sigmund Freud, L’interpretazione dei sogni → psicanalisi
Chiara Gamberale, Una vita sottile → anoressia
Gianfranco Graus, La depressione bipolare → disturbo bipolare
Hannah Green, Non ti ho mai promesso un giardino di rose → schizofrenia
Matt Haig, Ragioni per continuare a vivere → depressione
Laurie Halse Anderson, Così leggere da bucare le nuvole (romanzo) → anoressia
Laurie Halse Anderson, Speak (romanzo) → trauma
Torey L. Hayden, Una bambina e gli spettri → trauma
Judith Lewis Herman, Guarire dal trauma → disturbo post-traumatico da stress
Marie-France Hirigoyen, Molestie morali → abuso
Marya Hornbacher, Sprecata → anoressia e bulimia
Marya Hornbacher, Una vita bipolare → disturbo bipolare
Nick Hornby, Non buttiamoci giù → suicidio
Giovanni Jervis, La depressione → depressione
Jon Kabat-Zinn, Dovunque tu vada, ci sei già → mindfulness
Jon Kabat-Zinn, Mindfulness per principianti → mindfulness
Jon Kabat-Zinn, Vivere momento per momento → mindfulness
Ken Kesey, Qualcuno volò sul nido del cuculo (romanzo) → psichiatria
Daniel Keyes, Una stanza piena di gente → disturbo dissociativo dell’identità
Sophie Kinsella, Dov’è finita Audrey? (romanzo) → ansia
Jenny Lawson, Follemente felice → depressione ansia
Édouard Levé, Suicidio → suicidio
Peter A. Levine, Trauma e memoria → disturbo post-traumatico da stress
Marsha M. Linehan, Trattamento cognitivo-comportamentale del disturbo borderline → terapia dialettico-comportamentale
Claudio Lucii, Idee essenziali sul disturbo bipolare → disturbo bipolare
Cinzia Mammoliti, Il manipolatore affettivo e le sue maschere → abuso
Cinzia Mammoliti, I serial killer dell’anima → abuso
Michela Marzano, Volevo essere una farfalla → anoressia
Russell Meares, Un modello dissociativo del disturbo borderline di personalità → disturbo borderline di personalità
Sylvia Nasar, Il genio dei numeri → schizofrenia
Jennifer Niven, Raccontami di un giorno perfetto (romanzo) → disturbo bipolare
Ruth Ozeki, Una storia per l’essere tempo (romanzo) → suicidio
Sylvia Plath, La campana di vetro (romanzo) → depressione
Kay Redfield Jamison, Rapida scende la notte → suicidio
Kay Redfield Jamison, Toccato dal fuoco → disturbo bipolare
Kay Redfield Jamison, Una mente inquieta → disturbo bipolare
H.E. Richter, Convivere con l’ansia → ansia
Elena Riva, Il mito della perfezione → anoressia
Matt Ruff, La casa delle anime (romanzo) → disturbo dissociativo dell’identità
Anna Salvo ed Ethel A. Giudiceandrea, Arcipelago anoressia → anoressia
Rafael Santandreu, L’arte di non amareggiarsi la vita → terapia cognitivo-comportamentale
Flora Rheta Schreiber, Sybil → disturbo dissociativo dell’identità
Marguerite Sechehaye, Diario di una schizofrenica → schizofrenia
Carole Smith, Il castello incantato → disturbo dissociativo dell’identità
Andrew Solomon, Il demone di mezzogiorno → depressione
Chevy Stevens, Scomparsa (romanzo) → trauma
Marilee Strong, Un urlo rosso sangue → autolesionismo
William Styron, Un’oscurità trasparente → depressione
Walter Vandereycken, Dalle sante ascetiche alle ragazze anoressiche → anoressia
Bessel van der Kolk, Il corpo accusa il colpo → disturbo post-traumatico da stress
Hanya Yanagihara, Una vita come tante (romanzo) → disturbo post-traumatico da stress
Jeffrey E. Young, Reinventa la tua vita → schema therapy

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Letteratura apocalittica e post-apocalittica

Un altro genere di cui mi piacerebbe parlarvi, dato che ogni tanto lo leggo con grande soddisfazione, è la letteratura post-apocalittica, a cui si affianca la letteratura apocalittica, che per meglio dire la precede. Questi due generi sono considerati sottogeneri della fantascienza, che a me non piace quasi per niente, ma che apprezzo per l’appunto sotto queste due forme per così dire “derivate”.

