Libri dalla Spagna

Toledo

Carlos Ruiz Zafón, L’ombra del vento, Mondadori: Mystery, romanzo storico e tragedia amorosa che fa rivivere la grande tradizione del feuilleton ottocentesco, L’ombra del vento è stato un clamoroso caso editoriale, il libro che nel 2001 ha imposto Zafón come una delle voci più significative della narrativa internazionale, e da allora non ha smesso di stregare milioni di lettori con il fascino della sua storia e delle sue atmosfere.
La mia recensione: https://sonnenbarke.wordpress.com/2014/07/26/carlos-ruiz-zafon-lombra-del-vento-spagna/

Carlos Ruiz Zafón, Marina, Mondadori: Barcellona, fine degli anni Settanta. Óscar Drai è un giovane studente che trascorre i faticosi anni della sua adolescenza in un cupo collegio.
Di tanto in tanto ama allontanarsi dalle soffocanti mura del convitto per perdersi nel dedalo di vie, ville e palazzi di quartieri che trasudano a ogni angolo storia e mistero. In una di queste fughe il giovane si lascia rapire da una musica che lo porta fino alle finestre di una casa.
All’interno, su un tavolo, un antico grammofono suona un’ammaliante canzone; accanto, un vecchio orologio da taschino dal quadrante scheggiato. Óscar, senza sapersi spiegare il perché, sottrae l’oggetto e scappa. Qualche giorno dopo torna per restituire il maltolto e incontra la giovane Marina e il suo enigmatico padre, il pittore Germán. Il suo innato amore per il mistero si intreccerà da quel momento ai segreti inconfessabili del passato di una famiglia e di una Barcellona sempre più gotica e sempre più amata, che lo spingeranno verso l’irrevocabile fine della sua adolescenza.

Tutti i libri di Carlos Ruiz Zafón: http://it.wikipedia.org/wiki/Carlos_Ruiz_Zaf%C3%B3n#Opere

Miguel de Cervantes, Don Chisciotte della Mancia, Bompiani: Nel maggio del 2002 una giuria composta da un centinaio di scrittori di oltre cinquanta Paesi ha scelto il romanzo di Cervantes come la “la migliore opera di finzione del mondo” di tutti i tempi, assai più votato delle opere di Proust, Shakespeare, Omero, Tolstoj… Cos’ha Don Chisciotte per meritare una tale preferenza? Nessuno potrà dirlo con sicurezza. Ma un fatto è certo: dal momento della sua apparizione nel 1605, questo libro ha goduto in modo crescente di una stima e di un successo eccezionale. Questa edizione bilingue del capolavoro di Cervantes ha tre caratteristiche che la rendono unica: il testo critico spagnolo, frutto della comparazione di un centinaio di edizioni antiche e moderne, è una summa di quattrocento anni di studi preparata da Francisco Rico, filologo di fama internazionale e grande studioso dell’opera cervantina; è corredata di un apparato di note, tanto essenziali quanto illuminanti, molto utili anche ai lettori più dotti; infine è dotata, a fronte, di una traduzione italiana di Angelo Valastro Canale, che si è avvalsa dei più recenti commenti al Don Chisciotte: per la sua originalità (talvolta provocatoria) e per le novità introdotte nell’interpretazione di alcuni passaggi, questa nuova versione è destinata a diventare un punto di riferimento.

Arturo Pérez-Reverte, Il club Dumas, BUR: Il celebre bibliofilo Lucas Corso è abituato a indagare sui libri antichi come un detective sulle tracce di un crimine. Questa volta deve verificare l’autenticità di un capitolo manoscritto dei Tre moschettieri e decifrare l’enigma nascosto in un testo rarissimo, Le Nove Porte del Regno delle Ombre, un manuale di magia nera. Le nove incisioni contenute nel libro sono l’unico indizio di un lungo viaggio che conduce Corso dai vicoli di Toledo al Quartiere latino di Parigi, lungo i sentieri impervi dell’occulto. Un allucinato gioco di specchi che sfida l’intelletto e l’immaginazione, tra apparizioni angeliche e pericolose seduzioni.
Un estratto: http://www.rcslibri.it/wp-content/uploads/2014/10/14/255663/3035378-9788817076814_abstract.pdf
La mia recensione: https://sonnenbarke.wordpress.com/2014/10/12/arturo-perez-reverte-il-club-dumas/

