I migliori libri del 2016

Siamo a fine anno ed è tempo di fare bilanci. Non sono solita farne sul piano personale, ma sul piano librario li faccio spesso, anche se forse non li ho mai condivisi con voi finora, a quanto mi ricordo.

Mancano due giorni alla fine dell’anno, ma non credo proprio che leggerò altri libri prima del 31 dicembre, che siano spettacolari o meno – dato che sono impegnata nella faticosa lettura del quarto volume del Trono di Spade. Perciò, ecco a voi la lista dei libri più belli che ho letto nel 2016, in ordine di gradimento.

  1. William Kamkwamba, Il ragazzo che catturò il vento: letto in marzo, è sicuramente il libro più bello letto quest’anno. L’ho recensito qui, mentre qui potete trovare il sito dell’autore (in inglese), alcune informazioni sull’autore in italiano e un paio di discorsi tenuti per TED (il sito è in inglese, ma i discorsi sono sottotitolati anche in italiano). Kamkwamba è un ragazzo malawiano che oggi ha 29 anni e ha scritto questo libro, insieme a Bryan Mealer, nel 2009, a soli 22 anni. Da giovanissimo l’autore si è appassionato alla produzione di energia elettrica, ed è riuscito a costruire delle pale eoliche per dare energia elettrica al suo poverissimo paese, divenendo così famoso in tutto il mondo. In questo libro l’autore parla anche della storia della sua vita, della carestia che colpì il Malawi fra il 2001 e il 2002, oltre che ovviamente di come sia arrivato a costruire queste pale eoliche. È un racconto bellissimo di un’esperienza che ha tanto da insegnare, e ve lo consiglio caldamente.
  2. Stephen King, Shining: letto il mese scorso, purtroppo non ne ho scritto una recensione perché ci sono alcuni libri che non sono brava a recensire, fra cui, forse, quelli molto famosi come questo: credo di non avere molto da aggiungere ai fiumi di parole che sono stati già detti. È un libro che non ha bisogno di presentazioni. Il terzo che leggo di King, è senz’altro quello che mi è piaciuto di più, finora. Non amo per niente l’horror, ma non ho potuto fare a meno di innamorarmi di questo romanzo, perché è scritto magistralmente e perché ha il pregio di essere finora l’unico romanzo (romanzo, non libro) a essere riuscito a farmi una paura bestiale. Certe volte avrei voluto nascondermi sotto le coperte. Un capolavoro.
  3. Giorgio Scerbanenco, I milanesi ammazzano al sabato: letto appena due settimane fa, sale di diritto sul podio dei tre libri più belli letti quest’anno. Qui potete sfogliare le prime pagine, mentre qui trovate la pagina Wikipedia dedicata a questo autore nato in Ucraina ma milanesissimo, considerato a ragione il padre del noir all’italiana. È solo il secondo suo libro che leggo, e sicuramente voglio approfondire la conoscenza di questo scrittore geniale. Questo è il quarto e ultimo romanzo della serie dedicata a Duca Lamberti. Una ragazza scompare e il padre si rivolge a Duca Lamberti per ritrovarla, ma la storia è estremamente torbida. Posso solo dire, perché viene svelato all’inizio, che la ragazza, bellissima, ha un grave ritardo mentale, il che rende il tutto molto più brutto. È un romanzo nerissimo, ma bello da morire. La scrittura è priva di difetti, la trama è ottima, la lettura scorre veloce, e il ricordo che ne rimane è di un libro cupissimo ma davvero bello. Anche qui, nessuna mia recensione.
  4. Danny Scheinmann, Piccoli gesti di amore eroico: pubblicato in Italia da Corbaccio ormai nove anni fa, è, credo, fuori catalogo. L’ho letto a settembre e ne ho scritto una recensione qui. L’autore, che prima di essere scrittore è attore e regista, è stato intervistato qui da Mangialibri, mentre se sapete l’inglese trovate qui il suo sito. Il libro è una storia d’amore, anzi due storie d’amore parallele, entrambe centrate però non intorno al godimento di quell’amore, ma intorno alla sua perdita: per la morte dell’amata nel primo caso, per la partecipazione dell’amato alla prima guerra mondiale nel secondo caso. Le storie si alternano, dipanandosi anche su due piani temporali diversi, e fino alla fine non sarà chiaro il collegamento tra loro. Scheinmann sembra uno scrittore di professione e il romanzo merita veramente, anche se non amate le storie d’amore.
