Libri ambientati in Galles

Llyn y Fan Fawr, Powys, nel parco nazionale di Brecon Beacons (By Blisco at the English language Wikipedia, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2407481)

Per salutare il Regno Unito che ha deciso di lasciare l’Europa, ho pensato (dietro consiglio di un’altra persona) di fare un piccolo giro del regno, visitando (ovviamente coi libri) le varie nazioni che lo compongono. Farò dunque una piccola introduzione elencandovi alcuni libri ambientati nella nazione presa in esame, per poi, con calma, leggere un libro ambientato nella nazione in questione. Contrariamente al giro del mondo, dunque, in questo caso prenderò in considerazione l’ambientazione dei libri e non la provenienza dell’autore.

In rigoroso ordine alfabetico, questo giro del Regno  Unito inizia con il Galles, nazione per cui leggerò il libro Everything You Need di A.L. Kennedy, romanzo di cui non esiste purtroppo una traduzione italiana. Ma di questo libro vi parlerò a suo tempo quando l’avrò letto, per ora ecco una breve bibliografia di alcuni libri ambientati in Galles e tradotti in italiano.

*

Bruce Chatwin, Sulla collina nera, Adelphi: Questo romanzo è la storia della lunga vita di due gemelli identici. Lewis e Benjamin Jones per ottant’anni mangiano lo stesso cibo, indossano gli stessi vestiti, dormono nello stesso letto, roteano l’ascia con lo stesso gesto. Vivono in una fattoria chiamata «La Visione», posta sulla linea che separa il Galles dall’Inghilterra, in una natura aspra e scarsamente abitata. Se osservata da vicino, la loro esistenza è folta di avvenimenti, spesso crudeli e violenti, ma tutto si svolge entro un raggio di dieci miglia dalla fattoria. I due gemelli non possono abbandonare quella casa e quei luoghi come non potrebbero separarsi fra loro. Un cerchio magico stringe le loro vite, e all’interno di esso si ripercuotono, in un’eco stravolta, gli eventi del mondo. Tutto ciò che viene da fuori – siano le due guerre mondiali o anche i nomi di Buddha o di Gheddafi – appare come sulle lastre di una arcaica lanterna magica. All’«era moderna», di cui talvolta percepiscono i segni, Lewis e Benjamin volgono testardamente le spalle. Chiusi in una loro primordiale innocenza, legati alla terra e al proprio doppio da un vincolo biologico, posano sulla vita uno sguardo stupefatto e malinconico, ma non lo sanno neppure, tanto sono occupati dal ciclo delle faccende della fattoria. Bruce Chatwin ha scelto di questo suo terzo libro una via opposta a quella di In Patagonia e del Viceré di Ouidah. Al centro, ancora una volta, è un effetto di lontananza: ma non più evocato dall’esotismo, dalla distanza nello spazio; qui è uno scarto temporale, forse ancora più imponente, che si manifesta entro i confini di un piccolo spazio immutabile. Leggiamo questo romanzo, più vicino a Hardy che a Hudson, con uno sconcerto che diventa fascinazione: ogni dettaglio ha una vivezza allucinatoria e, a mano a mano che procediamo, ci sentiamo inghiottiti dalla vita circoscritta dei due gemelli come fosse un buco nel tempo che sbocca lontanissimo, forse in un luogo oscuro e silenzioso dove si dividono come due valve di una conchiglia le identità di Lewis e Benjamin, destinate a specchiarsi per sempre una nell’altra. Sulla collina nera è apparso per la prima volta nel 1982.

Dylan Thomas, Ritratto dell’artista da cucciolo, Einaudi: «Per uno scrittore comico la società è sempre buffa, anche, o specialmente, nel suo letto di morte»: cosí, nel 1948, Dylan Thomas spiegava la propria concezione della letteratura comica, genere in cui lui stesso era diventato maestro grazie al Ritratto dell’artista da cucciolo. Secondo Thomas, nulla doveva impedire a uno scrittore di inventarsi un burlesco mondo fantastico, o di scovare l’aspetto burlesco del mondo reale. E il Ritratto non è che una gioiosa burla: manipolando memoria e linguaggio, Thomas strizza l’occhio al celebre Ritratto dell’artista da giovane di Joyce, e scrive un’autobiografia mitica e comica nella quale l’infanzia diventa una condizione magica, un’età in cui l’immaginazione reinventa il mondo. La stessa potenza comica e favolistica si ritrova negli altri lavori compresi in questo volume. Da I nemici a I limoni, fino a Gli inseguitori e a Una storia si susseguono storie che illuminano con grazia e umorismo, l’oscurità magica del mondo.

