Joseph Roth, La leggenda del santo bevitore (Austria)

Joseph Roth, La leggenda del santo bevitore (tit. originale Die Legende vom heiligen Trinker), Adelphi, Milano 1992. 73 pagine.

Sono laureata in letteratura tedesca, con particolare focus sulla letteratura austriaca, e nonostante questo non avevo mai letto nulla di Joseph Roth. Una lacuna imperdonabile, che finalmente ho potuto in parte colmare grazie al bookcrossing, che ha messo sulla mia strada questo breve racconto di Roth. Dico in parte perché naturalmente ci vuole molto di più per conoscere un autore, ma un primo piccolo passo è stato fatto.

La storia è quella di Andreas, un bevitore, anzi un ubriacone, che vive sotto i ponti a Parigi. Un giorno il protagonista incontra un uomo che gli offre duecento franchi, con l’unica richiesta di ripagare il debito, quando gli sarà possibile, a santa Teresa nella chiesa di Santa Maria di Batignolles, a cui egli è devoto. Andreas accetta i soldi e si fa onore di rispettare l’impegno preso, ma la cosa non sarà così semplice. Avviene infatti sempre qualcosa che gli impedisce di restituire il denaro, ma il protagonista non se ne fa un problema perché gli accade una serie incredibile di “miracoli” e pensa che comunque ne avverrà sempre un altro in modo da permettergli di restituire i soldi.

Il racconto è sostanzialmente una parabola che si può leggere in senso religioso ma anche laico, se si crede che la vita sia dominata dal caso anziché dalla provvidenza.

Mi è dispiaciuto soltanto che fosse così breve, perché credo che una forma più lunga avrebbe giovato alla storia, ma sono comunque stata contenta di leggere questo bel racconto, e spero di proseguire presto l’esplorazione di questo autore.

[Questo post è pubblicato anche sul blog delle letterature altre.]

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3 pensieri su “Joseph Roth, La leggenda del santo bevitore (Austria)

  1. Roberto R. Corsi

    io ho letto, oltre a questo, “La cripta dei cappuccini”, “Il peso falso” e “Fuga senza fine”; proprio quest’ultimo è quello che mi ha colpito, con uno stile immaginifico e mirabolante.

  2. ilmestieredileggereblog

    Anche a me questo è piaciuto tanto, così come “La cripta dei cappuccini”. Mi hai fatto venire in mente un altro romanzo che avevo letto nello stesso periodo, di Bohumil Hrabal, “Una solitudine troppo rumorosa” (lui è ceco, mi pare), di cui mi era piaciuto anche “Ho servito il re d’Inghilterra”. Ma sto divagando…. scusa….

  3. Marina Autore articolo

    Non ti scusare, mi piacciono le divagazioni, soprattutto se riguardano i libri. Di Roth ho letto solo questo, ma ne ho altri due a casa e vorrei leggerli appena possibile. “Una solitudine troppo rumorosa” l’ho letto anch’io e adorato, è bellissimo! Tra l’altro se riesco a ritrovarlo nel caos delle mie librerie casalinghe mi piacerebbe rileggerlo.

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