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Libri ambientati in Inghilterra

Palazzo di Westminster (By Henry Kellner – Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=35232111)

Il giro del Regno Unito oggi ci porta in Inghilterra, nazione in cui ovviamente sono ambientati milioni e milioni di libri. Ho deciso qui di elencarne solo alcuni, scelti in modo più o meno casuale. Fra questi leggerò per questo tour L’amore fatale di Ian McEwan, autore di cui non ho ancora letto nulla e libro che mi è stato caldamente raccomandato.

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Ian McEwan, L’amore fatale, Einaudi: Un pallone aerostatico travolto da un improvviso colpo di vento plana su un prato verdissimo tra Oxford e Londra. Un uomo anziano cerca di scenderne ma rimane impigliato in una fune e alcuni soccorritori tentano di aiutarlo, uno di essi morirà. La scena è agghiacciante perché imprevista e assurda nella sua realistica successione. Parte da qui questo romanzo di McEwan sull’amore e le sue ossessioni, da una disgrazia che sconvolgerà la mente di Jed Parry, un torvo giovanotto con manie religiose e vittima di una vera patologia erotica. A farne le spese è Joe Rose, divulgatore scientifico, uomo fragile e deluso, una tranquilla convivenza con la bella Clarissa, e che adesso è costretto a mettere in discussione la propria vita. Jed Parry si è follemente innamorato di lui ed è convinto di esserne ricambiato. Con ironia sottile e un gusto della comicità del tutto nuovo, Ian McEwan dipinge questo amore omosessuale assoluto: un’ossessione assurda e grottesca oppure la forma più pura di devozione e passione? E allora: cos’è l’amore? Esiste un amore che non sia estremo e che sia autentico?

Agatha Christie, Dieci piccoli indiani, Mondadori: Dieci persone, ospiti di una villa su un’isola, cominciano a morire una dopo l’altra, uccise da un misterioso, implacabile assassino che si trova fra loro. Un “classico” della Christie (1891-1976) tradotto in tutte le lingue.

Jane Austen, Orgoglio e pregiudizio, varie edizioni: Il romanzo ha come temi principali (che danno il titolo all’opera) l’orgoglio di classe del signor Darcy e il pregiudizio di Elizabeth Bennet nei confronti di quest’ultimo. La trama si concentra sulle vicende della famiglia Bennet, composta dai signori Bennet e dalle loro cinque figlie: Jane, Elizabeth (per gli amici Lizzy), Mary, Catherine (detta anche Kitty) e Lydia.

Agatha Christie, La serie infernale, Mondadori: Poirot riceve una lettera in cui un anonimo, che si firma A.B.C., gli comunica che ad Andover avverrà un assassinio, cosa che accade realmente. Fa seguito una seconda lettera che avverte di un crimine a Bexhill, quindi una terza che anticipa un omicidio a Churston. La serie di delitti sembra intenzionata a continuare. E Poirot, per indagare, organizza una squadra di investigatori con i parenti delle vittime. Agatha Christie (1890-1976) è la più famosa giallista al mondo e una delle più prolifiche autrici di ogni tempo: ha al suo attivo circa ottanta opere tradotte in più di cento lingue, e oltre due miliardi di copie vendute.

M.C. Beaton, Agatha Raisin e la quiche letale, Astoria: Agatha Raisin, cinquantenne dal carattere difficile, decide di cambiare vita: chiude la società di PR, che le ha permesso di guadagnare un bel po’ di soldi, lascia Londra e si trasferisce nei Cotswolds, un’area di pittoresca bellezza nel cuore dell’Inghilterra. Carsely, il piccolo e perfetto villaggio dei suoi sogni, è sublime: gli abitanti sono stravaganti e gentili, il cottage comprato da Agatha è scomodo al punto giusto, abbondano i vestiti a fiori, tipo Laura Ashley, e la cordialità è un po’ di facciata. A Londra non si era accorta di non avere amici, ma giunta a Carsely si ritrova sola e isolata. Donna attiva e prepotente, Agatha non si accontenta di inserirsi nella nuova comunità ma vuole diventare anche popolare. Come fare? Partecipare a una gara culinaria. E se non si è in grado di cucinare? Andare a Londra e comprare un’ottima quiche. E se il giudice della gara muore mangiando la quiche? Ingiustamente accusata di aver provocato una morte e giustamente additata per aver imbrogliato, Agatha investiga… Agatha Raisin e la quiche letale è il primo libro dedicato all’eccentrica investigatrice: una serie ironica e leggera, intelligente e sarcastica.

