Libri dalla Repubblica Dominicana

Junot Diaz, La breve favolosa vita di Oscar Wao, Mondadori: Oscar è un ghetto-nerd dominicano obeso e goffo, ossessionato dalle ragazze – che naturalmente lo ignorano – dai giochi di ruolo e dai romanzi di fantascienza e fantasy. Prima che lui nascesse, sua madre, la formidabile Belicia Cabral, ha lasciato la Repubblica Dominicana di Trujillo per rifugiarsi nel New Jersey, dove Oscar vive sognando di diventare il nuovo Tolkien e, più di ogni altra cosa, di trovare l’amore. Per riuscirci, il nostro eroe deve sfidare il micidiale fukú, l’antica maledizione che perseguita i membri della sua famiglia da generazioni, condannandoli al carcere, alla tortura, a tragici incidenti e soprattutto alla sfortuna in amore. La prosa vivida e giocosa di Junot Díaz, che incarna la molteplicità di luoghi, culture e linguaggi alla base del romanzo, ci trasporta dalle periferie americane contemporanee al sanguinario e insieme mitico regno del dittatore dominicano Rafael Leónidas Trujillo, mentre la storia del mite e sventurato giovane si intreccia a quella della sua gente e della sua terra, che finiranno per plasmarne il destino.

Junot Diaz, Drown, Mondadori: Accolto dalla critica americana come un vero caso letterario, Drown è l’opera prima di Junot Díaz, dieci racconti che spaziano dai barrios dominicani alle comunità urbane del New Jersey. Storie dure, basate per lo più sull’esperienza dell’autore: padri in fuga e madri piene di grinta disposte a lottare fino all’ultimo per i propri figli; la difficile e ambigua esperienza degli immigrati; una generazione condannata alla violenza, alla povertà, all’incertezza. Protagonisti sono soprattutto gli adolescenti, in un’inconsapevole, confusa attesa dell’evento che cambi le loro vite. Tra droghe, miseria, sesso e cinismo, Díaz compone una piccola epopea ricca di ironia e misurato lirismo, in cui batte un ritmo oscillante tra dolore e gioia, rabbia e perdono.
Il primo capitolo: http://leggere.librimondadori.it/junot-diaz-drown/

Junot Diaz, È così che la perdi, Mondadori: Yunior, alter ego dell’autore e protagonista di questo libro, è uno capace di mettere nero su bianco una vera e propria Guida all’amore per infedeli senza cambiare una virgola delle proprie abitudini, pronto a lanciarsi in disperate richieste di perdono ogni volta che la fidanzata di turno, tradita, lo pianta. Yunior è il ragazzino che si innamora sempre delle donne di suo fratello, che cerca di fare amicizia con i bambini americani nel giardino pieno di neve di un condominio di periferia in cui è appena sbarcato. È il nipote che non riesce a scordarsi il nonno lasciato a Santo Domingo, le sue mani da contadino, il suo dispiacere quando l’ha visto partire. È l’adolescente arrabbiato che non sa come comportarsi con suo fratello che sta morendo di cancro ma rimane loco al cento per cento e fa impazzire di dolore la madre, spingendola nelle braccia del pianeta Geova. Ma Yunior è soprattutto il ragazzo ormai adulto che si emoziona ogni volta che torna nella sua isola e vede il mare spinto nel cielo dallo spruzzo di una balena, e crede davvero che alla fine di una storia, dopo tradimenti e suppliche, sia sempre possibile provarci ancora.
Il primo capitolo: http://www.librimondadori.it/content/download/32767/1875725/version/1/file/Diaz_E%CC%80+cosi%CC%80+che+la+perdi.pdf

Ángela Hernández Nuñez, Come raccogliere l’ombra dei fiori, Perosini: Storie che procedono di sbieco attraverso gli attimi della vita, con personaggi stravaganti e umanissimi, sognatori perdigiorno o coscienziosi esploratori dei sentimenti. Un mondo ricolmo di piccoli oggetti smontati con innocente meraviglia, diviso tra angosce collettive e follie personali, tra interni urbani segnati dalle tensioni sociali e aperti spazi naturali, in una campagna caraibica povera e magica, sperduta ed eterna. Una carrellata di madri, spose, bambine, sorelle, amanti: donne dal fragile sorriso le cui parole ci arrivano come brividi, come sferzate, come baci, come bagliori.

Marcio Veloz Maggiolo, La biografia diffusa di Sombra Castaneda, Perosini: Ambientato nel momento del trionfo e declino della tirannia di Trujillo, il romanzo sa tradurre il localismo della dittatura in un quadro in cui il despota concreto non è che incarnazione provvisoria delle grandi psicomachie delle origini, dello scontro primario e misterioso tra le forze del bene e quelle del male. La crudeltà totalitaria diventa così fantasma che governa da regioni segrete, anteriori, le società dell’uomo, conferendo alla trama una dimensione decisamente rituale e allegorica. La storia domenicana viene presentata come orizzonte dell’incarnazione di Sombra Castaneda, spirito che attraversa il tempo della repubblica dalle origini indiane, passando per la frattura della conquista e la pseudo redenzione dell’indipendenza.

Marcio Veloz Maggiolo, Riti di cabaret, Besa: Riti di cabaret, romanzo ambientato a Villa Francisca, un quartiere della capitale dominicana, ci catapulta nella vita tumultuosa e magica di Santo Domingo durante gli ultimi anni della dittatura di Trujillo. I protagonisti sono personaggi di una storia recente, segnata dall’invasione statunitense del 1965. Il romanzo ruota intorno alla storia di Papo Torres, famoso ballerino di bolero e grande amatore, il quale, dopo aver subito un forte trauma come spia del servizio segreto del regime, decide di dedicare il resto della sua vita alla ricerca delle donne che ha amato, in un tentativo di recupero del suo passato. In questo “viaggio” a ritroso nel tempo coinvolge il figlio che, insieme a Persio, copista di Papo a cui quest’ultimo ha narrato la sua biografia in una sorta di diario, svolge la funzione di narratore.
Riti di cabaret è parte magica di una concezione del mondo in cui l’irreale è la parte più funzionale della realtà. I personaggi, le cui storie sono accompagnate sempre dalle parole dei boleri, si trasformano al ritmo della dura realtà che vivono e del ricordo che, nonostante tutto, determina la parte migliore e quella peggiore delle loro biografie.

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