Libri dal Vietnam

Cascata di Argento, Sa Pa, Lào Cai

Nguyen Van Hoan, I Ca Dao del Vietnam, O Barra O: Prima e unica traduzione dal vietnamita di versi di origine popolare che esprimono il mondo di emozioni e di significati alla base della cultura tradizionale vietnamita e ancora visibili nella vita quotidiana del Vietnam moderno.

Nguyên Huy Thiêp, Il sale della foresta, O Barra O: Gli eventi di un quotidiano fortemente legato al mondo agricolo fanno da trama a questi racconti ambientati nei villaggi alle pendici delle montagne, immersi nel verde delle risaie, in balia dell’alternanza delle stagioni, a contatto con la giungla e i suoi pericoli.
Un mondo che Nguyên Huy Thiêp conosce profondamente e che rappresenta con brevi pennellate realistiche, in uno stile sobrio, conciso e diretto. Thiêp narra la straordinarietà e l’insensatezza della vita reale, la fragilità e l’ostinazione di chi abita i piccoli villaggi lontani dai centri abitati. I personaggi sono antieroici, né buoni né cattivi, ma depositari di un’antica sapienza e dei valori tradizionali. Thiêp descrive una natura palpitante di vita e di colori, che vive in simbiosi con l’uomo, lo protegge e al tempo stesso lo ostacola.
Gli ultimi tre racconti sono ambientati nella società confuciana del XVIII secolo. Lo scrittore smitizza alcune figure storiche (re Gia Long, il poeta Nguyen Du) riportandole alla loro realtà quotidiana e denuncia, per bocca loro, le carenze della politica governativa e le contraddizioni che affliggono l’assetto sociale del paese. Come per Il generale in pensione, la chiara e libera espressione delle sue opinioni costò a Nguyên Huy Thiêp l’avversione del il governo centrale.

Nguyên Huy Thiêp, Attraversando il fiume, O Barra O: Prosegue la pubblicazione dei racconti di Nguyên Huy Thiêp con una terza raccolta che dà voce al Vietnam in trasformazione.
Nati dalla sua esperienza di insegnante nelle scuole di montagna del Tay Bac al confine con il Laos, che si protrasse dal 1970 al 1980, questi racconti narrano le inquietudini delle piccole realtà contadine che prendono consapevolezza dei fermenti e dei cambiamenti in atto nel paese.
«I miei racconti non sono altro che testimonianze di vita quotidiana» dice l’autore. Eppure le sue parole scavano in profondità e trasmettono le emozioni, l’energia e l’ironia di un popolo.

Nguyên Huy Thiêp, Soffi di vento sul Vietnam, O Barra O: Il generale in pensione scuote come un terremoto il Vietnam quando nel 1987 appare sulla rivista Van Nghe.
Nguyên Huy Thiêp descrive in modo implacabile lo smarrimento dell’eroe di guerra che, rientrato a casa dopo molti anni trascorsi al fronte, si confronta con una realtà del quotidiano antitetica a quella pregna degli ideali rivoluzionari propagandati dalla dirigenza di Hanoi.
Il potere politico isola Nguyên Huy Thiêp e lo censura, il direttore della rivista è costretto alle dimissioni, gli editori locali si rifiutano di pubblicarlo, i vietnamiti colgono la drammatica frattura che sta incrinando la società civile: il dolore della trasformazione sociale che non ha valori nuovi su cui basarsi, afferma lo scrittore. I giovani scoprono nei suoi scritti l’audacia di uno spirito indipendente che critica il vecchio dogmatismo ideologico.
Negli altri racconti presenti nel libro, Nguyên Huy Thiêp si fa portavoce delle tradizioni culturali e religiose delle minoranze etniche delle regioni del Nord al confine con Laos e Cina presso cui ha insegnato per molti anni, popolazioni alle quali il governo centrale negava, anche con azioni violente, ogni possibilità di sviluppo autonomo. Ulteriore motivo che indusse il potere politico a considerarlo un ‘dissidente’.
Thiêp ricorre a una prosa priva del minimo compiacimento e di chiavi interpretative, utilizzando con grande talento il linguaggio del quotidiano.