Philippa Gregory, La regina della rosa Bianca, Sperling & Kupfer: 1464: Elisabetta Woodville è l’affascinante figlia di un nobile inglese, sostenitore del reale casato dei Lancaster. Ancora giovane, ha perso il marito che combatteva a fianco del re Enrico VI e ora, dopo l’ascesa al trono degli York, si ritrova spogliata dei suoi possedimenti e sola con due figli maschi in tenera età. Decisa a rivendicare il proprio patrimonio per poter condurre una vita onesta e indipendente, incontra il nuovo sovrano e gli espone a testa alta la propria causa. La sua bellezza sfolgorante e il suo atteggiamento indomito conquistano all’istante il ventiduenne Edoardo IV che, incapace di resisterle, la sposa in segreto. Da questo momento la vita di questa donna coraggiosa imbocca un vorticoso destino, mentre i suoi due figli, rinchiusi nella famigerata torre di Londra e poi misteriosamente scomparsi nel nulla, diventano il fulcro di un enigma che per secoli ha sconcertato generazioni di studiosi. Intrecciando dati storici e suggestive leggende, l’autrice costruisce un’opera intensa e avvincente, dipingendo con maestria il divampare di una complessa e trascinante passione.

Jane Austen, Emma, varie edizioni: Pubblicato per la prima volta nel 1815, Emma è l’ultimo romanzo che Jane Austen vide edito e, a giudizio unanime della critica, il suo capolavoro. La protagonista, Emma Woodhouse è una giovane donna bella, ricca e intelligente; figlia della benestante borghesia inglese, diventa amica di Harriet Smith, una donna di ben diverse fortune. Ma Emma, senza tener conto della differenza di classe sociale, si ostina a voler trasformare l’amica in una donna di grande fascino, un essere costruito a sua immagine e somiglianza. E nel frattempo non esita a intrecciare un flirt con un giovanotto, Frank Churchill… Romanzo di grande complessità, costruito su un intreccio di storie e personaggi, Emma è tra i romanzi della Austen quello che ottenne fin dal suo apparire la maggior risonanza; esso segna il vertice dell’arte dell’autrice, che raggiunge, pur all’interno di una struttura ancora settecentesca, uno stile di estrema eleganza e nitore.

Jane Austen, Persuasione, varie edizioni: Composto tra il 1816 e il 1817, Persuasione è l’ultimo romanzo completo della Austen, scritto poco prima dell’aggravarsi della malattia che la portò alla morte. Pubblicato postumo dal fratello dell’autrice, il libro narra le contrastate vicende di due giovani, Anne, figlia di un baronetto, e Frederick, ufficiale di marina. I due si amano, ma la ragazza presto si lascia persuadere dalla famiglia a rinunciare all’innamorato, di natali troppo umili. Il giovane scompare per sette anni, tornando ricco e influente. Anne si rende così conto di averlo sempre amato e solo dopo lunghi tentativi riuscirà a superare il risentimento che l’uomo prova verso di lei per averlo abbandonato. Il romanzo segna un momento di adesione a temi più decisamente romantici e a un rinnovato modo di guardare la natura e di descrivere i sentimenti umani.

Anthony Burgess, Arancia meccanica, Einaudi: Alex è un eroe dei nostri tempi: un teppista sempre pronto a tirar fuori il coltello, capo di una banda di duri che ogni sera, sui marciapiedi dei sobborghi, ripete il gioco della violenza: rapine, stupri, scassi, assalti ai negozi, scontri con altre bande. Finché Alex, che si interessa solo a Beethoven, viene tradito dai suoi amici durante una delle tante sue imprese. Le terapie di rieducazione, non meno violente, lo ridurranno a un’arancia meccanica, in balia delle sue antiche vittime, in una girandola di situazioni grottesche e paradossali.

