[Incipit] Rachael Antony e Joël Henry, The Lonely Planet Guide to Experimental Travel

Early Travellers

The concept of travel is not new. Homer’s Odyssey provided us with an enduring travel myth, and from Adam and Eve’s first tentative steps beyond the Garden of Eden to Joseph and Mary’s travels on the road to Bethlehem, the Bible is full of tales of travel, adventure, danger, transport difficulties and the perils of trying to find a room in peak season (resulting in the birth of the baby Jesus in a stable). Religions of all kinds have provided the impetus for long-distance pilgrimages: Muslims travel to Mecca, Jews to Israel and Buddhists to India, while Catholics get their spiritual passports stamped in Rome. Many of Europe’s greatest churches, such as Canterbury Cathedral (the destination for Chaucer’s pilgrims in his bawdry Canterbury Tales), were built in order to attract pilgrims and cash in on the pilgrim ‘dollar’.
Business travellers have also crisscrossed the continents for centuries, and were particularly busy tying up the Silk Road with peak-hour traffic throughout the Middle Ages. The Age of Exploration, chiefly the 15th and 16th centuries, saw unprecedented parties of would-be heroes set off in all directions from Europe – a trend that would last until the end of the 18th century. And of course, nomadic peoples from the Gypsies of Europe to the Australian Aborigines have wandered the globe for eons – until recently, that is, when colonialism and capitalism divvied the world up into bite-sized pieces and began enforcing border controls. Travels far and near have also been embarked upon in the interests of war. But while trade, profit, religion and invading one’s neighbours’ lands have always provided a motive for travel, the idea of travelling for fun is a relatively new phenomenon.

Rachael Antony e Joël Henry, The Lonely Planet Guide to Experimental Travel, Lonely Planet Publications, Melbourne – Oakland – London 2005. 276 pagine.

* Latourex.
* La mia recensione al libro.

The Lonely Planet Guide to Experimental Travel

Rachael Antony & Joël Henry, The Lonely Planet Guide to Experimental Travel, Lonely Planet, Footscray 2005. 276 pagine.

Mi sono imbattuta in questo libro grazie alla sfida anobiiana delle letterature altre. Una lettrice ha detto che lo stava leggendo, il titolo mi ha incuriosita e la recensione ancora di più. Perciò me lo sono procurato ed ora eccomi qua con la mia recensione.

L’idea di base è che non si debba sempre per forza viaggiare in modo lineare e consono al turismo di massa. Si può decidere di farlo anche in altri modi, che molto spesso sono (o almeno appaiono da questo libro) più divertenti. Oltre che più inventivi e meno banali. Più interessanti sicuramente. Modi di viaggiare che a volte ci portano a scoprire cose che non avremmo mai pensato di scoprire. E si tratta di viaggi che molto spesso possiamo fare anche nelle vicinanze di casa nostra, senza dover per forza spendere un patrimonio. Scoprendo angoli e cose inaspettati.

Fondamentalmente, l’idea di base è quella del gioco, come mostra anche la copertina, e quella di viaggiare per divertirsi. Il tutto nasce da un’associazione francese fondata da Joël Henry, chiamata Latourex. Vi consiglio di visitare il sito, c’è in varie lingue fra cui anche l’italiano e propone idee interessanti presenti anche in questo libro. Ma il libro le sviluppa ulteriormente e ne propone anche altre, oltre a presentare i risultati degli esperimenti condotti.

Fra le idee che mi sono piaciute di più, il viaggio automatico (Automatic Travel), che penso di aver fatto più di una volta quando ho viaggiato da sola: lasciarsi portare dal subconscio, viaggiare senza pensare. Ma anche il viaggio letterario (Literary Journey), che consiste nel viaggiare fra le pagine dei libri, andando da una destinazione all’altra, ed è un po’ quello che stiamo facendo con questa sfida. Ma ce ne sono tanti altri davvero carini, mentre alcuni sono un po’ assurdi ma belli da leggere.

Un libro che consiglio a tutti quelli che hanno voglia di viaggiare in modo diverso, a chi ama giocare e mettersi in gioco, a chi sa divertirsi, a chi vuole qualche spunto per il suo prossimo viaggio vicino o lontano.

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Questa recensione partecipa alla sfida delle letterature altre ed è pubblicata anche nel relativo blog.