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Offende che cosa?

manifesto Telefono DonnaI quotidiani hanno riportato oggi la notizia delle polemiche sorte a proposito del manifesto scelto da Telefono Donna per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Il manifesto è questo qua sopra, e dovrebbe essere affisso in 500 copie a Milano, ma l’assessore all’arredo urbano Maurizio Caddeo ha affermato che farà tutto quanto è in suo potere per bloccarne l’affissione, perché il manifesto offenderebbe "il sentimento religioso dei cittadini".

La notizia si può leggere ovunque, per completezza riporto soltanto la pagina dell’Ansa.

L’offesa deriverebbe dal fatto che la donna fotografata è in posizione crocifissa, ricordando quindi il Cristo, e al centro campeggia la scritta "Chi paga per i peccati dell’uomo?".

Coloro che pensano che un manifesto del genere sia offensivo, forse non hanno ben presente quanto sia offensiva la violenza sulle donne. La violenza contro le donne non offende forse la sensibilità religiosa? Dovrebbe.

Coloro che non sono offesi dalla violenza sulle donne, ma lo sono da un manifesto, forse non posseggono quella sensibilità religiosa che è tanto bello sbandierare. Anzi, toglierei il forse: non la posseggono.

Se Cristo si rivolta nella tomba o si strappa i capelli nell’alto dei cieli, non sarà certo per il paragone con la sua immagine sulla croce, ma per le belle parole ipocrite e imbecilli con cui tanta gente si riempie la bocca. Cristo si offende per lo scandalo, non per la sua rappresentazione. Ne sono sicura.

Molti i commenti illuminati online e non, ne riporto uno esemplare per la sua meravigliosa lucidità: "Pubblicitá inutilmente provocativa, che non salverá una sola donna dall’essere violata; ma che disgusterá i comuni cittadini. Per non parlare dei bambini: ve lo immaginate un nonno a spiegare al suo nipotino che cosa rappresenti una foto simile? E poi, perchè a questo punto non usare un altare azteco? E’ sempre necessario infangare la religione Cristiana?"
Il commento si trova qui.

Io non penso affatto che questo manifesto, e neanche la giornata contro la violenza sulle donne, salveranno una donna dall’essere violata. L’uomo-porco non si ferma di certo di fronte a un’immagine.
Penso però che sia un’utile campagna di sensibilizzazione, affinché le donne capiscano che possono e devono denunciare le violenze che subiscono. Perché, come dice il manifesto, solo il 4% delle donne che subiscono violenza sporge denuncia, le altre pagano anche per l’uomo-porco.

Il commentatore di cui sopra non si avvede forse del fatto che un altare azteco ben poco c’entra con il messaggio che si vuol comunicare.
Né si avvede del fatto che sarebbe tanto più difficile spiegare a un bambino perché la sorella ha un occhio pesto, perché la mamma va sempre all’ospedale.
Né del fatto che tante troppe violenze vengono consumate alla luce del sole, in pieno giorno, magari in città, e chi passa si gira dall’altra parte.
Né sa quanto si tace sull’argomento.

*

La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne si celebra il 25 novembre, in ricordo delle tre sorelle Mirabal assassinate il 25 novemre 1960 nella Repubblica Dominicana per il loro impegno contro la dittatura di Trujillo.
Trovate tutto qui.

Moltissime informazioni sulla violenza contro le donne si trovano si trovano sul portale antiviolenzadonna.it. Il progetto ha anche un numero verde, 1522, che è possibile chiamare in caso di violenza. Attraverso il sito (o direttamente da quest’altra pagina, a cui antiviolenzadonna.it rimanda) si possono cercare i più vicini centri antiviolenza.

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And I would feel dirty and I would feel ashamed

hide and seek – ani di franco

me and all the kids from the neighbourhood
we play out in the street all summer long
rule was we had to go home at nite when the street lights came on

we were oblivious to the rest of the world
we hold up the cars in the street
we always played boys against girls
and both sides would cheat

strange men would stop their cars at the curb
say "hey sweetheart, come here"
and i would go up to the window
and they would have their dick out in there hands
and a sick little sneer

i’d say "here we go again
yeah, this time you win"
i would feel dirty; i would feel ashamed
but i wouldn’t let it stop my game

we would play hide and go seek
territory would be the whole block
sometimes the older boys when they find you
they wouldn’t want to tag you
they just want to talk
they say "what would you do for a quarter?
come on, we don’t have that much time"
i’d think for a minute and i’d say
"ok, give me the quarter first. fine"

this time you win
here we go again
and i would feel dirty and i would feel ashamed
but i wouldn’t let it stop my game

i remember my first trip alone on the greyhound bus
a man who put his hands on me as soon as nite fell
i remember when i was leaving how excited i was
i remember when i arrived i didn’t feel so well
i remember the teachers who got me so sick
scared, i went into the bathroom and i threw up in my hair
i could go on but you know what it just gets worse
so i should probably stop there.

girl, next time he wants to know what your problem is
girl, next time he wants to know where the anger comes from
just tell him this time the problem is his
just tell him the anger just comes
it just comes

(Altri testi di Ani Di Franco li potete trovare qui).

Per favore, leggete.

Tutto qua, vi lascio con questo spunto e me ne vado, dicono che dopodomani mi laureo. Quando torno vi racconto, e così passiamo a cose più allegre.