Secondo Wikipedia:

La fantascienza apocalittica è un sottogenere della fantascienza incentrato sull’imminente fine del mondo o della civiltà, a causa di guerre nuclearipandemie, o qualche genere di disastro naturale o artificiale. Un sottogruppo del genere apocalittico è rappresentato dal filone catastrofista.

La fantascienza post apocalittica è invece ambientata in un mondo (o civiltà) già devastato da una catastrofe. L’ambientazione temporale può essere immediatamente successiva la catastrofe, focalizzandosi sui viaggi o sulla psicologia dei sopravvissuti, o considerevolmente posteriore, comprendendo spesso il tema della perdita della memoria storica, per cui ci si è dimenticati dell’esistenza di una civiltà precatastrofe o la sua storia è divenuta leggenda o mito. La civiltà perduta possedeva in genere un elevato sviluppo scientifico-tecnologico e poteva anche essere una civiltà basata sullo spazio.

Ecco dunque un elenco parzialissimo e lacunoso di alcuni romanzi considerati apocalittici o post-apocalittici.

Margaret Atwood, L’ultimo degli uomini
Margaret Atwood, L’anno del diluvio
Margaret Atwood, L’altro inizio
Max Brooks, World War Z
Justin Cronin, Il passaggio
Philip K. Dick, Cronache del dopobomba
Thomas M. Disch, Gomorra e dintorni
Pat Frank, Addio Babilonia
Harry Harrison, Largo! Largo!
Hugh Howey, Wool
Hugh Howey, Shift
Hugh Howey, Dust
P.D. James, I figli degli uomini
Stephen King, L’ombra dello scorpione
Jack London, La peste scarlatta
Charles Eric Maine, Il grande contagio
Richard Matheson, Io sono leggenda
Robert R. McCammon, Tenebre
Cormac McCarthy, La strada
Walter M. Miller Jr., Un cantico per Leibowitz
Ward Moore, Più verde del previsto
Guido Morselli, Dissipatio H.G.
Mary Shelley, L’ultimo uomo
M.P. Shiel, La nube purpurea
Nevil Shute, L’ultima spiaggia
George R. Stewart, La Terra sull’abisso
Emily St. John Mandel, Stazione Undici
Sheri S. Tepper, Cronache del dopoguerra
Wilson Tucker, Il lungo silenzio
John Wyndham, Il giorno dei Trifidi
Fabrizio Zappa Madonna, 2099: L’età del ferro

Romanzo gotico

Caspar David Friedrich, L’abbazia nel querceto (1810)

Cari lettori, come avrete notato il blog è fermo da un po’ di tempo, ma questo non significa affatto che io abbia deciso di abbandonarlo. La ragione risiede nel fatto che ultimamente ho letto dei libri che, per i miei canoni, sono “non recensibili”: ad esempio un libro dalla traduzione così pessima che se lo avessi recensito avrei dovuto smontarlo pezzo per pezzo; un classicone di quasi 1000 pagine (La fiera della vanità, che mi è piaciuto molto); e al momento, in lettura, un altro classico (Caleb Williams) che difficilmente recensirò, perché solo di rado recensisco classici. Tutto questo mi ha portato a scrivere di meno, ma per ravvivare un po’ la situazione ho deciso oggi di parlarvi di un genere che mi piace molto: la letteratura gotica.

Il romanzo gotico nasce nella seconda metà del XIX secolo in Inghilterra e trova in seguito molti adepti, soprattutto tra gli scrittori inglesi, ma non solo. L’Enciclopedia Treccani ci dice che il romanzo gotico è «caratterizzato da atmosfere terrificanti e ambientato per lo più in scenari medievali, quali castelli diroccati e frequentati dai fantasmi, cimiteri, monasteri tenebrosi, dove hanno luogo fenomeni inquietanti, fantastici o macabri».

Tuttavia la letteratura gotica non si esaurisce nel romanzo gotico inglese dell’Ottocento, ma si espande anche successivamente fino a dare vita a nuovi generi derivati quali ad esempio il southern gothic americano.

Secondo Goodreads, il gotico è quel genere che unisce elementi di mistero, orrore e romanticismo. Figlio appunto di quest’ultima corrente artistica e letteraria, il gotico rappresenta il piacere insito nel terrore. «Le caratteristiche principali della narrativa gotica includono il terrore (sia psicologico che fisico), il mistero, il soprannaturale, i fantasmi, le case infestate e l’architettura gotica, castelli, oscurità, morte, decadimento, follia, segreti e maledizioni ereditarie». Insomma, ce n’è di che far drizzare i capelli in testa.

