La rapidità dello spirito

La mia biblioteca, composta da migliaia di volumi che mi sono proposto di leggere, cresce dieci volte più in fretta di quanto io possa leggere. Ho tentato di dilatarla fino a farne una specie di universo in cui trovare tutto. Ma questo universo cresce in una misura che dà le vertigini. Non vuole placarsi, e io ne sento la crescita sulla mia pelle. Ogni volume che vi aggiungo scatena una piccola catastrofe cosmica, e un po’ di quiete subentra solo quando in apparenza quel volume trova il suo posto e provvisoriamente scompare.

Da: Elias Canetti, La rapidità dello spirito. Appunti da Hampstead, 1954-1971 (tit. originale Nachträge aus Hampstead. Aus den Aufzeichnungen, 1954-1971), Adelphi, Milano 1996. Traduzione di Gilberto Forti. 187 pagine. 12,39 €.

Il PassaMaggio

Il PassaMaggio

Roberto mi segnala che il Maggio Musicale Fiorentino ha avviato un’iniziativa di bookcrossing, mettendo a disposizione in alcuni luoghi di Firenze 10.000 pubblicazioni fra programmi di sala, saggi, ecc. che invita poi a liberare dopo la lettura, segnalandolo sul loro sito.

Maggiori informazioni qui.

Prima o poi ogni muro cade

La provincia dell’uomo

Ci sono libri che si posseggono da vent’anni senza leggerli, che si tengono sempre vicini, che uno si porta con sé di città in città, di paese in paese, imballati con cura, anche se abbiamo pochissimo posto, e forse li sfogliamo al momento di toglierli dal baule; tuttavia ci guardiamo bene dal leggerne per intero anche una sola frase. Poi, dopo vent’anni, viene un momento in cui d’improvviso, quasi per una fortissima coercizione, non si può fare a meno di leggere uno di questi libri d’un fiato, da capo a fondo: è come una rivelazione. Ora sappiamo perché lo abbiamo trattato con tante cerimonie. Doveva stare a lungo vicino a noi; doveva viaggiare; doveva occupare posto; doveva essere un peso; e adesso ha rggiunto lo scopo del suo viaggio, adesso si svela, adesso illumina i vent’anni trascorsi in cui è vissuto, muto, con noi. Non potrebbe dire tanto se per tutto quel tempo non fosse rimasto muto, e solo un idiota si azzarderebbe a credere che dentro ci siano state sempre le medesime cose.

Da: Elias Canetti, La provincia dell’uomo. Quaderni di appunti 1942-1972 (tit. originale Die Provinz des Menschen. Aufzeichnungen 1942-1972), Adelphi, Milano 1978. Traduzione di Furio Jesi. 372 pagine.

Il testamento

Alda Merini

Alda Merini, 1931-2009 (foto Lapresse da corriere.it)

Se mai io scomparissi
presa da morte snella,
costruite per me
il più completo canto della pace!

Ché, nel mondo, non seppi
ritrovarmi con lei, serena, un giorno.

Io non fui originata
ma balzai prepotente dalle trame del buio
per allacciarmi ad ogni confusione.

Se mai io scomparissi
non lasciatemi sola;
blanditemi come folle!

3 novembre 1953

da Paura di Dio (1955), in Fiore di poesia, Einaudi