Libri ambientati in Umbria

Oggi il giro d’Italia ci porta in Umbria, una regione bellissima che, per molti, caratterizza perfettamente l’Italia, con le sue colline e i suoi piccoli borghi – anche se sappiamo benissimo che l’Italia non è tutta qua. L’Umbria secondo me è bellissima in tutte le sue sfaccettature: sono belle le città, i paesini, le cascate, le colline, le montagne, la natura. Qui sopra ho deciso di proporvi un’immagine di Assisi, che forse, con la sua Basilica, può essere un po’ considerata come il “simbolo” di questa regione.

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Giovanni Dozzini, La scelta, Nutrimenti: Nel giugno del 1944 l’Italia è divisa in due. I tedeschi continuano a dettare la loro legge spietata di occupatori, ma gli alleati li costringono a ritirarsi progressivamente verso nord. Nel cuore del paese, poco sopra la linea del fronte, uno sparuto numero di ebrei scampati alla deportazione ha trovato rifugio su un’isola. Gli abitanti del villaggio affacciato sul lago Trasimeno conoscono alcune di quelle persone nascoste lassù al Castello, che a volte si sono spinte giù al borgo. Ma finora la guerra ha risparmiato quel piccolo pezzo di terra circondato dall’acqua, e i tedeschi hanno fatto la spola, di tanto in tanto, solo per prendere del pesce dai pescatori. Una mattina, però, un drappello sbarca e con un pretesto inizia a perquisire casa dopo casa. La tragedia si consuma improvvisa: a causa di un tafferuglio i soldati uccidono due civili e, per reazione, uno di loro viene colpito a morte. I tedeschi se ne vanno ma è certo che torneranno. Agli isolani non resta che compiere la scelta: attendere o scappare. E ancora, consegnare gli ebrei sperando di sottrarsi alla rappresaglia, o fare ciò che è umanamente giusto: aiutarli a salvarsi. Ispirandosi a un fatto realmente accaduto ma sconosciuto fuori dai confini locali, Giovanni Dozzini scrive un romanzo storico dall’andamento epico, una trama corale di umanità ed eroismo.

Simona Silvestri, Al di là dei muri, Morlacchi: Perugia, anni 2000. Cristiana è una trentenne frustrata da un lavoro all’Università che non la soddisfa e da continue delusioni sentimentali. Un giorno incontra Miri, un ragazzo albanese in cerca, anche lui, del suo riscatto da una vita di privazioni e di sofferenze. Dopo alcuni indugi e timori, Cristiana e Miri decidono di stare insieme affrontando i pregiudizi di amici e familiari, contando sulla forza della propria unione. Alla loro storia se ne intreccia un’altra nel testo: quella di Mustafa, un ragazzino nato in Albania ai tempi della morte del dittatore Enver Hoxha e cresciuto nel periodo post-comunista. Nonostante la vita lo costringa a esperienze durissime, Mustafa è determinato nel perseguire i suoi progetti per realizzare i suoi sogni.

Alessandro Cannevale, La foglia grigia, Einaudi: Perugia, luglio 1877. L’ispettore Verbasco ha studiato poco, gli costa fatica leggere e scrivere. Ma come poliziotto non lo batte nessuno. Tocca a lui e a Boeris, potente uomo dei Servizi, mandato dalla Capitale, fermare l’assassino di due giovani donne. Sono state trovate dentro la cinta delle mura, nude e sventrate, con le orribili tracce di un supplizio bizzarro. Una storia di “servette e puttane”, secondo le autorità locali, ma l’algido Boeris sa che si tratta di un affare di Stato. E ora l’assassino comincia a colpire anche nell’alta società… Intanto entra in città, con grande clamore, il poeta Giosue Carducci, “irresponsabile mazziniano”. Anche lui resterà impigliato in un meccanismo antico, potente e inarrestabile. È cominciato un gioco vasto, di cui non si vede la fine.