Nguyên Huy Thiêp, Vietnam Soul, O Barra O: Spesso paragonato a Checov, Thiêp ritrae il mondo corale dei villaggi del Vietnam riuscendo a cogliere con pochi tratti l’essenza delle cose. Gli eventi del quotidiano fanno da trama alla fine osservazione di caratteri, credenze, trasformazioni che contraddistinguono le zone del paese lontane dai grandi centri cittadini. La raccolta è accompagnata dagli scritti di Claudio Magris e Franco La Cecla e dal discorso tenuto dall’autore in occasione della consegna del Premio Nonino.

Duong Huong, L’imbarcadero delle donne senza marito, O Barra O: Scopre la tenerezza e l’amore, ma è presto costretta, come le amiche del villaggio, ad affrontare le contraddizioni e il dolore indotti dalla guerra. La sua è la storia delle donne vietnamite che trovano mezzi infiniti per accettare la perdita e superare le separazioni, i conflitti e le devastazioni nel paese travolto dalla guerra, anche rifiutando l’ordine sociale e il controllo ideologico.
Pubblicato a 16 anni dalla conclusione del conflitto americano, questo romanzo coinvolgente rompe con la retorica patriottica della guerra ed è viva testimonianza di una società che si sostiene sul coraggio delle donne e sulla solidarietà che le lega.

Le Minh Khue, Fragile come un raggio di sole, O Barra O: Dieci racconti delicati e incisivi che ritraggono una generazione passata dai combattimenti contro gli americani ai paradossi del dopoguerra.
Tre ragazze, sminatrici volontarie lungo il sentiero di Ho Chi Minh che mettono ogni giorno a repentaglio la vita animate dall’idea che la vittoria porti a una società più giusta; l’avido affittacamere Quyt per cui “un uomo con gli occhi azzurri e il naso lungo è una miniera d’oro”; padre e figlio, furfanti entrambi, che si derubano a vicenda; il rimpianto di una ex-combattente per un giovane prigioniero americano da lei amato.
Con grande umanità e fine ironia, ogni racconto trasmette quel barlume di speranza “fragile come un raggio di sole” che sostiene un Paese alla ricerca di un futuro di benessere.
L’autrice racconta di un popolo giovane ed energico che, nell’intento di superare i traumi dell’ultima guerra e le contrapposizioni ancora esistenti tra il Nord e il Sud, sta trasformando il proprio paese e i valori della tradizione per guardare a un futuro di benessere.
Memore della sua esperienza di militante durante il conflitto contro gli USA, attenta cronista dei cambiamenti in atto nella società, Le Minh Khue descrive, con una rara combinazione di compassione e oggettività e in uno stile fluido e diretto, la vita, i sentimenti, le di sillusioni e le speranze della gente comune, tenendosi lontana dagli stereotipi ancora vivi in Occidente.

Vu Trong Phung, Il gioco indiscreto di Xuan, O Barra O: Una satira dissacrante e ricca di humour che mette a nudo gli effetti della modernizzazione di stampo francese sulla nuova borghesia di Hanoi negli anni Trenta. Giocando audacemente con le contraddizioni, Xuan Capelli Rossi, semi-analfabeta figlio del popolo ma dotato di grande ascendente sulle donne, realizza una folgorante scalata sociale: da umile raccattapalle nei circoli del tennis ad autorità indiscussa nel campo della moda, della medicina, della poesia, dello sport fino a essere proclamato eroe nazionale. Una sarabanda di vicende equivoche che smaschera le ipocrisie dello stile di vita acquisito e sbeffeggia i vietnamiti che si atteggiano a europei. Il libro rappresenta un raro esempio di critica all’occidentalizzazione vista con gli occhi di un “colonizzato”.

AA.VV., Việt Nam, O Barra O: Questo libro descrive il “paesaggio culturale” del Vietnam attraverso il patrimonio tradizionale di miti, leggende, racconti che rivelano il modo di concepire il mondo e di autorappresentarsi del popolo Viet.
La trasmissione orale è stata il veicolo attraverso il quale le generazioni hanno appreso l’origine, la storia, la cultura del proprio Paese, assimilato i principi etici, sociali, politici, costruendo quell’identità collettiva che ha guidato le sorti della nazione.
Ai favolosi racconti sulla fondazione del Regno dei Viet si affiancano quelli sulla formazione dei paesaggi naturali e sugli accadimenti storici, sulle eroine e sugli eroi, ma anche sulla preparazione e sul simbolismo dei cibi tradizionali. La selezione, tratta da diverse tipologie di fonti, mostra come narrazione storica e narrazione leggendaria si siano stratificate senza contrapposizioni, e svela le basi di una civiltà ricca, multiforme, multietnica il cui tratto fondamentale è la capacità di includere gli stimoli provenienti da altre culture nel tessuto organico della propria e conciliare gli elementi di dissonanza.

