Libri dal Senegal

Monumento al Rinascimento africano

Fatou Diome, Sognando Maldini, Edizioni Lavoro: Una galleria di ritratti di emigrati africani in Francia è il fulcro di questo romanzo d’esordio, per vari mesi in vetta alle classifiche di vendita francesi. Tra i vari personaggi spiccano la protagonista, Salie, una donna ormai in bilico tra due continenti, e il suo interlocutore privilegiato, Madické, il fratellino rimasto al villaggio con il sogno di diventare un famoso calciatore, come il suo idolo Maldini. Lucida visione dei mille risvolti dell’emigrazione nella società globalizzata, la narrazione mette in primo piano le aspettative e gli squilibri vissuti da chi lascia una realtà povera di mezzi, ma ricca di umanità, per trovarsi immerso in un mondo che mortifica la dignità e infrange tutti i sogni.

Pap Khouma, Noi italiani neri, Baldini & Castoldi: Quali sono, oggi, le aspirazioni e i disagi quotidiani di chi indossa la pelle nera in Italia? Come vivono i nuovi italiani neri, figli di coppie miste, o adottati, o nati da genitori africani residenti da decenni nel nostro Paese? E soprattutto, esiste un problema razzismo in Italia? Come va concepita la nozione di cittadinanza nella nostra società, destinata a essere sempre più multietnica? Mescolando sapientemente l’inchiesta giornalistica con la finzione narrativa, il piano del presente e del passato, Noi italiani neri si muove tra i campi di calcio – infestati dal razzismo degli ultra, in Italia, Francia e Inghilterra, a volte con la connivenza di certa politica – e i campi di battaglia della seconda guerra mondiale, raccontando il sacrificio di migliaia di soldati neri che combatterono contro le armate hitleriane, contribuirono alla vittoria ma non poterono, per il razzismo dei vertici militari americani, partecipare alla parata per la liberazione di Parigi e furono dimenticati dalla storiografia europea. Dal calcio alle banlieue, modello di integrazione fallita da cui trarre utili lezioni per le nostre periferie, attraverso le parole di figli delle migrazioni africane nati o cresciuti tra Parigi e Milano, giovani che amano la terra dove sono nati, ma cui viene negata la piena cittadinanza, anche dopo diverse generazioni.

Pap Khouma, Io, venditore di elefanti, Baldini & Castoldi Dalai: Pubblicato la prima volta nel 1990, Io, venditore di elefanti. Una vita per forza fra Dakar, Parigi e Milano è diventato nel corso del tempo e delle edizioni un autentico longseller. È stato soprattutto un libro letto e discusso, moltissimo nelle scuole, per l’interesse della testimonianza che correggeva molti giudizi e pregiudizi a proposito dell’immigrazione e per la scelta di rinunciare a qualsiasi forma saggistica. Così la storia raccontata da un immigrato senegalese, Pap Khouma, a un giornalista italiano, Oreste Pivetta, si presenta come un romanzo-reportage alla scoperta di una realtà conosciuta spesso solo superficialmente e grossolanamente. Quella di Pap è l’esistenza di un clandestino che per sopravvivere deve vendere e per vendere deve percorrere tanta strada, trovare continuamente nuove “piazze”. Dovrà nascondersi, scappare davanti ai poliziotti, cercare un tetto per ripararsi… L’approdo è un manifesto che gli comunica una via legale per uscire dalla clandestinità. Vi si annuncia una sanatoria. Non sarà solo un permesso di soggiorno però a cambiare la sua vita: conteranno l’esperienza, la volontà, la conoscenza, conteranno anche le amicizie conquistate un poco alla volta, per vivere da cittadino in un Paese che faticosamente sta cambiando e che faticosamente sta imparando, tra mille contraddizioni, a considerare come parte di sé donne e uomini di altre lingue, di altre religioni, di altre culture.

Pap Khouma, Nonno Dio e gli spiriti danzanti, Baldini & Castoldi Dalai: Un giovane uomo torna nella sua Africa, in un paesino immaginario in pieno Sahél, dopo sette anni di assenza. Ritrova una moglie dimenticata, un figlio mai conosciuto, una madre amatissima, i ricordi dell’infanzia. Ma anche un mondo di cui non riconosce più i meccanismi: ormai cittadino d’Europa, fatica a riconoscere l’Africa delle guerre e del sangue, degli amori, dei riti magici e dei mangiatori d’anime. Né il senso religioso, né la dimensione magica gli appartengono più. Pap Khouma, senegalese di nascita, milanese d’adozione, è giornalista e scrittore. Dopo molti anni torna con questo romanzo alla narrativa. Oggi è direttore della rivista on-line di letteratura della migrazione “El-Ghibli”.

Joseph N’Diaye, La schiavitù spiegata ai nostri figli, Epoché: Per più di tre secoli, milioni di africani sono stati catturati e venduti come bestie al miglior offerente. Uomini, donne e bambini venivano separati e ammassati senza pietà nelle stive delle navi negriere, che li portavano nelle Americhe per lavorare come mano d’opera gratuita nelle piantagioni di cotone, di tabacco, di caffè o di canna da zucchero. Questo tipo di schiavitù, crudele e infame, si differenziava radicalmente da quello delle società antiche, poiché negava ai “negri” la qualità di esseri umani. Joseph N’Diaye, Conservatore della Casa degli schiavi di Gorée, piccola isola al largo di Dakar in Senegal diventata il simbolo mondiale della tratta negriera, racconta questo crimine contro l’umanità con parole semplici ed efficaci, dirette alle giovani generazioni, affinché ne custodiscano la memoria e stiano sempre in guardia, poiché le lotte per la libertà umana non finiscono mai.

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