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Federico Novaro, Love song

Federico Novaro, Love song. Storia di un matrimonio, Isbn Edizioni, Milano 2014.

Il libro è uscito ieri e io non potevo proprio aspettare ad acquistarlo, vista la grande stima che nutro per Federico Novaro e l’interesse per l’argomento. Così l’ho preso su Kindle e l’ho letto nel corso di questa giornata ventosa.

Love song è una storia d’amore normale, che però ha due caratteristiche importanti: è una storia vera, la storia di Federico narrata da lui stesso, ed è una storia d’amore fra due uomini, Federico e suo marito Stefano, che sono insieme ormai da undici anni e si sono sposati l’anno scorso a New York, perché in Italia è proibito.

Probabilmente vi ricorderete questo video che ha fatto il giro del web e non solo, l’anno scorso, Legalize love. Forse vi ricorderete anche di aver visto una versione abbreviata di questo video, dal vivo al festival di Sanremo del 2013. Ebbene, quei due ragazzi così fotogenici sono Federico e Stefano.

Love song è la logica continuazione di quel video, è il libro in cui Federico ci racconta il matrimonio e, soprattutto, ciò che a quel matrimonio ha portato. Come ha chiesto la mano di Stefano, perché ha deciso di farlo, come hanno deciso di girare quel video, come ha conosciuto Stefano, come sono andati a vivere insieme. Insomma, come dicevo, una normale storia d’amore. E a me di solito non piacciono i libri che parlano di storie d’amore, ma questa è una storia vera e questo è un libro che tutti dovremmo leggere, per capire che le storie d’amore fra due uomini sono anch’esse storie normali. Come dice Federico, siamo tutti uguali, e anche i gay sono noiosamente normali.

Federico inoltre ci spiega che un giorno le cose dovranno per forza cambiare, se non altro per conformismo, per conformarsi a quella che è la realtà dei fatti, quando in Italia arriveranno sempre più coppie dello stesso sesso sposatesi all’estero e vorranno giustamente vedere riconosciuti i propri diritti. E ci dimostra come la questione del matrimonio fra persone dello stesso sesso sia uguale, tanto per dire, alla questione del voto alle donne. Oggi nessuno che sia sano di mente penserebbe più che le donne non abbiano diritto al voto, una persona che esprimesse un’opinione del genere verrebbe bollata come minimo come pazza. Eppure il diritto di voto alle donne è una conquista recente. E anche allora, prima che si arrivasse a questa conquista, si diceva che questo avrebbe sovvertito l’ordine costituito, che sarebbe stato contro natura, che non avrebbe avuto senso perché le donne non erano in grado di esprimere quel diritto. E così sarà in futuro per i matrimoni fra persone dello stesso sesso: ora si fa tanto rumore, ma un giorno saranno normalissimi, e sì, sovvertiranno l’ordine costituito, ma nel bene e non nel male.

Ci sarebbero, volendo, tante cose da dire su questo bel libro, ma io vi voglio lasciare il piacere di leggerlo, e davvero vi consiglio caldamente di farlo, perché è uno dei libri più belli e delicati che leggerete quest’anno.

Le cose cambiano

AA.VV., Le cose cambiano (tit. originale It Gets Better. Coming Out, Overcoming Bullying, And Creating a Life Worth Living), Isbn, Milano 2013. Traduzione di Antonella Napolitano. 320 pagine, 7,90 euro.

Ho aspettato tanto questo libro, perché seguo il progetto Le cose cambiano, che è bellissimo, e sapevo che questo libro sarebbe stato altrettanto bello. È così, infatti.

Me lo sono letto piano piano, centellinando i vari contributi raccolti un po’ per giorno. Perché sarebbe stato un peccato leggerlo tutto d’un fiato, e così farlo finire subito.

Intanto dico subito che l’edizione italiana differisce da quella originale americana in quanto non ne è una mera traduzione. Alcuni contributi sono stati tradotti dal libro It Gets Better, mentre altri sono stati esclusi per lasciare spazio a contributi originali italiani, in quanto più vicini al mondo di chi legge il libro in Italia. Per cui accanto a Barack Obama, Hillary Clinton ed Ellen DeGeneres (oltre a tantissimi altri), troviamo Federico Novaro, Ivan Cotroneo, e Anna Paola Concia, per fare solo alcuni nomi.

