Dave Eggers, The Circle

Dave Eggers, The Circle, Penguin, London 2013. 494 pagine.

Prima di tutto vi devo dire che non è possibile parlare di questo libro senza svelare molto della trama, quindi se avete intenzione di leggerlo in maniera “innocente” vi consiglio di non leggere questa recensione.

Anni fa lessi L’opera struggente di un formidabile genio e lo odiai con tutta me stessa. Perciò non avrei mai pensato di leggere e addirittura amare alla follia un altro libro di Dave Eggers. Invece ho trovato questo libro su Goodreads, ho visto buone recensioni, e ho deciso di prenderlo. E come ho detto me ne sono innamorata.

La prima parte del romanzo è la storia di Mae e dei suoi primi giorni di lavoro a The Circle, una multinazionale americana che sembra il figlio uscito dalla congiunzione di Google e Facebook, ma che in realtà è molto di più. La prima parte è dunque la descrizione assolutamente realistica del lavoro in una multinazionale, con tutto ciò che lo circonda: le riunioni in cui la gente urla “sei grande!” e applaude e ride, la palestra all’interno del “campus” (non ufficio, ma campus), i gruppi che vengono a suonare nel campus, ecc ecc. Vi assicuro che queste descrizioni sono molto realistiche, non c’è niente di particolarmente fantasioso in loro, anche se poi non tutte le multinazionali sono uguali ecc. ecc.

Mae è felicissima del nuovo lavoro, i genitori sono orgogliosi di lei, sembra un momento idilliaco. Solo i cinici direbbero “eh sì però lo spirito corporativo sembra portato un po’ all’estremo”. All’inizio sembra tutto perfettamente normale, seppure con forse un po’ più entusiasmo del dovuto.

La seconda parte è una discesa agli inferi, culminante in un totalitarismo monopolistico che ricorda molto da vicino il Grande Fratello di orwelliana memoria.

Frequentare gli eventi del campus diventa praticamente obbligatorio, se non sei social sei out e vieni ripreso dai superiori, i monitor della postazione di lavoro di Mae si moltiplicano fino a diventare nove. Quello che più mi ha colpito in questa fase del romanzo è che a Mae si richiede di essere attiva socialmente, sia nella vita reale che, soprattutto, nei social network, tanto che alla fine l’attività nei social network diventerà estremamente più importante di quella nella vita reale. Mae deve interagire sui social network, mettere “mi piace” e “non mi piace”, firmare petizioni online, avere tanti amici e tanti followers. Vi ricorda Facebook?

Questa parte del romanzo ci fa vedere gli effetti dell’essere social portati all’estremo, una relatà non tanto diversa da quella nostra attuale, dove molti pensano che se firmano una petizione online o condividono qualcosa su Facebook o si mettono come foto del profilo un’immagine simbolo allora cambierà qualcosa. E ripeto, non è tanto un’estremizzazione rispetto a quello che realmente accade oggi.

Ma la discesa agli inferi prosegue, e inizia la “trasparenza”, ovvero alcune persone iniziano a portare una telecamera intorno al collo, registrando ogni momento della propria vita. È consentito spegnere l’audio (non il video) solo quando si va in bagno, per non più di tre minuti, e spegnere del tutto la telecamera solo dopo le 10 di sera. Mae metterà questa telecamera dopo aver commesso un grave errore, ma non lo vede come una punizione quanto come qualcosa di caduto dal cielo, una cosa più ancora che positiva, addirittura celestiale. Mae diventa trasparente, e da lì il mondo crolla.

Io penso che questo libro sia geniale nella sua semplicità, perché l’idea non è poi particolarmente originale o stravagante. Il romanzo si limita a portare agli estremi quello che sta relamente accadendo in questo momento storico, ma non lo fa in modo fantascientifico quanto in modo logico, razionale. Se succede questo, allora può succedere anche quest’altro. È sicuramente una critica alla nostra società attuale con la nostra mania per i social network, ma non è tanto un romanzo distopico quanto un’estremizzazione del reale, un grido di allarme più che una satira.

«La privacy è un furto» è la frase centrale del romanzo, quella che spiega tutto, che fa capire la filosofia del Circle e le credenze di chi gli va dietro, come un gregge di tante pecore.

Il libro è pubblicato in italiano da Mondadori con il titolo Il cerchio.

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