Ho deciso di stilare per voi una lista, assolutamente incompleta, di testi di letteratura gotica (non solo romanzi) antichi e moderni. L’elenco non ha alcuna pretesa di esaustività e so benissimo di aver lasciato indietro moltissime opere celebri e meno celebri. Se volete, ditemi i vostri preferiti nei commenti!

Jane Austen, Northanger Abbey
Jules Barbey d’Aurevilly, Le diaboliche
William Beckford, Vathek
Algernon Blackwood, John Silence e altri incubi
Mary Elizabeth Braddon, Il segreto di Lady Audley
Angela Carter, La camera di sangue
Wilkie Collins, La donna in bianco
Arthur Conan Doyle, Il mastino dei Baskerville
Mark Z. Danielewski, Casa di foglie
Daphne du Maurier, Rebecca la prima moglie
Neil Gaiman, Coraline
Neil Gaiman, Il figlio del cimitero
Stefan Grabiński, Il demone del moto
Stefan Grabiński, Il villaggio nero
John Harding, La biblioteca dei libri proibiti
Susan Hill, La donna in nero
William Hope Hodgson, La casa sull’abisso
William Hope Hodgson, La terra dell’eterna notte
E.T.A. Hoffmann, Gli elisir del diavolo
E.T.A. Hoffmann, Racconti notturni
Victor Hugo, Notre-Dame de Paris
Washington Irving, La leggenda di Sleepy Hollow
Shirley Jackson, Abbiamo sempre vissuto nel castello
Shirley Jackson, L’incubo di Hill House
Henry James, Il giro di vite
Elizabeth Kostova, Il discepolo
Comte de Lautréamont, I canti di Maldoror
J. Sheridan Le Fanu, Carmilla
J. Sheridan Le Fanu, Lo zio Silas
Gaston Leroux, Il fantasma dell’Opera
Gaston Leroux, Storie macabre
Matthew Lewis, Il monaco
H.P. Lovecraft, Il caso di Charles Dexter Ward
H.P. Lovecraft, Le montagne della follia
Arthur Machen, Il grande dio Pan
Charles Robert Maturin, Melmoth l’errante
Guy de Maupassant, Le Horla e altri racconti dell’orrore
Lauren Owen, The Quick
Mervyn Peake, Gormenghast
Mervyn Peake, Tito di Gormenghast
Mervyn Peake, Via da Gormenghast
Charlotte Perkins Gilman, La carta da parati gialla
Edgar Allan Poe, Il corvo e altre poesie
Edgar Allan Poe, La caduta della casa Usher
Edagr Allan Poe, Le avventure di Gordon Pym
Edgar Allan Poe, Racconti del grottesco
John William Polidori, Il vampiro
Ann Radcliffe, I misteri di Udolpho
Ann Radcliffe, L’italiano
Ann Radcliffe, Romanzo siciliano
Anne Rice, Intervista col vampiro
Anne Rice, La regina dei dannati
Anne Rice, L’ora delle streghe
Anne Rice, Lo schiavo del tempo
Anne Rice, Scelti dalle tenebre
Rainer Maria Rilke, Danze macabre
James Malcolm Rymer, Varney il vampiro
Diane Setterfield, Le nere ali del tempo
Mary Shelley, Frankenstein
Robert Louis Stevenson, Lo strano caso del dotto Jekyll e del signor Hyde
Bram Stoker, Dracula
Bram Stoker, Il gioiello delle sette stelle
Bram Stoker, Il paese del tramonto
Bram Stoker, L’ospite di Dracula
Patrick Süskind, Il profumo
Jules Verne, Il castello dei Carpazi
Horace Walpole, Il castello di Otranto
Oscar Wilde, Il fantasma di Canterville
Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray

Libri dai ghiacci

Fa molto caldo in queste settimane, cosa che non so voi, ma almeno io sopporto assai poco. Mi viene dunque da pensare a posti freddi dove magari mi piacerebbe trovarmi in questo momento: posti che forse un giorno mi piacerebbe visitare, posti che mi fanno avere meno caldo solo a pensarci! Dunque, mi sono detta, perché non leggere o spulciare libri che vengono da questi posti freddi? Vi ho dunque preparato una piccola lista di libri che sono ambientati tra i ghiacci, quindi nelle regioni del Circolo Polare Artico o limitrofe, e addirittura in Antartide. Se volete, ho anche creato una listopia su Goodreads, consultabile anche da chi non è iscritto e utile perché si possono leggere immediatamente le trame dei libri elencati; se siete iscritti potete anche aggiungere i vostri libri preferiti rientranti in questa categoria. Ecco dunque i libri: romanzi, saggi, folklore, mitologia, guide…

