Libri ambientati in Abruzzo

Monteferrante (Di Zitumassin - Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=7746377)

Monteferrante (Di Zitumassin – Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=7746377)

Dopo la mia regione d’origine, le Marche, il giro d’Italia ci porta nella mia regione d’adozione, l’Abruzzo. Una regione anch’essa bellissima che, purtroppo, conosco ancora troppo poco, ma ho forse la scusa di essere qui da un anno appena. Piano piano avrò modo di esplorare la regione. Ad esempio qui sopra trovate una foto di Monteferrante, paesino in provincia di Chieti che secondo Wikipedia è uno dei meno popolati d’Abruzzo con i suoi 135 abitanti. Onestamente non so niente di questo piccolissimo paese, ma la foto mi è sembrata così bella che l’ho voluta mettere come presentazione dell’Abruzzo tutto. Naturalmente avrei potuto scegliere tantissime altre foto: la Majella, il Gran Sasso, la costa, L’Aquila… tutte molto più rappresentative probabilmente. Oltre ai suggerimenti letterari, potete anche mandarmi delle foto se volete. Non le userò come copertina del post, ma potrebbe essere bello far vedere agli altri lettori come appare questa regione (e anche le altre, ovviamente).

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Paolo Merlini e Maurizio Silvestri, Dove comincia l’Abruzzo, Exòrma: In giro per una settimana con i mezzi pubblici sulle strade d’Abruzzo, i nostri due “terranauti” hanno scoperto I’esotico dietro casa. Tra gli ideali compagni di viaggio Mario Soldati e Agostino De Laurentiis in fuga da Roma dopo l’armistizio, Carlo Emilo Gadda giovane reporter a Campo Imperatore, John Fante a Torricella Peligna… Ospiti di pastai, ristoratori dannunziofili, vignaioli e pastori ultraottuagenari, tra saporiti formaggi e profumati vini autoctoni, si ritrovano infine a L’Aquila per incontrare “Ju Boss” e Raffaele Colapietra “il professore”, i due noti “resistenti del sisma”.

AA. VV., Entrata d’emergenza, Giulio Perrone: Ritrovarsi, la nascita di racconti nel modo più semplice e naturale, un progetto che diviene immagine, commistione di generi, l’esperienza del nuovo che può essere partorito se la passione è unica anche se ha forme altre. Che poi la forma alla fine è una: rettangolare, bordi rigidi, insieme di fogli e lettere e prende nome questa forma, prende nome di “libro”, che è come se rendesse eterne quelle frasi insieme tra loro a sviscerare storie. Allora per sempre, anch’esse, storie. Con i propri autori. E i propri luoghi, che siano tangibili o meno, di Abruzzo. Che sono Abruzzo.

Katia Ceccarelli, La bionda del Kontiki, e/o: Un giorno Teresa, sessantenne sposata con due figli, si lascia convincere dalla parrucchiera Carmela a passare dal rosso mogano al biondo. A casa nessuno se ne accorge, perché nessuno (o quasi) la guarda mai. Teresa prende allora la grande decisione: rinnova il guardaroba, se ne va di casa e inizia a frequentare dancing e piste da ballo della costa adriatica. Carmela le farà da anfitrione al Kontiki, uno dei locali più frequentati dagli appassionati di liscio, una comunità vivace e piena di passioni che catturerà completamente l’anima di Teresa. Qui rivivrà il gusto della conquista e della competizione tra donne, qui conoscerà un nuovo amico, Lando, viveur sessantacinquenne con lo spirito di un ragazzo, e Blek, un misterioso signore brizzolato di cui Teresa si innamorerà. Mentre i figli si rendono conto che la madre è un punto di riferimento importante, il marito Ovidio si lascia andare facendosi prendere dal livore e dalla solitudine. Ma niente ormai potrà tornare esattamente come prima. L’unica certezza che rimarrà nella vita di Teresa sarà il ballo.