  5. Bessel van der Kolk, Il corpo accusa il colpo: scritto nel 2014 e pubblicato in traduzione italiana lo scorso anno da Raffaello Cortina, è un libro carissimo come tutti quelli di questo editore, ma se siete interessati all’argomento, o anche alla psicologia in generale, merita davvero questo investimento. Qui c’è il sito dell’autore, in inglese (l’autore è olandese ma vive da anni negli Stati Uniti). Il libro l’ho letto a marzo e non ne ho scritto una recensione sul blog, perché praticamente mai recensisco libri così specialistici qui sopra. Però se volete ne ho scritto molto brevemente su Goodreads, in inglese. L’autore è uno dei massimi esperti mondiali del Disturbo Post-Traumatico da Stress, noto anche come PTSD nell’acronimo inglese. Il libro parla appunto di questo tema, ricordando al lettore che non solo i veterani di guerra possono soffrire di questa malattia, ma anche tante altre tipologie di persone, fra cui e con grandissima frequenza le persone che hanno subito abusi sessuali o fisici da bambine. Il libro è scritto molto bene e si fa leggere con grande facilità anche da chi, come me, non è un esperto del settore. Dicevo prima che non molti romanzi mi hanno fatto paura; ma alcuni saggi me ne hanno fatta, e questo è uno di quelli, almeno in alcune parti. Molto consigliato agli interessati.
  6. Jennifer Niven, Raccontami di un giorno perfetto: recensito qui. Qui trovate il sito in inglese dell’autrice, mentre qui c’è una breve biografia in italiano. È un libro relativamente nuovo, pubblicato nel 2015 sia in originale che in traduzione italiana. Con un titolo così (italiano, quello inglese è molto meno ammiccante) è, come potete immaginare, un libro per ragazzi, cosiddetto young adult o YA. Tuttavia è un libro molto importante, sia per i ragazzi stessi, sia per chi con loro ha a che fare, come genitori, insegnanti, parenti. È un libro che parla sì di una storia d’amore, ma che parla soprattutto di bullismo, di malattia mentale, di morte, di suicidio. E per questo motivo è un libro che andrebbe letto.
  7. Jean Anouilh, Antigone: ho cercato un po’ in rete, ma non mi sembra che ne esista un’edizione italiana. Potete però, se volete, leggerne qui una riduzione per il teatro. Qui c’è la pagina Wikipedia dell’autore, mentre qui potete vederne una rappresentazione teatrale integrale, a patto che conosciate il francese. La pièce è stata scritta nel 1941 dal drammaturgo francese scomparso quasi 30 anni fa. Come potete immaginare, si tratta di una riscrittura dell’opera originale di Sofocle, che in questo caso è stata vista come una metafora degli ideali della Resistenza francese contro il collaborazionismo. È una riscrittura bellissima, che mi ha fatto anche commuovere, e ve la consiglio se vi piace il teatro.

Questi i miei libri più belli dell’anno. Ce ne sarebbero altri, ma questi sette sono quelli che ho preferito in assoluto e che si sono aggiudicati le “5 stelle”. Menzione d’onore va a Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati, Miss Strega di Eva Ibbotson, Odissea di Omero, Speak di Laurie Halse Anderson e Io sono Malala di Malala Yousafzai.

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3 pensieri su “I migliori libri del 2016

  1. Pingback: I peggiori libri del 2016 | Sonnenbarke

  2. Marina Autore articolo

    Penso che questo sia un problema comune a molti lettori, lettricetecnologica 🙂 Anche io vorrei leggere di più, ma non ne ho la possibilità. Di King ti posso consigliare anche “L’ombra dello scorpione”, che a me è piaciuto molto, anche se più che un horror è un post-apocalittico.

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