Alaska

Michèle Demai, Alaska Dream
Eowyn Ivey, La bambina di neve
Jack London, Il richiamo della foresta
James A. Michener, Alaska

Antartide

Apsley Cherry-Garrard, Il peggior viaggio del mondo
Alfred Lansing, Endurance. L’incredibile viaggio di Shackleton al Polo Sud
H.P. Lovecraft, Le montagne della follia
James Patterson, Il volo finale
Matthew Reilly, Ice Station
James Rollins, La città di ghiaccio

Canada del Nord

Elizabeth Hay, Voci della notte
Jack London, Zanna Bianca
Annie Proulx, Avviso ai naviganti
Dan Simmons, La scomparsa dell’Erebus

Circolo Polare Artico

AA. VV., Leggende dall’estremo Nord
Peter Davidson, L’idea di Nord
Barry López, Artico: l’ultimo paradiso
Matteo Meschiari, Artico Nero
Fridtjof Nansen, La spedizione della Fram
Daniela Pulvirenti, Terre artiche: Norvegia, Svezia, Finlandia e Groenlandia
Hans Ruesch, Paese dalle ombre lunghe

Fær Øer

Giorgio Manganelli, L’isola pianeta e altri settentrioni

Groenlandia

Angaangaq e Angela Babel, La saggezza dello sciamano
Gretel Ehrlich, Un freddo paradiso
Peter Høeg, Il senso di Smilla per la neve
Kim Leine, Il fiordo dell’eternità
Jo Lendle, Una terra senza fine
Robert Peroni, Dove il vento grida più forte
Robert Peroni, I colori del ghiaccio

Islanda

Anonimo, Il canzoniere eddico
W.H. Auden, Lettere dall’Islanda
Jess L. Byock, La stirpe di Odino
Clive Cussler, Iceberg
Hallgrímur Helgason, 101 Reykjavík
Arnaldur Indriðason, Sotto la città
Arnaldur Indriðason, La signora in verde
Hubert Klimko-Dobrzaniecki, La casa di Rosa
Halldór Laxness, L’onore della casa
Halldór Laxness, Il concerto dei pesci
Halldór Laxness, Gente indipendente
Halldór Laxness, Sotto il ghiacciaio
Halldór Laxness, La base atomica
Auður Ava Ólafsdóttir, La donna è un’isola
Auður Ava Ólafsdóttir, L’eccezione
Sjón, La volpe azzurra
Árni þórarinsson, Il tempo della strega

Mar di Norvegia

Edo Passarella e Stefano Leon Rodriguez, Fior di Norvegia

Siberia

Jacek Hugo-Bader, Febbre bianca
Varlam Šalamov, I racconti della Kolyma
Aleksàndr Solženicyn, Arcipelago Gulag

Svezia del Nord

Per Olov Enquist, La partenza dei musicanti
Mikael Niemi, Musica rock da Vittula

Libri ambientati in Sardegna

La Maddalena (Di Paolo De Carolis - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=21744385)

Parco Nazionale Arcipelago della Maddalena (Di Paolo De Carolis – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=21744385)

Eccoci arrivati al termine del giro d’Italia: visitiamo oggi l’ultima regione che ci manca, la Sardegna, che non è certo ultima in termini di importanza o bellezza. Qui sopra uno scorcio del Parco Nazionale Arcipelago della Maddalena.

*

Gavino Ledda, Padre padrone, Baldini & Castoldi: È mio: ne ho bisogno in campagna. Suonano come una condanna definitiva le parole con cui Abramo strappa il figlio da scuola per obbligarlo a custodire un gregge di pecore sulle montagne. Da quel giorno saranno la solitudine, il duro lavoro e la natura aspra e selvaggia della Sardegna a insegnare a Gavino la vita. Non riusciranno però a piegare la sua volontà di ragazzo intelligente e sensibile, che aspetta il momento per ribellarsi al padre, per conquistare l’indipendenza e liberarsi finalmente dal padrone. La storia del pastore-intellettuale emancipatosi dalla propria terra, che da bambino analfabeta, poi da soldato sardo ammutolito fra i continentali durante la leva, arriva a prendere la laurea grazie a una determinazione incrollabile e alla certezza che la sua strada era altrove, ma senza mai rinnegare l’amore per la natura sua prima confidente.

