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[Incipit] Claudia Piñeiro, Tua

Ormai era da più di un mese che Ernesto non faceva più l’amore con me. O forse due. Non so. Non che mi importasse poi tanto. Arrivo alla sera stanca morta. Non sembra, ma le faccende domestiche – se vuoi che tutto sia perfetto – ti sfiniscono. Fosse per me, testa sul cuscino e diritto nel mondo dei sogni. Eppure una donna lo sa, se tuo marito non ti cerca per tanto tempo… non so, si sentono tante cose. Dovrei parlarne con Ernesto, pensavo, chiedergli se ha qualche problema. Stavo per farlo. Ma dopo mi sono detta, e se poi mi capita come alla mamma, che si è fregata con le sue mani? Vedeva il papà un po’ strano e un giorno gli ha chiesto: “C’è qualcosa che non va, Roberto?”. E lui: “Sì, c’è che non ti sopporto più!”. E se n’è andato così, su due piedi, sbattendo la porta. Non l’abbiamo più rivisto. Povera mamma. E poi, un’idea di che cosa stesse succedendo a Ernesto ce l’avevo. Lavorava come un matto tutto il giorno, e quando aveva un minuto di libertà si iscriveva a qualche corso, studiava sempre qualcosa; come si fa a non arrivare la sera stanco morto? Però mi sono detta: “Io non gli faccio certo domande, dopotutto ho due occhi per vedere e una testa per pensare”. E quello che vedevo era che avevamo una famiglia fantastica, una figlia che stava per finire le superiori, una casa che avrebbe fatto invidia a chiunque. Ed Ernesto mi voleva bene, nessuno poteva negarlo. Lui non mi ha mai fatto mancare niente. Allora mi tranquillizzai e dissi fra me: “Il sesso ritornerà quando sarà il momento: ho tante cose belle, non devo fissarmi sull’unica che mi manca”. E poi non siamo mica negli anni sessanta, ormai sappiamo che ci sono cose importanti come o più del sesso. La famiglia, il buon umore, andare d’accordo, l’armonia. Quanta gente a letto sta da dio e nella vita non si sopporta? Perché cercare il pelo nell’uovo, come aveva fatto mia madre?

Claudia Piñeiro, Tua (tit. originale Tuya), Feltrinelli, Milano 2011 (prima edizione argentina 2005). Traduzione di Michela Finassi Parolo.

L’autrice su Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Claudia_Pi%C3%B1eiro

Il libro sul sito dell’editore italiano: http://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/tua-1/

La mia recensione: https://sonnenbarke.wordpress.com/2013/10/18/claudia-pineiro-tua-argentina/

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Claudia Piñeiro, Tua (Argentina)

Claudia Piñeiro, Tua (tit. originale Tuya), Feltrinelli, Milano 2011. Traduzione di Michela Finassi Parolo. 

Avevo letto qualche recensione praticamente entusiasta di questo libro e mi sono incuriosita. Devo dire che non sono d’accordo con queste recensioni, ma è comunque un libro carino, che si lascia leggere in un paio di sere e scorre bene e veloce, senza permettere di metterlo giù.

La storia è questa: Inés è una specie di casalinga disperata che crede che la sua vita (ovvero la sua famiglia, o meglio il suo matrimonio) sia perfetta. Un giorno scopre un biglietto nella borsa del marito, scritto col rossetto e firmato “Tua”. Da lì capisce che il marito la tradisce (ecco perché non facevano l’amore da tempo) e che la sua vita non è così perfetta come pensava che fosse. Inizia a seguire il marito, finché una sera lo segue a un appuntamento con la sua amante (la segretaria, un po’ banale), e qui assiste all’impensabile: i due litigano, Ernesto spinge Alicia, questa cade e muore sbattendo la testa su un sasso. Questo è l’inizio del romanzo, a cui si intreccia la storia di Lali, figlia adolescente della coppia, che è incinta ma nessuno se ne accorge, presi come sono tutti quanti dalle loro beghe private, troppo impegnati per guardare alla figlia.

La trama è estremamente banale: il marito ha l’amante, ma ha anche l’amante dell’amante, insomma un quadrilatero più che un triangolo. La trama gialla praticamente non c’è, sappiamo subito cosa succede e si capisce ben presto come andrà a finire il romanzo, non ci vuole grande intuito. L’unica cosa interessante è il rapporto-non rapporto fra i genitori, soprattutto la madre, e la figlia adolescente, che viene completamente lasciata a se stessa.

In realtà non è che sia un bel libro, non ha niente di originale, però tiene incollati fino all’ultima pagina e si fa leggere bene, la scrittura è buona e lo stile anche. Insomma, un buon libro per passare una serata piacevole, ma è meglio se ve lo fate prestare anziché spenderci dei soldi.

* Il libro sul sito dell’editore (con tanto di booktrailer e possibilità di sfogliare il libro).
* Una recensione.

Questa recensione, oltre a partecipare al giro del mondo coi libri, partecipa anche alla sfida delle letterature altre ed è pubblicata anche sul relativo blog.