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Ian Sansom, The Case of the Missing Books (Irlanda del Nord)

Ian Sansom, The Case of the Missing Books, Harper Perennial, London 2006.

Un po’ di tempo fa stavo cercando dei libri da leggere per il mio giro del Regno Unito. Ian Sansom è un autore inglese, ma ha ambientato nell’Irlanda del Nord i suoi (per ora quattro) libri della serie Mobile Library Mystery. La trama di questo primo libro della serie mi sembrava interessante, così ho pensato che non avrebbe potuto esserci libro migliore per questa parte del Regno Unito.

Da un lato questo è vero perché le descrizioni dell’Irlanda del Nord e delle persone che ci vivono sono impareggiabili, sembra proprio di essere trasportati dentro questa parte settentrionale dell’isola irlandese, e di nuovo nella parte più settentrionale dell’Irlanda del Nord, nella contea di Antrim. Dall’altro lato non è stata un’ottima scelta perché questo libro è stato una delusione. Non che sia brutto, intendiamoci, ma non è neanche bello se è per questo.

Israel Armstrong, un ebreo londinese, ama leggere sopra ogni cosa, fin da quando era bambino. Questa sua passione si è andata sviluppando, seppure molto lentamente, in un lavoro: Israel infatti ha fatto qualche lavoretto come bibliotecario per poi finire a lavorare in una libreria in Essex. Quando riceve un’offerta di lavoro dalla biblioteca di Tumdrum, nella contea di Antrim, la parte più settentrionale dell’Irlanda del Nord, quasi non gli sembra vero, seppure con tutti i problemi che questa scelta porta con sé, primo fra tutti la distanza che si verrà a interporre fra lui e la sua fidanzata Gloria. Tuttavia Israel parte per Tumdrum, e noi lettori lo seguiamo in questa avventura che fin da subito si rivela piuttosto sgangherata. Israel è un uomo estremamente goffo, e tutta la sua goffaggine si ripercuote sulla sua intera vita e su tutto quello che gli capita.

Forse solo a Israel sarebbe potuto capitare di arrivare a Tumdrum e trovare la biblioteca permanentemente chiusa. Infatti, il suo ruolo come bibliotecario è in realtà quello di guidare il furgone della nuova (ma vecchia, perché esisteva anche anni addietro) biblioteca ambulante. Di fatto però, quando va in biblioteca a prendere i libri da trasferire nel furgone, scopre che tutti i 15.000 volumi sono scomparsi nel nulla. Di nuovo, probabilmente una cosa del genere sarebbe potuta succedere solo a lui. Parte quindi la sua avventura alla ricerca dei libri perduti, probabilmente rubati, chissà da chi. Tutto il romanzo ruota intorno a questa caccia al libro.

Ora, Sansom è sicuramente un bravo scrittore con un ottimo orecchio: ci sono moltissimi dialoghi in questo romanzo, e sono resi alla perfezione. Non sono inverosimili e letterari come capita in tanti romanzi, ma ricalcano fedelmente il parlato. Molto interessanti tra l’altro quando riflettono la parlata irlandese del nord: se Israel aveva grosse difficoltà a capire la parlata e la terminologia locali, figuratevi io che non sono madrelingua. Perciò la lettura è stata da questo punto di vista un po’ difficoltosa, ma del resto mi chiedo come abbiano reso queste sfumature linguistiche nella traduzione italiana, ma immagino che non le abbiano rese affatto, perdendo così molto dell’atmosfera originale del libro. Comunque, dicevo, l’autore è davvero bravo nei dialoghi, e anche nella caratterizzazione dei personaggi, che sembrano saltare fuori dalla pagina come persone in carne e ossa.

Tuttavia, nonostante l’evidente bravura, questi personaggi sono così antipatici che la loro tridimensionalità non mi è piaciuta molto. Non dico che i personaggi di un romanzo debbano essere per forza piacevoli, ci sono bellissimi romanzi con personaggi davvero odiosi. Semplicemente a me questo modo di rappresentare la realtà romanzesca non è piaciuto più di tanto.

Invece mi è piaciuta molto la rappresentazione del paesaggio, degli abitanti e della vita dell’Irlanda del Nord. Anche queste scritte magistralmente. L’Irlanda del Nord e, nello specifico, la contea di Antrim e i dintorni di Tumdrum (che, se ho ben capito, è una cittadina fittizia) sono descritte come un luogo brullo e difficile, dove la costa è aspra e la campagna la fa da padrona. Gli abitanti si conoscono tutti, l’IRA è sullo sfondo anche se ovviamente all’epoca del romanzo (ambientato nei primi anni 2000) non avvengono più atti di terrorismo, l’atmosfera è quella di un paesotto di provincia. I luoghi sembrano bellissimi e immagino che lo siano realmente. Agli occhi di Israel tutto questo è di un’arretratezza enorme, ma a me sono sembrati posti molto belli che mi piacerebbe poter visitare, anche se forse viverci sarebbe un po’ meno bello, ma non è detto, chissà. È vero che vedere tutto dal punto di vista di Israel rende il tutto quasi crudelmente brutto, ma si capisce chiaramente che sono le sue lenti ad essere scure, non l’ambiente ad essere ostile o brutto.