Salvatore Niffoi, La vedova scalza, Adelphi: L’autore di La leggenda di Redenta Tiria narra la storia di un amore che vive al di là della morte e di una feroce vendetta. Sin dalla prima pagina il lettore si trova immerso in un mondo arcaico e crudele, quello della Barbagia fra le due guerre. È qui che Mintonia e Micheddu si conoscono e si amano con la necessità prepotente ed esclusiva che è propria degli amori infantili. E continueranno ad amarsi anche quando Micheddu dovrà darsi alla macchia, anche quando Mintonia, “femmina malasortata”, dovrà vederlo solo di nascosto e passare ore di angoscia a pensarlo braccato.

Massimo Carlotto e Mama Sabot, Perdas de Fogu, e/o: Sardegna 2008. Pierre Nazzari è un disertore ricattato e costretto a fare il lavoro sporco in operazioni segrete o illegali. Finisce nelle mani di una struttura parallela al servizio di un comitato d’affari locale e viene obbligato a spiare Nina, una giovane ricercatrice veterinaria che studia gli effetti dell’inquinamento bellico sugli animali nella zona del poligono di Salto di Quirra. Sullo sfondo un mondo di affaristi e politici, ex contractor e strutture di sicurezza private, militari e industrie di armamenti legati al grande business della produzione bellica. Frutto di una lunga e meticolosa inchiesta condotta da Massimo Carlotto e dal gruppo di scrittori uniti nella sigla Mama Sabot, Perdas de Fogu segna il ritorno di Carlotto al grande romanzo d’inchiesta contemporaneo. Un’indagine mozzafiato con una trama fitta di colpi di scena, il cui protagonista rappresenta una forte novità nel panorama del noir.

Michela Murgia, Accabadora, Einaudi: La Sardegna degli anni Cinquanta è un mondo antico sull’orlo del precipizio. Maria ha sei anni ed è appena diventata «figlia d’anima» dell’anziana Bonaria Urrai, secondo l’uso campidanese che consente alle famiglie numerose di compensare le sterilità altrui attraverso una adozione sulla parola; il patto tacito è che la figlia acquisirà lo status di erede, ma in cambio promette di prendersi cura della madre adottiva nei bisogni della vecchiaia. La bambina è inizialmente convinta che Bonaria Urrai faccia la sarta, e infatti le giornate sono segnate dallo scorrere nella bottega casalinga di una umanità paesana, fatta di piccole miserie e di relazioni costruite di gesti e di sguardi, molto più che di parole. Accettata come normale dal paese, l’adozione solidale tra la vecchia e la bambina si consolida malgrado lo sfaldarsi circostante delle antiche certezze. Attraverso lo sguardo privilegiato della bambina che cresce, le contraddizioni tra il vecchio e il nuovo emergono via via più evidenti: nell’esperienza della scuola dell’obbligo, e in quella del confronto tra la fede cristiana e i retaggi di una religiosità assai più antica nel tempo. Sarà l’imprevista rivelazione del segreto peccato collettivo dell’accabadura – la fine violenta e pietosa a cui Bonaria è incaricata di sottoporre gli agonizzanti in fin di vita – a infrangere l’armonia tra le due donne, costringendo entrambe a fare i conti tra l’etica millenaria di una società morente e i nuovi valori che l’incalzano.

Grazia Deledda, Canne al vento, varie edizioni: Unica donna insignita del Nobel nell’ambito della letteratura italiana e autrice di più di cinquanta volumi tra romanzi e novelle, Grazia Deledda è forse ancora tutta da scoprire, un po’ come la sua Sardegna. Canne al vento è in questo senso un’opera esemplare: induce, già nel titolo, un’inconfondibile immagine dell’aspro ed essenziale paesaggio dell’isola, ma evoca nel contempo l’immagine universale, “biblica” dell’uomo, fragile e oscillante creatura battuta dalla sorte, ma sempre tentata da un confronto diretto con la forza potente di una misteriosa Giustizia. Forse, dopo aver letto il romanzo, molti lettori avranno come l’impressione che in Sardegna non si va, ma dalla Sardegna si viene.