Duong Thu Huong, Dalla terra di nessuno, Garzanti: 1975, Hameau de la Montagne, un villaggio del Vietnam centrale.
Mien, giovane moglie di un ricco proprietario terriero, sta tornando a casa dopo una spedizione nella foresta. Di fronte alla sua abitazione c’è una folla di persone. Gli sguardi di tutti sono puntati su di lei: la fissano vecchie e bambini, vicini di casa e contadini. Dall’interno della casa una voce, stranamente familiare, la chiama per nome. Mien è come paralizzata: quella voce appartiene a Bon, il primo marito, dato per morto in guerra molti anni prima. Si è trattato di un tragico errore: l’uomo, fragile e malato, è tornato a reclamarla, ben deciso a far valere i propri diritti. Ma Mien, ora, è sposata con un altro, Hoan, da cui ha avuto un figlio. Di fronte alla pressione della comunità e delle autorità di partito, Mien decide di sacrificare il suo amore e torna con Bon. Ma dimenticare Hoan pare impossibile.
Questo tragico scherzo del destino segna l’inizio dell’indimenticabile romanzo di Duong Thu Huong, la più famosa scrittrice vietnamita. Sullo sfondo di un paese lacerato dal conflitto e di una società imbevuta di principi morali e politici, s’intrecciano i destini di tre personaggi inesorabilmente legati dall’assurdità della guerra. Attraverso una scrittura evocativa e una sontuosa descrizione di suoni, odori e colori, Duong Thu Huong tratteggia la figura di una donna che cerca di conciliare la propria felicità con i valori tradizionali, una donna in bilico tra desiderio e compassione, dovere e sacrifi cio, rabbia e amore, che diventa l’emblema di un intero popolo, immolato sull’altare della guerra.

Duong Thu Huong, La sorgente degli amanti, Garzanti: Un afoso pomeriggio di luglio, un piccolo villaggio di montagna dell’Asia orientale dimenticato da tutti. Suong non lo sa ancora, ma la sua vita sta per cambiare per sempre. Stesa ai piedi di un albero, si gode un breve momento di pausa dal lavoro nei campi e inizia a cantare. La sua voce si leva cristallina tra i rami degli alberi. Per Suong, orfana di entrambi i genitori, il canto è uno dei pochi momenti di libertà da una vita troppo dura per una ragazzina che non sa cosa sia la spensieratezza dell’infanzia. Huong, direttore di una compagnia teatrale itinerante, non ha mai sentito una voce simile: è lì di passaggio, ma non vuole andarsene prima di aver convinto Suong a partire con lui. Inizialmente intimidita dai suoi modi bruschi, Suong decide infine di fidarsi di quell’uomo un po’ burbero, e abbandona le sue origini e la sua vecchia vita per seguirlo. Ad aspettarla c’è un lungo viaggio, ci sono il fuoco e l’odio, la fame e la nostalgia. Ma c’è anche l’amore. È un amore forte e appassionato quello che nasce tra Suong e Huong. Determinato a crescere nonostante tutto. Nonostante la guerra. Nonostante il passato. Nonostante le invidie. Ma quando forse tutto questo sarà passato, ecco che una minaccia, molto più pericolosa, si intrometterà tra di loro….
In corso di pubblicazione in più di dieci paesi, La sorgente degli amanti è stato una delle sorprese della scorsa stagione letteraria francese. Acclamata dalla critica come una delle nuovi voci della letteratura contemporanea, Duong Thu Huong racconta una storia di passione e di amore incondizionato, di menzogne e tradimenti, popolata di personaggi impossibili da dimenticare.