Il mistero in sé è un mistero solo per modo di dire, nel senso che sì, fino alla fine non si capisce bene cosa sia successo a questi 15.000 libri (anche se immagino che lettori più esperti di me possano arrivare da soli alla conclusione), ma comunque non si tratta affatto di un giallo come il titolo della serie potrebbe far credere. In ogni caso, la soluzione del mistero è probabilmente l’anello più debole della catena del romanzo, ed è pur vero che dovrebbe esserne l’aspetto principale, dato che tutto ruota intorno a questa ricerca del colpevole, ma resta il fatto che gli altri aspetti possono comunque rendere il libro godibile. Io, personalmente, non lo consiglierei, ma non escludo che possa piacere.

Il romanzo è tradotto in italiano da TEA con il titolo Il caso dei libri scomparsi.

Ian McEwan, L’amore fatale (Inghilterra)

9693731Ian McEwan, L’amore fatale (tit. originale Enduring Love), Einaudi, Torino 1997. Traduzione di Susanna Basso. 280 pagine.

Mi chiedo come mai io abbia aspettato così tanto a leggere qualcosa di McEwan. Se tutti i suoi libri sono così, è un autore straordinario – ma naturalmente non è possibile giudicare da un solo libro. Questo romanzo mi è stato consigliato diverso tempo fa da un amico, e poco dopo mi è stato regalato da un’altra amica che l’aveva visto nella mia lista dei desideri. Sono però arrivata a leggerlo soltanto ora, dopo qualche mese.

La storia, credo, è nota: un uomo e una donna stanno facendo un picnic in un’area verde tra Oxford e Londra quando all’improvviso vedono un pallone aerostatico in difficoltà e l’uomo, insieme ad altre persone, corre in soccorso. Da qui nasce una doppia tragedia: un uomo muore e uno dei membri della “squadra di soccorso” si innamora perdutamente del protagonista, credendo di essere a sua volta corrisposto.

Questa è la storia di un’ossessione, quella di Jed Parry per Joe Rose. Quest’ultimo viene dai più ritenuto un pazzo delirante, perfino la sua compagna e la polizia lo riterranno tale. L’atteggiamento della polizia ricorda il vero comportamento della stessa in tanti episodi di stalking, quando afferma di non poter fare niente finché non ci sono minacce o veri e propri tentativi di violenza. Finendo a volte per far passare le vittime come degli o delle esaltate/i che hanno un’idea fissa. Ora, ignoro quale fosse la legislazione britannica sullo stalking ai tempi in cui questo romanzo è stato scritto, vent’anni fa. Quel che è certo è che qui da noi formalmente esiste il reato di stalking ma molto spesso, come nel caso di Joe, le vittime non vengono aiutate, se non quando è troppo tardi.

La scrittura di McEwan è magistrale: dipana questo caso, la storia di questa ossessione, in maniera veramente eccelsa, tanto che il lettore stesso, pur volendo credere a Joe, finisce per non capire dove stia la verità e dove l’immaginazione. O per meglio dire, non tanto l’immaginazione quanto il delirio, perché è evidente che qui uno dei due protagonisti, Joe o Jed, è affetto da sintomi deliranti di una qualche malattia mentale. Lo svolgimento della storia è molto interessante e ben fatto, tanto da tenere il lettore incollato alla pagina sebbene non si tratti di un thriller.

Sicuramente leggerò qualcos’altro di McEwan.

[Questo libro partecipa al giro del Regno Unito.]

 

Libri ambientati in Scozia

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Castello di Edimburgo (By Kim Traynor – Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=18616664)

Eccoci giunti all’ultima tappa del nostro giro del Regno Unito, o almeno all’ultima tappa bibliografica – in seguito ci saranno le recensioni dei libri che ho scelto. Oggi siamo in Scozia, per la quale leggerò il libro Rob Roy di Walter Scott che, nonostante sia un classico della letteratura scozzese e britannica in generale, non so quanto sia facilmente reperibile in italiano dato che è pubblicato da una piccolissima casa editrice veronese, Gondolin. In inglese lo trovate un po’ ovunque come testo gratuito, in quanto è stato pubblicato nel 1818 da autore morto nel 1832, quindi è ormai di pubblico dominio.

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Diana Gabaldon, Outlander. La straniera, Corbaccio: L’anno è il 1945. Claire Randall, un’infermiera militare, si riunisce al marito alla fine della guerra in una sorta di seconda luna di miele nelle Highlands scozzesi. Durante una passeggiata, la giovane donna attraversa uno dei cerchi di pietre antiche che si trovano da quelle parti. All’improvviso si trova proiettata indietro nel tempo, di colpo straniera in una Scozia dilaniata dalla guerra e dai conflitti tra i clan… nell’anno del Signore 1743. Catapultata nel passato da forze che non capisce, Claire viene coinvolta in intrighi e pericoli che mettono a rischio la sua stessa vita e il suo cuore. L’incontro con il giovane e affascinante cavaliere scozzese James Fraser la costringe a una scelta radicale tra due uomini e due vite, in epoche così diverse tra loro.
Ironica, avventurosa, appassionata e molto coraggiosa, Claire è una straordinaria eroina che conquista il cuore del lettore fin dalle prime pagine.

