Ian McEwan, L’amore fatale (Inghilterra)

9693731Ian McEwan, L’amore fatale (tit. originale Enduring Love), Einaudi, Torino 1997. Traduzione di Susanna Basso. 280 pagine.

Mi chiedo come mai io abbia aspettato così tanto a leggere qualcosa di McEwan. Se tutti i suoi libri sono così, è un autore straordinario – ma naturalmente non è possibile giudicare da un solo libro. Questo romanzo mi è stato consigliato diverso tempo fa da un amico, e poco dopo mi è stato regalato da un’altra amica che l’aveva visto nella mia lista dei desideri. Sono però arrivata a leggerlo soltanto ora, dopo qualche mese.

La storia, credo, è nota: un uomo e una donna stanno facendo un picnic in un’area verde tra Oxford e Londra quando all’improvviso vedono un pallone aerostatico in difficoltà e l’uomo, insieme ad altre persone, corre in soccorso. Da qui nasce una doppia tragedia: un uomo muore e uno dei membri della “squadra di soccorso” si innamora perdutamente del protagonista, credendo di essere a sua volta corrisposto.

Questa è la storia di un’ossessione, quella di Jed Parry per Joe Rose. Quest’ultimo viene dai più ritenuto un pazzo delirante, perfino la sua compagna e la polizia lo riterranno tale. L’atteggiamento della polizia ricorda il vero comportamento della stessa in tanti episodi di stalking, quando afferma di non poter fare niente finché non ci sono minacce o veri e propri tentativi di violenza. Finendo a volte per far passare le vittime come degli o delle esaltate/i che hanno un’idea fissa. Ora, ignoro quale fosse la legislazione britannica sullo stalking ai tempi in cui questo romanzo è stato scritto, vent’anni fa. Quel che è certo è che qui da noi formalmente esiste il reato di stalking ma molto spesso, come nel caso di Joe, le vittime non vengono aiutate, se non quando è troppo tardi.

La scrittura di McEwan è magistrale: dipana questo caso, la storia di questa ossessione, in maniera veramente eccelsa, tanto che il lettore stesso, pur volendo credere a Joe, finisce per non capire dove stia la verità e dove l’immaginazione. O per meglio dire, non tanto l’immaginazione quanto il delirio, perché è evidente che qui uno dei due protagonisti, Joe o Jed, è affetto da sintomi deliranti di una qualche malattia mentale. Lo svolgimento della storia è molto interessante e ben fatto, tanto da tenere il lettore incollato alla pagina sebbene non si tratti di un thriller.

Sicuramente leggerò qualcos’altro di McEwan.

[Questo libro partecipa al giro del Regno Unito.]

 

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4 pensieri su “Ian McEwan, L’amore fatale (Inghilterra)

  1. Alessandra

    Mi fa piacere che ti sia piaciuto. E’ infatti proprio il clima di continua tensione, di curiosità e di dubbio, che spinge a divorare le pagine. Oltre l’alto livello di scrittura, naturalmente 😉

  2. Pingback: Ian McEwan, On Chesil Beach | Sonnenbarke

  3. Pingback: [Incipit] Ian McEwan, L’amore fatale | Sonnenbarke

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