E.M. Forster, Maurice, Garzanti: Maurice è forse il capolavoro di Forster. Certamente è il suo romanzo più intimo e commovente, uno squisito esercizio privato di scrittura della verità.
Sullo sfondo di una società vittoriana rigida ed esclusiva, scoppia tra Maurice e Clive, compagni di college, una passione complice e innominabile. Se per Clive la storia d’amore è destinata a seppellirsi nella «normalità», per Maurice è il calvario che conduce a una nuova vita. La tormentosa affermazione della diversità ha fatto di Maurice il libro più autentico e sofferto di Forster: scritto nel 1914, ma tenuto segreto per tutta la vita, autobiografico e ossessivamente rimaneggiato nel corso degli anni, è la commovente testimonianza cui lo scrittore ha affidato la rivelazione della propria omosessualità.

Nick Hornby, Un ragazzo, Guanda: Trentaseienne ricco e nullafacente con un solo scheletro nell’armadio (vive, benissimo, dei profitti di una brutta quanto popolare canzone natalizia scritta nel 1938 dal padre), Will Freeman ha pochi dubbi in fatto d’amore: la donna ideale per i tipi come lui, single fermamente intenzionati a restarlo, è la donna separata, meglio anzi se abbandonata, con figli, e molto, molto arrabbiata con gli uomini. Ma non tutte le donne sono uguali. E non tutte sono come Angie, madre di famiglia che non vuole più un secondo matrimonio perché l’esperienza le ha insegnato che gli uomini sono dei bastardi, salvo poi ritornare dal marito quasi rimproverando a Will di imporle un rapporto troppo impegnativo. No. Ci sono anche i tipi come Fiona, che Will ha conosciuto infiltrandosi in un centro sociale (un’autentica miniera, dal suo punto di vista) fingendo di essere il padre di Ned, un fantomatico bambino la cui assenza diventa sempre più difficile da spiegare.
Neanche a farlo apposta, Fiona è l’unica donna per la quale Will non ha mai provato nemmeno un po’ di attrazione erotica: è sciatta e troppo hippy, è vegetariana, depressa con manie suicide, canta Killing Me Softly con gli occhi chiusi e dovrebbe rivedere il suo repertorio musicale, che non va oltre Joni Mitchell e Bob Marley. E non tutti i figli delle madri sole sono come il figlio di Fiona. Bizzarro e disadattato, con un enorme paio di occhiali, vittima degli scherzi atroci dei compagni, Marcus ha anche lui una passione un po’ anacronistica per Joni Mitchell, non sa nulla di calcio, non conosce i Nirvana ed è disposto a credere che Kurt Cobain giochi per il Manchester United. Insomma ha bisogno di qualcuno che gli dia le istruzioni per l’uso del mondo, e una normalità che non ha mai conosciuto. Per esempio ha bisogno di Will. Due figure speculari di protagonisti per un duplice, speculare percorso di formazione.
Animato da una scrittura di taglio teatrale e dalla verve di un umorismo dolceamaro, questo romanzo di Nick Hornby è uno dei libri inglesi più venduti di tutti i tempi, reso indimenticabile anche dal film del 2002 dei fratelli Weitz con Hugh Grant, (About a Boy – Un ragazzo).

