Libri brevi per chi ha poco tempo

Mettiamola così: avete bambini piccoli, lavorate tanto, siete pendolari e utilizzate i mezzi pubblici per brevi tragitti, avete davanti a voi un’ora di fila alle poste, avete appena mezz’ora prima di andare a dormire… tutti questi, e altri, possono essere motivi che vi lasciano solo poco tempo per la lettura. Nonostante il poco tempo vorreste leggere lo stesso, ma non ce la fate proprio ad affrontare tomi di 500 pagine e più. Io, per esempio, sto traslocando, ma nonostante questo mi sono data alla lettura di Dona Flor e i suoi due mariti, 573 pagine. Per fortuna non è un libro impegnativo, ma penso che libri più brevi sarebbero stati più adeguati.

Ecco dunque per voi alcune proposte di libri brevi e belli che potreste pensare di leggere negli unici ritagli di tempo che riuscite a crearvi.

Herman Melville, Bartleby lo scrivanola mia edizione ha appena 95 pagine nonostante abbia il testo a fronte. Più un racconto che un romanzo, lo trovate anche in edizione singola (cioè non in antologie). «Preferirei di no» è una delle battute più famose della storia della letteratura. Bartleby è uno scrivano, un copista, che a un certo punto si rifiuta di seguire un ordine del suo datore di lavoro. Acuto.

Ian McEwan, Chesil Beach136 pagine, edizione Einaudi. Due giovani, nell’Inghilterra dei primi anni Sessanta, si sposano e si preparano alla loro prima notte di nozze. Sono entrambi vergini ed entrambi terrorizzati e preoccupati, seppure per motivi che non potrebbero essere più diversi. Il tema è inoltre la mancanza di comunicazione. Non eccelso, forse, ma molto bello. Qui la mia recensione.

J. Sheridan Le Fanu, Carmilla: pubblicato da solo (un centinaio di pagine) o in raccolte di racconti, è il primo racconto (1872) che ha per protagonista una vampira lesbica. Storia che non mi aveva molto colpito a una prima lettura, ne ho apprezzato il coraggio di trattare un tema scottante a una rilettura. Si inserisce nel filone vampiresco dell’Ottocento, ma porta appunto quel tocco di novità che non troviamo, credo, in altri racconti e romanzi dell’epoca. Qui la mia recensione dell’intera raccolta di racconti.

George Orwell, La fattoria degli animali: 115 pagine nell’edizione Mondadori, è una satira del totalitarismo incarnato in particolare nello stalinismo. In una fattoria gli animali si ergono a padroni, cacciando gli esseri umani, ma alcuni animali finiranno per essere «più uguali degli altri». Fortissimo, eccezionale.

Antoine de Saint-Exupéry, Volo di notte: 111 pagine in edizione Mondadori, è un romanzo forse poco famoso dell’autore del Piccolo principe (anch’esso un libro breve). Delicato, intenso, è la storia del pilota Fabien, impiegato nei rischiosi voli notturni che attraversano l’America del Sud per portare la posta. Vincitore del prestigioso Prix Femina nel 1931, è un romanzo sulla vita e la morte, sul rischio di alcuni mestieri, sulla passione per il proprio lavoro. La scrittura è meravigliosa, oltretutto. Qui c’è la mia recensione.

Fëdor Dostoevskij, Le notti bianche: un centinaio di pagine, varie edizioni, uno dei racconti più belli e famosi dell’immenso scrittore russo. Un racconto sull’amore e sull’impossibilità dello stesso, sulle emozioni, sui sogni, sulle illusioni. Perfetto. L’ho letto in cartaceo e ascoltato in audiolibro e, se ben recitato, è stupendo da ascoltare.

Italo Calvino, Il visconte dimezzato: 143 pagine in edizione Oscar Mondadori, fa parte della trilogia de I nostri antenati. Forse l’avrete letto a scuola, ma chissà se avete avuto modo di apprezzare davvero questa piccola gemma. Medardo di Torralba viene diviso a metà da un colpo di cannone e si trova con una metà buona e una cattiva, per poi essere riunito in un unico uomo con parti buone e cattive, come tutti. Stupendo.

Truman Capote, Colazione da Tiffany128 pagine nell’edizione Garzanti, è universalmente noto grazie al film che ne è stato tratto, con protagonista la meravigliosa Audrey Hepburn. Holly Golightly è in apparenza una donnina vana e frivola, ma secondo me (opinione non condivisa da tutti) mostra in fondo al suo animo, ben nascoste dietro alla frivolezza, una tristezza e un vuoto da colmare che ne fanno un’eroina simile a Emma Bovary. Molto consigliato.

Marjane Satrapi, Pollo alle prugne: 88 pagine, edizione Rizzoli Lizard. Per chi vuole qualcosa di diverso, una graphic novel dell’autrice di Persepolis, delicata e a tratti comica. Un suonatore iraniano di tar si vede il suo prezioso strumento distrutto da una moglie infuriata, e questo lo porterà rapidamente a non desiderare più di vivere. C’è anche un film omonimo, bellissimo, dove il suonatore di tar è stato trasformato in un violinista più comprensibile a un pubblico occidentale. Qui la mia recensione.

Omar Khayyam, Quartineun centinaio di pagine. Di nuovo, per chi voglia qualcosa di diverso, che possa essere letto anche in piccoli stralci, o meglio in piccoli sorsi (data anche l’importanza data al bere in questa raccolta di quartine). Un’opera poetica notissima di un autore persiano molto amato del XII secolo. Non fatevi spaventare dall’antichità dell’opera né dal fatto che si tratta di poesia: la lettura è molto agevole e i versi rimarranno impressi nel vostro animo per molto tempo.

Buona lettura!

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