Come recita il sottotitolo, sono “storie di coming out, conflitti, amori e amicizie che salvano la vita”. Storie di coming out, di bullismo, di amori, di confessioni, di vite normalissime. Scritte da gay, bisessuali, lesbiche, trans, ma anche etero sensibili alla causa LGBT. Storie scritte da adulti che si rivolgono soprattutto ai ragazzi, agli adolescenti che là fuori sono spaventati perché si sentono diversi e non sanno cosa fare, hanno paura, magari sono vittime di atti di bullismo e a volte pensano di farla finita perché non riescono più a sopportare tutto questo. Un libro per dire loro che le cose cambiano, che tutto migliorerà. Perché dieci anni fa un libro come questo non sarebbe stato neppure immaginabile, oggi invece è in tutte le librerie ed è uscito addirittura col maggiore quotidiano nazionale. Perché da ragazzini si ha paura e si è vittima di discriminazione, da grandi si impara invece a non avere più paura, a scegliere la gente di cui contornarsi e si possono avere delle vite meravigliosamente normali.

Le cose cambiano, dice, urla questo libro a seguito dei suicidi di adolescenti che si sono tolti la vita non perché gay, ma perché vittime di bullismo in quanto gay. Le cose cambiano, dice a tutti quei ragazzi (e non) spaventati che pensano che non ce la faranno mai. E le cose cambiano davvero, piano piano, a piccoli passi, ma eccome se cambiano. Queste storie ne sono la testimonianza. Ma affinché cambino ognuno di noi deve impegnarsi. Un primo, piccolo passo, può essere la lettura di questo libro e la visione dei video presenti sul sito del progetto. Se conoscete qualcuno che è gay, lesbica, trans o bisex, ma che ha paura di affrontare il mondo là fuori, regalategli questo libro. Indirizzatel* verso il sito di Le cose cambiano. Aiutatel*. Ditegli che tutto andrà bene. Dategli il vostro amore, di amici, parenti, genitori. Le cose cambiano. Facciamole cambiare noi per primi.

Il ricavato della vendita di questo libro sarà devoluto all’associazione Girls and Boys, promotrice del progetto.

* Qui il sito di Le cose cambiano.
* Il libro sul sito della casa editrice.
* Il libro su Ventisettesima Ora.
* Il libro su Pianeta Gay.

Luna

LunaJulie Anne Peters, Luna (tit. originale Luna), Giunti, Firenze 2010. Traduzione di Sara Reggiani. 383 pp.

Luna ha 17 anni e ha scelto questo nome perché può essere se stessa solo di notte. Di giorno, infatti, è costretta a recitare il ruolo di Liam. Per un terribile errore della natura, Luna è nata con il corpo di un ragazzo, pur sentendosi da sempre una ragazza.

Narratrice della storia è sua sorella Regan, due anni meno di Luna/Liam, è l’unica depositaria del segreto del fratello e questo influisce pesantemente sulla sua vita. Quando Luna decide di intraprendere il percorso di transizione per diventare finalmente una donna, Regan è presa dal panico: da un lato vuole stare vicino a quel fratello amatissimo, dall’altro ha paura del giudizio degli altri, soprattutto del ragazzo che ha appena iniziato a frequentare.

Negli Stati Uniti questo è considerato un libro per adolescenti, e infatti anche Giunti lo pubblica nella collana Y, riservata a questa fascia di età. È senz’altro una categorizzazione esatta, perché i protagonisti sono adolescenti e vivono problemi tipici della loro età. Ma è anche un libro adatto agli adulti perché, proprio grazie al target che sceglie, sa parlare a tutti con vera maestria di un tema delicatissimo quale è quello dell’identità di genere e della transessualità. Credo che vedere con gli occhi di una ragazzina la vita di sofferenze che Luna è costretta a vivere, chiusa in un corpo che non sente suo, possa servire ad avvicinare molti adulti a questa tematica che continua ad essere vista con sospetto e diffidenza. Come risulta chiaro dal romanzo, e come è chiaro anche guardandosi attorno, è molto più semplice comprendere l’omosessualità che la transessualità. Sebbene siamo purtroppo circfondati da episodi di omofobia, sono per fortuna assai numerose le persone che stigmatizzano questo atteggiamento discriminatorio. La transfobia invece è percepita quasi come normale, perché il transessuale o la transessuale sono visti come elementi di disturbo che travalicano le categorie maschio-femmina e il loro dramma risulta per moltissimi difficile da comprendere. C’è anche molta confusione fra i termini: nel romanzo, ad esempio, quando Luna decide di svelare alla sua migliore amica di essere una transessuale, questa chiede alla sorella se si tratti di un travestito. Un travestito è semplicemente una persona che ama vestiti con abiti del sesso opposto, ma non si sente appartenente all’altro sesso. Il transessuale, invece, è una persona imprigionata in un corpo sbagliato e ha ben chiaro di appartenere al sesso opposto.