Simone Caltabellotta, Sa reina, Ponte alle Grazie: Sa Reina, in Sardegna, è un ulivo millenario, forse il più antico del Mediterraneo. Proprio da Sa Reina, nella regione del Sulcis, comincia il viaggio del protagonista Davide e dei suoi amici Leo, un ragazzo che ha appena perso l’amore, e Lucien, un rocker e archeologo inglese alla ricerca di materiali per uno studio sulle antiche civiltà sarde.
Quella che attende i tre nel Sulcis, però, sarà un’avventura senza respiro. Non solo resteranno bloccati sull’isola, ma si troveranno ad attraversare esperienze inimmaginabili, che li porteranno a contatto con i propri fantasmi e le proprie paure più profonde, con nuovi amori, con le rivolte sociali diffuse in quell’isola ribelle più di ogni altra; e, nel caso di Davide, con le proprie origini familiari, con la storia di suo padre e di suo nonno. Esperienze che li condurranno infine sul limite di un precipizio fisico e psicologico, in cui rischieranno di cadere per sempre, sopraffatti dalla malia di quella terra arcaica e misteriosa.
In Sa Reina, interamente basato sulla cultura antica e il folklore sardi, il dato reale e quello spirituale, il tempo della storia e quello del mito si intrecciano continuamente, creando un singolare «racconto sciamanico», che non ha corrispondenti nella nostra narrativa di oggi.

Vanessa Roggeri, Il cuore selvatico del ginepro, Garzanti: È notte. Il cielo è nero come inchiostro, e solo a tratti i fulmini illuminano l’orizzonte. È una notte di riti e credenze antiche, in cui la paura ha la forma della superstizione. In questa notte il rumore del tuono è di colpo spezzato da quello di un vagito: è nata una bambina. Ma non è innocente come lo sono tutti i piccoli alla nascita. Perché questa bambina ha una colpa non sua, che la segnerà come un marchio indelebile per tutta la vita. La sua colpa è di essere la settima figlia di sette figlie, e per questo è maledetta. E qui nel suo paese, in Sardegna, c’è un nome preciso per le bambine maledette, si chiamano cogas, che significa streghe. Liberarsene quella stessa notte, senza pensarci più. Così ha deciso la famiglia Zara.
Ma qualcuno non ci sta. Lucia, la primogenita, compie il primo atto ribelle dei suoi dieci anni di vita. Scappa fuori di casa, sotto la pioggia battente, per raccogliere quella sorella che non ha ancora un nome. La salva e la riporta a casa, e decide di chiamarla Ianetta. Non c’è alternativa ora, per gli Zara. È sopravvissuta alla notte, devono tenerla. Eppure il suo destino è già scritto. Giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, sarà una reietta. Emarginata. Odiata. Da tutti, tranne che da Lucia. È lei l’unica a non averne paura. Lei l’unica a frapporsi tra la cieca superstizione e l’innocenza di Ianetta. Contro tutto e tutti. Lei l’unica a capire chi si nasconde dietro quegli occhi spaventati e selvatici: una bambina in cerca di amore, che farebbe qualsiasi cosa pur di ricevere uno sguardo e una carezza. Solo una bambina, solo una ragazza, con un cuore forte e selvatico come il ginepro. Le sue radici non si possono estinguere così facilmente; la loro fibra è fatta di ferro e se fuori bruciano, dentro il cuore rimane vivo.
Questa è la storia di una bambina e di una colpa non sua. È la storia di una sopravvivenza e della lotta contro le superstizioni. È la storia di due sorelle, quella maledetta dall’ignoranza e colei che sa vedere oltre. È la storia di una terra e delle sue tradizioni più arcaiche e oscure. Una storia che trabocca in modo dirompente di passioni: amore, rabbia, disperazione e speranza.

Grazia Deledda, Marianna Sirca, varie edizioni: L’universo arcaico e immobile della Serra nuorese, la durezza e l’inospitalità del clima barbaricino e un ambiente rurale e montano inconciliabilmente diviso fra padroni, servi e banditi costituiscono il paesaggio geografico e sociale in cui si svolge la storia della contrastata passione fra due personaggi – la possidente Marianna e il giovane bandito Simone – che tentano di violare l’incomunicabilità fra i ruoli imposti loro dal destino. L’eroina deleddiana, pur di rifiutare le immutabili leggi e consuetudini della propria terra, è disposta a legarsi a Simone “più per la morte che per la vita”. Alla fine il protagonista più debole, votato alla promessa e all’impegno di un impossibile matrimonio, dovrà soccombere.