Libri da Trinidad e Tobago

V.S. Naipaul, La metà di una vita, Adelphi: Figlio di un asceta che ha fatto voto di silenzio per ribellarsi ai privilegi della propria casta (e nel quale Naipaul, risolvendo un annoso dilemma, identifica l’ispiratore di Sul filo del rasoio di Maugham) e di una donna appartenente al gruppo sociale degli «sfavoriti», il giovane Willie Chandran si trasferisce dall’India nella Londra degli anni Cinquanta. Qui entra in contatto con la realtà degli immigrati caraibici e dei primi tumulti razziali, frequenta il mondo bohémien che anima la vita notturna di Notting Hill e pubblica un libro di racconti d’ambientazione latamente coloniale che riesce a ottenere il plauso – moderato – della critica. Ma l’incontro con Ana, immigrata dall’Africa portoghese, lo spingerà a sottoporsi a una seconda «traduzione»: la seguirà infatti nel suo paese d’origine, dove si celebrano gli ultimi, mesti riti del colonialismo. E in Africa resterà diciotto anni, senza per questo riuscire a sottrarsi a quel sentimento di estraneità che da sempre e ovunque lo affligge. Privo di una vera occupazione, timoroso di perdere tanto la sua lingua madre quanto l’inglese – che gli ha dato un barlume di notorietà letteraria –, mosso dal desiderio velleitario di condurre una vita più nobile di quella del padre, nella quale non vede eroismo bensì soltanto un’irredimibile povertà spirituale, Willie scivola malinconicamente verso una sorta di paralisi affettiva. Fino a dover amaramente riconoscere, superati i quarant’anni, di essere rimasto come una crisalide: incompiuto, senza cittadinanza nel mondo, in larga parte ignaro della vita e di se stesso.
Con la fredda lama del suo stile che ignora il superfluo, Naipaul consegna alla letteratura un memorabile ritratto che si colloca in posizione eminente nella galleria dei déracinés. Un ritratto che allude all’autore stesso – poeta degli apolidi e di coloro che soltanto nella scrittura riescono a trovare la propria vera casa.
La mia recensione: https://sonnenbarke.wordpress.com/2014/08/07/v-s-naipaul-half-a-life-trinidad-e-tobago/

V.S. Naipaul, Il massaggiatore mistico, Adelphi: Membro – suo malgrado – della comunità indù dell’isola di Trinidad, Ganesh Ramsumair è estraneo e insofferente, oltre che alla cultura delle sue origini, al­l’enclave degli invasori inglesi così come ai nativi afrocaraibici e alle loro convinzioni «primitive». Vive immerso nei libri, per i quali nutre una «voluttuosa riverenza», e coltiva una vaga vocazione alla scrittura, ma nella sua goffaggine sembra incapace di sottrarsi a un’esistenza prevedibile e mediocre: dapprima viene forzato a sposare un’ado­lescente della sua etnia e poi quasi costretto a ereditare il mestiere del padre ap­pena defunto – ovvero a diventare uno dei tanti (troppi) massaggiatori del­l’isola. Gli eventi prenderanno tuttavia una piega inattesa e paradossale: protetto da due bizzarri mentori, e assistito da una buona sorte nella quale riconoscerà i segni inequivocabili della predestinazione, Ganesh continuerà a scrivere con caparbietà, e soprattutto sco­prirà di possedere poteri taumaturgici e aura carismatica, fino a trasformarsi nel primo massaggiatore pandit nella storia di Trinidad. Da quel momento la sua ascesa sarà inarrestabile: i suoi libri diventeranno best seller e il «massaggiatore mistico», al culmine di una fulminea quanto rocambolesca carriera, finirà per assurgere al rango di leader politico.
Folgorante debutto di un Naipaul appena venticinquenne, Il massaggiatore mistico è un romanzo di formazione e insieme un trattato etnografico carico di ironia, dove la confusa identità di Trinidad non merita mai uno sguardo benevolo. Traspare tuttavia, in filigrana, l’amore malcelato per un paese ibrido e fantastico, dove si mescolano un sole che picchia malvagio e l’ombra dei tamarindi, le miserabili capanne con il tetto di paglia e gli alberi dei panfili – e il lento succedersi di nascite, matrimoni e funerali è l’unico motivo di distrazione.

Tutti i libri di V.S. Naipaul: http://it.wikipedia.org/wiki/Vidiadhar_Surajprasad_Naipaul#Opere

Steven Pressfield, I venti dell’Egeo, BUR: Il romanzo del conflitto che, secondo lo storico Tucidide, cambiò i destini del mondo: la guerra del Peloponneso, il conflitto trentennale fra Sparta e Atene. Nel racconto in prima persona di Polemide, ufficiale ateniese accusato di tradimento, rivive uno scontro titanico. Un romanzo di alto intrattenimento, che rispetta fedelmente la realtà storica.

Steven Pressfield, Io Alessandro, BUR: “Ho sconfitto imperi, soggiogato continenti, sono stato incoronato come un immortale al cospetto degli dei e degli uomini. Ma sono sempre rimasto un soldato…”: la vicenda umana di Alessandro Magno è elevata a saga epica dal virtuosismo narrativo di Steven Pressfield, che ricostruisce le vicende private e pubbliche che portarono un sovrano occidentale fino al cuore dell’India. Dopo aver affrontato battaglie e imprese avventurose, intrighi e insurrezioni dei soldati, il Macedone è pronto all’ultimo grande salto: oltrepassare il Gange per spingersi ai confini della terra. Ma è in preda a dubbi e timori e per questo cerca conforto nella compagnia del giovane cognato Itane, a cui ogni sera racconta la sua storia. Dai primi combattimenti, all’ascesa al trono di Macedonia: l’affascinante ritratto di un uomo appassionato e generoso, nato per combattere.

Tutti i libri di Steven Pressfield: http://www.rcslibri.it/ricerca/?cerca=Steven+Pressfield&tipo=Tutti

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