Ernest Cline, Ready Player One

Ernest Cline, Ready Player One, Century, London 2011. 386 pagine.

In questo periodo avevo decisamente bisogno di leggere qualcosa di più leggero, e ne avevo bisogno a breve, quindi mi sono scaricata questo libro sul Kindle. Su Goodreads se ne fa tanto parlare e la maggior parte delle recensioni sono positive. Non è un genere che di solito leggo, poiché siamo nell’ambito della fantascienza young adult, o qualcosa del genere, ma mi ha fatto anche bene uscire dalla mia “comfort zone”. Ogni tanto è una cosa che si deve fare.

All’inizio del romanzo siamo in una sorta di mondo distopico, nel 2044, quando le energie non rinnovabili, specialmente il petrolio, sono finite e il mondo è un posto pieno di povertà e di disperazione. Per scappare da questa realtà così cupa, la gente si rifugia nell’OASIS, una sorta di videogioco, o meglio una vera e propria realtà virtuale in cui le persone vivono, vanno a scuola, si innamorano ecc. Quando il creatore dell’OASIS muore, decide di lasciare tutto a chi troverà l'”Easter egg” nascosto nel gioco. Per arrivare a questo “egg” bisogna trovare tre chiavi, che aprono tre porte, e per farlo bisognerà dimostrare la perfetta conoscenza delle passioni di Halliday, il creatore dell’OASIS: gli anni ’80 e la loro cultura. Musica, film, videogiochi, eccetera. Perciò molte persone iniziano a studiare la vita e le passioni di Halliday e si mettono alla ricerca della sorpresa, ottenuta la quale il vincitore avrà in eredità il controllo del videogioco e l’intero lascito di Halliday.

È un romanzo che appassionerà moltissimo i nerd, i geek, gli amanti degli anni ’80 e gli appassionati di videogiochi. Ma non solo, perché io non rientro in nessuna di queste categorie eppure ho amato tantissimo questo libro. Ha anche dei difetti, per carità, delle piccole sviste e scivoloni, e non è certo un’opera originale, ma credo che non voglia affatto esserlo. In definitiva Cline scrive con questo libro una sorta di omaggio appassionato alla cultura degli anni Ottanta. Sicuramente lo apprezzerà di più chi saprà riconoscere le varie citazioni presenti, ma comunque non potrete fare a meno di riconoscerne almeno alcune. Ripeto, credo che questo romanzo non aspiri ad essere un’opera di grande letteratura, ma un’opera di intrattenimento, e riesce benissimo nel suo intento.

In italiano è stato tradotto da Isbn Edizioni con il titolo di Player One, ma quello che mi risulta difficile capire è come faccia ad avere 640 pagine quando l’originale ne ha 386. Misteri dell’editoria. Comunque consiglio a chi può di leggerlo in lingua originale perché ci sono anche dei giochi di parole interessanti.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...