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Libri dai ghiacci

Fa molto caldo in queste settimane, cosa che non so voi, ma almeno io sopporto assai poco. Mi viene dunque da pensare a posti freddi dove magari mi piacerebbe trovarmi in questo momento: posti che forse un giorno mi piacerebbe visitare, posti che mi fanno avere meno caldo solo a pensarci! Dunque, mi sono detta, perché non leggere o spulciare libri che vengono da questi posti freddi? Vi ho dunque preparato una piccola lista di libri che sono ambientati tra i ghiacci, quindi nelle regioni del Circolo Polare Artico o limitrofe, e addirittura in Antartide. Se volete, ho anche creato una listopia su Goodreads, consultabile anche da chi non è iscritto e utile perché si possono leggere immediatamente le trame dei libri elencati; se siete iscritti potete anche aggiungere i vostri libri preferiti rientranti in questa categoria. Ecco dunque i libri: romanzi, saggi, folklore, mitologia, guide…

Alaska

Michèle Demai, Alaska Dream
Eowyn Ivey, La bambina di neve
Jack London, Il richiamo della foresta
James A. Michener, Alaska

Antartide

Apsley Cherry-Garrard, Il peggior viaggio del mondo
Alfred Lansing, Endurance. L’incredibile viaggio di Shackleton al Polo Sud
H.P. Lovecraft, Le montagne della follia
James Patterson, Il volo finale
Matthew Reilly, Ice Station
James Rollins, La città di ghiaccio

Canada del Nord

Elizabeth Hay, Voci della notte
Jack London, Zanna Bianca
Annie Proulx, Avviso ai naviganti
Dan Simmons, La scomparsa dell’Erebus

Circolo Polare Artico

AA. VV., Leggende dall’estremo Nord
Peter Davidson, L’idea di Nord
Barry López, Artico: l’ultimo paradiso
Matteo Meschiari, Artico Nero
Fridtjof Nansen, La spedizione della Fram
Daniela Pulvirenti, Terre artiche: Norvegia, Svezia, Finlandia e Groenlandia
Hans Ruesch, Paese dalle ombre lunghe

Fær Øer

Giorgio Manganelli, L’isola pianeta e altri settentrioni

Groenlandia

Angaangaq e Angela Babel, La saggezza dello sciamano
Gretel Ehrlich, Un freddo paradiso
Peter Høeg, Il senso di Smilla per la neve
Kim Leine, Il fiordo dell’eternità
Jo Lendle, Una terra senza fine
Robert Peroni, Dove il vento grida più forte
Robert Peroni, I colori del ghiaccio

Islanda

Anonimo, Il canzoniere eddico
W.H. Auden, Lettere dall’Islanda
Jess L. Byock, La stirpe di Odino
Clive Cussler, Iceberg
Hallgrímur Helgason, 101 Reykjavík
Arnaldur Indriðason, Sotto la città
Arnaldur Indriðason, La signora in verde
Hubert Klimko-Dobrzaniecki, La casa di Rosa
Halldór Laxness, L’onore della casa
Halldór Laxness, Il concerto dei pesci
Halldór Laxness, Gente indipendente
Halldór Laxness, Sotto il ghiacciaio
Halldór Laxness, La base atomica
Auður Ava Ólafsdóttir, La donna è un’isola
Auður Ava Ólafsdóttir, L’eccezione
Sjón, La volpe azzurra
Árni þórarinsson, Il tempo della strega

Mar di Norvegia

Edo Passarella e Stefano Leon Rodriguez, Fior di Norvegia

Siberia

Jacek Hugo-Bader, Febbre bianca
Varlam Šalamov, I racconti della Kolyma
Aleksàndr Solženicyn, Arcipelago Gulag

Svezia del Nord

Per Olov Enquist, La partenza dei musicanti
Mikael Niemi, Musica rock da Vittula

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Gavin Francis, True North. Travels in Arctic Europe

Gavin Francis, True North. Travels in Arctic Europe, Birlinn Limited, Edinburgh 2011.

Questo libro, purtroppo non tradotto in italiano, è stato pubblicato per la prima volta in Scozia nel 2008, ed è il resoconto del viaggio che Gavin Francis ha fatto nella zona artica dell’Europa. Di Francis in Italia è stato pubblicato il libro Avventure nell’essere umano.

