Libri dalla Repubblica Sudafricana

Monti dei Draghi

Nadine Gordimer, L’aggancio, Feltrinelli: L’incontro casuale in un garage di Cape Town tra una ricca ragazza bianca e un giovane arabo, colto ma povero, mette in moto una serie di eventi inimmaginabili. Abdu, l’uomo del garage, si chiama in verità Ibrahim ibn Musa. È immigrato illegalmente in Sudafrica da un misero paese africano con una laurea in economia. La ragazza è Julie Summers, insofferente al proprio ambiente privilegiato ma culturalmente ristretto. La loro relazione è sostenuta all’inizio da una forte attrazione sessuale che è quasi l’unico linguaggio comune tra due mondi assolutamente diversi. Ma la loro storia si rafforza al punto che, quando le autorità obbligano Ibrahim a tornare nel suo paese, Julie sorprende la famiglia, gli amici e soprattutto se stessa decidendo di seguirlo come moglie. In una piccola città sommersa dalla polvere e circondata dal deserto, Julie lotta per essere accettata dalla sua nuova famiglia mussulmana. Ibrahim, intanto, continua a lottare per emigrare ancora, verso gli Stati Uniti. Quando finalmente arriva il momento della partenza, la scelta di Julie sarà ancora una volta sorprendente: decide infatti di restare. Con questo nuovo romanzo, Nadine Gordimer indaga le ragioni dell’amore, esplora l’incontro tra culture diverse e racconta la condizione dei disperati, privati di ogni certezza.

Nadine Gordimer, Nessuno al mio fianco, Feltrinelli: In Sudafrica, poco prima delle elezioni che hanno portato Nelson Mandela al potere, due coppie fanno i conti con la realtà sociale e politica del paese. Da un lato ci sono gli Stark: Vera e Bennet, i bianchi. Lui rinuncia alle proprie attività artistiche per la famiglia, lei invece intraprende la professione di avvocato che, costringendola ad affrontare problematiche a lei sconosciute, le cambierà la vita. Dall’altro lato scorre l’esistenza parallela dei Maqoma: Sibongile e Didymus, militanti neri tornati in patria dopo anni di esilio a seguito dei grandi rivolgimenti politici. Lui, ex terrorista, viene messo da parte dal movimento rivoluzionario, mentre lei, che non si era mai impegnata nella lotta politica, vi acquisisce un ruolo sempre più attivo. Nessuno passa indenne attraverso gli sconvolgimenti che stanno travolgendo il Sudafrica e tutti si trovano a dover fare i conti con la storia. Nadine Gordimer, con maestria nel trattamento della struttura narrativa e nella delineazione dei personaggi, ci commuove e insieme ci aiuta a comprendere la realtà del Sudafrica, in uno dei momenti chiave della sua storia contemporanea.

Tutti i libri di Nadine Gordimer: http://www.feltrinellieditore.it/autori/autore/gordimer-nadine/

Sindiwe Magona, Ai figli dei miei figli, Nutrimenti: Scritta in forma di lettera indirizzata ‘ai figli dei miei figli’ da parte di una nonna Xhosa affinché non dimentichino la loro storia, questa autobiografia della scrittrice sudafricana Sindiwe Magona racconta i primi ventitré anni di vita della sua autrice (nata nel 1943) nel Sud Africa dell’apartheid.
Magona ricorda gli anni felici dell’infanzia e quelli progressivamente sempre più grigi e difficili della adolescenza e della prima giovinezza, anni segnati da una situazione politica scandita dal progressivo inasprirsi di leggi che restringono e condizionano la vita degli africani, rendendo loro del tutto impossibili condizioni di vita appena dignitose.
Eppure, a dispetto di tutto, e senza mai indulgere nell’autocommiserazione, Magona ci consegna il racconto di una vita fatta di studio e di lavoro, di maternità fortemente volute e di una tenace determinazione che la porterà dalle baraccopoli di Città del Capo a ricoprire il ruolo di bibliotecaria presso le Nazioni Unite. Una vita difficile ma rischiarata da ampi sprazzi di ironia e allegria, da solidarietà femminili condivise e da una incrollabile fiducia nella vita e nel futuro.

Sindiwe Magona, Push-Push ed altre storie, Gorée: Dai temi della segregazione razziale, in cui si trovano risvolti di attualità anche nel mondo occidentale – si pensi alle questioni sollevate dalle rivolte delle periferie – ad altri che prendono spunto dalla tradizione xhosa, l’autrice conduce a scoprire realtà più o meno note senza mai far dimenticare che il principale scopo della sua scrittura è quello della riflessione sulla condizione di uomini e donne spesso dimenticati, ma non per questo assenti dalle vicende della Storia.