Sophie Kinsella, Sai tenere un segreto?, Mondadori: Emma Corrigan è una ragazza come tante altre. Conduce una vita senza grandi scosse, lavora come assistente marketing in un’importante multinazionale, ha un boyfriend simpatico, ma in fondo, come tutte, sogna una vita diversa…
Emma ha un terrore folle dell’aereo e quando, nel suo primo viaggio di lavoro, si trova ad affrontare un volo molto turbolento, non riesce assolutamente a stare calma, il panico si impadronisce di lei, ha paura di morire. E così, in preda a un incontrollabile nervosismo, racconta tutto di sé al vicino di posto. Un americano che ascolta divertito tutti i suoi segreti più intimi, fino a destinazione.
Emma, naturalmente, sopravvive e il mattino seguente si reca in ufficio, pronta ad accogliere come tutti gli altri colleghi il famoso fondatore della società per la quale lavora, in visita alla filiale inglese. Quando lui finalmente fa la sua apparizione, riverito da tutti, Emma lo guarda e si accorge con orrore che lui è… l’uomo dell’aereo. E lei gli ha confidato tutto di sé. Con questa dirompente commedia romantica, l’autrice affronta il tema delle relazioni umane e sentimentali. Quanto siamo tenuti a dire di noi a chi amiamo? Cosa può comportare aprirsi a degli estranei?
Sophie Kinsella ci regala una commedia sofisticata e brillante con una nuova irresistibile protagonista che ci farà, ancora una volta, ridere e commuovere con lei.

Charles Dickens, Grandi speranze, varie edizioni: Pip vive in un piccolo villaggio alla foce del Tamigi, maltrattato dalla sorella, che lo alleva, e protetto da Joe, il marito. La sua infanzia di fervida e inquieta immaginazione viene sconvolta dall’irruzione di due adulti: il criminale Magwitch, che il bambino aiuta a fuggire, e la bizzarra e ricca Miss Havisham, che di lui fa l’oggetto del proprio ambiguo favore. Esaltato a “grandi speranze” dalla ricchezza che la vecchia signora sembra destinargli, il giovane rompe i legami d’affetto con il villaggio per recarsi a Londra, invaghito della fredda e sprezzante Estella, che insegue nella vita mondana aristocratica della capitale, e al tempo stesso fatalmente attratto dalla city borghese e dalle propaggini più inquietanti della città: il kafkiano mondo legale delle Inns of Court, le carceri di Newgate e le limacciose sponde del Tamigi. Narratore e protagonista, Pip ripercorre in queste pagine, con voce meditativa, ma vibrante di humour e di passione, il suo cammino di conoscenza e disillusione, facendo i conti con la propria protratta cecità di fronte ai casi della vita. Da questo romanzo è stato tratto il film Paradiso perduto di Alfonso Cuarón, con Gwyneth Paltrow e Robert De Niro.

Nick Hornby, Alta fedeltà, Guanda: Si può dividere l’esistenza con qualcuno che ha una collezione di dischi incompatibile con la propria? Si possono avere dei gusti terribili e allo stesso tempo essere una persona degna di essere frequentata? Le canzoni tristi rischiano o no di mettervi sottosopra la vita, se le ascoltate a ripetizione? In una Londra irrequieta e vibrante, le avventure, gli amori, la passione per la musica, i sogni e le disillusioni di una generazione di trentenni piena di voglia di vivere.
Commovente, scanzonato, amaro ma anche molto divertente, Alta fedeltà è il libro culto della narrativa inglese, pubblicato nel 1995 e diventato un grande successo internazionale.

Virginia Woolf, La signora Dalloway, varie edizioni: 13 giugno 1923. Clarissa Dalloway, una signora dell’alta borghesia londinese, esce a comprare i fiori per la festa che sta organizzando per la sera. Passeggia per le strade di Londra, sfiora la vita di tanti sconosciuti, ma non ha il fare allegro di chi si prepara a qualcosa di lieto. Il suo incedere è incerto e continuamente ostacolato da pensieri che le affollano la mente, da ricordi che si intrecciano con la nostalgia di ciò che è sfuggito e mai potrà tornare. Desideri, angosce e paure della solitudine, della morte ma anche della vita, si rincorrono in un flusso incessante di parole che aprono ad altre parole.