Di notte, qaundo Liam va nella camera di Regan per vestirsi da donna e truccarsi, non sta compiendo un semplice travestimento, ma mette in atto una vera e propria trasformazione. Liam diventa Luna, ovvero ciò che realmente è, e può smettere finalmente di recitare la parte del ragazzo.  È molto interessante tra l’altro notare che Luna è molto più femminile di Regan: adora truccarsi, passa ora davanti allo specchio e tutto in lei fa pensare a una donna.

È importante anche capire che transessualità e omosessualità sono due cose profondamente diverse. A un certo punto il padre chiede a Regan se Liam sia gay, e lei con assoluta certezza e sincerità gli risponde di no, pensando fra sé che Liam/Luna è quasi più etero di lei. A Luna piacciono i ragazzi, perciò non è assolutamente omosessuale, essendo nel suo profondo una ragazza.

Regan ci accompagna nell’inizio del percorso di transizione, quando Luna inizia a uscire vestita da donna, poi dice alla sua migliore amica di essere una trans e infina lo comunica agli ottusissimi genitori. Inoltre ogni tanto Regan ricorda momenti della loro infanzia che sono stati rivelatori. Il più drammatico è senz’altro quando, da bambini, Regan, Liam e un’amichetta giocavano nudi in una piscina e Liam aveva iniziato a chiedere piangendo che qualcuno gli togliesse il pene. Mandato in punizione in casa, cerca addirittura di tagliarselo via con un coltello. Una scenza straziante, se si pensa che il protagonista è un bambino di pochi anni.

Luna è un libro commovente e molto ben scritto, che penso tanti farebbero bene a leggere perché fatico a credere che, dopo, la loro opinione possa rimanere la stessa. Complimenti all’autrice che ha scritto un libro così bello e delicato per gli adolescenti, per i quali è senz’altro un’ottima lettura, e complimenti a Giunti che dimostra grande apertura mentale traducendolo e mettendolo bene in vista nelle librerie.

Alcuni link per approfondire:

* la pagina del libro sul sito di Y Giunti, con molti link a recensioni
* una breve anteprima del libro
* il trailer del libro su YouTube
* una recensione su Cinemagay.it
* un’intervista all’autrice
* un’altra intervista all’autrice sulla genesi di Luna (in inglese)
* il sito dell’autrice (in inglese)
* il sito di Arcitrans
* la bellissima Wiqueerpedia dell’associazione La Jungla, con spiegazione di termini queer
* il glossario del transgenderismo a cura dell’associazione Transgenere
* una pagina molto bella sulle persone transessuali

Cronaca di un disamore

La cosa più oscena dell’amore, pensa oggi Luca, è che non ti importa niente del resto del mondo. Apri il giornale, ascolti i notiziari. C’è stata un’onda anomala, che ha ucciso migliaia di persone. E tu sei addolorato, guardi le immagini, scruti le foto. Eppure sai, nel profondo del cuore, che quella tragedia non è importante per te quanto una telefonata che non arriva, quanto il tuo amore che è finito. Mi fa schifo, tutto questo, pensa Luca. Questo non può essere amore, perché l’amore dovrebbe farti partecipare degli altri, dovrebbe farti sentire più vicino. L’amore tende a possedere eternamente il bene. Non può essere amore questo sentimento orribile, egoista, questo fregarsene del mondo. Questa è solo un’ossessione, che mi spingerà sempre più lontano, e vorrei piangere per il dolore degli altri, e invece riesco a stare male solo per la tua assenza, per la mia piccola storia finita male, e non mi sento più neanche un uomo, solo un bambino capriccioso che punta i piedi e dice: ridatemi il mio compagno di giochi, ridatemi l’altro che mi faceva sentire vivo, se n’è andato via e si è portato con sé tutto l’amore che provavo per gli altri. Non riesco più a vivere, questa è la tomba orrenda del mio amore.

