I migliori libri del 2018

Eccomi qua anche quest’anno a fare un bilancio delle mie letture dell’anno appena trascorso. In generale è stato un anno di letture abbastanza buone, secondo Goodreads il mio voto medio durante il 2018 è stato di 3,5 stelline su 5. Pochi libri ottimi, ma diversi molto buoni, quindi sono soddisfatta. Ecco dunque le mie letture preferite in ordine di gradimento…

La metamorfosi di Franz Kafka: si tratta di una terza o forse quarta rilettura di questo racconto lungo (o romanzo breve), decisamente il più famoso di Kafka e che non necessita di alcuna presentazione. Ogni tanto mi piace tornare a rileggerlo. Avevo anche l’audiolibro ma ho deciso che gli audiolibri non fanno per me, dopo averne provati alcuni, perciò mi sono limitata a rileggere il libro in lingua originale. L’emozione provata è la stessa della prima volta, se non addirittura più intensa. Non può che riconfermarsi come uno dei miei libri preferiti in assoluto. Geniale.

La signora di Wildfell Hall di Anne Brontë: pubblicato in italiano da Neri Pozza, l’ho letto in inglese nella bellissima edizione Oxford World’s Classics che, oltre ad avere un’ottima introduzione e apparato critico, è anche una delle poche a presentare il testo originale completo. Non avevo mai letto nulla della meno conosciuta delle sorelle Brontë ed è stata una piacevolissima scoperta. Un libro molto attuale nelle tematiche, parla della misteriosa inquilina di Wildfell Hall, che in realtà è sposata con un uomo alcolizzato sebbene appartenente alla buona società, da cui è scappata per sfuggire alla sua violenza. La scrittura di Anne Brontë è eccezionale e né lo stile né la trama hanno niente da invidiare ai libri delle più famose Emily e Charlotte. Anzi, a parer mio questo romanzo rivela Anne come una scrittrice immensamente superiore alle notissime sorelle.

I fratelli Ashkenazi di Israel J. Singer: recensito qui. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a un’opera meravigliosa del fratello di un autore maggiormente famoso, Isaac B. Singer. Non avendo mai letto nulla dell’illustre fratello premio Nobel per la letteratura, non sono in grado di fare un confronto fra i due, ma quel che posso dire è che difficilmente posso credere che Israel meriti di essere meno famoso. Il libro è un’epopea familiare ambientata a Łódź, in Polonia, ed è anche la storia degli ebrei polacchi e della città in cui si svolge. Un libro epico e meraviglioso che, girata l’ultima pagina, mi ha fatto sentire come orfana. Naturalmente ora voglio leggere tutti gli altri libri pubblicati da questo bravissimo autore.

La morte di Ivan Ilic di Lev Tolstoj: quarto libro che leggo di Tolstoj, il più bello fra quelli letti finora. Sebbene continui a preferirgli Dostoevskij, riconosco il genio quando lo vedo. Questo libriccino era capitato fra le mie mani grazie al bookcrossing, che ringrazio per avermi dato l’opportunità di leggere un capolavoro. Siamo di fronte a grandissime domande come il senso della vita di fronte alla morte imminente. Un libro di enorme lirismo e spessore filosofico, che secondo me andrebbe letto da tutti gli amanti della vera letteratura. Per me, superiore perfino a Guerra e pace, pur nella sua essenziale brevità.

Fiori sopra l’inferno di Ilaria Tuti: recensito qui. Potrebbe sembrare strano che un romanzo di intrattenimento quale può essere un thriller compaia nella mia lista dei preferiti, ma non lo è affatto. Prima di tutto perché l’anno appena passato ho letto vari libri di cosiddetto “intrattenimento”, in secondo luogo perché questo è un thriller di grande spessore. Opera prima di questa scrittrice, già in corso di traduzione in diversi paesi, è un thriller mozzafiato che si svolge in un paese immaginario di un riconoscibilissimo Friuli. Le descrizioni della montagna sono eccezionali, così come lo sono la trama e la suspense, nonché la caratterizzazione dei personaggi. Un finale di grande finezza psicologica che neanche il più astuto dei lettori avrebbe potuto aspettarsi. Non vedo l’ora che Ilaria Tuti pubblichi qualcos’altro.