Jerome K. Jerome, Tre uomini in barca, varie edizioni: J., Harris e George compongono un terzetto alquanto balzano. J. ha la fissa della malattia: le ha passate tutte (gli manca solo il ginocchio della lavandaia). Harris – a suo dire – fa tutto lui, ma tiene sempre in scacco gli altri con ordini e contrordini. George non farebbe che dormire, ma la pigrizia è un vizio che non lo riguarda. Ai tre amici si accompagna un cane, e anche lui ci mette la sua: Montmorency è un feroce fox-terrier certo di essere troppo buono per questo mondo. Tutti assieme fanno un viaggio in barca lungo le rive del Tamigi. Ne nasce una storia esilarante, costellata di piccole sventure e comiche avventure, con curiosi aneddoti di costume e ricordi di esperienze buffe, in una serie di gag sulle gioie e i dolori della vita sul fiume. Tre uomini in barca, che negli anni ha conosciuto un successo di pubblico straordinario, è ormai unanimemente considerato un classico della comicità anglosassone, fatta di humour e nonsense, che all’ironica paradossalità delle vicende narrate sa unire realistiche descrizioni delle campagne inglesi e brevi notazioni di filosofia spicciola.

Ken Follett, I pilastri della terra, Mondadori: Un mistery, una storia d’amore, una grande rievocazione storica: nella sua opera più ambiziosa e acclamata, Ken Follett tocca una dimensione epica, trasportandoci nell’Inghilterra medievale al tempo della costruzione di una cattedrale gotica. Intreccio, azione e passioni si sviluppano così sullo sfondo di un’era ricca di intrighi e cospirazioni, pericoli e minacce, guerre civili, carestie, conflitti religiosi e lotte per la successione al trono. Con la stessa, infallibile suspense che caratterizza tutti i suoi thriller, Follett ricrea un’epoca scomparsa e affascinante. Foreste, castelli e monasteri sono l’avvolgente paesaggio, mosso dai ritmi della vita quotidiana e dalla pressione di eventi storici e naturali entro il quale per circa quarant’anni si confrontano e si scontrano le segrete aspirazioni e i sentimenti dei protagonisti – monaci, mercanti, artigiani, nobili, fanciulle misteriose -, vittime o pedine di avvenimenti che ne segnano i destini e rimettono continuamente in discussione la costruzione della cattedrale. Una grande storia di ambizione e tradimento, coraggio e dedizione, amore e vendetta, in cui si ritrova tutta l’impeccabile arte di narrare di uno dei più amati scrittori contemporanei.

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Libri ambientati in Galles

Llyn y Fan Fawr, Powys, nel parco nazionale di Brecon Beacons (By Blisco at the English language Wikipedia, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2407481)

Per salutare il Regno Unito che ha deciso di lasciare l’Europa, ho pensato (dietro consiglio di un’altra persona) di fare un piccolo giro del regno, visitando (ovviamente coi libri) le varie nazioni che lo compongono. Farò dunque una piccola introduzione elencandovi alcuni libri ambientati nella nazione presa in esame, per poi, con calma, leggere un libro ambientato nella nazione in questione. Contrariamente al giro del mondo, dunque, in questo caso prenderò in considerazione l’ambientazione dei libri e non la provenienza dell’autore.

In rigoroso ordine alfabetico, questo giro del Regno  Unito inizia con il Galles, nazione per cui leggerò il libro Everything You Need di A.L. Kennedy, romanzo di cui non esiste purtroppo una traduzione italiana. Ma di questo libro vi parlerò a suo tempo quando l’avrò letto, per ora ecco una breve bibliografia di alcuni libri ambientati in Galles e tradotti in italiano.

