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Uwe Timm, Rennschwein Rudi Rüssel

Uwe Timm, Rennschwein Rudi Rüssel, dtv, München 1993.

Ci sono momenti in cui bisogna prendersi una pausa dalle letture impegnative e dedicarsi, almeno brevemente, a libri più leggeri. Così ho deciso di leggere questo libro per bambini che avevo preso tanto tempo fa usato, nemmeno ricordo più dove (probabilmente in Lussemburgo, visto che il libro è in tedesco). Il libro purtroppo non è stato tradotto in italiano, ma spero che qualche casa editrice per bambini decida di tradurlo perché è davvero delizioso.

Di Uwe Timm avevo letto La scoperta della currywurst e Rosso, ma non lo conoscevo affatto come scrittore per bambini. Sebbene i due libri di cui sopra mi siano piaciuti, devo dire che quasi l’ho apprezzato di più come autore per l’infanzia.

Una famiglia, composta da padre, madre e tre figli (due femmine e un maschio, quest’ultimo è la voce narrante), è in vacanza in montagna quando, partecipando a una pesca di beneficenza, la piccola Zuppi, sette anni, vince il primo premio: un bellissimo maialino. Naturalmente la famiglia vive in un appartamento in affitto in città, perciò non se ne parla proprio di tenere il maialino, ma la bambina si è subito affezionata così tanto che dopo un po’ la famiglia finisce per abituarsi e decide di tenerlo. Il maialino verrà chiamato Rudi Rüssel.

L’autore ci fa scoprire le varie vicissitudini della vita di questa famiglia con il maialino (che poi, ovviamente, crescerà!) e ci accompagna al contempo nella loro vita quotidiana. Il maialino è simpaticissimo e poco importa che a volte la storia sia poco realistica: è normale che sia così, dopotutto è una lunga fiaba per bambini. Quello che è interessante è che Timm non si limita a raccontare una favola, ma ne costruisce anche il contesto: per cui ad esempio veniamo a conoscenza dei problemi lavorativi dei genitori, soprattutto quelli del padre, egittologo disoccupato. Naturalmente il punto principale del libro è la storia del maialino Rudi Rüssel e di come diventerà un maialino da corsa (Rennschwein), oltre che ovviamente di come la famiglia riuscirà a convivere con questo particolarissimo animale domestico. Ma anche il contesto, pur restando in secondo piano, non è mai realmente sullo sfondo, rendendo il libro adatto forse anche a bambini un po’ più grandicelli, che cominciano a capire che anche nella loro famiglia ci possono essere dei problemi piccoli o meno piccoli.

Inoltre, le illustrazioni di Gunnar Matysiak sono molto carine e colgono sempre il punto: di sicuro l’artista ha letto il libro mentre disegnava.

Una bella lettura anche per chi stia studiando il tedesco: sebbene non sia un testo semplicissimo, è comunque scritto in una lingua abbastanza semplice e lineare, e molte cose vengono spiegate perché è ovviamente pensato per dei bambini, che quindi non sono certo tenuti a capire tutto. Peccato che non sia stato tradotto in italiano, davvero.

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La scoperta della currywurst

La scoperta della currywurstUwe Timm, La scoperta della currywurst (tit. originale Die Entdeckung der Currywurst. Novelle), Le Lettere, Firenze 2003. Traduzione di Matteo Galli. 201 pagine, 14 €.

La currywurst è una pietanza tipica che chiunque sia stato a Berlino o Amburgo conosce senz’altro. O in qualunque altra parte nella Germania del nord, del resto. Un würstel tagliato a fettine e condito con una salsa fatta di ketchup e curry. Quanto di meno letterario ci sia al mondo, si potrebbe pensare. E invece Uwe Timm è riuscito a imbastirci quella che lui chiama una novella, in realtà un romanzo vero e proprio.

Il narratore, alter ego dello stesso Timm, è un amburghese che decide di scoprire il vero inventore della currywurst. Secondo lui si tratta di Lena Brücker, una signora che aveva un chiosco ad Amburgo, da cui lui andava sempre a mangiare la deliziosa currywurst. C’è chi dice sia nata a Berlino, ma lui è convinto che sia stata proprio Lena a inventarla, subito dopo la seconda guerra mondiale. E così va a farle visita nella casa di cura per anziani in cui ormai la vecchia signora si trova, e le chiede di raccontargli la storia.

Di fatto, il libro ha due narratori: l’alter ego di Timm e la signora Brücker, che gli racconta la storia dal suo punto di vista. Lena è ormai cieca eppure, durante tutte le conversazioni con il suo amico, la troviamo a lavorare un maglione coi ferri. E mentre lavora racconta, un racconto lucido e mai appannato dalla vecchiaia, fermandosi magari ogni tanto per preparare il caffè.

Dovrebbe essere il racconto della scoperta della currywurst, invece diventa il racconto di un periodo delicatissimo per la Germania, la fine della guerra, narrata da chi l’ha vissuta in prima persona. Lena Brücker ha circa quarant’anni, il marito – un donnaiolo incallito – è chissà dove, un figlio è al fronte, l’altra figlia è lontana. Così Lena non ha problemi a ospitare in casa sua Bremer, un giovane disertore che potrebbe quasi essere suo figlio. E il suo racconto è dunque quello di una storia d’amore, ma anche quello della capitolazione di Amburgo, della scoperta degli orrori perpetrati dai nazisti (una delle pagine più belle e toccanti) e, soltanto infine, della scoperta accidentale della currywurst.

Matteo Galli nella postfazione parla di «estetica del quotidiano» e in effetti è una definizione che calza a pennello: Timm mette al centro della sua narrazione fatti quotidiani come la creazione della currywurst o il lavoro di un maglione, e attraverso questi racconta una storia, che a sua volta si intreccia con la Storia con la “S” maiuscola. Dice anche, Galli, che la currywurst di Timm è un po’ la madeleine amburghese, e anche questo è vero.

Io sono stata attratta dal titolo strano e dallo scrittore, che conoscevo solo di nome. Devo dire che ho fatto bene a lasciarmi portare dall’istinto: un buon libro, molto piacevole da leggere. Forse la lettura può essere un po’ appesantita dalle numerose note del traduttore e germanista Matteo Galli, ma in fondo servono a far comprendere meglio il testo, e ci si può venire a patti. Consigliato.

Per i germanofoni:

* il sito di Uwe Timm
* le prime pagine del libro

Inoltre:

* La scoperta della currywurst a fumetti, disegnata da Isabel Kreitz e tradotta in italiano per la Black Velvet
* il film tratto dal libro (credo solo in tedesco)