Arturo Bernava, Il colore del caffè, Solfanelli: Il maresciallo Dante Modiano, poco prima della seconda guerra mondiale, viene trasferito in un paesino della montagna abruzzese. Si imbatte da subito in strani personaggi: un bambino di cui tutti sembrano ignorare le origini, un vecchio cieco appassionato di letteratura, una splendida e prosperosa ostessa, una contessa che fugge dalla vita mondana della capitale forse per nascondersi, un finanziere senza scrupoli che ha truffato migliaia di persone. A fare da cornice ai personaggi principali, altri soggetti dai colori forti: il pazzo Gerolamo, il podestà Ovidio Mentore, e, come in ogni storia di paese che si rispetti, il farmacista, il notaio, il prete.

Arturo Bernava, Scarpette bianche, Solfanelli: Personaggi equivoci e grotteschi si aggirano in Abruzzo, in quel luglio del 1943. Chi è l’ombra nera che aleggia e scivola per le stradine del paese? Perché il matrimonio tra l’attempato Osvaldo Pierantozzi e la giovane e bella Italia Michelli non è stato celebrato dall’iroso parroco, don Michele Vitocolonna, detto Tiscrocco? Perché il Duce, subito interpellato dal Pierantozzi, non risponde alle sue richieste? Cosa è venuto a fare in paese uno strano medico, dall’aria al tempo stesso risoluta e spaurita? Perché l’anziana Maria Celidonio smette improvvisamente di parlare, cadendo in uno stato catartico? Tante domande sovrastano il paesino abruzzese, così come le lettere anonime che improvvisamente cominciano a essere recapitate. Ma non è tutto. La notte in cui i tedeschi giungono da invasori e non più da alleati, una fragile e indifesa vecchina viene uccisa. Sembra il delitto compiuto da un ladro occasionale, ma la vecchina non era né fragile, né indifesa. Custodiva importanti segreti a cui tutti i personaggi del romanzo danno la caccia. Solo uno, però, riuscirà a capirne l’essenza.

Ignazio Silone, Fontamara, Mondadori: Fontamara fu pubblicato a Zurigo nel 1933. Ambientato in un paesino abruzzese, Fontamara appunto, racconta l’eterno conflitto tra “cafoni” e “cittadini”, reso ancora più drammatico dall’avvento del fascismo. I contadini e i braccianti, rassegnati ormai e quasi assuefatti a subire senza reagire catastrofi e soprusi di ogni genere, abbrutiti dalla miseria e dalla lotta per la sopravvivenza, trovano la forza di ribellarsi quando si rendono conto dell’ultima, ennesima truffa ordita sulla loro pelle, che, per una coincidenza non casuale, corrisponde temporalmente all’entrata in scena del regime fascista. Figura centrale del romanzo è Berardo Viola, che rappresenta l’esigenza di riscattare una vita di silenzio e passività, esigenza che diverrà essenziale e imprescindibile anche per gli altri “cafoni” fontamaresi.

Ignazio Silone, Vino e pane, Mondadori: “Arriva sempre un’età in cui i giovani trovano insipido il pane e il vino della propria casa. Essi cercano altrove il loro nutrimento. Il pane e il vino delle osterie che si trovano nei crocicchi delle grandi strade possono solo calmare la loro fame e la loro sete. Ma l’uomo non può vivere tutta la sua vita nelle osterie”. Vino e pane racconta il ritorno di Pietro Spina, giovane intellettuale di estrazione borghese che aveva abbandonato i suoi luoghi per seguire un ideale rivoluzionario. Nelle vicende di questo personaggio tormentato fra paura e coraggio, braccato, costretto a vivere nascosto e travestito, riemergono i motivi cari alla letteratura di Silone: il dibattito sulla rivoluzione, la fede, la giustizia, l’indagine sulla società dei cafoni, sulle sue reazioni al fascismo, il richiamo della terra natale e della memoria.

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