Arturo Pérez-Reverte, La tavola fiamminga, BUR: Chi ha ucciso il cavaliere? Un’iscrizione riemerge dal restauro di un quadro fiammingo del Quattrocento, La partita a scacchi di Pieter Van Huys. La giovane donna che l’ha riportata alla luce, Julia, si trova improvvisamente coinvolta nell’indagine mozzafiato su un misterioso delitto irrisolto: due anni dopo la realizzazione del quadro, nel 1469, uno dei due scacchisti ritratti nel dipinto, un cavaliere, era stato effettivamente assassinato. In una Madrid insolita e sfuggente, Julia è costretta a giocare una partita mortale che prosegue da cinque secoli mentre il suo mondo, tra galleristi, imbroglioni e collezionisti d’arte, viene sconvolto da due omicidi. È solo l’inizio di una tesissima partita a scacchi, fino all’ultima mossa mortale. Un classico dalla penna di Pérez-Reverte, un thriller colto che ha fatto scuola.
Un estratto: http://www.rcslibri.it/wp-content/uploads/2014/10/14/255667/3035376-9788817076821_abstract.pdf

Tutti i libri di Arturo Pérez-Reverte: http://it.wikipedia.org/wiki/Arturo_P%C3%A9rez-Reverte#Bibliografia

Javier Marías, Un cuore così bianco, Einaudi: Un cuore così bianco è un romanzo sull’amore e sulla morte e su ciò che non si dovrebbe dire e su ciò che non si vorrebbe sapere, strutturato con grande abilità, in cui tutti i personaggi, con i loro dubbi e la loro possibile intercambiabilità, trasmettono un senso di profonda inquietudine e lasciano nel lettore una sensazione di realtà ineffabile e scomoda, precaria, impossibile da definire e difficile da accettare. «Un cuore così bianco» è una citazione dal Macbeth. Lady Macbeth, saputo dell’assassinio del re Duncan da parte del marito, gli si rivolge con queste parole: «Le mie mani sono come le tue, ma ho vergogna di avere un cuore così bianco». E un cuore bianco lo possiede non chi è senza colpe, ma chi non è stato contagiato dalle parole e dalle colpe degli altri.

Javier Marías, Domani nella battaglia pensa a me, Einaudi: Tutto comincia all’improvviso. In un appartamento di Madrid, Marta invita a cena Víctor. Il marito Eduardo è a Londra per lavoro, il figlio finalmente dorme. I due, che si conoscono appena, si baciano, hanno davanti un’intera notte. Ma a un tratto, Marta si sente male. Muore in pochi minuti. Cosa fare? Nulla potrebbe essere più paurosamente casuale di quell’evento. Victor rimane impigliato nei fili misteriosi della vita della sua non-amante e ne insegue come in un labirinto i segreti, fino a scoprire a poco a poco situazioni incredibili e personaggi sfuggenti. Nessuno è quello che sembra, fantasmi e chimere hanno più consistenza delle persone in carne e ossa (il titolo del libro è tratto dal Riccardo III di Shakespeare). Marías è bravo a disseminare la vicenda di indizi e dettagli come in un giallo e mostrarci l’altra metà della vita, quella nascosta e dissimulata. Raccontandoci l’inganno e svelandone la macchina che esso mette inevitabilmente in moto, Domani nella battaglia pensa a me racconta l’illusoria realtà in cui siamo sprofondati.

Tutti i libri di Javier Marías: http://www.einaudi.it/catalogo/%28tiporicerca%29/RicercaSemplice/%28authors%29/Javier%20Mar%C3%ADas/%28searchSessionKey%29/Libri%20di%20Javier%20Mar%C3%ADas/%28enableEinaudiScore%29/true/

Enrique Vila-Matas, Il mal di Montano, Feltrinelli: Il figlio del narratore, Montano, è afflitto da una malattia letteraria che gli impedisce di scrivere, e questo dopo aver pubblicato un romanzo dedicato appunto agli scrittori che un giorno, per un motivo o per un altro, o per nessuno in particolare, hanno rinunciato alla scrittura. Il padre, Rosario Girondo, critico letterario, dà il nome del figlio a questo temibile male. Anche lui si sente afflitto dal medesimo morbo: malato di letteratura, saturo di libri e citazioni, pensa e si esprime solo attraverso parole altrui. Nella sua mente si mescolano mal di Montano e morte, fino a quando il suo amico Tongoy, un perfetto sosia di Dracula, gli consiglia di sintetizzare le due questioni in una sola: la morte della letteratura. Segue quindi un’acuta riflessione sul probabile decesso della letteratura, e sulle possibilità per contrastare questa catastrofe, tentando magari di incarnarsi in essa, di diventarne la memoria vivente, di morire nella letteratura, di contrastare con tutti i mezzi coloro che vogliono la sua morte: i commerciali, gli amministratori, i direttori del marketing e altri. Se la prima parte del romanzo si presenta come diario intimo di Girondo, nella seconda il narratore confessa ai lettori l’artifizio: Montano, come la maggior parte delle vicende raccontate, non è mai esistito. Decide allora di dare seguito al suo proposito di diventare memoria vivente della letteratura scrivendo un dizionario della sua vita nel quale compaiano gli autori che lo hanno segnato, che compongono la sua identità. Ne derivano, ispirati a ciascuno degli scrittori citati, una labirintica serie di collegamenti, riflessioni personali e aneddoti dotti o fittizi, nei quali si delinea una passione intransigente per la ‟vera” letteratura. Amiel, Gide, Kafka, Mansfield, Michaux, Pessoa, Pavese, Valéry sono solo una parte della fantasmagoria di autori citati in questo delirio letterario dove il confine tra realtà e finzione è abbattuto.
Il mal di Montano è la vittoria della letteratura: grazie a essa, infatti, si può intravedere un’idea di sopravvivenza, una forma di salvezza, una possibilità di significato per la propria esistenza.

