Guy Delisle, Shenzhen (Canada)

Guy Delisle, Shenzhen, L’Association, Paris 2013. 19 euro.

Guy Delisle è un fumettista canadese di lingua francese, di cui ho già letto i reportage sotto forma di graphic novel: Pyongyang, Cronache birmane e Cronache di Gerusalemme. È tuttavia autore di moltissimi altri fumetti.

Nelle graphic novel che avevo letto in precedenza racconta della sua permanenza in posti come, appunto, la Corea del Nord, la Birmania e Gerusalemme, al seguito della moglie che lavora per Medici Senza Frontiere. I libri sono bellissimi, in alcuni casi dei veri e propri capolavori.

Non è questo il caso di Shenzhen, che è una graphic novel piacevole ma che lascia ben poco dopo la lettura, perché manca delle tematiche sociali e di analisi che invece permeavano gli altri libri che avevo letto.

In questo caso Delisle si è trovato per tre mesi a Shenzhen, in Cina, alla periferia di Hong Kong, per un lavoro in uno studio di animazione. Da solo, non insieme alla famiglia come negli altri libri. Quello che racconta in questa graphic novel è la sua permanenza in questa città stranissima, dove la gente va solo per lavorare e dove nessuno sembra parlare inglese, almeno non al livello di poter sostenere una conversazione. Delisle racconta dunque di tre mesi di totale solitudine, salvo sporadici incontri che però non paiono servire ad alleviare questo senso di spaesamento e di solitudine. Dev’essere per questo che il libro non ha molto da dire, perché racconta di tre mesi in quasi isolamento, senza però entrare nei dettagli dell’esperienza.

Veniamo a sapere che Shenzhen è, come molte altre città della Cina, estremamente inquinata e sporca, che tutti vanno in bici nonostante il traffico caotico, che Delisle ha assaggiato molti piatti locali per noi esotici come il cane (che dice essere “abbastanza buono”) o una bevanda con dentro la vescica di serpente (che invece è disgustosa). Ma Delisle non entra mai nel vivo, il suo racconto è quello di tre mesi piatti, ed è piatto come i tre mesi che ha passato. Un peccato, perché altrimenti questo autore è assolutamente geniale.

Il libro in italiano ha lo stesso titolo che in francese ed è pubblicato da Fusi Orari, la casa editrice di Internazionale.

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Dai Sijie, Balzac et la Petite Tailleuse chinoise (Cina)

Dai Sijie, Balzac et la Petite Tailleuse chinoise, Gallimard, Paris 2000. 229 pagine.

Il narratore, di cui non viene mai detto il nome, e il suo amico Luo sono due ragazzi di diciannove anni, che vengono inviati in un campo di rieducazione in montagna in seguito alla Rivoluzione culturale. Alla rieducazione infatti venivano inviati tutti gli studenti del liceo e anche i ragazzi che, come i protagonisti di questo romanzo, non avevano fatto il liceo ma erano figli di cosiddetti “nemici del popolo” o di “borghesi”.

Nel villaggio sperduto in montagna i due faranno amicizia con il Binoclard (nell’edizione italiana il Quattrocchi), detto così perché porta gli occhiali, e scopriranno per caso che questi possiede una valigia piena di libri occidentali proibiti – gli unici libri non proibiti sono infatti quelli di chiaro stampo comunista, quindi dall’Occidente vengono solo i libri di Enver Hoxha. Dopo varie peripezie riusciranno a rubare la valigia e potranno così finalmente leggere. Leggere servirà loro anche a conquistare l’amicizia, per il narratore, e l’amore, per Luo, della Piccola Sarta, una bellissima ragazza che vive in un villaggio vicino. All’inizio del romanzo la Piccola Sarta non era che una bellissima montanara, in seguito diventa una ragazza colta, fino al sorprendente finale.

Il libro non parla tanto dei campi di rieducazione (sebbene l’argomento venga certo affrontato) quanto dell’amore per la lettura e dell’amore tout court. Un libro bello, scritto con una prosa elegante (il libro è originariamente scritto in francese da questo autore cinese che vive in Francia ormai da anni). Non bellissimo come ho sentito dire tante volte, ma comunque una lettura piacevolissima. Faccio fatica a pensare che possa entrare nella storia della letteratura, ma comunque è stato scritto da quasi 15 anni e la sua fama non accenna a diminuire.

Il libro è pubblicato in italiano da Adelphi con il titolo Balzac e la Piccola Sarta cinese.

* Dai Sijie su Wikipedia (in inglese).
* Un’intervista a Dai Sijie (in francese).
* Alcuni passi del libro su TecaLibri.
* Una recensione su Lankelot.
* Un’altra recensione.
* Il film tratto dal libro per la regia dello stesso autore.

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