Little Brother di Cory Doctorow: recensito qui, è scaricabile gratuitamente in inglese dal sito dell’autore, che mette a disposizione tutti i suoi libri con licenza Creative Commons. Si tratta di un libro del genere post-apocalittico che si svolge a San Francisco dopo un attentato e vede un controllo minuzioso e maniacale della popolazione tramite la tecnologia. È un cosiddetto young adult, ma benché il pubblico sia chiaramente quello dei giovani adulti può essere letto con piacere anche dagli adulti un po’ meno giovani.

Menzione d’onore per La tempesta di William Shakespeare, rilettura del meraviglioso testo che avevo letto per la prima volta all’università per un esame; Das Aquarium di Franziska Jennifer Lange, non tradotto in italiano ma recensito qui, è il romanzo dell’alienazione dell’uomo contemporaneo, nonché del dolore che può scaturire da un’infanzia difficile; Wendigo di Algernon Blackwood, in cui la tensione e l’orrore raggiungono livelli incredibili pur senza shockare il lettore come tendono a fare tanti libri horror contemporanei; Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino, rilettura che conferma la meraviglia di questo libro; Jimbo di Algernon Blackwood (traduzione italiana non disponibile, recensito qui), per un orrore soprannaturale e contaminato col fantasy, visto dagli occhi di un bambino e che conferma Blackwood come uno dei miei autori preferiti.

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9 pensieri su “I migliori libri del 2018

  1. ilmestieredileggereblog

    Belle letture. Senza dubbio, Kafka, Tolstoj e Calvino, che ho letto. Invece mi hai incuriosito tantissimo con il libro del Singer non famoso…. buon 2019, che ti porti felicità e uno scaffale pieno di bei libri. pina

  2. gabrilu

    Israel Joshua Singer è uno scrittore straordinario. Se hai apprezzato “I fratelli Ashkenazy” devi assolutamente leggere “La famiglia Karnowski”, forse il so capolavoro. Ma anche tutti gli altri suoi libri sono bellissimi. Purtroppo è morto relativamente giovane. C’è chi sostiene (Harold Bloom, per esempio) che se fosse vissuto più a lungo il Nobel l’avrebbero assegnato a lui. Del resto, lo stesso Isaac Singer considerava il fratello Israel come suo maestro e modello. Da non dimenticare anche la sorella Esther Singer sposata Kreitman, scrittrice anche lei, che Isaac riteneva la più grande scrittrice di lingua yiddish. Ciao e Buon Anno!

  3. Marina Autore articolo

    Ciao Gabriella, buon anno a te! Avevo infatti letto da qualche parte che Isaac considerava suo fratello il suo maestro. Sapevo anche dell’esistenza di una sorella scrittrice, ma non mi pare di aver mai visto i suoi libri in libreria. C’è qualcosa che consigli particolarmente? “La famiglia Karnowski” mi aspetta sul Kindle, l’ho acquistato non molto tempo fa, insieme a “Yoshe Kalb” e “Da un mondo che non c’è più”.

  4. gabrilu

    Parlerei per ore dei Singer e su di loro (tutti e tre) ho scritto molto, sul mio blog, in particolare proprio su Israel Joshua e su Esther. Anche su Isaac, ma solo in relazione ai suoi fratelli e non dei suoi libri in particolare perchè è già molto conosciuto e la vera grande scoperta sono loro due, per motivi molto diversi. I post sono parecchi, faccio prima perciò a darti il link del tag, ma se per caso WordPress non lo accetta e manda il mio commento nello spam, basta cercare sul blog con il tag “Singer”. Cmq. questo è il link (incrociando le dita)
    https://nonsoloproust.wordpress.com/?s=Singer
    Ciao!

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