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Hans Christian Andersen, La petite sirène (Danimarca)

Hans Christian Andersen, La petite sirène (tit. originale Den lille havfrue), pubblico dominio. Traduttore non indicato.

Questa storia altro non è che La sirenetta, originariamente scritta in danese da Hans Christian Andersen nel 1836, e che io ho letto in francese per fare esercizio. Per esercitarmi ancora meglio ho sia letto l’ebook, sia ascoltato l’audiolibro. Come al solito per me gli audiolibri in francese si rivelano troppo difficili, ma questo era molto carino, con una lievissima musica di sottofondo. Se vi interessa, l’ho trovato su Audiocité, dove ci sono molti audiolibri in questa lingua.

La storia della Sirenetta la conosciamo tutti, io credo che come un po’ a tutti noi, mi sia stata letta da bambina, e oltre a questo l’ho riletta qualche anno fa quando ho preso l’ebook con le fiabe complete di Andersen. Ma leggerla di nuovo è sempre un piacere, che oltretutto porta via pochissimo tempo.

La Sirenetta, figlia del re del mare, vive in fondo al mare, e finalmente a quindici anni le è consentito andare in superficie a vedere com’è fatta la terra abitata dagli uomini e dai “pesci che stanno sugli alberi” (gli uccelli). Nel bel mezzo di una tempesta, la Sirenetta salva un bel principe e se ne innamora. Ma non solo: si innamora anche dell’anima immortale degli uomini. Le sirene, infatti, vivono per trecento anni per poi dissolversi in schiuma, la schiuma del mare. Gli uomini invece vivono molto meno, ma la loro anima è immortale, e la Sirenetta desidera tanto questa immortalità quanto il bel principe. Decide dunque di andare a vivere sulla terra, con l’aiuto di una strega malefica la quale, come prezzo, esige la sua lingua, rendendo dunque muta la Sirenetta, che un tempo possedeva la voce più bella che fosse dato immaginare. Il principe si affeziona a lei e la Sirenetta ne è molto contenta, sebbene la sua vita sulla terra sia accompagnata da costanti e atroci dolori dovuti alla perdita della coda e alla crescita delle gambe: dolori che però la ragazza riesce a non far trasparire mai, in nessun caso. Purtroppo il principe è innamorato della bella fanciulla che l’ha salvato dall’annegamento: la vera salvatrice è, ovviamente, la Sirenetta, ma il principe crede che sia un’altra ragazza, che poi riuscirà a sposare. La fine della storia, se volete, la dovete leggere.

Come sempre, le fiabe lette da adulti sono molto diverse da come erano quando le leggevamo o ce le leggevano da bambini, così come sono molto diverse dai cartoni animati o film che ne vengono tratti, primi fra tutti quelli della Disney. Le versioni per bambini sono ovviamente edulcorate, e questo è ancora più evidente nelle fiabe scritte ad esempio dai fratelli Grimm, che sono a tratti truculente nella loro versione originale. Andersen non arriva a tanto, ma comunque si sente che le sue fiabe sono solo parzialmente dedicate ai bambini. La Sirenetta è senz’altro una fiaba adatta ai bambini, anche nella sua versione originale, ma ha comunque significati più profondi che al bambino sfuggono, come ad esempio l’anelito all’immortalità (e quindi un’aura di religiosità), la bellezza delle buone azioni, il dolore di voler essere diversi da quel che si è, l’amore. In conclusione, io sono sempre in favore della rilettura da grandi dei libri letti da bambini, perché si scoprono sempre cose nuove e si può ricordare un piccolo pezzetto della propria infanzia.