Muriel Spark, Gli anni fulgenti di Miss Brodie, Adelphi: Bontà, Bellezza e Verità: sono i dogmi dell’insegnamento di Miss Jean Brodie. Siamo a Edimburgo, negli anni Trenta, Miss Brodie ammette, con candida alterigia, che la sua unica vocazione sono le allieve, e l’unica missione farle diventare “la crème de la crème”. Tanto zelo può persino indurla a cercare di trasformare le più dotate in doppi di se stessa e a scegliere una di loro per vivere in sua vece un amore che ritiene improprio soddisfare di persona. Tortuose collusioni psicologiche, tentativi di plagio, una passione repressa e goduta per interposta persona, il rigore calvinista di una crisi di coscienza: il libro è un labirinto psicologico ed insieme un congegno narrativo perfetto.

Alexander McCall Smith, 44 Scotland Street, Guanda: Quando spinge il portone del 44 di Scotland Street a Edimburgo, la sua nuova casa, Pat non vede l’ora di ricominciare tutto daccapo. Dividerà l’appartamento con Bruce, bellissimo ma insopportabile; troverà lavoro nella galleria d’arte di Matthew, che di quadri non ne capisce nulla; trascorrerà piacevoli serate con l’eccentrica dirimpettaia Domenica. Intanto al piano di sotto Bertie, bambino prodigio, cerca di far capire alla madre Irene che preferirebbe rugby e trenini elettrici ai corsi di yoga, sassofono e italiano. A unire tutti un misterioso tentativo di furto e la caccia a un quadro che potrebbe essere una crosta o valere una fortuna. Con il tocco leggero e divertito che lo contraddistingue, McCall Smith ci invita ancora una volta a perderci con lui per le strade della sua amata Edimburgo. E seguirlo è un vero piacere.
La mia recensione: https://sonnenbarke.wordpress.com/2015/06/03/alexander-mccall-smith-44-scotland-street/

Walter Scott, Rob Roy, Gondolin: Le Highlands scozzesi, con la loro natura selvaggia e la loro organizzazione barbarica, fanno da scenario a questo romanzo ambientato alla vigilia della rivolta giacobita del 1715. Campione di questo mondo è Rob Roy Mac Gregor, ricordato come il Robin Hood scozzese e figura storica realmente esistita, bandito fuorilegge e protettore del suo clan, sempre pronto a sostenere amici e innocenti anche a costo della vita. È lui a correre in aiuto del giovane protagonista Francis Osbaldistone nelle disavventure del suo lungo viaggio verso la maturità e nella riconquista dell’eredità paterna. Scritto dal maestro del romanzo storico Walter Scott nel 1817, Rob Roy rievoca una Scozia sull’orlo della ribellione, mescolando fatti storici, gesta eroiche, intrighi, rivalità e romanticismo.

Alexander McCall Smith, Il club dei filosofi dilettanti, Guanda: Dopo aver assistito a un concerto alla Usher Hall di Edimburgo, un ragazzo muore cadendo dalla balconata del teatro. È stato soltanto un incidente? Un suicidio? O forse qualcuno l’ha spinto perché sapeva troppo? Isabel Dalhousie, direttrice della «Rivista di etica applicata», fondatrice del Club dei filosofi dilettanti e donna di grande sensibilità, se lo vede cadere letteralmente davanti agli occhi. Le indagini ufficiali liquidano subito il caso come una banale fatalità. Ma Isabel non si accontenta delle conclusioni superficiali e affrettate della polizia e, spinta da quello che sente essere un suo dovere morale, decide di andare più a fondo e scoprire la verità. Si improvvisa detective e inizia a curiosare nella vita privata e professionale del ragazzo, giovane manager di una società di gestione fondi, ritrovandosi suo malgrado in un mondo, quello della finanza, che non potrebbe essere più lontano dal proprio. Tra un bicchiere di buon vino e le irrinunciabili parole crociate, Isabel porta avanti le sue indagini un po’ sui generis, circondata dalle persone a lei più care: Cat, l’adorata nipote, Jamie, l’affascinante ex fidanzato di Cat, e Grace, la fedele governante convinta che Edimburgo sia il fulcro del mondo…
Dopo la signora Ramotswe e la sua Ladies’ Detective Agency N. 1, Alexander McCall Smith ci presenta un nuovo, originalissimo personaggio: un’investigatrice per caso, una filosofa colta e raffinata che conquista subito per la grande ironia, la rettitudine morale e la capacità di affrontare i problemi con intelligenza e simpatia umana, sullo sfondo di una Scozia straordinariamente viva che diventa protagonista con i suoi paesaggi e le sue atmosfere.

Robert Louis Stevenson, Il master di Ballantrae, varie edizioni: Un romanzo gotico, e a volte macabro, costruito sul “crescendo” di un antagonismo irriducibile. Scorrono i fondali di guerre dinastiche, avventure corsare, viaggi nelle Indie: più volte dato per morto, il sempre redivivo signore di Ballantrae, scapestrato, impetuoso e ricco di seduzioni, ricompare ogni volta davanti agli occhi del fratello più giovane, scombinandone la vita uniforme e risvegliando un’ira che si trasforma in odio profondo.