Gavin Francis è un medico scozzese che, lavorando in Africa, decide di non poterne più dei Tropici e inizia a pensare a un ipotetico viaggio nell’Artico. Questo viaggio diventerà ben presto realtà, e lo condurrà nelle Shetland, nelle Fær Øer, in Islanda, in Groenlandia, alle Svalbard e in Lapponia. Francis si sposta in aereo o, quando possibile, in nave da una nazione all’altra, mentre all’interno delle singole nazioni preferisce spostarsi facendo l’autostop, perlopiù.

Francis ha letto molte storie di autori, dell’antichità o moderni, che hanno viaggiato nell’Artico europeo, da Pitea a Karel Čapek, passando per Linneo e San Brendano. Ha letto anche molte saghe, soprattutto islandesi, come ad esempio la Egils saga. Il suo intento è seguire le tracce di questi autori, visitando i luoghi da essi visitati, e tenendo sempre a mente le saghe. Naturalmente il viaggio di Francis è più libero di così, nel senso che non si limita a seguire pedissequamente le orme degli autori del passato, ma compie anche dei giri per conto suo.

La narrazione dei viaggi di Francis si alterna nel testo alle narrazioni di questi autori e alle saghe, di cui l’autore ci dà un riassunto in più parti. Veniamo dunque a sapere come questi autori hanno “scoperto” queste terre, come vi sono arrivati, cosa hanno visto, e parallelamente scopriamo cosa ha visto Francis, chi ha conosciuto, cosa ha fatto. Le descrizioni storiche si alternano così a quelle di viaggio, naturalistiche, sociologiche, ambientaliste, umane.

All’autore queste terre sono entrate nel cuore, perciò è molto interessato alla loro sorte e, di conseguenza, all’impatto che il cambiamento climatico ha su di esse. Ci informa ad esempio che si stima che nel 2080, fra solo poco più di sessant’anni, in estate non ci sarà ghiaccio nell’Artico: una prospettiva inquietante a dir poco.

Allo stesso tempo ci narra scene di vita quotidiana in queste zone, come ad esempio il fatto che alle Svalbard in tutti i luoghi chiusi (case, negozi, chiese, ecc.) sia necessario togliersi le scarpe all’ingresso e riporle in un’apposita scarpiera situata vicino alla rastrelliera per i fucili. Fucili che devono sempre essere portati con sé per pericolo di incontrare gli orsi polari. Oppure ci parla della vita quotidiana dei Sami, ad esempio quelli che vivono al confine fra nazioni (Norvegia, Svezia, Finlandia, Russia, le quattro nazioni che ospitano questa popolazione nella sua terra, la Lapponia) e vanno a lavorare in uno Stato diverso. Un po’ incomprensibile per una persona che viene da un’isola come la Gran Bretagna, ma per noi sono semplicemente frontalieri.

Ancora, l’autore ci parla delle conseguenze della modernizzazione in posti tradizionalmente “selvaggi” dal punto di vista naturalistico: per esempio, ci dice che la costruzione di strade e tunnel nelle Fær Øer, lungi dal favorirne lo sviluppo, ha portato a una fuga della popolazione da queste isole. Oppure ci racconta come la costruzione di condomini e la “danesizzazione” fatta dai danesi in Groenlandia sia stata un disastro per la popolazione locale.

Ci parla degli innumerevoli uccelli presenti nelle Fær Øer e nelle Shetland, uccelli di cui io non ho capito nulla perché non conosco i nomi italiani, figuriamoci quelli inglesi. Ma ci racconta anche del luogo in Groenlandia dove c’è un ufficio addetto a rispondere alle lettere scritte dai bambini di tutto il mondo a Babbo Natale, ma anche del “vero” villaggio di Babbo Natale a Rovaniemi, nella Lapponia finlandese.

Il tutto è corredato da bellissime foto, che purtroppo in ebook sono molto ma molto meno belle (anche perché su un normale Kindle sono in bianco e nero), ma che per fortuna si possono trovare sul sito dell’autore.

Consigliato se vi piacciono i libri di viaggio e in particolare se vi interessa la zona dell’Artico.