Yasmina Khadra, L’attentato

Yasmina Khadra, L’attentato (tit. originale L’attentat), Sellerio, 2016. Traduzione di Marco Bellini. Edizione originale 2005.

Amin Jaafari è un famoso chirurgo di Tel Aviv: di origini beduine, è riuscito a prendere la cittadinanza israeliana ed è perfettamente integrato. Un giorno, vicino al suo ospedale c’è un attentato suicida. Si scoprirà ben presto che la kamikaze era sua moglie. A un’iniziale, fiera incredulità, segue la certezza che l’attentatrice fosse proprio lì. Il dottore entra in una spirale praticamente autodistruttiva che lo porta a cercare le ragioni profonde del gesto della moglie, una donna che ha sempre amato profondamente, che ha sempre pensato di conoscere, che come lui era perfettamente integrata nonostante l’origine palestinese.

Il libro è crudissimo, non tanto per le descrizioni dell’attentato (che pure non vengono risparmiate e che non sono facili da mandare giù), quanto per l’immane e incomprensibile violenza che lo permea dalla prima pagina fino all’ultima. La violenza di un popolo contro un altro, due popoli che dovrebbero convivere ma non fanno che lottare l’uno contro l’altro in modo insensato, cieco e brutale.

Khadra, algerino, descrive benissimo l’insensatezza di tutto questo: sono rimasta impressionata perché non avrei pensato che una persona proveniente da un’altra realtà potesse descrivere questo mondo tanto bene. Invece è veramente magistrale.

La scena per me più orribile e violenta non è stata tanto quella dell’attentato (che pure, come dicevo, è tutt’altro che edulcorata), quanto una delle scene finali che ovviamente non svelerò, ma che mostra con incredibile efficacia quanto sia assurda la guerra che si combatte tra queste due parti, quanto brutale e cieca di fronte a qualunque cosa.

È un libro pesante, nel senso che la violenza che sprigiona avviluppa il lettore fino a soffocarlo, ma l’ho letto in due giorni perché è di una bellezza sconcertante.

Ultima nota: nella postfazione Khadra dice di essere felice del fatto che Sellerio abbia ripreso il titolo originale, L’attentato: la precedente edizione Mondadori del 2007 lo aveva pubblicato come L’attentatrice, che secondo l’autore manca completamente il senso del libro. Infatti, aggiungo io, sebbene nel libro la narrazione ruoti intorno alla vicenda della moglie kamikaze di Amin, in realtà il tema è ben più ampio e il titolo Mondadori finiva per sminuirlo moltissimo.

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