Walter Scott, Lucia di Lammermoor, varie edizioni: Romanzo “gotico” a tutto tondo, La sposa di Lammermoor dipana tra sinistre atmosfere e presenze soprannaturali il destino di due giovani innamorati, vittime della rivalità delle proprie famiglie. È una storia d’amore e di morte, la cui fine è adombrata fin dall’inizio in una terribile profezia: l’ultimo signore di Ravenswood aspirerà alla mano di una morta. Duelli, assassinii, inganni e pazzia sono le tinte forti di questo romanzo che hanno ispirato a Donizetti la Lucia di Lammermoor, capolavoro del teatro musicale romantico.

Virginia Woolf, Gita al faro, varie edizioni: Quando, nel 1925, Virginia Woolf si accinse a scrivere Gita al Faro era decisamente giunta alla soglia della maturità artistica: in questa sua opera riuscì infatti mirabilmente a mostrare il suo sapiente dominio delle possibilità del monologo interiore e la straordinaria capacità di muoversi liberamente tra il flusso delle coscienze dei personaggi. Con tutta la sua avvolgente bellezza, questo romanzo è una commossa elegia all’Assenza: assenza innanzitutto della madre, morta quando la Woolf aveva solo tredici anni, lasciandole un vuoto incolmabile. Ed è proprio tale immagine cara a legare le diverse solitudini dei protagonisti di questa rievocazione corale, tutti chiusi in un proprio mondo isolato da cui è difficile comunicare. Fluido e ritmato come il mare sotto il raggio ora breve ora lungo del Faro che fende l’oscurità della notte, il romanzo si impone al lettore con la forza della memoria, il fascino del ricordo, la voce struggente della nostalgia.

Michel Faber, Sotto la pelle, Einaudi: Come un felino in agguato, Isserley va in giro sulle strade deserte delle Highlands scozzesi a caccia di autostoppisti maschi. È sola, è bella, è piena di strane ferite nel corpo. È decisamente pericolosa.
Che cosa nasconde sotto la pelle?
Una storia su come cambiamo, su come restiamo gli stessi, su ciò che fa la differenza.
La mia recensione: https://sonnenbarke.wordpress.com/2013/09/27/under-the-skin/

Libri ambientati in Irlanda del Nord

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Il Selciato del Gigante nella contea di Antrim (Di code poet on flickr. – http://www.flickr.com/photos/alphageek/20005235/, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=666823)

Oggi andiamo in Irlanda del Nord con il nostro giro del Regno Unito. I libri qui ambientati non sono moltissimi, o almeno non lo sono quelli tradotti in italiano; molti libri sono ambientati invece in Irlanda, che però non ci interessa per il nostro tour. Per questa zona ho deciso di leggere Il caso dei libri scomparsi, di Ian Sansom, che dalla trama mi sembra molto carino.

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Sharon Owens, Quel caffè in Mulberry Street, Baldini Castoldi Dalai: Penny Stanley non ne può davvero più. Ha un marito, Daniel, fissato con il risparmio, che preferisce sfornare torte e leggere libri anziché curarsi di lei, e un matrimonio che, inutile negarlo, sta cadendo a pezzi. Come il vecchio caffè che gestiscono a Belfast, dove gli affezionati e bizzarri clienti affogano i propri dispiaceri tra i deliziosi dolci e l’atmosfera rassicurante. Penny decide di passare all’azione e di rischiare il tutto per tutto per salvare il suo matrimonio, anche se ciò significa mettersi in sciopero, sbattere Daniel fuori dal letto coniugale, rifarsi look e guardaroba e, soprattutto, trovarsi un amante. Si direbbe la ricetta perfetta per un disastro, tanto che i risultati non si fanno attendere. Ma saranno proprio quelli che Penny aveva desiderato?

Robert McLiam Wilson, Eureka Street, Fazi: Belfast, Irlanda del Nord, 1994. In una città ridotta a un campo di battaglia, Chuckie e Jake, protestante il primo, cattolico l’altro, sono legati da profonda amicizia. Chuckie, antieroe grasso e sempliciotto, riesce a compiere mirabolanti imprese commerciali grazie a progetti tanto ingegnosi quanto bizzarri. Jake, nonostante la sua scorza da duro, ha un’anima romantica e non cerca denaro e ricchezza ma un amore che gli riempia la vita. Sullo sfondo, i conflitti irrisolti del paese, che balzano brutalmente in primo piano quando un attentato sconvolge l’atmosfera farsesca che domina il racconto. Sarà la commedia della vita a cancellare il sangue, e a dominare di nuovo tra le pagine del romanzo saranno le vicende improbabili e sgangherate di Chuckie e Jake.
Caso editoriale al tempo della sua uscita, Eureka Street è considerato ormai un classico della narrativa europea, romanzo corale, umoristico e insieme commovente, magistrale nel descrivere la vita quotidiana di una città dilaniata dalla guerra civile.

Colin Bateman, Ciclio violento, Zelig: Miller, orfano trentenne con qualche problema di alcolismo, è un giornalista trasferito da Belfast a Crossmaheart dopo una bevuta di troppo. Eccessivamente bravo per essere licenziato, sostituisce un giornalista locale, Jamie, misteriosamente scomparso. Scoprire che fine ha fatto è l’ultimo dei pensieri di Miller, annoiato com’è dalla noiosa routine di un settimanale di provincia. Ignorato dai colleghi, Miller s’innamora dell’ex-compagna di Jamie, che subisce ancora le conseguenze psicologiche di uno stupro subito a tredici anni. Quando Miller scopre che il reverendo locale è uno dei responsabili di questi abusi sessuali, decide di affrontarlo a muso duro: da questo momento la sua vita sarà in pericolo.