Da: Ivan Cotroneo, Cronaca di un disamore, Bompiani, Milano, 2007. 152 pagine, 7 euro.

Please Master

Avvertenza: la poesia di questa settimana non è adatta ai sensibili animi bigotti. Infatti parla per nulla velatamente di un rapporto sessuale fra due uomini.

*

Please master can I touch your cheek
please master can I kneel at your feet
please master can I loosen your blue pants
please master can I gaze at your golden haired belly
please master can I gently take down your shorts
please master can I have your thighs bare to my eyes
please master can I take off my clothes below your chair
please master can I can I kiss your ankles and soul
please master can I touch lips to your hard muscle hairless thigh
please master can I lay my ear pressed to your stomach
please master can I wrap my arms around your white ass
please master can I lick your groin curled with blond soft fur
please master can I touch my tongue to your rosy asshole
please master may I pass my face to your balls,
please master, please look into my eyes,
please master order me down to the floor,
please master tell me to lick your thick shaft
please master put your rough hands on my bald hairy skull
please master press my mouth to your prick-heart
please master press my face into your belly, pull me slowly strong thumbed
till your dumb hardness fills my throat to the base
till I swallow & taste your delicate flesh-hot prick barrel veined Please
Mater push my shoulders away and stare in my eye, & make me bend over the table
please master grab my thighs and lift my ass to your waist
please master your hand’s rough stroke on my neck your palm down my backside
please master push me, my feet on chairs, till my hole feels the breath of your spit and your thumb’s stroke
please master make my say Please Master Fuck me now Please
Master grease my balls and hairmouth with sweet vaselines
please master stroke your shaft with white creams
please master touch your cock head to my wrinkled selfhole
please master push it in gently, your elbows enwrapped round my breast
your arms passing down to my belly, my penis you touch w/ your fingers
please master shove it in me a little, a little, a little,
please master sink your droor thing down my behind
& please master make me wiggle my rear to eat up the prick trunk
till my asshalfs cuddle your thighs, my back bent over,
till I’m alone sticking out, your sword stuck throbbing in me
please master pull out and slowly roll into the bottom
please master lunge it again, and withdraw to the tip
please please master fuck me again with your self, please fuck me Please
Master drive it down till it hurts me the softness the
Softness please master make love to my ass, give body to center, & fuck me for good like a girl,
tenderly clasp me please master I take me to thee,
& drive in my belly your selfsame sweet heat-rood
you fingered in solitude Denver or Brooklyn or fucked in a maiden in Paris carlots
please master drive me thy vehicle, body of love drops, sweat fuck
body of tenderness, Give me your dog fuck faster
please master make me go moan on the table
Go moan O please master do fuck me like that
in your rhythm thrill-plunge & pull-back-bounce & push down
till I loosen my asshole a dog on the table yelping with terror delight to be loved
Please master call me a dog, an ass beast, a wet asshole,
& fuck me more violent, my eyes hid with your palms round my skull
& plunge down in a brutal hard lash thru soft drip-fish
& throb thru five seconds to spurt out your semen heat
over & over, bamming it in while I cry out your name I do love you
please Master.

Allen Ginsberg

*

La poesia è tratta dalla raccolta "The Fall of America. Poems of These States 1965-1971", pubblicata in Italia da Mondadori con il titolo La caduta dell’America.

Ginsberg era, per l’appunto, omosessuale, ebbe una relazione durata una vita con il poeta Peter Orlovsky. Se non l’avete ancora fatto, dovete leggere Urlo & Kaddish. Qui c’è Howl. Qui c’è la prima parte di Kaddish, ma va letto tutto.

Se vi piace la beat generation, ma non solo, Literary Kicks è la bibbia online.

*

PS. In questi giorni ho la connessione ballerina, in più ci sono delle troi… ehm, dei trojan che mi hanno pizzicato il computer. Se non rispondo alle email è per questo. A certe altre email, invece, non rispondo perché non mi va.