Hugh Howey, Wool Omnibus Edition

Hugh Howey, Wool Omnibus Edition, Broad Reach Publishing, 2012. 550 pagine.

Tutti i miei lettori, credo, conoscono la mia passione per i romanzi distopici. Da qui a passare al post-apocalittico è un attimo, e infatti ultimamente mi sto buttando anche in questa, per me nuova, direzione. Di questo genere ho letto ultimamente The Stand (meglio noto in Italia come L’ombra dello scorpione), di cui non ho scritto una recensione perché non si può scrivere una recensione sulle pietre miliari della letteratura, o almeno io non ne sono capace. E ora sono approdata a Wool in questa edizione omnibus che raccoglie tutti i 5 brevi romanzi della prima parte della trilogia. Sì, un po’ complicato, ma ora vi spiego meglio.

Se frequentate Goodreads, dove magari avete molti amici e siete attivi in molti gruppi, non potete non avere sentito parlare di Wool. Tutti ne parlano, tutti lo leggono. Tanto che mi sono incuriosita e ho deciso di leggerlo anch’io, complice il fatto che questa mia edizione viene venduta a 2,99 € su Amazon.

Wool, in origine, era un racconto di una sessantina di pagine uscito qualche anno fa e pubblicato autonomamente dall’autore attraverso la piattaforma di direct publishing di Amazon. In seguito l’autore ha scritto altri quattro brevi romanzi, che oggi vanno a formare questa edizione omnibus di Wool. Wool, a sua volta, fa parte della trilogia del Silo, che comprende anche, nell’ordine, Shift e Dust. In italiano la trilogia è stata tradotta per Fabbri Editori e volendo si può comprare su Kindle in un solo ebook che costa 9,99 €, attualmente.

Wool è un esempio perfetto di un libro autopubblicato diventato grande grazie al passaparola dei lettori. Un po’, in piccolo, quello che successe a J.K. Rowling e Harry Potter. Ora naturalmente Hugh Howey non è la Rowling, ma il libro è veramente bello e merita di essere letto.

Tante parole e non ho ancora scritto niente a proposito del contenuto del libro…

Siamo in un futuro non ben determinato, post-apocalittico, in cui l’aria di fuori è ormai irrespirabile e piena di tossine mortali, dove la gente è costretta a vivere in un silo. Fuori non si esce, se non per “pulire”. E pulire significa, in pratica, morire. All’esterno del silo ci sono dei sensori che permettono a chi sta all’interno di vedere il triste e desolato mondo esterno. Non c’è davvero niente da vedere, ma agli abitanti del silo piace avere questo contatto con un mondo ormai inabitabile e irrimediabilmente ostile. Perciò, chi non obbedisce alle ferree regole della vita nel silo viene mandato fuori, a pulire i sensori, perché la vista all’interno possa tornare a essere chiara. Ed è proprio con la storia di una pulizia che inizia il libro.

Il crimine più tremendo in questa società, quello di cui tutti hanno imparato ad avere paura fin da bambini, è esprimere il desiderio di andare fuori dal silo. Chi commette questo crimine viene subito accontentato e mandato a pulire.

È questo il crimine di cui si macchia Holston, lo sceriffo del silo, per una serie di ragioni di cui verremo a conoscenza nel corso del libro. Questo avviene proprio all’inizio del romanzo.

Dire altro riguardo alla trama sarebbe un crimine peggiore che dire di voler andare fuori, perciò lascio alla vostra curiosità di andare a scoprire cosa succede dopo. Io vi posso solo dire che mi ha presa fin dalle prime parole, dalle prime frasi.

Altre cose che posso dirvi riguardo a questo romanzo? È scritto molto bene e, sebbene pecchi di alcune ingenuità (ci sono alcune cose che proprio non sono verosimili), secondo me costruisce con grande maestria un mondo che potrebbe anche essere. Ovvero, se distruggessimo completamente la Terra con il nostro vivere senza guardare più in là del nostro naso e della nostra generazione, sarebbe anche possibile immaginare un futuro in cui l’unica alternativa sarebbe vivere sotto terra. E questa società sotterranea è estremamente ben costruita.

Quello che mi manca sempre un po’ nel romanzo post-apocalittico è quello che viene prima di quel post, cioè l’apocalissi vera e propria. Un passaggio che Stephen King non fa mancare nel suo L’ombra dello scorpione, che come dicevo ho letto proprio recentemente. Mi interesserebbe sapere come si sia arrivati a quel livello, come sia stata possibile una distruzione tanto totale da costringere la gente a vivere sotto terra, perché sopra si muore quasi all’istante. Ma di questo non c’è traccia nel libro di Hugh Howey (come del resto in altri libri che si concentrano solo sul post-apocalissi). Può darsi che se ne parli nel resto della trilogia, ma qualcosa mi fa credere che non sarà così.

A parte questo, si tratta di un libro veramente bello che consiglio agli appassionati del genere.

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