Pietro Del Re, Giallo umbro, La Lepre: Che cosa ci fa un lupo morto accanto al cadavere di una ragazza orrendamente dilaniato dai cinghiali, scoperto da un cacciatore nella radura di un’alta valle umbra? Il professor Agostino Gatti, predestinazione del nome, è uno dei massimi esperti al mondo del gatto selvatico europeo e un gran conoscitore della fauna appenninica. Per questo motivo, ogni volta che un allevatore denuncia l’uccisione di una pecora, Gatti viene consultato per appurare se a sgozzarla sia stato un lupo o un cane inselvatichito. A lui, la polizia di Perugia chiede quindi di esaminare il lupo ritrovato nella radura. Non è stato l’animale a uccidere la ragazza, ma si tratta di un omicidio. Con l’aiuto dei due amici di una vita il professor Gatti condurrà un’inchiesta parallela a quella ufficiale, scoprendo che l’alta valle è abitata da gente fiera e testarda, ma anche da personaggi tanto inquietanti, quanto violenti. In questo “giallo etologico”, le storie di animali si confondono con quelle di un’umanità ancora aggrappata a un passato contadino che non sempre riesce a mettersi al passo con il presente.

Corrado Spelli, La stanza del dipinto maledetto, Newton Compton: Perugia, 1540.
Quattordici cavalieri, giovani e valorosi, devono difendere la città dall’invasione delle truppe di Papa Paolo III. Ma uno di loro tradisce e trascina i suoi tredici compagni in un patto oscuro, suggellato da un rito satanico e destinato a sciogliersi soltanto 476 anni dopo.
Mancano pochi anni a quel fatidico 2016 quando Elizabeth si trasferisce a Perugia. È la figlia del professor McInley, uno storico dell’arte venuto da Londra per studiare un misterioso affresco rinvenuto nella Rocca Paolina. La ragazza comincia a frequentare l’università, cerca di fare amicizie, di sentirsi meno straniera. Tra i tanti nuovi compagni di corso incontra Lars, un ragazzo svedese affascinante ed enigmatico. Tra loro nasce subito una storia d’amore. Il professor McInley, nel frattempo, studia l’affresco, giorno e notte, senza tregua, tanto da sembrarne ossessionato. Chi sono gli uomini raffigurati nel dipinto? E cosa, di quel passato lontano, condiziona il presente e la vita della famiglia inglese?
Intanto una serie di omicidi terrificanti sconvolge la città. Tra le vittime c’è un solo collegamento: tutte stavano lavorando all’affresco della Rocca Paolina…

Enrico Vaime, Era ormai domani, quasi, Aliberti: Perugia inizio anni Cinquanta. In una domenica d’agosto dal caldo estenuante, un uomo viene trovato riverso in casa con una corda al collo. Tutti nel rione lo conoscevano come “il Sor Aldo”, un personaggio dalla stazza elefantina e dalla vita misteriosa. In casa, accanto al cadavere, c’è Lalla, una bella ragazza di vent’anni: ufficialmente nipote del suicida, ma più probabilmente figlia, secondo voci di rione, o addirittura serva e amante. La voce narrante è un ragazzino di quindici anni che, proprio lì, abita con la famiglia. La domenica che il Sor Aldo si uccide, lui si ritrova sulla scena del dramma, fra il cadavere ancora caldo e Lalla. Lei si sposta un ciuffo dalla fronte in un gesto di straripante sensualità, e poi gli chiede di aiutarla a fare il nodo alla cravatta del morto. Il ragazzo obbedisce; quindi esce a raccogliere fiori nel campo vicino a un manicomio: là dove una vecchia internata zompettante è solita alzarsi il camicione all’altezza del ventre davanti ai passanti, e urlare: “Voi vede’ la passera?” Quella sera stessa, di ritorno dai campi, fra il ragazzo quindicenne ignaro alla vita e la sensuale Lalla inizierà un delicato dialogo dei sensi. Un approccio inizialmente giocato sul lieve filo dei gesti allusivi e delle mezze parole; una seduzione fatta di carnalità tenue e allo stesso tempo tenace.

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