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Bruce Chatwin, Sulla collina nera, Adelphi: Questo romanzo è la storia della lunga vita di due gemelli identici. Lewis e Benjamin Jones per ottant’anni mangiano lo stesso cibo, indossano gli stessi vestiti, dormono nello stesso letto, roteano l’ascia con lo stesso gesto. Vivono in una fattoria chiamata «La Visione», posta sulla linea che separa il Galles dall’Inghilterra, in una natura aspra e scarsamente abitata. Se osservata da vicino, la loro esistenza è folta di avvenimenti, spesso crudeli e violenti, ma tutto si svolge entro un raggio di dieci miglia dalla fattoria. I due gemelli non possono abbandonare quella casa e quei luoghi come non potrebbero separarsi fra loro. Un cerchio magico stringe le loro vite, e all’interno di esso si ripercuotono, in un’eco stravolta, gli eventi del mondo. Tutto ciò che viene da fuori – siano le due guerre mondiali o anche i nomi di Buddha o di Gheddafi – appare come sulle lastre di una arcaica lanterna magica. All’«era moderna», di cui talvolta percepiscono i segni, Lewis e Benjamin volgono testardamente le spalle. Chiusi in una loro primordiale innocenza, legati alla terra e al proprio doppio da un vincolo biologico, posano sulla vita uno sguardo stupefatto e malinconico, ma non lo sanno neppure, tanto sono occupati dal ciclo delle faccende della fattoria. Bruce Chatwin ha scelto di questo suo terzo libro una via opposta a quella di In Patagonia e del Viceré di Ouidah. Al centro, ancora una volta, è un effetto di lontananza: ma non più evocato dall’esotismo, dalla distanza nello spazio; qui è uno scarto temporale, forse ancora più imponente, che si manifesta entro i confini di un piccolo spazio immutabile. Leggiamo questo romanzo, più vicino a Hardy che a Hudson, con uno sconcerto che diventa fascinazione: ogni dettaglio ha una vivezza allucinatoria e, a mano a mano che procediamo, ci sentiamo inghiottiti dalla vita circoscritta dei due gemelli come fosse un buco nel tempo che sbocca lontanissimo, forse in un luogo oscuro e silenzioso dove si dividono come due valve di una conchiglia le identità di Lewis e Benjamin, destinate a specchiarsi per sempre una nell’altra. Sulla collina nera è apparso per la prima volta nel 1982.

Dylan Thomas, Ritratto dell’artista da cucciolo, Einaudi: «Per uno scrittore comico la società è sempre buffa, anche, o specialmente, nel suo letto di morte»: cosí, nel 1948, Dylan Thomas spiegava la propria concezione della letteratura comica, genere in cui lui stesso era diventato maestro grazie al Ritratto dell’artista da cucciolo. Secondo Thomas, nulla doveva impedire a uno scrittore di inventarsi un burlesco mondo fantastico, o di scovare l’aspetto burlesco del mondo reale. E il Ritratto non è che una gioiosa burla: manipolando memoria e linguaggio, Thomas strizza l’occhio al celebre Ritratto dell’artista da giovane di Joyce, e scrive un’autobiografia mitica e comica nella quale l’infanzia diventa una condizione magica, un’età in cui l’immaginazione reinventa il mondo. La stessa potenza comica e favolistica si ritrova negli altri lavori compresi in questo volume. Da I nemici a I limoni, fino a Gli inseguitori e a Una storia si susseguono storie che illuminano con grazia e umorismo, l’oscurità magica del mondo.

Paul Collins, Al paese dei libri, Adelphi: Ma che idea, lasciare la California per un brumoso paesino della campagna gallese! Se non fosse che il paesino è Hay-on-Wye, “la Mecca dei bibliofili”, dove c’è una libreria antiquaria ogni quaranta abitanti, e dove si celebra ogni anno uno dei più noti Festival della Letteratura – e se non fosse che il pellegrino è Paul Collins, instancabile e ardimentoso cacciatore di libri perduti e stravaganti. Ingaggiato nel 2000 da Richard Booth, il libraio che nel 1977 si proclamò Re del Principato Autonomo di Hay, Collins si è potuto dedicare per sei mesi alla sua attività preferita: frugare tra cataste di “libri effimeri che fin dall’inizio non erano destinati a durare”, e tramandarci le loro storie. Ed ecco le ponderose raccolte di riviste obsolete, le memorie apocrife o anonime, gli autori che scrivono dall’aldilà, e le prime edizioni “grigie e pesanti come tombini”. Mentre cerca casa, fantasticando di stabilirsi definitivamente in un grande “pub sconsacrato” del Seicento, il Sixpence House, Collins riesce anche a far domanda per un seggio alla Camera dei Lord (quella “specie di governo mediante copula. Una spermocrazia, se preferite”). Oltre che una incantevole tranche de vie, Al paese dei libri è una sorprendente meditazione sul valore dei libri nel tempo – e sulla volubile sbadataggine del passato, “l’unico paese dove è ancora lecito prendersi gioco degli indigeni”.

