I migliori libri del 2019

Nel 2019 ho letto la cifra impressionante di 141 libri, un record assoluto per me, ridimensionato però dal fatto che molti di questi erano brevi o brevissimi. Se volete li potete vedere tutti qui.

Volevo anche fare un post di bilanci qualche giorno fa, ma mi limiterò a inserire le mie riflessioni in questo post.

Come avrete visto, nell’anno appena passato ho scritto molto di meno qui sul blog, con alcuni mesi di silenzio totale. Questo è stato dovuto a un motivo ben preciso, ovvero a dei problemi di salute che mi hanno afflitto per metà anno e che mi hanno portato molto vicino alla depressione. Ci sono stati dei periodi in cui non riuscivo a concentrarmi su nessun libro, figuriamoci a scrivere recensioni, mentre in altri periodi (la maggior parte in realtà) il mio unico svago è stato proprio leggere, dal momento che non potevo fare nient’altro. Però non avevo voglia di scrivere recensioni; alcuni commenti li ho scritti su Goodreads, ma non moltissimi. Ho anche letto molti libri di puro intrattenimento, che sinceramente mi hanno aiutato ad andare avanti giorno per giorno.

Ho scoperto che il mio snobismo letterario di quando ero giovane è qualcosa che non mi appartiene più minimamente, perché ci possono essere mille motivi per leggere libri più leggeri e nessuno dovrebbe avere da ridire sulle scelte che gli altri fanno, in tema di letture e di qualsiasi altra cosa. Non studiando più letteratura, ma essendo una semplice traduttrice tecnica, non mi sento in dovere di leggere libri impegnati né di dimostrare niente a nessuno.

Detto questo, ecco l’elenco dei libri che più mi sono piaciuti nel 2019, in ordine sparso:

  1. La mantella di Nikolai Gogol: è stata per me una rilettura, anzi mi sa che addirittura era la terza volta che lo leggevo, e come le altre volte l’ho adorato. Gogol era un genio assoluto e questo racconto lungo ne è la prova.
  2. Guarire la frammentazione del sé di Janina Fisher: questo è un saggio di psicologia che è stato molto importante per me per vari motivi. È uno dei libri di psicologia più belli che abbia mai letto. Fisher è una delle massime esperte di dissociazione e il suo libro è scritto bene, chiaro, non astruso. I concetti che veicola sono molto importanti e chiunque sia convinto che la dissociazione non esiste dovrebbe leggerlo e forse cambierebbe parere.
  3. Una famiglia americana di Joyce Carol Oates: primo libro che leggo di questa autrice, è un romanzo di una potenza inarrestabile. Il tema è pesante, il libro è opprimente, lo svolgimento è magnifico. Qui c’è la mia recensione: https://sonnenbarke.wordpress.com/2019/04/11/joyce-carol-oates-una-famiglia-americana/
  4. La famiglia Karnowski di Israel J. Singer: forse addirittura il più bel libro dell’anno. Singer è uno scrittore come non ne fanno più. Le sue storie sono maestose e bellissime, oltre a far riflettere sulla situazione europea del periodo in cui sono state scritte o in cui sono ambientate. Davvero, leggetelo, perché è un capolavoro assoluto. Qui c’è la mia recensione: https://sonnenbarke.wordpress.com/2019/04/24/israel-j-singer-la-famiglia-karnowski/
  5. I tre moschettieri di Alexandre Dumas: questo libro mi ha accompagnato nel periodo forse più difficile di questo anno orribile, e mi ha aiutato brillantemente a sopportarlo. Ecco, non è un romanzo profondo, pur essendo un classico è puro intrattentimento, ma a parte il fatto che Dumas scriveva meravigliosamente, è rocambolesco e avventuroso e vi farà compagnia nei momenti un po’ più difficili.
  6. Estate di Edith Wharton: forse il mio preferito di Wharton, finora. Un romanzo breve che parte delicato e diventa man mano sempre più cupo. Molto bello, non è stata la storia leggera che mi sarei aspettata. Qui c’è la mia recensione: https://sonnenbarke.wordpress.com/2019/09/11/edith-wharton-estate/

Menzioni d’onore: Coraline di Neil Gaiman (recensione), Il nostro agente all’Avana di Graham Greene (che scrittore superbo, già mi sono procurata molti altri suoi libri), Americanah di Chimamanda Ngozi Adichie (recensione)Ognuno muore solo di Hans Fallada (recensione), Senza nome di Wilkie Collins (il mio Collins preferito finora), La cosa sulla soglia di H.P. Lovecraft (tensione eccezionale, una delle poche riletture di questo autore che non mi abbiano deluso), Quaderni peruviani di Braulio Muñoz (recensione).

Ci sono stati anche molti libri bruttissimi nell’anno appena trascorso, ma perché soffermarsi su libri che voglio solo far finire nel dimenticatoio?…

5 pensieri su “I migliori libri del 2019

  1. Complimenti! E in bocca al lupo per la salute 🙂
    La mantella è un’altra traduzione de Il cappotto di Gogol o sono due lavori differenti?

  2. Ti auguro con tutto il cuore che il 2020 ti riservi un trattamento migliore e che la salute si ristabilisca del tutto. Condivido appieno le tue considerazioni sulla libertà di lettura!
    Tra i libri che hai letto, alcuni mi incuriosiscono molto….
    I tre moschettieri è il mio libro-rifugio: quando ho dei periodi no, lo riprendo in mano e mi lascio trasportare senza pensare ad altro….

  3. Grazie care, auguri anche a voi!

    Gretel, “La mantella” è un’altra traduzione de “Il cappotto” 🙂

    Pina, spero che darai una chance ai libri che ti incuriosiscono fra quelli che ho citato, e se lo farai aspetto di sapere le tue impressioni. Condivido pienamente quello che dici su “I tre moschettieri”!

  4. Singer mi aspetta da un pezzo 😂
    Snobismo letterario? Io ho fatto il percorso contrario, una volta leggevo tutto, anche le riviste di archeologia, adesso seleziono.

  5. Librini, Singer te lo consiglio davvero. In quanto al resto, anch’io seleziono, semplicemente le mie selezioni non vanno solo verso libri per forza impegnati.

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