Edward Atiyah, The Cruel Fire

Edward Atiyah, The Cruel Fire, Doubleday & Company, 1962.

Non troverete molte informazioni su Edward Atiyah, né tantomeno su questo libro. L’ho scoperto per caso su Project Gutenberg Canada e la brevissima descrizione mi aveva intrigato. Per la legge italiana sul diritto d’autore il libro non è fuori diritti ma, essendo del tutto introvabile, l’unico modo per leggerlo è scaricarlo dal sito canadese, dato che in Canada i libri diventano di pubblico dominio 50 anni dopo la morte dell’autore (contro i 70 dell’Unione Europea).

L’autore è libanese ma viveva in Inghilterra. Il romanzo è ambientato in Libano ed è un giallo atipico, ovvero, come dice Project Gutenberg Canada, non è incentrato tanto sulla scoperta dell’assassino quanto sul tentativo di tenere nascosto l’omicidio.

Il romanzo si svolge a Barkita, un piccolo villaggio libanese, e il protagonista è Faris Deeb, commerciante e piccolo proprietario terriero, ricco e di un’avarizia senza pari. Faris Deeb vive con la moglie, l’anziano padre e tre figli: tutti i componenti della famiglia vivono nel terrore e odiano profondamente il capofamiglia, che non perde occasione per aggredirli sia verbalmente che fisicamente.

Un giorno Faris Deeb si reca a Tripoli (sì, esiste una Tripoli in Libano ed è anzi la seconda città più importante e popolosa del paese) per una transazione d’affari: ha intenzione di comprare un terreno e l’agente immobiliare, per farselo amico e persuaderlo all’acquisto, lo porta in un cabaret. Qui si esibiscono donne bellissime e seminude, fra cui un’egiziana che per Faris Deeb è praticamente una dea. L’uomo, sessualmente frustrato, prova per la ballerina un desiderio che riesce a stento a reprimere.

Tornerà poco dopo a Tripoli per ottenere l’oggetto del suo desiderio, pensando che la donna sia una prostituta, oltre che una ballerina. Purtroppo il suo desiderio rimarrà frustrato e così, reso cieco dalla lussuria e dall’odio, Faris Deeb finisce per tornare a Barkita, dove stupra e uccide una giovane e bellissima attrice americana in vacanza.

Faris Deeb non prova nessun rimorso per il suo crimine: non era partito con l’intenzione di ucciderla, ma la ragazza si è ribellata (a quanto pare non era così vero che le donne americane in Libano non aspettano altro che farsi concupire da un libanese). Faris Deeb si giustifica pensando di essere stato provocato da quella “sgualdrina”. Ora il suo interesse principale è nascondere il cadavere.

Seguono numerose vicissitudini e incredibili errori che porteranno inevitabilmente i suoi familiari a sospettare di lui. Il rapporto di potere si è invertito clamorosamente: ora è Faris Deeb ad avere paura di moglie e figli.

Certo, possiamo definire questo romanzo un giallo, ma più ancora di questo è un’indagine psicologica: un personaggio violento e mostruosamente avaro, una famiglia che lo odia ma anche lo teme, una moglie in cui l’odio è più forte della paura, la colpa, il desiderio di non farsi scoprire, il sospetto. Fino all’epilogo, inaspettato ma del tutto logico nel contesto.

Sicuramente non è un capolavoro della letteratura, ma penso che sia stato ingiustamente dimenticato perché è davvero un buon libro.

2 pensieri su “Edward Atiyah, The Cruel Fire

  1. Grazie per la segnalazione! Project Gutemberg (anche in versione canadese) è una fonte inesauribile di chicche letterarie. Ah, ti consiglio anche di dare un’occhiata agli archivi Open Access delle nostre Università :). Buone letture!

  2. Sì, se si ha un po’ di tempo e voglia di spulciare si trovano davvero delle perle! Grazie per il consiglio, farò sicuramente un giro 🙂

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