Libri ambientati in Puglia

Vieste (Di LucaLuca - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2639457)

Vieste (Di LucaLuca – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2639457)

Il giro d’Italia oggi ci porta in Puglia, una terra bellissima (dove pure non sono mai stata, come vedete sono abbastanza carente in termini di viaggi in Italia) che ho deciso di rappresentare con un’immagine della costa di Vieste, nel Gargano. Ovviamente i luoghi bellissimi sono molti, ma mi piaceva questa foto come copertina del mio post. Al solito, la mia lista di libri ambientati in Puglia è volutamente incompleta, e qualsiasi suggerimento è il benvenuto.

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Carlo D’Amicis, La guerra dei cafoni, minimum fax: Estate 1975. In un villaggio della costa salentina si rinnova la guerra che oppone i ragazzini benestanti ai figli dei pescatori, dei pastori, dei contadini: i cosiddetti cafoni. A dichiarare e alimentare questo conflitto è il quattordicenne capo dei signori, che fa Angelo di nome, ma che nel soprannome porta il segno del campione e della perfidia: Francisco Marinho (rapinoso calciatore brasiliano dell’epoca), altrimenti detto il Maligno. Ossessionato dall’odio per i cafoni, Francisco Marinho combatte in nome dell’ordine sociale, della divisione di classe, della continuità storica. Ma quando, per un tragicomico equivoco, nella sua visione del mondo subentra una punta di compassione – o forse di affetto, o forse di amore – verso una giovane cafona, la separazione tra il bene e il male comincia a offuscarsi. Intorno a lui, i sintomi di una stagione nuova: dove il prestigio o la disgrazia dell’essere cede il passo all’arroganza dell’avere. La guerra dei cafoni non sarà più scontro tra i ranghi che ribadiscono la propria natura, ma lotta di conquista, arrampicamento, disordine collettivo e interiore. Metafora, attraverso un microcosmo di ragazzini indemoniati, del cambiamento collettivo che in quegli anni trasfigurò il nostro paese, il nuovo libro di Carlo D’Amicis è poema cavalleresco e satira sociale, romanzo di formazione e divertissement pulp, tragedia dell’antica borghesia e commedia dell’Italia moderna.

Horace Walpole, Il castello di Otranto, varie edizioni: Si suppone che gli avvenimenti si svolgano nel Duecento. Manfredo, signore di Otranto, nipote dell’usurpatore del regno che ha avvelenato Alfonso, il legittimo sovrano, vive sotto l’incubo di una profezia, secondo cui la stirpe dell’usurpatore continuerà a regnare, finché il legittimo sovrano non sia divenuto troppo grosso per abitare il castello e finché discendenti maschi dell’usurpatore lo occupino. Quando la profezia sembra avverarsi, Manfredo atterrito confessa il modo dell’usurpazione e si ritira in un monastero con la moglie. Il romanzo fu pubblicato nel 1764 e, nella prima edizione, era descritto come una versione dall’italiano.

Francesca Marciano, Casa rossa, TEA: Casa Rossa è appartenuta alla famiglia di Alina Strada per oltre settant’anni. E adesso tocca proprio a lei, ad Alina, chiuderla definitivamente, per lasciarla alla coppia australiana che ha deciso di acquistarla. Ma quella casa isolata, circondata da ulivi, che sorge nella campagna a sud di Lecce, non è un semplice edificio: è la storia stessa della famiglia Strada, una storia incominciata negli anni ’30 con la nonna, la bellissima, sfuggente Renée, proseguita negli anni ’50 e ’60 con la madre, Alba, irrequieta e indipendente, e che giunge fino ai giorni nostri, proprio con Isabella e Alina, sorelle lontane in tutto eppure, sorprendentemente, vicinissime.

Maria Corti, L’ora di tutti, Bompiani: Il soggetto è storico: la presa da parte dei Turchi, nel tardo quattrocento, della cittadina puglise d’Otranto. Ma io, più che il soggetto, lo chiamerei lo sfondo, tutt’altro che decorativo ma vivo e vero nel suo tumultuare di galeoni, di scimitarre e di bombarde, se non addirittura un felice pretesto, tanto per dar motivo alla mano, e soprattutto all’estro e al cuore, di muoversi e rappresentarci una delle più belle Romanze, nel senso antico e nobile della parola, da noi apparse: una storia la quale non tocca tanto l’epica esteriore dell’avvenimento, bensì l’altra, quella molto più nascosta e intima di Coloro, uomini e donne che ne furono i concreti protagonisti: gli Eroi, per tornare alle definizioni enfatiche, e i Martiri. La Corti, con l’udito fino di chi è mosso da amore, ha saputo ascoltare alcune di quelle antiche voci (di quelle brillanti giovinezze, di quelle vite), del resto identiche alle figura d’oggi, e in altrettanti racconti in prima persona, concatenati dal motivo conduttore della battaglia, è riuscita a comporre uno spartito musicale tra i più affascinanti, dove l’intera Terra d’Otranto “suona” vivissima non solo nella sua realtà storica di allora, ma in quella, anche geografica ed etnica, d’oggi e di sempre. Una Terra d’Otranto che appunto per la sua concretezza diventa poeticamente la terra delle passioni più vere, e dei più genuini sentimenti dell’intera unità nostra.