Duong Thu Huong, Oltre ogni illusione, Garzanti: Duong Thu Huong è considerata la maggiore scrittrice vietnamita. Malgrado lo straordinario successo dei suoi romanzi – ottenuto in periodi di relativa liberalizzazione – la sua opera è di fatto bandita nel suo paese. Queste «gemme letterarie che trasudano nitroglicerina politica» («Entertainment Weekly») rappresentano infatti una delle più efficaci testimonianze a favore della democrazia e della tolleranza. Come ha scritto «The New York Times Book Review», «Se è un crimine osservare lucidamente la realtà della guerra e la vita sotto un regime totalitario, e raccontarlo con arte e maestria, allora Duong Thu Huong è gloriosamente colpevole».
Oltre ogni illusione, pubblicato nel 1987, è il suo primo romanzo. Linh, la protagonista, è una giovane insegnante che ama con devozione il marito, il giornalista Nguyen. Ma quando si accorge che l’uomo che ama e rispetta ha tradito gli ideali della loro giovinezza e ha iniziato a scrivere articoli pieni di «bugie», abbandona l’uomo e la loro figlioletta Huong Ly. Ad affascinarla ora è un anziano compositore, Huong Ly, con cui inizia una nuova relazione.
Esplorando i sentimenti di una donna intelligente e generosa, Oltre ogni illusione racconta con accenti nuovi il conflitto tra idealismo e opportunismo, tra l’esigenza della libertà e i vincoli che ci ingabbiano e ci piegano.
Delicata e precisa, la scrittura di Duong Thu Hong segue l’evoluzione di Linh e la conduce, insieme a noi, verso una diversa consapevolezza. Cogliendo la disillusione del moderno Vietnam, mette a nudo le difficoltà di una donna che vuole affermare la propria dignità e libertà in un mondo dove il potere ha corrotto l’amore, dove la paura riduce al silenzio, dove prosperano voltagabbana e adulatori.

Vo Nguyen Giap, Masse armate ed esercito regolare, Sandro Teti Editore: L’edizione critica del compendio teorico di uno dei più grandi strateghi di tutti i tempi, il libro-culto del “Napoleone rosso”: il generale vietnamita Giap.

Ho Chi Minh, Diario dal carcere, Gwynplaine: Un classico ormai introvabile, il diario di Ho Chi Minh, grande capo rivoluzionario vietnamita, scritto durante la sua disumana prigionia. Poesie incredibilmente semplici e potenti, rese eterne dalla traduzione di Joyce Lussu. Edito in Italia per la prima volta alla vigilia dell’annus mirabilis 1968, il libro ebbe un’importanza fondamentale per quella generazione impegnata a voler cambiare il mondo e a fermare la guerra del Viet Nam. Con questi versi Ho Chi Minh scolpisce un canto alla resistenza, all’amore per la vita e la libertà.

[Vietnam]

Tempo fa si discuteva sul vecchio blog del fatto che non molti leggano autori provenienti da Paesi “altri”. Siamo abituati a leggere letteratura italiana, inglese, americana, spagnola, francese, tedesca, ma raramente ci spingiamo oltre i confini di queste lingue e dei Paesi in cui sono parlate. Così, su consiglio di Francesca, ho deciso di dedicare una rubrica alle letterature “altre”, quelle che provengono da Paesi che normalmente non prendiamo in considerazione e/o originariamente scritte in lingue poco frequentate. Secondo quanto riterrò più opportuno, a volte parlerò di singoli libri, altre volte farò una panoramica più generale.

Voglio iniziare questo viaggio con un Paese che, credo, veramente pochi di noi conoscono nelle sue espressioni letterarie: il Vietnam.

La letteratura in Vietnam è molto presente, a partire dai miti tradizionali e dalle poesie popolari, i cosiddetti ca dao, a cui la casa editrice O barra O, attenta alle letterature asiatiche, ha dedicato un libro: I ca dao del Vietnam, a cura di Nguyên Van Hoàn e Pino Tagliazucchi.

Nguyên Huy Thiêp
Nguyên Huy Thiêp

Sotto l’influsso dei romanzi francesi, la letteratura vietnamita moderna, così come la intendiamo noi occidentali (romanzi, racconti, poesie) si sviluppa fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. In seguito il Partito Comunista cerca di istituire una letteratura di regime, che deve educare il popolo e aderire ai principi del realismo. Negli ultimi vent’anni circa le cose iniziano a cambiare ed emergono scrittori considerati controversi come Nguyên Huy Thiêp.

