Michael Ondaatje, The English Patient (Sri Lanka)

Michael Ondaatje, The English Patient, Picador, London 1993. 307 pagine.

Non ho visto il film Il paziente inglese e non ero particolarmente attratta da questo libro, ma ho deciso di leggerlo per un motivo tanto semplice quanto banale: perché l’autore, Michael Ondaatje, è nato in Sri Lanka nonostante viva in Canada da molti anni, e il libro mi serviva dunque per il mio giro del mondo.

Sta di fatto che questo romanzo non mi è piaciuto per niente e, per quanto abbia sentito dire da più parti che il film è molto più bello, non mi viene voglia di vederlo, almeno per il momento.

Il libro si salva dall’insufficienza totale solo perché lo stile di Ondaatje mi è piaciuto molto, l’ho trovato molto lirico e dolce. Ma non si può valutare un romanzo per il solo stile di scrittura, pertanto il libro resta comunque insufficiente ai miei occhi, per quanto non finisca nell’elenco dei libri più brutti mai letti. Di sicuro però finisce in quello, ipotetico, dei più noiosi.

Ci ho messo una settimana a leggere un romanzo di 300 pagine, che per i miei standard di lettura è tutto dire. Non che si debba per forza leggere velocemente, ma il fatto è che io leggo velocemente, e quando questo non avviene è segno inequivocabile che il libro ha qualcosa che non va ai miei occhi.

La storia è nota quindi non la ripeterò, il fatto è che non ho capito bene dove questo romanzo volesse andare a parare. Voleva raccontare una, anzi due, storie d’amore? Voleva parlare del periodo caotico verso la fine della seconda guerra mondiale? Voleva parlare della vita dei partecipanti alla guerra? Voleva parlare della bruttura della guerra? Probabilmente voleva fare tutte queste cose insieme, e molte altre ancora, ma le fa, a mio avviso, molto male.

La pecca principale di questo romanzo è il suo essere terribilmente noioso, irrevocabilmente noioso. Racconta gli avvenimenti con molto lirismo ma con zero passione, se questo vi sembra possibile. Non fa venire nessuna voglia di “vedere come va a finire”, di scoprire cosa succede dopo, come si avviluppano i fili del destino dei personaggi. Fa tutto con un passo molto, troppo lento, con un incedere rallentato e sonnacchioso, che sicuramente sarà voluto ma non fa proprio per me.

In definitiva non ci voglio neanche sprecare troppe parole, perché a mio avviso questo sopravvalutatissimo romanzo non le merita.

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