Laura Esquivel, Dolce come il cioccolato

Laura Esquivel, Dolce come il cioccolato (tit. originale Como agua para chocolate), Garzanti, Milano 2012 (ed. originale 1989). Traduzione dallo spagnolo di Silvia Benso.

«Con Isabel Allende, la più grande narratrice sudamericana», così sta scritto sulla copertina di questo ebook, e pare che l’abbia detto il Publishers Weekly. Ora, io non so se questo è vero, essendo questo l’unico libro che ho letto di Laura Esquivel, ma sicuramente posso dire che è un gran bel romanzo e che l’autrice sembra davvero un’ottima narratrice.

In realtà non mi aspettavo molto da questo romanzo, dato che non sono particolarmente appassionata di realismo magico né di storie d’amore. Eppure mi ha catturato. Intendiamoci, sicuramente non è uno di quei capolavori che resteranno scolpiti nella mia memoria per sempre, però è un bel libro e non si può negare.

Tita è una di quelle persone che piangono fiumi di lacrime quando tagliano le cipolle. Ma Tita è così irritata dall’odore della cipolla, che piange perfino quando è ancora nella pancia della madre. In seguito, Tita ha 15 anni ed è innamorata, ricambiata, di Pedro, ma la madre le impedisce categoricamente di sposarlo perché, come vuole un’assurda e antiquata tradizione di famiglia, la figlia minore non si può sposare in quanto deve prendersi cura della madre per tutta la vita. Una tradizione malvagia, vissuta da Tita con sofferenza estrema, ma senza apparente ribellione, almeno all’inizio. Tita tutto sommato non osa disobbedire a Mamma Elena, e lascia che questa risolva il problema in altro modo, cioè proponendo a Pedro di sposare invece Rosaura, un’altra delle sue tre figlie. Pedro accetta per poter stare sempre vicino alla sua vera amata.

E da qui si dipana poi tutto il romanzo, che si divide in dodici capitoli, uno per ogni mese dell’anno (anche se il romanzo si svolge in un periodo ben più lungo di un anno), introdotti da dodici ricette che però non si limitano a introdurre banalmente il capitolo, ma si intrecciano indissolubilmente ad esso e a tutto ciò che in esso avviene.

Il cibo è assolutamente fondamentale in questo libro: è intorno al cibo che tutto sembra ruotare, è con il cibo che si intrecciano alcuni degli avvenimenti più importanti, è grazie al cibo che inizialmente Tita e Pedro si dicono il loro amore, quando lui non fa che lodare i suoi manicaretti, perché lei è una cuoca eccezionale.

Di fatto, è una storia d’amore e di cibo, un connubio che non è nuovo nella letteratura e nell’arte in genere, ma che comunque è in questo caso riuscito e ben congegnato.

Una caratteristica particolare è che, quando Tita cucina in preda a emozioni intense, la sua emozione sembra trasmettersi al cibo e di conseguenza a coloro che lo mangiano, per cui ad esempio l’incontenibile tristezza provata da Tita nel preparare il pranzo del matrimonio (di sua sorella con Pedro), risulta in pietanze dal potente effetto emetico, tanto che tutti gli invitati e gli sposi stessi staranno male. In questo senso il libro me ne ha ricordato un altro, che è venuto dopo e che quindi da questo ha tratto ispirazione, L’inconfondibile tristezza della torta al limone di Aimee Bender. Quel romanzo non mi era piaciuto, forse però soprattutto perché avevo adorato e idolatrato il primo romanzo della Bender, tuttavia riconosco che deve moltissimo a questo illustre antecedente.

L’unica pecca è per me l’ultimo capitolo di questo romanzo, che è un po’ confusionario all’inizio, per poi sfociare in qualcosa di veramente eccessivo anche per un’opera di realismo magico. Ad ogni modo ciò non toglie che il libro mi sia piaciuto molto.

Lo consiglio a chi ama le storie d’amore, a chi ama mangiare e leggere di cibo, a chi ama il realismo magico e la narrativa sudamericana, a chi vuole passare qualche ora spensierata. Sono appena 179 pagine, lo leggerete in un attimo e se corrispondete a questa descrizione non ve ne pentirete. Vi consiglio senz’altro di starne alla larga se non sopportate le storie d’amore.

Annunci

Un pensiero su “Laura Esquivel, Dolce come il cioccolato

  1. Pingback: L’amore nei libri | Sonnenbarke

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.