Questi è uno degli scrittori più famosi del Vietnam e tra i più letti all’estero. Nel 1987 pubblica il racconto Il generale in pensione, che rompe con il realismo socialista. Di questo autore O barra O ha pubblicato tre raccolte di racconti: Soffi di vento sul Vietnam, Attraversando il fiume e Il sale della foresta. Io ho letto soltanto quest’ultimo, acquistato al Pisa Book Festival l’ottobre scorso. Per inciso, Nguyên Huy Thiêp è stato il vincitore del Premio Nonino Risit d’Âur 2008.

Il libro, tradotto da Tran Tu Quan e da Biancamaria Mancini, è uscito nel 2004 ed è giunto alla seconda edizione. Contiene sette racconti, forse a tratti un po’ difficili da seguire a causa dei nomi che per noi sono molto insoliti.

Il primo racconto, Lezioni dalla campagna, narra di una vacanza in campagna fatta dal protagonista che è, invece, un cittadino. Il ragazzo trarrà molte lezioni dalla vita assai diversa condotta nel villaggio in cui è ospite, e dalle conversazioni con il professor Trieu. Essendo i protagonisti adolescenti, ci sono anche storie di iniziazione al sesso, e a tratti l’insieme risulta un po’ volgare.

Il sale della foresta, il racconto che dà il titolo alla raccolta, è la storia di un uomo che riceve in regalo un fucile, e delle sue vicissitudini quando andrà a caccia per la prima volta.

I taglialegna è il racconto dell’esperienza vissuta dal protagonista quando va con un gruppo di taglialegna a lavorare lontano da casa, trovandosi di fronte a un mondo brutale e spietato.

La figlia della dea dell’Acqua è, a parer mio, il racconto più bello, forse perché il più onirico. In seguito a una forte tempesta viene trovata ai piedi di un albero vicino al fiume una neonata, la figlia della Dea dell’Acqua. Si narrano molte storie intorno a questa creatura quasi leggendaria. Un giorno, dopo molti anni, il protagonista la incontra e se ne innamora, cercandola poi in tutte le donne che incontrerà, e partendo infine alla sua ricerca: una ricerca che durerà tutta la vita.

Gli ultimi tre racconti, La spada tagliente, La febbre dell’oro e La virtù, esplicitamente presentati come narrazioni da parte dell’autore, si costituiscono come una sorta di racconto espanso che ruota intorno a un nucleo comune: la storia del Vietnam fra la fine del Settecento e i primi dell’Ottocento, quando Nguyên Anh si impossessò del potere sul Paese dopo aspre battaglie. Il tema storico, tranne nel primo di questi tre racconti, resta però più o meno sullo sfondo, mentre il vero nucleo della storia è altrove: un cercatore d’oro, la storia di una virtuosissima e bellissima fanciulla.

Caratteristica di Nguyên Huy Thiêp è che tutti i suoi racconti sono scritti in prima persona, tendenza sempre più diffusa nella letteratura vietnamita, soprattutto quella più recente.

Per chi fosse interessato alla letteratura vietnamita (e del Sud-Est asiatico in genere), come si sarà capito, suggerisco di tenere d’occhio la casa editrice O barra O. All’estero, credo che diverse cose siano tradotte in francese.

Per approfondire:

* “Vingt ans de littérature vietnamienne: 1986-2006”: un bell’articolo della traduttrice e critica letteraria Doan Cam Thi, che si focalizza soprattutto sulle nuove tendenze della letteratura in Vietnam. L’articolo è in francese
* la letteratura vietnamita su Wikipedia (in inglese)
* alcuni brevi ma interessanti articoli sulla letteratura vietnamita, su un sito interamente dedicato alla cultura vietnamita (in inglese)
* “La nouvelle littérature vietnamienne”: altro articolo di Doan Cam Thi, che analizza nello specifico alcune opere dei giovani scrittori vietnamiti (in francese)
* Nguyên Huy Thiêp su Wikipedia (in francese)
* un articolo su Nguyên Huy Thiêp (in francese)
* una breve lista di scrittori vietnamiti (in tedesco)
* il Vietnam Literature Project, sito che promuove la diffusione della letteratura vietnamita tradotta in lingua inglese

Infine, un’idea: chi fosse curioso di leggere questo libro e lo volesse in prestito, me lo può chiedere. Lasciate un commento o mandatemi direttamente un’email con il vostro indirizzo, ve lo spedirò. Per ora, va alla prima persona che me lo chiede: se interessa a molti non vi preoccupate, ho già una soluzione.