Gianrico Carofiglio, Né qui né altrove, Laterza: Un romanzo di formazione: nelle sue pagine, un gruppo di giovani che vorrebbero scappare via, ma che non lo fanno. Attraverso le loro esperienze una città ancora poco conosciuta si rivela, al di là dei facili stereotipi, e ci racconta un tempo e una generazione. Siamo a Bari, quella degli anni ’70 e poi di oggi. Un ragazzo esplora la sua città. Con il gruppo dei suoi amici attraversa un reticolo di piazze e di strade, percorre il lungomare, si ferma nei luoghi preferiti. E appena può va al cinema, a vedere film che rimangono nella memoria di quegli anni.

Osvaldo Capraro, Né padri né figli, e/o: Da una parte la guerra tra i clan della Sacra Corona Unita, gli agguati, gli omicidi. Dall’altra l’Operazione Primavera e l’illusione di una Puglia normalizzata mediante l’uso della forza militare. In mezzo stanno i personaggi di questo romanzo noir e di formazione. Il Napoletano, capo della sezione catturandi; don Paolo, viceparroco e animatore della squadra di calcio parrocchiale; Anna, affascinante educatrice di una comunità; Cosimo, alcolizzato e venditore abusivo di sigarette; Teodoro, killer del clan vincente della SCU; Maria, bellissima e ambita da tutti i suoi coetanei. E soprattutto Mino, obbligato a costruirsi la propria storia personale con i mezzi avariati che la “storia” degli adulti gli ha lasciato a disposizione.

Mario Desiati, Il paese delle spose infelici, Mondadori: Puglia anni Ottanta, Domenico e Francesco, chiamati da tutti Zazà e Veleno, sono due ragazzini che giocano tra gravine e trulli con una banda di personaggi memorabili insieme a cui cresceranno. I due vengono da famiglie molto diverse: Zazà vive in un quartiere popolare, Veleno è un figlio di papà. Negli anni si imbatteranno in Annalisa, una ragazza dalla vita poco ordinaria e dalla bellezza fuori dal comune. Annalisa frequenta i matti del paese, si veste fuori moda, chiacchiera soltanto con uomini molto anziani e si porta addosso terribili dicerie che gli eventi paiono confermare drammaticamente con il passare del tempo. Eppure il suo fascino unico sembra perseguitare come una maledizione i due amici, cui la vita serba disavventure e svolte clamorose.

Cosimo Argentina, Cuore di cuoio, Sironi: Cuore di Cuoio racconta la storia di un gruppo di ragazzini che sognano di diventare calciatori. Tra questi si distingue per spirito e carisma Camillo Marlo ma conosciuto da tutti come Krol, il nome di un roccioso difensore dell’Olanda. Siamo nella fine degli anni Settanta, la città che ospita le scorribande dei protagonisti è Taranto e la squadra della città sta dominando il campionato di serie B, ma nel bel mezzo della stagione giungerà la prematura scomparsa del campione locale Erasmo Jacovone, il mito di Krol e tutti i suoi amici. La morte di Jacovone cambierà la percezione del magnifico giocattolo “calcio”, ma anche dell’illusoria felicità.

Carlo Mazza, Lupi di fronte al mare, e/o: Lupi di fronte al mare è il racconto di una città depredata e dolente, Bari, ritratta con un magistrale affresco che narra di cupidigie e di solitudini. Il capitano Bosdaves, militare ironico e disincantato, al comando di una compagnia di carabinieri, penetra nella coltre vischiosa di un intricato sistema di interessi e complicità, che lega la malavita e la politica alla sanità privata e agli ambienti finanziari, in un grumo denso e infetto. Il presagio della tragedia, come un uccello rapace, incombe tra le pagine di un romanzo acre e vitale, attraversato da personaggi spietati e ingenui allo stesso tempo, divorati da un’avidità incontrollabile che consuma i loro destini. La vicenda e il contesto vibrano di forza emblematica: Bari si mostra quale rappresentazione di un intero Paese, segnato da un malessere che, oltrepassando tempi e luoghi, svela la sua natura esistenziale. Un romanzo sull’invincibile potere della corruzione, arginato dalla misteriosa costellazione dei sentimenti ma radicato come un’eterna condanna nello sperduto cuore degli uomini.

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