Libri dal Togo

Kossi Komla-Ebri, Neyla, Marna: Il tema di questo romanzo non è tanto l’amore, quanto ciò che questo sentimento vuole ma­scherare, ovvero i problemi vissuti da tutti coloro che hanno dovuto fare i conti col rimettere piede sulla propria terra.

Kossi Komla-Ebri, La sposa degli dèi, Marna: “Lassù, al villaggio di Dugà, gli anziani dicono di un ragazzo ribelle che è posseduto dallo spirito dell’Adédjé in piena. Kossivi, figlio di Mambono (madre di Mambo), fratello di Mambo e Gbédé, nipote dell’hunò Briyawo, già all’età di sette anni era posseduto dallo spirito dell’Adédjé in piena. Oggi, girando per le strade sassose e irregolari di Dugà, capita di incontrare un uomo di bassa statura, gambe arcuate, barba grigia incolta, viso scavato e occhi spenti… Nessuno avrebbe pensato che Kossivi, figlio di Mambono, nipote dell’hunò Briyawo, sarebbe finito così, come un’ombra silenziosa, lugubre, errante preda e bersaglio degli impietosi giochi dei fanciulli di Dugà. Le malelingue dicono che è una vittima dei vodù di suo zio, l’hunò Briyawo. Altri sostengono che ha voluto vedere oltre la notte.”

Kossi Komla-Ebri, Imbarazzismi, Marna: Il libro è una raccolta di aneddoti «che ci rimandano l’immagine di “noi” che hanno “gli altri” e che descrivono, da punti di vista che appunto non sono i “nostri”, situazioni del vivere quotidiano: spesso situazioni di imbarazzo» (Laura Balbo, già ministro per le pari opportunità).

Kossi Komla-Ebri, Nuovi imbarazzismi, Marna: «… ho sempre pensato che ragionare su come il linguaggio complica, distorce e pesa sulle relazioni, costituisca un importantissimo aspetto della nostra società, che si vuole multietnica e multiculturale e forse multilinguistica: ecco l’uso dell’italiano che, chissà perché, si fa approssimativo e caricaturale quando ci rivolgiamo a chi non si riconosce come uno dei “nostri” (con la pelle scura cioè). Leggiamoli con attenzione questi scritti, cerchiamo di imparare cose che sono davvero importanti per questo paese e per come vivrà (vivremo, loro e noi), nei prossimi anni. E un ultimo commento: apprezziamone il senso dell’umorismo, la “leggerezza”; noi, in genere, quando si tratta di queste cose, senso dell’umorismo e leggerezza, ne mostriamo poco» (Laura Balbo).

Tutti i libri di Kossi Komla-Ebri: http://it.wikipedia.org/wiki/Kossi_Komla-Ebri#Opere

Sami Tchak, La festa delle maschere, Morellini: Un incontro amoroso che sfocia in tragedia, una famiglia umile che accede ai privilegi della classe politica: l’imponderabile sovverte l’ordine naturale delle cose nel gioco spietato dei personaggi con il loro doppio. Prima di recarsi da Alberta, Carlos si guarda allo specchio e si ritrova addosso, come una maschera, l’antica ossessione: il viso del capitano Gustavo, uomo colto e affascinante che lo ha sedotto in occasione di un galà esclusivo. È il demone di un’identità mutilata in balia dell’attrazione incestuosa per la sorella Carla, che incarna la bellezza, suprema forma di potere cui tutto soggiace, e per Antonio-Antinoo, adolescente precoce figlio di Alberta.

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