Libri ambientati in Molise

Termoli (Di Antonio Raspa - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1493734)

Termoli (Di Antonio Raspa – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1493734)

Scusate il ritardo, non sempre riesco a scrivere come e quanto vorrei, a causa dei più svariati motivi. Ma il nostro giro d’Italia continua, non temete! Oggi andiamo in Molise, una piccola regione nella quale, a quanto pare, vengono ambientati pochissimi libri, o almeno io ne ho trovati due soltanto. Mi piacerebbe molto essere smentita da voi lettori, perciò aspetto i vostri suggerimenti.

*

Francesco Jovine, Le terre del sacramento, Donzelli: Le terre del Sacramento sono quelle di un feudo incolto della Chiesa, confiscate dal novello Stato dopo l’Unità, e rocambolescamente approdate in mano alla «Capra del Diavolo», un possidente velleitario e impenitente giocatore. Ma i protagonisti del romanzo sono Luca Marano – «un ragazzo di vent’anni, agile e aitante, di chioma nera e di fresco incarnato» –, che si mette alla testa dei braccianti per rivendicare dapprima col lavoro e poi con l’occupazione il possesso di quelle terre, e Laura, la scaltra moglie del proprietario, che prima promette ai contadini un contratto di enfiteusi e poi li abbandona alla violenza degli squadristi. Luca morirà proprio su quei campi maledetti, ma il suo coraggio e il suo esempio lasciano intravedere una possibilità di riscatto. Apparso postumo nel 1950, a pochi mesi dalla morte dell’autore, e subito insignito del Premio Viareggio, Le terre del Sacramento riscosse unanime consenso di critica e di pubblico. Come in Signora Ava, l’altro grande romanzo di Jovine, pubblicato nel 1942, la scena è il Mezzogiorno, con i suoi notabili accidiosi e inquieti, i cafoni miseri e sfruttati, e i preti divisi tra il privilegio e la paura. Ma questa volta il tempo non è più quello lirico-fiabesco, quasi mitologico, di Signora Ava; la miseria e le lotte per la terra non sono più quelle ataviche e immutabili d’impronta verista: le ultime pagine di Jovine trasudano lacrime e sangue, quelle del primo dopoguerra, segnato dall’avvento del fascismo e dai manganelli delle camicie nere. I vincitori, e soprattutto i vinti, restano gli stessi, ma qui lo sguardo del narratore coglie una realtà in movimento, in cui le battaglie e le sconfitte del momento possono essere preludio delle vittorie di domani.

Francesco Jovine, Signora Ava, Donzelli: Un mondo intero in un romanzo. È l’impresa che riesce a compiere Francesco Jovine, scrittore tra i più arditi del nostro Novecento, in questo che è stato il suo libro più noto e amato, prima di cadere nel dimenticatoio che negli ultimi vent’anni ha ingoiato tutto ciò che ci ricorda l’Italia che eravamo – a meno di un paio di eccellenti eccezioni come Il Gattopardo e Cristo si è fermato a Eboli. Il mondo che Jovine ritrae, infatti, è lo stesso di quei due capolavori, e di quel mondo il romanzo intreccia storie ed emozioni nuove a vecchie credenze e leggende risalenti ai tempi mitici della Signora Ava, dure a morire in una comunità contadina quale è il Molise, tra il 1859 e il 1860, alla vigilia dell’Unità d’Italia e della fine del regno borbonico. Fatto sta che in questo mondo sospeso tra un presente immobile e un passato che non passa, tra le beghe di paese, il notabile, il curato, il maestro, il proprietario e il bracciante, ecco che a un tratto fa irruzione la “Storia” con i suoi protagonisti. L’impatto è brusco, il pacato ritmo del paese ne esce sconvolto. Immobilismo e azione, folklore e storia, tradizione e futuro: quanti romanzi riescono a mescolare così tanti registri? Non a caso la critica ha evocato, a proposito di Jovine, il realismo manico di un Garcìa Màrquez: per questa capacità di trasporre un pezzo vivido di realtà in un tempo sospeso tra il fantastico e il mitico.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...