Sindiwe Magona, Da madre a madre, Gorée: Nell’agosto del 1993, Amy Biehl, alunna bianca del Fulbright College, venne uccisa a Città del Capo da un gruppo di giovani neri, istigati da un insorgente movimento “anti bianco”. Il libro è stato provocato da questa tragedia. La madre dell’assassino scrive alla madre della vittima e tenta, parlando del suo dolore, di ottenere la comprensione per suo figlio dal racconto sia della vita di questi che della propria in un mondo condizionato dall’apartheid. Il racconto della vita e della cultura dei sobborghi neri è pregnante e allo stesso tempo, nello stile della scrittura di Sindiwe Magona, estremamente vivido.

Sindiwe Magona, Questo è il mio corpo!, Gorée: L’evento scatenante del romanzo è una morte per AIDS. In questo modo il lettore viene trascinato sin dall’inizio nell’analisi di una delle piaghe sociali più diffuse in Sudafrica attraverso le vicende e soprattutto le riflessioni delle protagoniste. Il problema dell’epidemia viene affrontato in modo diretto: nella vita di chiunque può succedere di entrare in contatto con il virus senza sospettarlo minimamente. La pericolosità di comportamenti sessuali sconsiderati e dell’omertà, e l’ingiustizia di sottoporre le persone amate al rischio di morte sembra rivestire particolare importanza e viene continuamente ribadita. Il messaggio è affidato a due diversi espedienti narrativi. Da una parte l’autrice lascia che gli eventi parlino da sé in modo che il lettore si renda conto di quanto facilmente la malattia possa insinuarsi nella vita di chiunque; dall’altra parte affida alle parole dei protagonisti le considerazioni e le riflessioni sugli avvenimenti e il dolore che l’epidemia di AIDS comporta.

Nelson Mandela, Lungo cammino verso la libertà, Feltrinelli: Dall’infanzia nelle campagne del Transkei alle township di Johannesburg, dalla prima militanza nell’Anc, attraverso ventisette anni di carcere, al premio Nobel per la pace e alla presidenza del suo paese. Il lungo cammino verso la libertà di Nelson Mandela è il lungo cammino del popolo nero verso la libertà politica e la conquista di un valore irrinunciabile: la dignità dell’essere umano.

Nelson Mandela, Le mie fiabe africane, Feltrinelli: Nelson Mandela raccoglie in questa magistrale antologia il meglio dell’immaginario fiabesco africano. “C’è la lepre,” osserva Mandela, “una piccola canaglia; il furbo sciacallo, nel ruolo dell’imbroglione; la iena, nella parte del più debole; il leone, in quella di sovrano dispensatore di doni; il serpente, che infonde paura e al contempo è un simbolo di virtù taumaturgiche; ci sono gli incantesimi che provocano sventura o salvezza; ci sono cannibali raccapriccianti che fanno paura ai grandi non meno che ai piccoli.” Il popoloso universo di uomini e animali che abitano questo continente è colto attraverso gli squarci folgoranti dell’arida essenza dell’Africa, tramite il caleidoscopio dei suoi colori assoluti, del bagliore accecante del sole, della foschia azzurra delle montagne. All’orizzonte il benevolo sollievo offerto dall’acqua e dalle foglie. “Le mie storie più care,” le definisce Mandela. Storie antiche quanto l’Africa, raccontate attorno ai falò della sera da tempo immemorabile, universali nella loro capacità di ritrarre gli animali e la loro umanissima magia.

Tutti i libri di Nelson Mandela: http://it.wikipedia.org/wiki/Nelson_Mandela#Edizioni_italiane_degli_scritti_e_dei_discorsi_di_Mandela

Breyten Breytenbach, Le confessioni di un terrorista albino, Alet: Breyten Breytenbach racconta la storia del proprio arresto in Sudafrica, nel novembre del 1975. Arrivato a Johannesburg per battersi contro il regime dell’apartheid, Breytenbach viene accusato di essere un agente del KGB e sbattuto in prigione, dove resterà per 7 lunghi anni. Lo scrittore rievoca le angherie subite, la vita dei detenuti, ma anche l’importanza della scrittura, come strumento di evasione e di libertà. Una denuncia atemporale di ogni forma di razzismo, schiavitù, odio, apartheid.

Breyten Breytenbach, Ritorno in paradiso, Costa & Nolan: È insieme la storia di un viaggio, lo spaccato di una delle nazioni che negli ultimi anni ha subito le più rapide, impensabili e drammatiche metamorfosi, lo specchio della vita dei boeri asserragliati nelle loro belle case mentre fuori si consumano le tragedie della violenza e della lotta dei neri nel difficile cammino verso la libertà.