Ian Samson, Il caso dei libri scomparsi, TEA: Appena arrivato da Londra nella piccola cittadina di Tundrum, Irlanda del Nord, per ricoprire il suo primo posto come bibliotecario, il giovane Israel Armstrong scopre che in effetti il suo posto non c’è, né la biblioteca, né i libri… E questo non è che l’inizio dei suoi guai. Nel giro di poche ore infatti perde vestiti, soldi, carte di credito, e forse anche fidanzata, s’imbatte in una serie di personaggi con i quali immancabilmente entra in conflitto, viene alloggiato niente meno che nella stia dei polli di una fattoria e si ritrova incastrato al volante di un vecchio furgone arrugginito che funge da biblioteca semovente, ma senza scaffali. Peccato però che i libri continuino a mancare: 15.000 volumi, per l’esattezza, scomparsi. Chi mai li avrà rubati? E perché? Ma soprattutto, ci sarà in quell’angolo di mondo dimenticato da Dio un posto decente dove poter bere un cappuccino decente e leggersi il giornale? Israel vuole delle risposte…
Una commedia degli equivoci ironica, distaccata, dai toni surreali, con uno straordinario cast di personaggi eccentrici sullo sfondo della provincia rurale dell’Irlanda del Nord; è la prima improbabile avventura di un eroe riluttante, che inaugura una nuova serie di romanzi intelligenti e scoppiettanti: le storie del bibliobus di Tundrum.

Seamus Deane, Le parole della notte, Feltrinelli: Il racconto è scritto in prima persona da un ragazzino di dieci anni, terzo di sette fratelli, affascinato dalla dimensione fantastica che lo circonda. Il mondo gli appare intriso di leggende: da quella del Campo degli Scomparsi dove nemmeno i gabbiani vogliono volare, alla casa del Donegal dove i bambini vengono rapiti da forze sovrannaturali, a Crazy Joe che fissa sempre nello stesso punto da quando la donna dei suoi sogni vi si è trasformata in volpe. Il mondo però è fatto anche di vita quotidiana: la realtà della città di Derry, nell’Irlanda del Nord, tra gli anni Quaranta e Cinquanta, con i suoi conflitti politici, i suoi segreti familiari, i suoi intrighi pericolosi.

Libri ambientati in Inghilterra

Palazzo di Westminster (By Henry Kellner – Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=35232111)

Il giro del Regno Unito oggi ci porta in Inghilterra, nazione in cui ovviamente sono ambientati milioni e milioni di libri. Ho deciso qui di elencarne solo alcuni, scelti in modo più o meno casuale. Fra questi leggerò per questo tour L’amore fatale di Ian McEwan, autore di cui non ho ancora letto nulla e libro che mi è stato caldamente raccomandato.

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Ian McEwan, L’amore fatale, Einaudi: Un pallone aerostatico travolto da un improvviso colpo di vento plana su un prato verdissimo tra Oxford e Londra. Un uomo anziano cerca di scenderne ma rimane impigliato in una fune e alcuni soccorritori tentano di aiutarlo, uno di essi morirà. La scena è agghiacciante perché imprevista e assurda nella sua realistica successione. Parte da qui questo romanzo di McEwan sull’amore e le sue ossessioni, da una disgrazia che sconvolgerà la mente di Jed Parry, un torvo giovanotto con manie religiose e vittima di una vera patologia erotica. A farne le spese è Joe Rose, divulgatore scientifico, uomo fragile e deluso, una tranquilla convivenza con la bella Clarissa, e che adesso è costretto a mettere in discussione la propria vita. Jed Parry si è follemente innamorato di lui ed è convinto di esserne ricambiato. Con ironia sottile e un gusto della comicità del tutto nuovo, Ian McEwan dipinge questo amore omosessuale assoluto: un’ossessione assurda e grottesca oppure la forma più pura di devozione e passione? E allora: cos’è l’amore? Esiste un amore che non sia estremo e che sia autentico?

Agatha Christie, Dieci piccoli indiani, Mondadori: Dieci persone, ospiti di una villa su un’isola, cominciano a morire una dopo l’altra, uccise da un misterioso, implacabile assassino che si trova fra loro. Un “classico” della Christie (1891-1976) tradotto in tutte le lingue.

Jane Austen, Orgoglio e pregiudizio, varie edizioni: Il romanzo ha come temi principali (che danno il titolo all’opera) l’orgoglio di classe del signor Darcy e il pregiudizio di Elizabeth Bennet nei confronti di quest’ultimo. La trama si concentra sulle vicende della famiglia Bennet, composta dai signori Bennet e dalle loro cinque figlie: Jane, Elizabeth (per gli amici Lizzy), Mary, Catherine (detta anche Kitty) e Lydia.

