Libri dalla Slovacchia

Jarmila Ockayova, Occhio a Pinocchio, Cosmo Iannone: In ascolto da centoventicinque anni e spazientito dalle infinite interpretazioni delle sue avventure, Pinocchio decide di raccontarle in prima persona, di svelare i retroscena della sua storia e la sua visione del mondo degli uomini, che lui attraversa in una sorta di odissea iniziatica.
Giorgio Manganelli scrisse che nella favola di Collodi ogni parola “nasconde altre innumerevoli parole”. E forse il nuovo protagonista di questo racconto è proprio lei, la parola. Che illumina o devasta, fa sognare o annichilire, crea legami, vivifica e riscalda gli affetti, oppure genera avversioni e sopraffazioni, può essere fonte di equivoci e strumento di manipolazioni e inganni o potenziale di pensiero e di amore, risorsa inesauribile nella ricerca di una pienezza di vita. Attraverso la parola, portatrice e portavoce di empatie e crudeltà, si dipana il filo delle esperienze e delle emozioni di Pinocchio e di ciò che siamo soliti chiamare condizione umana. E che talvolta andrebbe definita disumana, come ci fa notare questo “burattino senza fili” e senza dissimulazioni.

Jarmila Ockayova, Verrà la vita e avrà i tuoi occhi, Baldini & Castoldi: Un breve romanzo che affronta due tematiche classiche (l’amicizia, la morte) e altre più legate al mondo contemporaneo (il disagio giovanile, l’anoressia come rifiuto di una vita basata sull’apparenza, l’incomunicabilità generazionale), viste con gli occhi delle due giovani protagoniste: Barbara e Stefania. Due amiche ventenni molto diverse fra loro: Barbara cupa e complicata, Stefania concreta e spontanea. Due ragazze profondamente dissimili, eppure profondamente unite nel difficile viaggio di passaggio dalla gioventù alla vita adulta, viaggio che condurrà la coppia a provare gioie e sofferenze, brevi lampi di serenità ma anche il lancinante dolore della malattia e della morte.

Jarmila Ockayova, Appuntamento nel bosco, Edizioni EL: Nell’atmosfera incantata di un piccolo villaggio contadino sotto i Monti Carpazi nasce un’amicizia insolita fra due ragazze: Wanda, slovacca e nativa del villaggio, e Ramona, appena arrivata dalla Croazia e completamente isolata, esclusa. Da Wanda Ramona ha imparato alcuni riti magici: parlare con gli alberi, dipingere il cielo di nuvole e anche richiamare i morti in una danza di vita. Le due amiche preparano uno di questi riti e si danno appuntamento nel bosco. Ma a quell’appuntamento Ramona non arriverà mai. Età di lettura: da 15 anni.

Adolf Burger, L’officina del diavolo, Nutrimenti: Nel 1942 un telegramma raggiunge i comandanti dei campi di concentramento disseminati in territorio tedesco: contiene l’ordine di reclutare tutti gli internati ebrei con esperienza nel settore grafico e di provvedere al loro trasferimento nel campo di Sachsenhausen, alle porte di Berlino. È l’inizio della cosiddetta ‘operazione Bernhard’, un piano elaborato dalle alte sfere del Terzo Reich per la produzione su vasta scala di false sterline inglesi. A Sachsenhausen si ritrovano in centoquarantadue, scampati alla morte per fame, per malattia, alle camere a gas. Vengono nutriti, rivestiti. Per la prima volta dal giorno della loro deportazione vengono trattati come uomini. Vivranno in totale isolamento all’interno di due baracche, la 18 e la 19, circondate su ogni lato dal filo spinato, con le finestre verniciate di bianco. Dentro si nasconde una vera e propria officina per la produzione di banconote e francobolli falsi, di documenti contraffatti. Gli internati del ‘Kommando’ falsari hanno privilegi che gli altri non hanno. Letti comodi, armadietti personali. Mangiano a sufficienza, possono leggere. Ma quel luogo custodisce un segreto che non dovrà mai essere svelato. Impossibile sperare di uscirne vivi. L’officina del diavolo nasce dai ricordi di Adolf Burger, numero 64401 a Auschwitz, tipografo nelle baracche 18 e 19 di Sachsenhausen. Racconta le atrocità di Auschwitz e di Birkenau, i dettagli tecnici dell’operazione di falsificazione, le rocambolesche ultime fasi della prigionia, fino alla liberazione. Una delle più ciniche operazioni del Terzo Reich viene svelata attraverso l’avventura di un uomo che ha mantenuto la promessa fatta a sé stesso: sopravvivere per raccontare l’inferno dei campi di concentramento. Contro qualsiasi tentativo di alterare la verità.

Pavol Strauss, Stretta è la porta…, Edizioni Paoline: Il testo scritto da Pavol Strauss nel 1948, è diviso in due parti.
Nella prima, attraverso alcuni piccoli saggi, egli propone una acuta riflessione sulla condizione umana e sul significato dei nostri atteggiamenti verso Dio, verso noi stessi e verso il mondo.
Da qui egli indica al lettore il modo per intraprendere la strada di un profondo rinnovamento interiore.
L’Autore affronta temi quali: il nostro timore per il futuro, la sincerità, la libertà, il male, la sofferenza, la preghiera, l’anima.
La seconda parte del libro è costituita da una raccolta di pensieri, frasi, aforismi in forma di diario, su temi esistenziali e di fede.
Spiccano: le riflessioni sull’essere davvero cristiani, la lettera a una coppia appena sposata, gli auguri di matrimonio al fratello…
Strauss è stato un appassionato ricercatore di Dio e un maestro dei valori spirituali. L’evento chiave che ha segnato la sua vita è stata la conversione al cristianesimo: da quel momento lo scrittore ha messo tutto il suo impegno per seguire Cristo in un costante lavoro su se stesso e nell’amore verso il prossimo.
Questo libro coinvolge il lettore nello stesso entusiasmo dell’Autore: diventare davvero cristiani.

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