Immanuel Mifsud, In the Name of the Father & of the Son (Malta)

Immanuel Mifsud, In the Name of the Father & of the Son (tit. originale Fl-Isem tal-Missier (u tal-Iben)), Midsea Books, Sta Venera 2011. Traduzione di Albert Gatt. 64 pagine.

Ecco oggi passare fra le mie mani un libro del tutto maltese per il mio giro del mondo. Il libro è stato scritto in maltese e pubblicato a Malta, tradotto poi in inglese per un’altra casa editrice maltese. Il breve libro, solo 64 pagine, ha vinto nel 2011 il premio European Union Prize for Literature.

Non si tratta di una vera e propria opera di finzione quanto piuttosto di cosiddetta non-fiction, in quanto è il racconto autobiografico (romanzato e poeticizzato) di alcuni aspetti della vita dell’autore: il rapporto con il padre e con il figlio neonato.

Il libro è, possiamo dire, una specie di poesia d’amore per il padre e per il figlio appena nato – dico una poesia perché la prosa di Mifsud è molto poetica. Naturalmente Mifsud vede anche i difetti del padre, a partire da quel divieto di piangere impostogli in tenera età, quel volere essere macho a tutti i costi, quel maschilismo non troppo mascherato, dovuto forse anche all’epoca e al fatto che è stato soldato. Eppure ciò non impedisce all’autore di amare suo padre, si sente in ogni parola che scrive.

Il racconto parte da un diario tenuto dal padre e trovato dall’autore: Mifsud dice che avrebbe voluto pubblicarlo, ma poi da lì si è sviluppata un’altra storia. Il padre dell’autore è un veterano della seconda guerra mondiale, tornato a casa con una ferita alla gamba che lo rende zoppo. Mifsud padre vieta al figlio di piangere, ma un giorno il figlio lo vede piangere davanti alla tomba della madre, la nonna dell’autore. Capisce così che anche i soldati piangono. Da lì si dipana la storia della famiglia dei Mifsud, di cui Immanuel è l’ottavo figlio, che continua poi con la nascita del figlio dell’autore.

L’idea del libro è bella, la scrittura è buona, ma non mi ha coinvolto fino in fondo e non capisco perché. Forse perché in verità, pur essendo promettente, il libro non ha niente di fuori dal comune, ed essendo una persona che legge tanto questa cosa la sento e un po’ mi frena nell’ammirazione per i libri che leggo.

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