H.Y. Hanna, A Scone to Die for (Taiwan)

H.Y. Hanna, A Scone to Die for, Wisheart Press, 2016.

Questo libro mi è stato suggerito da Amazon in base alla mia cronologia di navigazione e, dato che costava solo 99 centesimi, ho pensato di acquistarlo perché mi sembrava carino e rilassante. La mia impressione si è rivelata corretta.

Prima di tutto due parole sull’autrice, H.Y. (Hsin-Yi) Hanna: nata a Taiwan, cresciuta negli Emirati Arabi Uniti, ha frequentato l’università In Inghilterra e ha vissuto in diversi Paesi, stabilendosi infine in Australia. Ecco perché questo libro inglesissimo è da me classificato sotto Taiwan, dato che prendo in considerazione l’origine dell’autore per le mie classificazioni.

Il romanzo è un cosiddetto cozy mystery, ovvero un giallo ambientato in una piccola cittadina inglese, in questo caso nel Cotswolds vicino a Oxford, dove non sono presenti né sesso né violenza, in quanto gli omicidi avvengono fuori dalla vista del lettore. Un genere che ho provato prima solo con M.C. Beaton, la creatrice di Agatha Raisin e di Hamish Macbeth, della quale ho letto soltanto Agatha Raisin e la quiche letale, che mi era piaciuto senza però entusiasmarmi. Hanna prende a piene mani da Beaton: l’ambientazione, l’atmosfera intima e rilassata, la detective improvvisata… Ma nonostante questo il suo romanzo è carino in maniera indipendente, ovvero voglio dire che ha una sua originalità e simpatia.

La detective improvvisata, in questo caso, è Gemma Rose, una ventinovenne che ha vissuto per otto anni in Australia come manager, per poi tornare nell’Oxfordshire e realizzare il suo sogno di aprire una casa da tè, una tipica tearoom inglese. Gemma ha studiato a Oxford ma le sue ambizioni sono semplici e la madre non perde occasione per rinfacciarglielo (e non solo la madre). Un giorno, appena tre settimane dopo l’apertura della tearoom, Gemma trova un turista americano morto nella sua tearoom, ucciso con uno scone, e da lì ha inizio tutta una serie di eventi che porteranno alla scoperta del colpevole – ovviamente scoperto da Gemma e non dalla polizia.

Sebbene alcuni elementi siano del tutto inverosimili, il romanzo rimane molto carino e rilassante, forse anche grazie alla piccola gatta Muesli, che ci fa compagnia per tutto il libro e che tornerà negli altri tre libri della serie. Insomma, certamente un libro senza altre pretese che quella di intrattenere, impresa in cui riesce benissimo. Senz’altro mi piacerebbe continuare con gli altri libri della serie, piano piano.

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