J.J. Abrams e Doug Dorst, S.

J.J. Abrams e Doug Dorst, S., Mulholland Books, 2013. 457 pagine.

  1. V.M. Straka è l’autore di 19 libri, fra cui La nave di Teseo. Non sappiamo per cosa stiano quelle due iniziali del suo nome, V e M. Non sappiamo chi sia realmente Straka, né di che nazionalità sia. Sappiamo che il suo/la sua traduttore/traduttrice ufficiale, verso molte lingue fra cui l’inglese, è il/la brasiliano/a F.X. Caldeira. Non sappiamo per cosa stiano le due iniziali del suo nome, almeno all’inizio. Chi è Straka? Chi è Caldeira? Straka è stato realmente un assassino e un delinquente di portata internazionale? È stato lui a dare l’avvio alla prima guerra mondiale, con l’assassinio di Francesco Ferdinando?
  2. Il libro è La nave di Teseo, ultimo romanzo pubblicato da Straka, rimasto incompiuto e completato da Caldeira, che ha messo mano in modo sostanziale (?) all’ultimo capitolo. Il protagonista è S., un uomo colpito da amnesia: non si ricorda assolutamente chi sia, da dove venga, non si ricorda niente della sua vita precedente. In un caffè incontra una donna che sta leggendo un libro voluminosissimo. Ma improvvisamente viene cloroformizzato e messo su una nave (fantasma?) – una nave degli orrori, orrori che scopriremo a poco a poco. Chi è la donna che S. ha incontrato? Riuscirà a reincontrarla? Chi è S.? Qual è il suo ruolo negli avvenimenti del libro?
  3. Il libro è stato rubato da un dottorando ventottenne dalla biblioteca della scuola. Una studentessa universitaria, attualmente impiegata come bibliotecaria, lo trova e decide di leggerlo. Nasce così una corrispondenza ai margini fra i due. I due ragazzi si scrivono delle note a margine del testo, analizzano il romanzo, analizzano le note di Caldeira, cercano di ricostruire l’identità di Straka. I due si incontreranno? Chi sono veramente? È tutto vero quello che dicono di se stessi?

CAM00043[1]Questo è un romanzo (?) geniale, ideato dall’autore di Lost e scritto, ovvero posto in essere, da Doug Dorst. Credetemi, non avete mai letto niente di simile. In confronto le note a pié di pagina di David Foster Wallace in Infinite Jest vi sembreranno letteratura classica. Questo libro è un’esperienza visiva e sensoriale, prima ancora di essere un romanzo bellissimo, bellissimo. Vi inserisco qualche foto che ho fatto io stessa, così che vi possiate rendere conto di quello che intendo. Il libro è pieno non soltanto di note a margine, ma anche di foglietti, cartoline, tovaglioli e allegati di qualsiasi tipo e forma. Dunque: sebbene esista (perlomeno nella versione americana), NON comprate questo libro come ebook o, peggio che mai, come audiolibro, perché vi perdereste 2/3 dell’esperienza. Quella visiva e quella sensoriale. Vi rimarrebbe solo, seppur bellissima, quella strettamente narrativa.

Dicevo, questo libro è chiaramente uno dei più belli che io abbia letto quest’anno. Il più innovativo senz’altro.

Un esempio di come venga riprodotto il consumarsi fisico del libro

Un esempio di come venga riprodotto il consumarsi fisico del libro

Le tre storie, o i tre misteri, che ho elencato sopra, hanno dei fili conduttori che le accomunano: i margini e l’amore da lontano. Ci sono inoltre moltissimi livelli su cui è possibile leggere questo libro (chiamarlo romanzo sembra veramente riduttivo). Superficialmente, sembra una specie di storia di spionaggio. O di mistero. Chi sono tutti questi personaggi che si rincorrono? S., Straka, Caldeira, il dottorando, la bibliotecaria? Perché a un certo punto comincia a trasparire inquietudine e addirittura paura nelle note dei due corrispondenti? A che gioco stanno giocando quelli che rincorrono S.? Perché il suo nome non viene mai fatto? Cos’è la S? Una società segreta? Un gruppo di scrittori? Dei servizi segreti?

Più approfonditamente, sembra una storia d’amore, o meglio tre storie d’amore. Ma sarebbe un peccato dirvi di più su questo, posso solo dire che sono amori sbocciati da lontano, a volte senza neanche vedersi, e vissuti ai margini: di fogli, di libri, di scritti di qualsiasi tipo.

O ancora, il libro è una storia d’amore per la letteratura. L’amore del dottorando Eric per i libri di Straka, l’amore della bibliotecaria Jen per gli stessi libri, l’amore di Caldeira per ancora i medesimi libri. L’amore del lettore di questo testo multimediale per il libro che sta leggendo e per i libri in generale. L’amore per la letteratura, per la critica letteraria, per lo studio della letteratura.

Quale di questi livelli è predominante? A mio parere, uno di questi tre che ho detto, ma penso che possa essere un parere soggettivo e vorrei che scopriste da soli quale livello effettivamente prevalga sugli altri. Di fatto, comunque, sono tutti importanti.

Ma soprattutto, mi chiedo: è veramente importante sapere tutto di un autore? Mi ha fatto pensare molto a Elena Ferrante: ma ci importa veramente chi sia, se amiamo i suoi libri? Ma anche questo discorso è più complesso, in questo libro.

Un libro che va sicuramente riletto più volte per cogliere tutti i significati nascosti che si sono inevitabilmente persi con una prima lettura di un apparato così caotico. Non mi sento di consigliarlo a tutto, lo consiglio solo a chi ami il post-post-postmoderno. Altrimenti rischiate solo di fare una faticaccia immane e di non godervi per niente il libro.

CAM00046[1] CAM00047[1]

 

Annunci

Un pensiero su “J.J. Abrams e Doug Dorst, S.

  1. Pingback: Mark Z. Danielewski, House of Leaves | Sonnenbarke

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...