André Brink, La polvere dei sogni, Feltrinelli: Outeniqua 1994: una città immaginaria nel Sudafrica, pochi mesi prima delle elezioni che porteranno Nelson Mandela al potere. Kristien, dopo molti anni di esilio a Londra, torna nella città dove ha trascorso la sua infanzia per vegliare la nonna, Ouma Kristina, in punto di morte. Ouma, lucidissima e ispirata, comincia subito a raccontare la propria vita. E raccontando disegna un formidabile intreccio di storie, maestoso come un affresco, struggente come la polvere in cui sembrano sfarinare i sogni di molte vite. Più la memoria torna indietro, e più emergono fra evocazioni leggendarie e tortuose vicende famigliari figure di antenate ribelli e inquiete, che molto condividono con Kristien e poco con sua sorella Anna, sposata a un violento razzista che mai ha voluto lasciare. È proprio il rapporto tra Anna e Kristien a riportarci drammaticamente alle elezioni imminenti. Il passato dell’apartheid viene riscritto alla luce di un nuovo presente e di nuovi interrogativi: qual è l’eredità della repressione? E cosa accade dei vecchi incubi quando un sogno s’avvera?

André Brink, Desiderio, Feltrinelli: Una complessa relazione amorosa, quasi masochista, si sviluppa tra Ruben Olivier, un bibliotecario ultrasessantenne ormai in pensione, e Tessa Butler, una giovane neanche trentenne, vivace e spigliata, che Ruben ha preso a vivere con sé. Tessa movimenta le sue giornate e gli dichiara profondi sentimenti, ma gioca con lui e gli fa intravedere delle possibilità che non si realizzano mai. E se lei si sente sempre più a casa propria, Ruben vede vacillare il proprio mondo, un tempo ordinato e pacifico. I ricordi che lo hanno consolato dopo la morte della moglie lentamente svaniscono e la visione di se stesso cambia in modo irreversibile. L’atmosfera è cupa, la violenza palpabile e su tutto pesa un senso di presagio acuito dagli squarci che Brink apre sul passato e sul presente del Sudafrica, dove nessuno è al sicuro.

Tutti i libri di André Brink: http://it.wikipedia.org/wiki/Andr%C3%A9_Brink#Opere

J.M. Coetzee, Vergogna, Einaudi: «Per un uomo della sua età, cinquantadue anni, divorziato, gli sembra di avere risolto il problema del sesso piuttosto bene». Ma forse non è così, se una sera David Lurie, insegnante alla Cape Town University, invita un’allieva a bere qualcosa, poi a mangiare un boccone, e infine a passare la notte con lui. Una notte che non resta isolata, che diventa una storia e che finisce con una denuncia per molestie sessuali. Allontanato dall’università, David chiede ospitalità alla figlia Lucy in campagna, nella parte orientale della Provincia del Capo, dove la convivenza tra diverse etnie, diverse tradizioni, diversi Sudafrica, è aspra come la terra che Lucy coltiva.
David tenta di adeguarsi alla nuova vita: dà una mano nei campi, aiuta una conoscente alla clinica veterinaria. Soprattutto, tenta di adeguarsi alla donna indipendente che è diventata sua figlia. Ma come tollerare anche la violenza che Lucy ha scelto di accettare? Vincitore del Booker Prize nel 1999, Vergogna mette in scena le trasformazioni del Sudafrica post-apartheid raccontando – come ha scritto «The Sunday Times» – «una storia dura, scritta in una prosa di scarna, aspra bellezza, che conferma Coetzee come uno dei nostri migliori narratori di oggi».
La mia recensione: https://sonnenbarke.wordpress.com/2013/06/21/vergogna/

J.M. Coetzee, Diario di un anno difficile, Einaudi: Impegnato nella stesura di una serie di saggi dal titolo Opinioni forti, l’anziano e famoso scrittore John C. ne affida la trascrizione a una giovane e attraente vicina di casa.
Il rapporto fra i due, giocato sul precario equilibrio fra seduzione e attrazione, avrà non poche conseguenze sulle loro vite: l’immediatezza e l’ingenuità di Anya indurranno lo scrittore a ripensare e ammorbidire le proprie posizioni, la capacità di analisi di John C. porterà la donna a osservare con occhio più attento e critico la realtà, anche quella privata. Proseguendo nel suo percorso di ricerca di nuove forme narrative, J. M. Coetzee articola il romanzo su tre livelli: il diario dello scrittore, le corrispondenti annotazioni di Anya e infine l’esito stesso del lavoro di John C., e cioè i saggi di Opinioni forti.

Tutti i libri di J.M. Coetzee: http://www.einaudi.it/catalogo/%28tiporicerca%29/RicercaSemplice/%28authors%29/J.%20M.%20Coetzee/%28searchSessionKey%29/Libri%20di%20J.%20M.%20Coetzee/%28enableEinaudiScore%29/true/

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