Libri dalla Repubblica Ceca

Praga

Franz Kafka, Racconti, Mondadori: L’essenziale opera di Kafka nella collezione I Meridiani Collezione, scrittore praghese di straordinaria forza simbolica, acuto indagatore dei motivi della colpa e della condanna, che ha saputo mediare la cultura occidentale a sfondo razionalistico e gli impulsi mistici dell’ebraismo. Il volume dei Racconti include la produzione kafkiana da Descrizione di una battaglia a Un digiunatore e si avvale della prestigiosa curatela di Ervino Pocar.
La mia recensione: https://sonnenbarke.wordpress.com/2014/10/28/franz-kafka-racconti-repubblica-ceca/

Franz Kafka, Romanzi, Mondadori: L’essenziale opera di Kafka, scrittore praghese di straordinaria forza simbolica, acuto indagatore dei motivi della colpa e della condanna, che ha saputo mediare la cultura occidentale a sfondo razionalistico e gli impulsi mistici dell’ebraismo, racchiusa nella collana I Meridiani Collezione. Il volume dei Romanzi contiene le opere America, Il processo e il Castello, con alcuni capitoli incompiuti in appendice. Le traduzioni sono classiche e recano, tra le altre, le firme di Ervino Pocar, Anita Rho e Italo Alighiero Chiusano.

Tutti i libri di Franz Kafka: http://autori.librimondadori.it/franz-kafka

Václav Havel, L’udienza, Forum: Qual è il volto del Potere? E come muoversi di fronte alle sue assurde sopraffazioni e violenze? Nell’atto unico L’udienza, scritto nel 1975 – quando i carri armati avevano da tempo schiacciato il sogno della Primavera di Praga – Václav Havel ci presenta un colloquio al tempo stesso realissimo e grottesco: perseguitato per le sue idee e di conseguenza costretto a guadagnarsi da vivere come scaricatore di barili in uno squallido birrificio, un drammaturgo è ricevuto dal «capo» alcolizzato da cui dipende tutto il suo destino. In questa «udienza» dai riverberi ora sinistri, ora superbamente comici, il grande scrittore ceco si dimostra uno spietato analista dei meccanismi che portano alla repressione delle libertà individuali, che trasformano gli uomini in delatori, vittime e carnefici. Il volume, che riporta il testo originale ceco dell’opera, ne propone una nuova traduzione italiana a cura di Annalisa Cosentino.

Václav Havel, Uscire di scena, Forum: Con questa pièce del 2007, rappresentata con successo nel 2008 a Praga e a Londra, Václav Havel ritorna al mestiere di drammaturgo dopo la lunga pausa dovuta all’impegno di uomo politico e capo di Stato. Nell’opera, cadenzata da un ritmo ascendente, un politico di primo piano lascia la scena. L’azione si svolge su due livelli: la dinamica delle relazioni e della comunicazione tra le persone, uno dei temi prediletti nel teatro di Havel, viene rappresentata sia nell’ambito di politica e potere, sia su un piano più intimo e familiare. In scena la residenza che l’ex capo di governo deve lasciare, circondata dai ciliegi; nell’azione si intrecciano citazioni che rimandano al Giardino dei ciliegi di Čechov e a Re Lear di Shakespeare.

Tutti i libri di Václav Havel: http://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_noss?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&url=search-alias%3Dstripbooks&field-keywords=V%C3%A1clav+Havel&rh=n%3A411663031%2Ck%3AV%C3%A1clav+Havel

Bohumil Hrabal, Treni strettamente sorvegliati, e/o: Molti conoscono la tenera storia del giovane Miloš ferroviere in una stazioncina dell’Europa centrale, per averla vista in un film che vinse l’Oscar nel 1966.
Miloš, Charlot boemo, diventa adulto tra i propri insuccessi amorosi e gli scintillanti successi del capo-manovra Hubička (che stampa timbri sulle chiappe della telegrafista), tra il ricordo del nonno che voleva fermare i tank con l’ipnosi e quella bomba, quella “cosina” che lui, Miloš, deve infilare nel treno dei nazisti.

Bohumil Hrabal, Ho servito il re d’Inghilterra, e/o: Accolto da un’ovazione di consensi alla sua prima uscita italiana nel 1986, lo straordinario romanzo di Hrabal ha avuto numerose ristampe nell’edizione economica.
È raro che un libro riesca come questo a esibire una tale gamma di registri, di storie, di aspirazioni. C’è un erotismo festoso; c’è un’assoluta passione per la vita, per le sue sorprese; c’è la voglia di denaro e di successo come ansia di riconoscimento; c’è la tristezza della vita come delusione e solitudine: c’è una festa di immagini e di poesia.

Tutti i libri di Bohumil Hrabal: http://it.wikipedia.org/wiki/Bohumil_Hrabal#Traduzioni_in_italiano

Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere, Adelphi: Protetto da un titolo enigmatico, che si imprime nella memoria come una frase musicale, questo romanzo obbedisce fedelmente al precetto di Hermann Broch: «Scoprire ciò che solo un romanzo permette di scoprire». Questa scoperta romanzesca non si limita all’evocazione di alcuni personaggi e delle loro complicate storie d’amore, anche se qui Tomáš, Teresa, Sabina, Franz esistono per noi subito, dopo pochi tocchi, con una concretezza irriducibile e quasi dolorosa. Dare vita a un personaggio significa per Kundera «andare sino in fondo a certe situazioni, a certi motivi, magari a certe parole, che sono la materia stessa di cui è fatto». Entra allora in scena un ulteriore personaggio: l’autore. Il suo volto è in ombra, al centro del quadrilatero amoroso formato dai protagonisti del romanzo: e quei quattro vertici cambiano continuamente le loro posizioni intorno a lui, allontanati e riuniti dal caso e dalle persecuzioni della storia, oscillanti fra un libertinismo freddo e quella specie di compassione che è «la capacità massima di immaginazione affettiva, l’arte della telepatia, delle emozioni». All’interno di quel quadrilatero si intreccia una molteplicità di fili: un filo è un dettaglio fisiologico, un altro è una questione metafisica, un filo è un atroce aneddoto storico, un filo è un’immagine. Tutto è variazione, incessante esplorazione del possibile. Con diderotiana leggerezza, Kundera riesce a schiudere, dietro i singoli fatti, altrettante domande penetranti e le compone poi come voci polifoniche, fino a darci una vertigine che ci riconduce alla nostra esperienza costante e muta. Ritroviamo così certe cose che hanno invaso la nostra vita e tendono a passare innominate dalla letteratura, schiacciata dal loro peso: la trasformazione del mondo intero in una immensa «trappola», la cancellazione dell’esistenza come in quelle fotografie ritoccate dove i sovietici fanno sparire le facce dei personaggi caduti in disgrazia. Esercitato da lungo tempo a percepire nella «Grande Marcia» verso l’avvenire la più beffarda delle illusioni, Kundera ha saputo mantenere intatto il pathos di ciò che, intessuto di innumerevoli ritorni come ogni amore torturante, è pronto però ad apparire un’unica volta e a sparire, quasi non fosse mai esistito.

Milan Kundera, Lo scherzo, Adelphi: Lo studente Ludvík scrive, per scherzo, una cartolina con tre righe beffarde sull’ottimismo socialista e la spedisce a una sua compagna, una bella ragazza che prende tutto sul serio. Ma questo prendere tutto sul serio è anche «il genio stesso dell’epoca». Cento mani si alzano per condannare quella cartolina. Siamo a Praga, subito dopo il 1948. Ludvík perde ogni diritto, la sua vita è sfigurata per sempre da quel piccolo scherzo. Da qui il titolo di questo romanzo, la cui origine Kundera ha così raccontato: «Un giorno, nel 1961, sono andato a vedere degli amici nella regione mineraria dove un tempo ho vissuto. Mi hanno raccontato la storia di una giovane operaia arrestata e imprigionata perché rubava, per il suo amante, fiori nei cimiteri. La sua immagine non mi abbandonava, e davanti ai miei occhi si disegnava il destino di una giovane donna per la quale l’amore e la carne erano mondi separati, e la sessualità era all’opposto dell’amore. Un’altra immagine contrappuntava quella della ladra di fiori: un lungo atto amoroso che non era in realtà altro che un superbo atto di odio. Così è nata l’idea del mio primo romanzo, che ho finito nel dicembre 1965 e intitolato Lo scherzo». Dietro questo libro vi sono dunque due storie che si tendono fra punti estremi dell’amore: da una parte la dolcezza enigmatica di Lucie, «fata scacciata da una favola»; dall’altra la durezza di Ludvík, che cerca la vendetta sul corpo di una donna. Questi estremi si guardano e appartengono l’uno all’altro, ma non possono comunicare. Sono il melanconico canto a due voci dell’incomprensione fra la carne e l’anima. Ma altre voci si aggiungono, in un tessuto polifonico dove Kundera si rivela, sin dalle prime battute, maestro: ciascuna portatrice di una verità che sarebbe essenziale all’altra, ma all’altra sfuggirà per sempre, anelli di una catena, di abbagli e malintesi. Questi ultimi sono l’elemento più solido che, negli anni, continua a legare i personaggi del romanzo: forti come e più delle passioni, sono gli agenti dell’errore universale di cui si compone la storia e fomentano l’opera dell’oblio e della devastazione a cui presiede, sovrano, «l’angelo della rapina». Ogni personaggio, ogni sentimento viene progressivamente spogliato da quella devastazione. Ogni cosa rimane come un nudo attaccapanni. Nulla sopravvive, salvo una cerimonia. In questo senso Lo scherzo somiglia alla Cavalcata dei re: antica cerimonia che accompagna e chiude il romanzo, recita piena di immagini divenute indecifrabili, favola che raggiunge la sua ultima bellezza nella miseria e nell’abbandono a cui l’epoca l’ha costretta. E, come soltanto in quella cerimonia risuonava un lontano passato, ridotto a «sopravvivenza simbolica di qualcosa che non c’era più», così soltanto nelle pagine dello Scherzo si ripercuotono e si salvano gli opposti, inestricabili significati di quegli avvenimenti che un piccolo scherzo aveva acceso e bruciato in pochi anni. Per il resto, «il ruolo della riparazione (della vendetta come del perdono) sarà assunto dall’oblio. Nessuno rimedierà alle ingiustizie commesse ma tutte le ingiustizie saranno dimenticate».
Lo scherzo è il romanzo che ha rivelato Kundera. Pubblicato nel 1967 in Cecoslovacchia, apparve nel 1968 in Francia con una prefazione di Aragon ed ebbe subito grande risonanza. Nello stesso anno il libro veniva ritirato dalla circolazione in Cecoslovacchia.

Tutti i libri di Milan Kundera: http://www.adelphi.it/catalogo/cerca/reply/smart/YTo0OntzOjQ6InR5cGUiO3M6NToic21hcnQiO3M6NzoiT3JkZXJCeSI7czo1OiJzY29yZSI7czoxOiJxIjtzOjEzOiJtaWxhbiBrdW5kZXJhIjtzOjQ6IlNvcnQiO3M6NzoiZGVmYXVsdCI7fQ==/p1

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