Agatha Christie, La serie infernale, Mondadori: Poirot riceve una lettera in cui un anonimo, che si firma A.B.C., gli comunica che ad Andover avverrà un assassinio, cosa che accade realmente. Fa seguito una seconda lettera che avverte di un crimine a Bexhill, quindi una terza che anticipa un omicidio a Churston. La serie di delitti sembra intenzionata a continuare. E Poirot, per indagare, organizza una squadra di investigatori con i parenti delle vittime. Agatha Christie (1890-1976) è la più famosa giallista al mondo e una delle più prolifiche autrici di ogni tempo: ha al suo attivo circa ottanta opere tradotte in più di cento lingue, e oltre due miliardi di copie vendute.

M.C. Beaton, Agatha Raisin e la quiche letale, Astoria: Agatha Raisin, cinquantenne dal carattere difficile, decide di cambiare vita: chiude la società di PR, che le ha permesso di guadagnare un bel po’ di soldi, lascia Londra e si trasferisce nei Cotswolds, un’area di pittoresca bellezza nel cuore dell’Inghilterra. Carsely, il piccolo e perfetto villaggio dei suoi sogni, è sublime: gli abitanti sono stravaganti e gentili, il cottage comprato da Agatha è scomodo al punto giusto, abbondano i vestiti a fiori, tipo Laura Ashley, e la cordialità è un po’ di facciata. A Londra non si era accorta di non avere amici, ma giunta a Carsely si ritrova sola e isolata. Donna attiva e prepotente, Agatha non si accontenta di inserirsi nella nuova comunità ma vuole diventare anche popolare. Come fare? Partecipare a una gara culinaria. E se non si è in grado di cucinare? Andare a Londra e comprare un’ottima quiche. E se il giudice della gara muore mangiando la quiche? Ingiustamente accusata di aver provocato una morte e giustamente additata per aver imbrogliato, Agatha investiga… Agatha Raisin e la quiche letale è il primo libro dedicato all’eccentrica investigatrice: una serie ironica e leggera, intelligente e sarcastica.

Philippa Gregory, La regina della rosa Bianca, Sperling & Kupfer: 1464: Elisabetta Woodville è l’affascinante figlia di un nobile inglese, sostenitore del reale casato dei Lancaster. Ancora giovane, ha perso il marito che combatteva a fianco del re Enrico VI e ora, dopo l’ascesa al trono degli York, si ritrova spogliata dei suoi possedimenti e sola con due figli maschi in tenera età. Decisa a rivendicare il proprio patrimonio per poter condurre una vita onesta e indipendente, incontra il nuovo sovrano e gli espone a testa alta la propria causa. La sua bellezza sfolgorante e il suo atteggiamento indomito conquistano all’istante il ventiduenne Edoardo IV che, incapace di resisterle, la sposa in segreto. Da questo momento la vita di questa donna coraggiosa imbocca un vorticoso destino, mentre i suoi due figli, rinchiusi nella famigerata torre di Londra e poi misteriosamente scomparsi nel nulla, diventano il fulcro di un enigma che per secoli ha sconcertato generazioni di studiosi. Intrecciando dati storici e suggestive leggende, l’autrice costruisce un’opera intensa e avvincente, dipingendo con maestria il divampare di una complessa e trascinante passione.

Jane Austen, Emma, varie edizioni: Pubblicato per la prima volta nel 1815, Emma è l’ultimo romanzo che Jane Austen vide edito e, a giudizio unanime della critica, il suo capolavoro. La protagonista, Emma Woodhouse è una giovane donna bella, ricca e intelligente; figlia della benestante borghesia inglese, diventa amica di Harriet Smith, una donna di ben diverse fortune. Ma Emma, senza tener conto della differenza di classe sociale, si ostina a voler trasformare l’amica in una donna di grande fascino, un essere costruito a sua immagine e somiglianza. E nel frattempo non esita a intrecciare un flirt con un giovanotto, Frank Churchill… Romanzo di grande complessità, costruito su un intreccio di storie e personaggi, Emma è tra i romanzi della Austen quello che ottenne fin dal suo apparire la maggior risonanza; esso segna il vertice dell’arte dell’autrice, che raggiunge, pur all’interno di una struttura ancora settecentesca, uno stile di estrema eleganza e nitore.

Jane Austen, Persuasione, varie edizioni: Composto tra il 1816 e il 1817, Persuasione è l’ultimo romanzo completo della Austen, scritto poco prima dell’aggravarsi della malattia che la portò alla morte. Pubblicato postumo dal fratello dell’autrice, il libro narra le contrastate vicende di due giovani, Anne, figlia di un baronetto, e Frederick, ufficiale di marina. I due si amano, ma la ragazza presto si lascia persuadere dalla famiglia a rinunciare all’innamorato, di natali troppo umili. Il giovane scompare per sette anni, tornando ricco e influente. Anne si rende così conto di averlo sempre amato e solo dopo lunghi tentativi riuscirà a superare il risentimento che l’uomo prova verso di lei per averlo abbandonato. Il romanzo segna un momento di adesione a temi più decisamente romantici e a un rinnovato modo di guardare la natura e di descrivere i sentimenti umani.