Enrique Vila-Matas, Dottor Pasavento, Feltrinelli: L’eroe morale dello scrittore e dottore Pasavento è Robert Walser. Ne ammira il desiderio di passare inosservato, la vita di bella infelicità che portò avanti e l’estrema ripugnanza che gli davano il potere e la grandezza letteraria. Perseguire il destino di questo scrittore significa per Pasavento ritirarsi dal mondo, come lo prova d’altronde la sua calligrafia, sempre più microscopica, e che infine lo porta ad abbandonare la penna per la matita perché più vicina alla sparizione, all’eclisse. Vuole nascondersi, e un giorno sparisce. Crede che lo cercheranno, come cercarono Agatha Christie quando scomparve per undici misteriosi giorni mettendo in subbuglio l’intera Gran Bretagna. Ma nessuno cerca il dottor Pasavento e a poco a poco s’impone questa semplice verità: nessuno pensa a lui. Lo vediamo allora ricorrere alla strategia della rinuncia. All’Io, alla grandezza e alla sua supposta dignità, tra mille contraddizioni, fino a credere d’incarnare da solo la storia della sparizione del soggetto in Occidente. Nel viaggio che lo porta al manicomio svizzero dove visse molti anni Robert Walser, mette a punto l’arte tanto coltivata dal suo ammirato maestro: l’arte di convertirsi in nulla.

Tutti i libri di Enrique Vila-Matas: http://www.feltrinellieditore.it/autori/autore/vila-matas-enrique/

Manuel Vázquez-Montalbán, Il centravanti è stato assassinato verso sera, Feltrinelli: “…Perché avete usurpato il ruolo degli dèi che in altri tempi guidarono la condotta degli uomini, senza arrecare conforti soprannaturali, ma soltanto la terapia dell’irrazionale.
Perché il vostro centravanti vi fa gestire vittorie e sconfitte dalla comoda poltrona di cesari minori: il centravanti verrà ucciso all’imbrunire.”
È una lettera anonima indirizzata alla squadra di calcio più ricca del mondo, ma in momentaneo ribasso. Per questo si è comprata il miglior centravanti inglese. E per tutelare l’incolumità della star calcistica dal delirio di un folle, il presidente della società chiama in suo aiuto il nostro Pepe Carvalho, che si vede così costretto in una nuova avventura barcellonese, in una città sconvolta dai lavori e dalle speculazioni per i Giochi Olimpici del 1992.
Un thriller per giallisti-sportivi e sportivi-giallisti.

Manuel Vázquez-Montalbán, Ho ammazzato J.F. Kennedy, Feltrinelli: Per i fedeli di Pepe Carvalho questo romanzo è il primo giorno della creazione, la tessera mancante del mosaico, l’officina del futuro. Qui nasce Pepe Carvalho, super agente segreto gallego con licenza di uccidere, ex iscritto al Partito comunista spagnolo e ora membro della Cia. Ma le sorprese non si esauriscono qui. Ci troviamo immersi in un romanzo quasi sperimentale, molto visionario, certamente scatenato. Montalbán guarda con fiera nostalgia a quest’opera in cui John Kennedy è appena diventato presidente e il suo clan vive nel cosiddetto Palazzo delle Sette Galassie, una meraviglia architettonica sospesa fra le nubi sopra la Casa Bianca, dove si collezionano celebrità. Finora inedito in Italia, Ho ammazzato J.F. Kennedy, è stato scritto nel 1970, quando il sogno impossibile per molti era quello di ammazzare il generale Franco, invece di Kennedy, e con il suo anticonformismo e la sua capacità di trasmettere valori e memoria storica in racconti di avventura ha inaugurato una stagione di libertà per scrittura e lettura.

Tutti i libri di Manuel Vázquez Montalbán: http://it.wikipedia.org/wiki/Manuel_V%C3%A1zquez_Montalb%C3%A1n#Bibliografia

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...