I migliori libri del 2017

Fine anno, tempo di bilanci. Quest’anno ho voglia di farne meno del solito, ma un bilancio letterario non si nega mai a nessuno. Ecco dunque la lista dei libri che più mi hanno colpito quest’anno, in ordine di gradimento.

  1. 1984 di George Orwell: una rilettura fatta a distanza di circa un decennio, se non di più. Non l’ho mai recensito, né alla prima né alla seconda lettura, perché mi ha lasciato senza fiato e senza parole entrambe le volte. Questo non è un libro, è IL libro. Drammaticamente attuale, andrebbe letto in tutte le scuole, andrebbe imparato a memoria. Si conferma fra i miei preferiti di tutti i tempi. Non potete assolutamente non leggerlo.
  2. La notte di Elie Wiesel: recensito qui, è un libro che in realtà lascia senza parole per la sua potenza e drammaticità. Il dibattito è ancora in corso sul fatto che si tratti di un romanzo o di un saggio, ad ogni modo ha per me poca importanza. L’autore scrive in prima persona, descrivendo o romanzando (non importa) le proprie esperienze in campo di concentramento, quando era appena adolescente. Wiesel era un ragazzo molto religioso, ma la sua fede in Dio verrà pesantemente scossa dall’esperienza del Lager. Assolutamente da leggere. Entrato nella mia personale classifica di preferiti.
  3. Il rogo di Berlino di Helga Schneider: ne ho scritto qui. La storia vera dei bombardamenti di Berlino verso la fine della seconda guerra mondiale, così come vissuti dall’autrice. Schneider era stata abbandonata da bambina dalla madre, insieme a suo fratello Peter. Una finestra su un tragico avvenimento del nostro tempo, raccontata da una scrittrice che per me è di talento, sebbene molti non la pensino come me.
  4. Piccole grandi cose di Jodi Picoult: un romanzo sul razzismo che è stato definito “Il buio oltre la siepe del XXI secolo”. Qui c’è la mia recensione. Ho letto quest’anno entrambi i libri e devo confessare un’eresia: quello di Picoult mi è piaciuto di più di quello di Lee, forse perché quest’ultimo è un po’ datato ormai, sebbene il suo messaggio sia certamente universale. Il romanzo di Picoult attinge a piene mani da quello, ben più famoso, di Lee, ma ha una sua autonomia in quanto rende la storia di “ordinario” razzismo più attuale perché radicata nel contesto americano contemporaneo. Un must.
  5. Nella colonia penale di Franz Kafka: il link rimanda a un file pdf con il testo integrale del racconto. Anche questo è una rilettura, che ho recensito qui. Naturalmente non è alla pari con il racconto più famoso di Kafka, La metamorfosi (il quale è tra i miei preferiti), ma è comunque un racconto di una bellezza schiacciante e letteralmente opprimente. Kafka al suo meglio. Rileggerlo, questa volta in tedesco e ascoltando al contempo l’ottimo audiolibro, è stata un’esperienza davvero emozionante. Kafka non è per tutti, ma se vi piace la sua cupezza non potete fare a meno di leggere questo breve racconto.
  6. Sanguisughe di David Albahari: trovate qui la mia recensione. Il mio terzo libro di Albahari, conferma il mio amore smisurato per questo scrittore autenticamente postmoderno. Poco conosciuto in Italia, merita la stessa attenzione di un Paul Auster a parer mio. Un libro per chi ama il postmodernismo in letteratura, la matematica, la Cabala, e in generale i bei libri. Cervellotico senz’altro, quindi non per tutti, ma soltanto per chi voglia una storia e una scrittura raffinate e sia disposto a non tirare il fiato pur di leggerla (il libro, più di 300 pagine, è costituito da un unico paragrafo).
  7. La fattoria degli animali di George Orwell: anche questo una rilettura e anche questo senza recensione, mi è piaciuto molto ma molto di più della prima volta. All’epoca avevo circa 20 anni ed ero probabilmente troppo giovane per capirlo appieno. Una storia attualisma sul formarsi del totalitarismo, dovremmo leggerla tutti per capire meglio il nostro presente.
  8. The Empty House and Other Ghost Stories di Algernon Blackwood: il link rimanda alla pagina di Project Gutenberg da cui è possibile scaricare gratuitamente l’ebook in inglese. Non ne ho scritto una recensione. Purtroppo non esiste un’edizione italiana, ma immagino che alcuni racconti di Blackwood siano stati tradotti in italiano, o almeno lo spero. Sono storie di fantasmi che niente hanno da invidiare ad autori più famosi come Edgar Allan Poe. Anzi, a dire il vero (eresia delle eresie), ho preferito questi di Blackwood a quelli di Poe. Molto consigliati se vi piacciono le atmosfere gotiche.
  9. Ethan Frome di Edith Wharton: recensito qui. Il link fornito è a una delle edizioni italiane, ma se leggete in inglese lo trovate gratuitamente su Project Gutenberg, essendo ormai scaduti i diritti. Più che un romanzo è una novella, ha infatti appena un centinaio di pagine. Cupissimo e di una potenza impressionante, è stato il mio primo incontro con Wharton e un secondo incontro è stato ben lontano dal soddisfarmi allo stesso modo, purtroppo.

Questi i miei preferiti dell’anno. Menzione d’onore per la graphic novel Kobane Calling di Zerocalcare, la pièce teatrale Emigranti di Sławomir Mrożek, Rebecca la prima moglie di Daphne du Maurier.

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4 pensieri su “I migliori libri del 2017

  1. Marina Autore articolo

    Ciao Paola, bisogna vedere se non ti piace Paul Auster o non ti piace la letteratura postmoderna. Naturalmente Auster e Albahari sono diversi, ma hanno un fondo comune e se non ti piace l’uno non sono certa che ti piacerebbe l’altro.

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