Anthony Burgess, Arancia meccanica, Einaudi: Alex è un eroe dei nostri tempi: un teppista sempre pronto a tirar fuori il coltello, capo di una banda di duri che ogni sera, sui marciapiedi dei sobborghi, ripete il gioco della violenza: rapine, stupri, scassi, assalti ai negozi, scontri con altre bande. Finché Alex, che si interessa solo a Beethoven, viene tradito dai suoi amici durante una delle tante sue imprese. Le terapie di rieducazione, non meno violente, lo ridurranno a un’arancia meccanica, in balia delle sue antiche vittime, in una girandola di situazioni grottesche e paradossali.

E.M. Forster, Maurice, Garzanti: Maurice è forse il capolavoro di Forster. Certamente è il suo romanzo più intimo e commovente, uno squisito esercizio privato di scrittura della verità.
Sullo sfondo di una società vittoriana rigida ed esclusiva, scoppia tra Maurice e Clive, compagni di college, una passione complice e innominabile. Se per Clive la storia d’amore è destinata a seppellirsi nella «normalità», per Maurice è il calvario che conduce a una nuova vita. La tormentosa affermazione della diversità ha fatto di Maurice il libro più autentico e sofferto di Forster: scritto nel 1914, ma tenuto segreto per tutta la vita, autobiografico e ossessivamente rimaneggiato nel corso degli anni, è la commovente testimonianza cui lo scrittore ha affidato la rivelazione della propria omosessualità.

Nick Hornby, Un ragazzo, Guanda: Trentaseienne ricco e nullafacente con un solo scheletro nell’armadio (vive, benissimo, dei profitti di una brutta quanto popolare canzone natalizia scritta nel 1938 dal padre), Will Freeman ha pochi dubbi in fatto d’amore: la donna ideale per i tipi come lui, single fermamente intenzionati a restarlo, è la donna separata, meglio anzi se abbandonata, con figli, e molto, molto arrabbiata con gli uomini. Ma non tutte le donne sono uguali. E non tutte sono come Angie, madre di famiglia che non vuole più un secondo matrimonio perché l’esperienza le ha insegnato che gli uomini sono dei bastardi, salvo poi ritornare dal marito quasi rimproverando a Will di imporle un rapporto troppo impegnativo. No. Ci sono anche i tipi come Fiona, che Will ha conosciuto infiltrandosi in un centro sociale (un’autentica miniera, dal suo punto di vista) fingendo di essere il padre di Ned, un fantomatico bambino la cui assenza diventa sempre più difficile da spiegare.
Neanche a farlo apposta, Fiona è l’unica donna per la quale Will non ha mai provato nemmeno un po’ di attrazione erotica: è sciatta e troppo hippy, è vegetariana, depressa con manie suicide, canta Killing Me Softly con gli occhi chiusi e dovrebbe rivedere il suo repertorio musicale, che non va oltre Joni Mitchell e Bob Marley. E non tutti i figli delle madri sole sono come il figlio di Fiona. Bizzarro e disadattato, con un enorme paio di occhiali, vittima degli scherzi atroci dei compagni, Marcus ha anche lui una passione un po’ anacronistica per Joni Mitchell, non sa nulla di calcio, non conosce i Nirvana ed è disposto a credere che Kurt Cobain giochi per il Manchester United. Insomma ha bisogno di qualcuno che gli dia le istruzioni per l’uso del mondo, e una normalità che non ha mai conosciuto. Per esempio ha bisogno di Will. Due figure speculari di protagonisti per un duplice, speculare percorso di formazione.
Animato da una scrittura di taglio teatrale e dalla verve di un umorismo dolceamaro, questo romanzo di Nick Hornby è uno dei libri inglesi più venduti di tutti i tempi, reso indimenticabile anche dal film del 2002 dei fratelli Weitz con Hugh Grant, (About a Boy – Un ragazzo).

Sophie Kinsella, Sai tenere un segreto?, Mondadori: Emma Corrigan è una ragazza come tante altre. Conduce una vita senza grandi scosse, lavora come assistente marketing in un’importante multinazionale, ha un boyfriend simpatico, ma in fondo, come tutte, sogna una vita diversa…
Emma ha un terrore folle dell’aereo e quando, nel suo primo viaggio di lavoro, si trova ad affrontare un volo molto turbolento, non riesce assolutamente a stare calma, il panico si impadronisce di lei, ha paura di morire. E così, in preda a un incontrollabile nervosismo, racconta tutto di sé al vicino di posto. Un americano che ascolta divertito tutti i suoi segreti più intimi, fino a destinazione.
Emma, naturalmente, sopravvive e il mattino seguente si reca in ufficio, pronta ad accogliere come tutti gli altri colleghi il famoso fondatore della società per la quale lavora, in visita alla filiale inglese. Quando lui finalmente fa la sua apparizione, riverito da tutti, Emma lo guarda e si accorge con orrore che lui è… l’uomo dell’aereo. E lei gli ha confidato tutto di sé. Con questa dirompente commedia romantica, l’autrice affronta il tema delle relazioni umane e sentimentali. Quanto siamo tenuti a dire di noi a chi amiamo? Cosa può comportare aprirsi a degli estranei?
Sophie Kinsella ci regala una commedia sofisticata e brillante con una nuova irresistibile protagonista che ci farà, ancora una volta, ridere e commuovere con lei.

