Gilbert Sinoué, Erevan (Egitto)

Gilbert Sinoué, Erevan, J’ai lu, Paris 2010. 380 pagine, 7,60 €.

Non avevo mai letto nulla di Gilbert Sinoué, famoso scrittore francese nato e cresciuto in Egitto, e ho voluto cominciare con questo suo libro che in italiano è tradotto da Neri Pozza con il titolo di Armenia. Come sapete, i libri sul genocidio armeno mi interessano molto: mi interessavano già da prima, ma tanto più dopo essere stata in Armenia e avere conosciuto questo popolo straordinario. Tra l’altro nel 2015 ricorre il centesimo anniversario del genocidio, il cui inizio si fa tradizionalmente risalire al 24 aprile, giorno del rastrellamento di centinaia di intellettuali, poi brutalmente uccisi.

Sinoué ci parla di tutto questo: parte dalla presa della Banca Ottomana nel 1896 da parte di un commando di giovani armeni, parla del prepararsi e dello svolgersi del genocidio del 1915, e narra infine l’operazione Nemesi, con la quale alcuni rappresentanti armeni hanno deciso di eseguire da sé le condanne a morte in contumacia a cui sono stati condannati i responsabili del genocidio.

Non mi stancherò mai di dire che non si parlerà mai troppo di questo genocidio, considerato il primo del Novecento, quello a cui Hitler si ispirò per la distruzione degli Ebrei d’Europa. Il genocidio forse meno conosciuto della storia dell’umanità, eppure uno fra i più cruenti. Non se ne parlerà mai abbastanza se è vero che ad oggi soltanto 20 Paesi (fra cui l’Italia) lo hanno riconosciuto ufficialmente. Non se ne parlerà mai abbastanza se è vero che a tutt’oggi in Turchia esiste una legge che prevede il carcere per chi osi solo parlare di genocidio armeno. Dunque i libri, che siano romanzi o saggi, che si leggeranno e si divulgheranno su questo argomento non saranno mai troppi.

Sinoué parla magistralmente di questo evento oscurissimo della storia mondiale recente. Il suo è un vero e proprio romanzo storico ben documentato, tanto che alla fine c’è un elenco di personaggi del libro che sono realmente esistiti e hanno avuto parte attiva nelle vicende descritte, nonché delle note storiche e una bibliografia ragionata. Non so se tutto questo è stato mantenuto nell’edizione italiana, ma spero di sì. Se si può rimproverare qualcosa a Sinoué è di essere un po’ troppo frettoloso in alcuni passaggi, ma si perdona facilmente questo difetto nella scrittura.

Un libro ovviamente terrificante, come lo sono tutti i libri sull’argomento e su altri genocidi; ci ho messo dunque un po’ a leggerlo, perché non potevo superare certe piccole dosi di crudeltà giornaliere. Lo consiglio vivamente a tutti, per quanto mi riguarda è fra i libri più belli letti quest’anno.

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