Emma Kavanagh, A un passo dall’assassino, Newton Compton: Nel sud del Galles, un uomo armato si aggira tra le corsie dell’ospedale locale. Nessuno sa chi sia, ma è pericoloso e deve essere fermato. Aden McCarthy, ufficiale di polizia, ha poco tempo per neutralizzarlo. Ancora scosso da una sparatoria in cui i suoi colleghi Rhys e Tony hanno ucciso per errore un ragazzino innocente, credendolo armato, stavolta è deciso a fare la cosa giusta, catturando l’uomo prima che sia troppo tardi. Intanto Charlie, una giornalista del quotidiano locale e amica di Aden, apprende la notizia della morte di una sua amica d’infanzia, Emily, il cui corpo è stato ritrovato ai bordi di un’autostrada. Tutto farebbe pensare a un incidente, se non fosse che poche ore prima era stata proprio l’infermiera Emily a denunciare la presenza dell’uomo armato nell’ospedale. La psicologa Imogen sta seguendo il ricovero della nipote e ha sentito parlare di questo sconosciuto armato, ma non pensa che questo possa coinvolgerla minimamente… o forse si sbaglia di grosso? Il tempo scorre, e nessuno sa quale sarà la prossima mossa del folle che sta terrorizzando l’intera cittadina…

Eloisa James, La resa di Piers, Mondadori: Denti bianchi come perle, voce da usignolo, un viso talmente perfetto da far piangere d’invidia gli angeli. Così le fiabe descrivono le loro protagoniste. Ma esistono davvero donne tanto incantevoli? Esistono: Linnet Berry Thrynne è una di queste rarissime creature che brillano più del sole. Ma, si sa, troppa bellezza genera invidia, cattiveria, pettegolezzi, e Linnet si ritrova additata come una donna di facili costumi. Tutta colpa della corte serrata del principe Augustus Frederick del Sussex che ne ha compromesso la reputazione. E così Linnet, “la Bella”, si trova costretta a un matrimonio riparatore con un fidanzato scelto per lei dal padre: Piers Yelverton, conte di Marchant. Medico geniale ma dalla fama terrificante, soprannominato “la Bestia” per la sua durezza, Piers vive recluso nel selvaggio Galles e si dice sia del tutto insensibile al fascino femminile. Ma Linnet non si lascia intimidire e giura che riuscirà a domare la Bestia. Non sa di correre un grave pericolo: quello di innamorarsi di un uomo che non la potrà amare…

Philip Pullman, Il ponte spezzato, Salani: L’inquietudine di Ginny non è solo il male dell’adolescenza: nella cittadina del Galles dove vive con l’amatissimo padre Tony non si è mai sentita a proprio agio.
E non bastano gli amici a confortarla, soprattutto da quando Ginny, in tenera età, si è resa conto di essere l’unica ad avere la pelle nera. L’unica consolazione è nel talento artistico che Ginny sa di avere ereditato dalla madre, una bellissima ragazza haitiana morta poco dopo la sua nascita. Ma un giorno Ginny scopre di avere un fratellastro, Robert, di pochi mesi più grande di lei.
È figlio di suo padre Tony e di una donna che Tony aveva sposato, per abbandonarla poco tempo. Sbalordita e confusa, Ginny si domanda cos’altro suo padre le abbia nascosto fino a quel momento: antiche memorie, brandelli di ricordi della sua infanzia sembrano acquistare improvvisamente un significato sinistro, costringendo Ginny a scavare nel proprio passato alla ricerca di una verità inimmaginabile e sconcertante…