Charles Dickens, Grandi speranze, varie edizioni: Pip vive in un piccolo villaggio alla foce del Tamigi, maltrattato dalla sorella, che lo alleva, e protetto da Joe, il marito. La sua infanzia di fervida e inquieta immaginazione viene sconvolta dall’irruzione di due adulti: il criminale Magwitch, che il bambino aiuta a fuggire, e la bizzarra e ricca Miss Havisham, che di lui fa l’oggetto del proprio ambiguo favore. Esaltato a “grandi speranze” dalla ricchezza che la vecchia signora sembra destinargli, il giovane rompe i legami d’affetto con il villaggio per recarsi a Londra, invaghito della fredda e sprezzante Estella, che insegue nella vita mondana aristocratica della capitale, e al tempo stesso fatalmente attratto dalla city borghese e dalle propaggini più inquietanti della città: il kafkiano mondo legale delle Inns of Court, le carceri di Newgate e le limacciose sponde del Tamigi. Narratore e protagonista, Pip ripercorre in queste pagine, con voce meditativa, ma vibrante di humour e di passione, il suo cammino di conoscenza e disillusione, facendo i conti con la propria protratta cecità di fronte ai casi della vita. Da questo romanzo è stato tratto il film Paradiso perduto di Alfonso Cuarón, con Gwyneth Paltrow e Robert De Niro.

Nick Hornby, Alta fedeltà, Guanda: Si può dividere l’esistenza con qualcuno che ha una collezione di dischi incompatibile con la propria? Si possono avere dei gusti terribili e allo stesso tempo essere una persona degna di essere frequentata? Le canzoni tristi rischiano o no di mettervi sottosopra la vita, se le ascoltate a ripetizione? In una Londra irrequieta e vibrante, le avventure, gli amori, la passione per la musica, i sogni e le disillusioni di una generazione di trentenni piena di voglia di vivere.
Commovente, scanzonato, amaro ma anche molto divertente, Alta fedeltà è il libro culto della narrativa inglese, pubblicato nel 1995 e diventato un grande successo internazionale.

Virginia Woolf, La signora Dalloway, varie edizioni: 13 giugno 1923. Clarissa Dalloway, una signora dell’alta borghesia londinese, esce a comprare i fiori per la festa che sta organizzando per la sera. Passeggia per le strade di Londra, sfiora la vita di tanti sconosciuti, ma non ha il fare allegro di chi si prepara a qualcosa di lieto. Il suo incedere è incerto e continuamente ostacolato da pensieri che le affollano la mente, da ricordi che si intrecciano con la nostalgia di ciò che è sfuggito e mai potrà tornare. Desideri, angosce e paure della solitudine, della morte ma anche della vita, si rincorrono in un flusso incessante di parole che aprono ad altre parole.

Jerome K. Jerome, Tre uomini in barca, varie edizioni: J., Harris e George compongono un terzetto alquanto balzano. J. ha la fissa della malattia: le ha passate tutte (gli manca solo il ginocchio della lavandaia). Harris – a suo dire – fa tutto lui, ma tiene sempre in scacco gli altri con ordini e contrordini. George non farebbe che dormire, ma la pigrizia è un vizio che non lo riguarda. Ai tre amici si accompagna un cane, e anche lui ci mette la sua: Montmorency è un feroce fox-terrier certo di essere troppo buono per questo mondo. Tutti assieme fanno un viaggio in barca lungo le rive del Tamigi. Ne nasce una storia esilarante, costellata di piccole sventure e comiche avventure, con curiosi aneddoti di costume e ricordi di esperienze buffe, in una serie di gag sulle gioie e i dolori della vita sul fiume. Tre uomini in barca, che negli anni ha conosciuto un successo di pubblico straordinario, è ormai unanimemente considerato un classico della comicità anglosassone, fatta di humour e nonsense, che all’ironica paradossalità delle vicende narrate sa unire realistiche descrizioni delle campagne inglesi e brevi notazioni di filosofia spicciola.

Ken Follett, I pilastri della terra, Mondadori: Un mistery, una storia d’amore, una grande rievocazione storica: nella sua opera più ambiziosa e acclamata, Ken Follett tocca una dimensione epica, trasportandoci nell’Inghilterra medievale al tempo della costruzione di una cattedrale gotica. Intreccio, azione e passioni si sviluppano così sullo sfondo di un’era ricca di intrighi e cospirazioni, pericoli e minacce, guerre civili, carestie, conflitti religiosi e lotte per la successione al trono. Con la stessa, infallibile suspense che caratterizza tutti i suoi thriller, Follett ricrea un’epoca scomparsa e affascinante. Foreste, castelli e monasteri sono l’avvolgente paesaggio, mosso dai ritmi della vita quotidiana e dalla pressione di eventi storici e naturali entro il quale per circa quarant’anni si confrontano e si scontrano le segrete aspirazioni e i sentimenti dei protagonisti – monaci, mercanti, artigiani, nobili, fanciulle misteriose -, vittime o pedine di avvenimenti che ne segnano i destini e rimettono continuamente in discussione la costruzione della cattedrale. Una grande storia di ambizione e tradimento, coraggio e dedizione, amore e vendetta, in cui si ritrova tutta l’impeccabile arte di narrare di uno dei più amati scrittori contemporanei.