Paul Collins, Al paese dei libri, Adelphi: Ma che idea, lasciare la California per un brumoso paesino della campagna gallese! Se non fosse che il paesino è Hay-on-Wye, “la Mecca dei bibliofili”, dove c’è una libreria antiquaria ogni quaranta abitanti, e dove si celebra ogni anno uno dei più noti Festival della Letteratura – e se non fosse che il pellegrino è Paul Collins, instancabile e ardimentoso cacciatore di libri perduti e stravaganti. Ingaggiato nel 2000 da Richard Booth, il libraio che nel 1977 si proclamò Re del Principato Autonomo di Hay, Collins si è potuto dedicare per sei mesi alla sua attività preferita: frugare tra cataste di “libri effimeri che fin dall’inizio non erano destinati a durare”, e tramandarci le loro storie. Ed ecco le ponderose raccolte di riviste obsolete, le memorie apocrife o anonime, gli autori che scrivono dall’aldilà, e le prime edizioni “grigie e pesanti come tombini”. Mentre cerca casa, fantasticando di stabilirsi definitivamente in un grande “pub sconsacrato” del Seicento, il Sixpence House, Collins riesce anche a far domanda per un seggio alla Camera dei Lord (quella “specie di governo mediante copula. Una spermocrazia, se preferite”). Oltre che una incantevole tranche de vie, Al paese dei libri è una sorprendente meditazione sul valore dei libri nel tempo – e sulla volubile sbadataggine del passato, “l’unico paese dove è ancora lecito prendersi gioco degli indigeni”.

Emma Kavanagh, A un passo dall’assassino, Newton Compton: Nel sud del Galles, un uomo armato si aggira tra le corsie dell’ospedale locale. Nessuno sa chi sia, ma è pericoloso e deve essere fermato. Aden McCarthy, ufficiale di polizia, ha poco tempo per neutralizzarlo. Ancora scosso da una sparatoria in cui i suoi colleghi Rhys e Tony hanno ucciso per errore un ragazzino innocente, credendolo armato, stavolta è deciso a fare la cosa giusta, catturando l’uomo prima che sia troppo tardi. Intanto Charlie, una giornalista del quotidiano locale e amica di Aden, apprende la notizia della morte di una sua amica d’infanzia, Emily, il cui corpo è stato ritrovato ai bordi di un’autostrada. Tutto farebbe pensare a un incidente, se non fosse che poche ore prima era stata proprio l’infermiera Emily a denunciare la presenza dell’uomo armato nell’ospedale. La psicologa Imogen sta seguendo il ricovero della nipote e ha sentito parlare di questo sconosciuto armato, ma non pensa che questo possa coinvolgerla minimamente… o forse si sbaglia di grosso? Il tempo scorre, e nessuno sa quale sarà la prossima mossa del folle che sta terrorizzando l’intera cittadina…

Eloisa James, La resa di Piers, Mondadori: Denti bianchi come perle, voce da usignolo, un viso talmente perfetto da far piangere d’invidia gli angeli. Così le fiabe descrivono le loro protagoniste. Ma esistono davvero donne tanto incantevoli? Esistono: Linnet Berry Thrynne è una di queste rarissime creature che brillano più del sole. Ma, si sa, troppa bellezza genera invidia, cattiveria, pettegolezzi, e Linnet si ritrova additata come una donna di facili costumi. Tutta colpa della corte serrata del principe Augustus Frederick del Sussex che ne ha compromesso la reputazione. E così Linnet, “la Bella”, si trova costretta a un matrimonio riparatore con un fidanzato scelto per lei dal padre: Piers Yelverton, conte di Marchant. Medico geniale ma dalla fama terrificante, soprannominato “la Bestia” per la sua durezza, Piers vive recluso nel selvaggio Galles e si dice sia del tutto insensibile al fascino femminile. Ma Linnet non si lascia intimidire e giura che riuscirà a domare la Bestia. Non sa di correre un grave pericolo: quello di innamorarsi di un uomo che non la potrà amare…

Philip Pullman, Il ponte spezzato, Salani: L’inquietudine di Ginny non è solo il male dell’adolescenza: nella cittadina del Galles dove vive con l’amatissimo padre Tony non si è mai sentita a proprio agio.
E non bastano gli amici a confortarla, soprattutto da quando Ginny, in tenera età, si è resa conto di essere l’unica ad avere la pelle nera. L’unica consolazione è nel talento artistico che Ginny sa di avere ereditato dalla madre, una bellissima ragazza haitiana morta poco dopo la sua nascita. Ma un giorno Ginny scopre di avere un fratellastro, Robert, di pochi mesi più grande di lei.
È figlio di suo padre Tony e di una donna che Tony aveva sposato, per abbandonarla poco tempo. Sbalordita e confusa, Ginny si domanda cos’altro suo padre le abbia nascosto fino a quel momento: antiche memorie, brandelli di ricordi della sua infanzia sembrano acquistare improvvisamente un significato sinistro, costringendo Ginny a scavare nel proprio passato alla ricerca di una verità inimmaginabile e sconcertante…

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